L’Abruzzo nella sciagura è una regione al singolare

L’Abruzzo nella sciagura è una regione al singolare

di Ernesto Albanello  – 

Muri di neve il 18 gennaio 2017
Le strade seppellite dalla nevicata del 17 gennaio 2017

Vi ricordate la vicenda della nostra regione che non è mai stata percepita dai propri residenti come un unico territorio?

Vi ricordate il mai sopito campanilismo che contrappone Chieti a Pescara, Teramo a L’Aquila e poi Francavilla a Chieti, Giulianova a Teramo, Avezzano a L’Aquila?

Acqua passata! Tempi ormai remoti! Ohibò, chi è riuscito a ridonare il senso della unitarietà ai “forti e gentili”?

Forse qualcuno che è riuscito a persuadere gli abitanti dopo il Tronto e fino al Molise, che “insieme si vince”? Che l’unione fa la forza? Che è tempo di far prevalere il senso della sinergia, tanto declamata quanto tradita?

Manco per niente! Nessuno è riuscito a tanto: sono bastati pochi giorni di Apocalisse! Infatti l’Abruzzo ritrova il suo senso di coesione quando sono le catastrofi ad aprire le danze!

Vogliamo fare il bollettino delle calamità che hanno imperversato in questi giorni?

La provincia di Teramo indubbiamente porta la bandiera, dai metri di neve di Atri ai centri prossimi al capoluogo come Castellalto o Notaresco ridotti allo stremo per non parlare di Teramo città che per giorni non è riuscita a far defluire i torrenti d’acqua che si sono canalizzati nelle vie: percorsi poi resi ancora più insidiosi da buche che sarebbe più corretto definire voragini, che evidenziano impietosamente una manutenzione non organizzata in modo sistematico da tempo.

La provincia di Chieti è guidata dal suo capoluogo, praticamente isolato: vi rendete conto che le persone fino a pochi giorni fa non potevano oltrepassare il quartiere di Tricalle perché era impossibile addentrarsi nella città storica? Forse solo l’intervento dell’esercito riuscirà a riportare alla normalità un quadro che dire tragico è dir poco, ma mi chiedo: Quando deve nevicare, per farci trovare preparati, ad agosto? È evidente che a Gennaio nevichi: con maggiore o minore intensità diventa un dettaglio.

Allora che ne è della Protezione Civile e del pronto intervento conseguente agli allerta meteo? Se bisogna far ricorso all’esercito perché una nevicata di gennaio viene classificata come evento eccezionale, militarizziamo il Ministero degli Interni, appaltiamolo alle Forze Armate e così sapremo con certezza che “gli uomini con le stellette” sapranno di più e meglio pianificare gli interventi e tutti gli Assessorati Regionale, Provinciale e comunale li “solleviamo” da tali incombenze con indubbio risparmio!

Torniamo alla Provincia di Chieti, con Lanciano ridotta allo stremo, altro grande centro rimasto per giorni praticamente isolato, circa dodicimila utenze prive dell’energia elettrica: addirittura un traliccio dell’alta tensione crollato nei pressi del casello di Lanciano sulla A14! Non parliamo poi delle zone da sempre prigioniere del gelo quando il freddo si fa sentire, come Castiglione Messer Marino, Gamberale o Bomba!

A questo punto uno dirà: per fortuna ci salva la costa! Peggio che andare di notte! Il fiume Pescara è esondato: il capoluogo adriatico e la vicina Montesilvano hanno patito il grave dramma degli allagamenti che sembra non aver risparmiato neppure l’Ospedale di Pescara con livelli di acqua oltre il lecito che hanno invaso persino le camere operatorie. La riviera è ostaggio di questa acqua che invade dappertutto e neppure a parlare dei sottopassi. Sono state sospese persino le linee ferroviarie.

Non mi soffermo sulla tragedia di Rigopiano, sulla quale pure ci sarà da discutere per anni.

Forse si salva la provincia de L’Aquila? Per non farci mancare niente, le quattro forti scosse di terremoto ci hanno riportato alla mente che l’Appennino Centrale balla ed è la faglia del 24 agosto ad essersi risvegliata (se mai si fosse addormentata!) ed in rapida successione si ripresenta con gli epicentri di Montereale, Capitignano e Pizzoli, quattro volte con una magnitudo superiore a 5.

Teramo e L’Aquila sono state teatro di scene caratterizzate da un fuggi fuggi generale, al ricordo di passati e mai dimenticati traumi.

Tra l’altro fuggi, ma per andare dove? Con l’autostrada chiusa alla percorribilità il 18 gennaio per i controlli da effettuare dopo le scosse sismiche e con la statale 80 interdetta al traffico.

Il Dottor Ernesto Albanello - psicologo
Il Dottor Ernesto Albanello – psicologo

Insomma: non è allarmistico che si sottoponga all’attenzione delle Autorità nazionali la questione “Abruzzo” perché è dilettantistico fare il lancio di questo territorio per le sue indubbie vocazioni turistiche, enogastronomiche, paesaggistiche, partecipare alle rassegne per incoronare i vini più pregiati e poi mostrare tutta la sua fragilità se accade qualche evento che sconvolge la vita ordinaria della popolazione di questa regione, che si compone, non dimentichiamolo, di imprenditori e di operatori economici a vario titolo che potrebbero essere il volano di questa realtà medio adriatica.

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.