Luciano D’Alfonsamente Show

Luciano D’Alfonsamente Show

di Christian Francia  –

Ogni giorno il cittadino diligente che ha a cuore l’Abruzzo dovrebbe studiare le cazzate che pronuncia a getto continuo il Presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Solo imparandole a memoria diventa possibile maturare la convinzione che si tratti di uno spettacolino da cabaret di provincia, dato in pasto ad un popolo ignorante e incapace di reagire.

Popolo che pende dalle labbra dell’imbonitore il quale infiocchetta metafore, inventa circonlocuzioni, affetta buoni sentimenti, infiocchetta definizioni che inibiscono l’interlocutore e gli vietano di manifestare la giusta e sana reazione: mandarlo a fare in culo.

Sono passati tre anni dalla campagna elettorale regionale durante la quale D’Alfonsamente ha girato in lungo e in largo il territorio con il suo camion di figure retoriche, promettendo – alla maniera democristiana che lo contraddistingue – mari e monti, massima attenzione per tutti, prosperità per ciascuno, finanziamenti a iosa, futuro radioso.

Credo sia giunto il momento di smascherare la farsa e di annunciare Urbi et Orbi che D’Alfonsamente ha fallito su tutta la linea, che non è stato capace di emendare nemmeno una piccolissima pecca dell’architettura istituzionale, burocratica, produttiva e culturale dell’intero Abruzzo.

Il video montato impeccabilmente lo inchioda alle sue stesse parole, al suo stesso cabaret, alla sua farsa che ciascuno potrebbe ulteriormente farcire con le esperienze personali dirette, visto che il governatore si presenta ovunque e ovunque sparge la sua incontinenza verbale, verbosa, prolissa, improduttiva, incombente, assopente, soporifera.

Le “coccole” da fare ai pazienti (mai viste); gli UFO da respingere (e invece accolti come i benvenuti, visto che D’Alfonsamente si riferiva alle piattaforme petrolifere che ha finto di combattere, salvo poi piegarsi ai voleri del governo Renzi e condurre una battaglia antiambientalista al referendum “Antitrivelle” dell’aprile 2016); l’ammissione invereconda di volersi accordare con “i poteri sia forti che deboli”. Insomma, una catastrofe totale.

Parole, parole, sempre e soltanto parole, mai fatti, mai risultati, mai rimedi efficaci, mai sviluppo, mai lavoro, mai occupazione, mai sicurezza, mai serenità.

I pazienti fuggono dall’Abruzzo, i turisti fuggono dall’Abruzzo, adesso anche i residenti fuggono dall’Abruzzo (come si vede nella tabella del quotidiano Il Centro elaborata sui dati ufficiali dei primi otto mesi del 2016, quindi ben prima dello sciame sismico che ha avuto inizio proprio a fine agosto).

Popolazione Abruzzo diminuisce nei primi 8 mesi del 2016
Lo spopolamento nei principali Comuni abruzzesi nei primi otto mesi del 2016

E non è quindi una questione legata al terremoto, bensì una vera e propria malattia sistemica che ammorba una classe dirigente inadeguata e incapacissima che negli ultimi venti anni ha compiuto ogni sforzo per consentire l’arretramento e l’impoverimento di questa regione.

Popolazione abruzzo - decrementi per singole province primi 8 mesi del 2016
Lo spopolamento di tutte le quattro province abruzzesi nei primi otto mesi del 2016

D’Alfonsamente ha avuto il coraggio di scrivere oggi nero su bianco, relativamente all’emergenza neve e terremoto di gennaio, che “È mia opinione che il sistema abbia sostanzialmente dato buona prova di sé”. Hanno dato buona prova il volontariato e i singoli, forse, ma pessima è stata la prova del sistema di prevenzione e di pianificazione, cioè a dire della politica.

La verità è auto evidente: l’Abruzzo sprofonda per colpa di una cattiva gestione che si protrae sine die, ostaggio di problemi incancreniti quali una pessima burocrazia, l’incapacità di programmazione e di attuazione dei programmi, la disoccupazione dilagante, la povertà in crescita galoppante, l’insicurezza generale e la sfiducia nel futuro.

D’Alfonsamente è un fenomeno da baraccone, un animale che si trova a suo agio solo nella competizione elettorale, laddove chi ha più fantasia e retorica riesce a dominare, ad attirare i riflettori, a gettare ombre sugli avversari, a sedurre gli elettori con promesse sempre nuove che puntualmente non trovano uno sbocco nel mondo reale.

Non è un caso che mentre da agosto a gennaio abbiamo vissuto uno sciame sismico che non ha precedenti alle nostre latitudini, la scena pubblica si è concentrata quasi esclusivamente sul dibattito referendario con D’Alfy in prima linea ad istrioneggiare sul cambiamento epocale che avrebbe prodotto la mitica schiforma costituzionale dell’ex governo Renzi.

Frattanto la terra ha continuato a tremare e il cielo si è messo a nevicare, ma D’Alfonsamente ha continuato a sparare cazzate prima e dopo la tragedia, a ripetere ovvietà e idiozie a ciclo continuo, abusando nell’utilizzo della parola “responsabilità”, responsabilità che lui non si è mai assunto (altrimenti avrebbe già dovuto rassegnare le dimissioni e ritirarsi a vita privata).

Il dramma dell’Abruzzo non consiste nella carenza di regole o di normative, bensì nell’assenza della politica e nella contestuale sudditanza della società a coloro che comandano.

L’assenza cronica di colpevoli, la fuga dalle responsabilità, la Giustizia che non funziona, lo scaricabarile continuo, l’accountability che è un concetto mai entrato nella nostra cultura, costituiscono lo scenario spettrale di un presente fosco e inquietante.

Il potere è sordo e cieco, sfugge a qualsivoglia controllo democratico, è occupato da uomini senza scrupoli che hanno seppellito insieme alle ideologie anche ogni forma di coerenza (e ogni parvenza di moralità), si comporta da parassita sul corpo della comunità (e continuerà a farlo fino a quando essa non morirà dissanguata).

2 Responses to "Luciano D’Alfonsamente Show"

  1. Anonimo   3 febbraio 2017 at 9:14

    Cosa vuole che ci sia da commentare?
    Bisogna persino rivedere il detto ” abruzzesi forti e gentili”.

  2. sa   4 febbraio 2017 at 21:49

    ufo …

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