Le scuole di Teramo non sono sicure: irresponsabile riaprirle

Le scuole di Teramo non sono sicure: irresponsabile riaprirle

di Giovanni Foschi  –

Noè Lucidi - La sicurezza delle scuole è un miraggio
La scuola elementare “Noè Lucidi” di Teramo

È incomprensibile e inaccettabile la resa teramana davanti alla più scarsa leadership politica che abbia mai attraversato la nostra Regione. Tutti coloro che hanno alzato la voce hanno fatto solo chiacchiere (e non mi riferisco soltanto ai politici locali). Proteste minacciate, denunce, lo sbattere pugni a Roma. Tutto rientrato.

Teramo deve tornare, i bambini/ragazzi devono rientrare perché NOI (il NOI comprende anche noi genitori) diciamo che le scuole sono agibili e, anche fosse vero che le agibilità sono un po’ ballerine e che la Legge impone (non consiglia) attraverso un’Ordinanza Ministeriale del 2003 di sottoporre tutti gli edifici in zona sismica alle prove di vulnerabilità sismica (e provvedere di conseguenza agli opportuni adeguamenti), vabbè, che dire… diciamo che sono idonee per attività scolastiche di ragazzi non particolarmente vivaci. La mattina bromuro per tutti.

Considerando le agibilità di nuova generazione, si sta dimostrando che l’ultimo sisma ha avuto impatto terapeutico su alcune strutture che, invece di essere maggiormente danneggiate si sono quasi un po’ rigenerate, quindi, solo se dovesse verificarsi un sisma di elevata magnitudo che seppellisca qualcuno diventeremmo zona sismica.

Per adesso la sismicità è ipotetica e teorica. Non siamo sufficientemente sismici. Noi siamo i professionisti dell’intervento postumo al danno seppur in presenza di Leggi scritte a prevenzione, scritte per tutelare il principio di sacralità della vita umana. Assurdo.

La vita è sacra, lo dice anche il prete la domenica, ma diciamo che lo Stato ha allarmato inutilmente la popolazione con l’Ordinanza n. 3274 del 2003 e che è sicuramente sufficiente un sopralluogo in zona sismica per capire il grado di resistenza degli edifici ad eventuali scosse.

E poi, dovesse accadere qualcosa, siete VOI che avete scelto di rientrare, io ho solo riaperto le scuole specificandovi che sono agibili ma non sicure relativamente ad eventi sismici. E VOI LO FATE?

Il fallimento dell’attuale politica ha sembianze precise e a voi sta la possibilità di fare giustizia sbugiardandoli con il vostro dissenso togliendoli dai posti di responsabilità. Decidano per i loro figli e siano invece responsabili solo delle loro inadempienze.

Vi ricordo che in ballo c’è la vita dei nostri ragazzi (a prescindere se vi saranno o meno ulteriori scosse) e, perdonatemi, anche un po’ della nostra dignità.

Chi non punta i piedi adesso, gli stessi piedi che il nostro Sindaco ha puntato per il tempo che intercorre tra Natale e Santo Stefano per poi decidere di mettere in atto la più grande presa per i fondelli della storia (che merita di essere propagandata a livello internazionale), dovrà tacere per sempre, senza più neanche contestare la politica di questo cesso di Paese, perchè con il proprio atteggiamento avrà legittimato il tutto.

Le prove di agibilità in base ai sopralluoghi del personale tecnico della Protezione Civile ci dicono che le strutture esaminate sono in grado di garantire la sicurezza a tutti i residenti in quel momento. IN ASSENZA PERÒ DI UN EVENTO SISMICO.

Ecco la differenza fondamentale. Le leggi in questo Paese sono scritte a prevenzione e la tutela della salute è un principio sancito dalla nostra Costituzione. Prevenzione significa muovere il culo in tempo per evitare eventi catastrofici, mettendo almeno a fuoco segnali ripetuti che chiunque avrebbe colto. L’Aquila, Amatrice, ecc…fino al terapeutico terremoto di quindici giorni fa.

L’agibilità dei Sig.ri Brucchi e Di Sabatino non vi dirà il grado di resistenza delle gradinate delle scuole sotto il peso di chi, in preda al panico, dovesse precipitarsi verso l’uscita, peso aggravato probabilmente dagli ultimi trasferimenti da scuole inagibili nelle classi “idonee” a meno che, le ultime ripetute scosse, abbiano veramente rigenerato e rinforzato anche quelle.

Questo controllo fa parte di quella che è la “vulnerabilità sismica”.

Ci accontentiamo di sapere che le scale non hanno spaccature tali da declassare la struttura e che non si rilevano infiltrazioni d’acqua.

Le risposte vanno date non relativamente alla rottura di tubi dell’acqua e al successivo intervento di un idraulico, ma in riferimento agli eventi sismici che affliggono la nostra Regione da anni e che potenzialmente possono raggiungere magnitudo di un certo livello.

Gli edifici pubblici possono mettere in pericolo in tutte le loro parti la vita dei residenti? ASSOLUTAMENTE SÌ.

Vengono date risposte fuorvianti che dovrebbero essere penalmente perseguite.

Non abbiamo recepito l’Ordinanza Ministeriale, non abbiamo colto i catastrofici segnali precedenti, non abbiamo provveduto agli adeguamenti sismici né ad un qualsiasi progetto di costruzione di un nuovo Plesso Scolastico.

Lo faremo, ma non adesso perchè non abbiamo previsto neanche alternative in situazioni di emergenza come queste.

Dopo tredici anni dall’OPCM 3274 che ci imponeva di mettere i vostri figli in sicurezza possiamo solo dirvi che le scuole sono agibili ma non sicure e noi le riapriamo perché siamo sicuri rientrerete.

Giovanni Foschi
Giovanni Foschi

C’è qualcuno disposto a combattere questo stato di cose, fosse solo per difendere un principio e andare avanti con denunce, interviste in televisione e con tutto ciò che possa mettere a nudo questa indecenza? Aspetto con fiducia.

12 Responses to "Le scuole di Teramo non sono sicure: irresponsabile riaprirle"

  1. Avvocato del diavolo   1 febbraio 2017 at 21:34

    La resa è dei comitati vari ed eventuali dei genitori, che hanno fatto tante chiacchiere e poco distintivo…

  2. Leda Santosuosso   1 febbraio 2017 at 21:39

    Condivido al 100%! meglio perdere l’anno scolastico che la vita!
    E’ allucinante il modo di procedere di questa amministrazione che, NON DIMENTICHIAMOCI, è al secondo mandato e che, SE AVESSE VOLUTO, qualcosa avrebbe già potuto mettere in cantiere.
    senza parole.

  3. Leda Ragas   1 febbraio 2017 at 23:11

    Come persona io so che le more , i giorni , le settimane e i mesi dedicati a questa causa sono stati, e saranno , tanti , come membro di un comitato so che gli esposti , le raccolte firme , le manifestazioni , le interviste , il metterci le facce e i nomi , è stato fatto , come essere umano invece mi vergogno della mancanza di coesione , della voglia di fare e cambiare , mi vergogno di non avere trasparenza e rispetto da chi è al comando , mi vergogno delle cattiverie vomitate contro chiunque dica verità manifeste , dei silenzi per paura di ritorsioni , mi vergogno della mancanza di coraggio . Possiamo fare di più ? Ovvio , e stiamo capendo come altro agire per essere incisivi , per essere uniti , per cercare una nuova via per arrivare ad un cambiamento necessario . E chiunque possa avere idee nuove e’ un’enorme risorsa . Noi ci siamo !
    Non è facile . Più si va avanti e meno lo è , ma non si molla .

  4. Piero Aquilini   1 febbraio 2017 at 23:48

    Sono uno dei progettisti del polo scolastico nell’area D’Alessandro, era il 2006 quando ho iniziato a parlarne, ci ho sempre messo la faccia, sui giornali, in televisione, andando contro tutte le logiche di una politica che ha perso di vista la propria funzione
    Una politica che dalla destra ala sinistra ha saputo solo schernire un progetto, che al concorso sulle scuole nuove del 2015 è stato vagliato a tutti i livelli senza incontrare motivi ostativi alla fattibilità, un progetto che si è scontrato contro il muro di gomma di una politica che è stata capace solo di perdere tutte le occasioni per darci motivo per restare in questa città.
    Il prossimo anno il problema scuole si ridurrà drasticamente, il numero di iscrizioni scenderà e i genitori dei non iscritti non vivranno più in questa città con tutte le conseguenze economiche e sociali.
    Ora faccio io una domanda, ci sono soluzioni possibili?
    forse più che denunciare proverei a cercare soluzioni, idee che possano far cambiare direzione alle scelte che ci stanno estorcendo il futuro dei nostri figli e la nostra tranquillità.
    Io sono pronto a qualsiasi intervista, a qualsiasi confronto, a qualsiasi tavolo, non tanto per denunciare ma per capire cosa fare per cambiare.
    Denunce ne sono state fatte a sufficienza da far partire 1000 indagini, ora ci vogliono idee, soluzioni.
    Piero Aquilini

  5. Alessandro Bonolis   2 febbraio 2017 at 0:17

    Basta, non c’è la faccio più a sentire questi piagnistei isterici!
    Ma secondo i componenti dei vari comitati della chiusura ad oltranza, lasciando a casa migliaia di alunni, li salviamo da cosa? Le migliaia di case dove sarebbero in caso di terremoto ( invece che a scuola) sono tutte antisismiche? Ma per piacere! Una casa su tre a Teramo è inagibile o seriamente danneggiata, quindi molte di più (e molto di più) delle scuole! Secondo quale principio allora lasciare le scuole chiuse dovrebbe salvaguardare l’incolumità degli alunni?
    O forse vale il principio che chi è più Figo se ne va a casa al mare e gli altri è meglio che muoiano a casa propria?
    Un conto è pretendere scuole sicure ed a norma (e mi associo, come ovvio), altro è continuare a stracciati le vesti perché le scuole riaprono.
    Se viene davvero una scossa superiore a 6 A TERAMO (e penso e spero di no) moriranno in molti e non solo nelle scuole! I fighetti che vogliono tenere le scuole chiuse e starsene al mare, tanto vale che si trasferiscano.
    Io preferisco restare e lottare per scuole sicure, ma soprattutto APERTE!

  6. giovanni   2 febbraio 2017 at 10:16

    Egregio Sig. Bonolis, il fatto che, come Lei dice,un residente Teramano su tre si ritrovi attualmente la casa danneggiata, oltre al giudizio dei vari esperti del caso circa l’abitabilità o meno e ai sacrosanti finanziamenti per la ricostruzione, dovrebbe dare spunto allo Stato Italiano per una Legge (in zona sismica chiaramente) che obblighi a ristrutturare adeguando sismicamente con tutte le agevolazioni del caso, pena la svalutazione dell’immobile (che sarebbe automatica di questi tempi). Le faccio un esempio: tot tempo per i lavori di ristrutturazione con gli adeguamenti sismici richiesti e giuste agevolazioni fiscali e, in caso contrario, l’impossibilità a vendere/affittare l’immobile diventando il proprietario penalmente perseguibile per qualsiasi danno a terzi. Una piccola ipotesi. Io ho casa agibile e costruita in cemento armato di altra generazione, meno armato rispetto a quanto oggi previsto ma di ottima qualità e non ho una minima crepa dopo gli ultimi numerosi eventi sismici. Nonostante ciò stiamo valutando il rinforzo delle colonne portanti in fibre di carbonio per aumentare la sicurezza dello stabile. Io sono responsabile della mia casa e mia è la responsabilità di proteggere i miei figli. Nessun piagnisteo isterico ma semplicemente la richiesta venga soddisfatto un obbligo di Legge da parte delle varie Amministrazioni, un obbligo derivante da una precisa legge disattesa da 13 anni che darebbe a Lei e tutti noi la possibilità di decidere se cambiare scuola ai propri figli con dati oggettivi a disposizione. Sono d’accordo con Lei, spero tutto finisca qui, ma dovessi venire a conoscenza, al momento in cui si avranno dati certi, di aver fatto correre rischi seri ai miei figli mi sentirei un emerito imbecille come padre. Chi sa di avere case non sicure, con questa evoluzione sismica, deve provvedere, in primis per i figli che hanno diritto a vivere la propria vita. E’ una questione di responsabilità. Io sono tenuto a rispettare la Legge e pagare le tasse. L’Amministrazione a vari livelli deve rispettare ciò che la Legge impone da tempo lasciando da parte i fighetti che vogliono starsene al mare. Lottare come Lei dice, sicuramente non significa permettere a qualcuno evadere dai propri obblighi istituzionali. Almeno questo pretendiamolo.
    Giovanni Foschi

  7. Alessandro Bonolis   2 febbraio 2017 at 17:12

    Carissimo Sig. Foschi, se lei rilegge bene il mio commento non troverà una sola parola a giustificare i mancati adempimenti alla legge disattesa da 13 anni, anzi sono il primo ad essere d’accordo che sia necessaria una valutazione SISMICA (e non di agibilità) delle scuole AL PIÙ PRESTO ed anche che una soluzione ANTISISMICA sia trovata al più presto.
    Quello che non sopporto è l’assedio mediatico con cui una parte dei genitori, convinti di avere la verità in tasca, cerca di impedire la riapertura delle scuole come se fosse una soluzione o una garanzia di sicurezza. ma in realtà non lo è. O meglio non lo sa nessuno, per moltissimi casi potrebbe essere peggio per gli alunni trovarsi in queste scuole rispetto che altrove.
    Per cui invece che una battaglia alla chiusura delle scuole (che per me non serve, anzi potrebbe essere controproducente e di certo preclude ai miei figli il diritto di studio) voglio fare la battaglia per la classificazione delle scuole e per ottenere Musp o altre soluzioni sicure al più presto!
    Perché non è sempre vero che quella che consiglia la paura è la strada migliore!

  8. Carmine   3 febbraio 2017 at 7:42

    Le scuole per legge devono essere gli edifici piu sicuri sul territorio.

  9. Red Canzian   3 febbraio 2017 at 19:13

    Il Preg.mo Sig. Bonolis ha colto proprio nel segno. Anche questa storia di combattere lo spaccio davanti alle scuole come se il pomeriggio i ragazzi non potessero comprare fumo e pasticche. Ridicolo !!

  10. Anonimo   4 febbraio 2017 at 20:27

    Vogliamo poi proprio dire tutta la verità? Molti dei genitori dei comitati non scrivono neppure correttamente l’italiano: spesso i post pubblicati sono pieni di errori grammaticali. Altri di loro stanno facendo propaganda politica: è chiaro dalle modalità e dai tempi scelti nella proprie battaglie. Ora dicono di no: ce lo sapremo ridire alle prossime elezioni…Ma l’aria passerà e passeranno anche loro…

  11. Alessandro Bonolis   4 febbraio 2017 at 23:51

    A proposito, alla riapertura delle scuole ho constatato che una delle paladine della chiusura ad oltranza delle scuole, in classe di mio figlio, durante il periodo di chiusura, ha trasferito il proprio figlio in una scuola sulla costa. Come Volevasi Dimostrare.

  12. ATEF   6 febbraio 2017 at 17:24

    Ora bisogna prendere atto che i nostri figli sono tornati a scuola, ma non deve finire qui, ora più che mai dobbiamo lottare per la sicurezza delle scuole, visto che sono aperte.
    Ci sono bellissimi pensieri tra i commenti, di gente in gamba e informata, cerchiamo di unirci anche se ci sono diverse vedute, di fare qualcosa.
    Comitati ci sono già, ma si possono creare altri, l’importante non piangerci addosso e ricordate che insieme si può vincere, divisi no.

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