Qibad: l’arte contro l’estremismo

Qibad: l’arte contro l’estremismo

di Maria Cristina Marroni

Esiste un’etica dell’immagine? È possibile avversare il male contemporaneo attraverso l’arte? Secondo il giovane studente teramano Luca Leli e i suoi colleghi del Politecnico di Torino questo è possibile:  impegnati in un  progetto universitario per contrastare i simboli dell’estremismo islamico,  hanno ideato una pagina Facebook chiamata Qibad.

Questa parola letta al contrario è Dabiq, cioè la rivista ufficiale dell’ISIS, dove vengono pubblicati i video e le notizie relative alla propaganda.

La parola jhiad significa “scelta” e il motto di questi studenti è “Make an higher jhiad“, ovvero “Realizza una jhiad superiore“, ovvero fai una scelta di vita che superi il vizio dei precetti.

Nel De hominis dignitate (“Sulla dignità dell’uomo”) Giovanni Pico della Mirandola spiega che la dignità della nostra condizione deriva, paradossalmente, dal fatto che siamo qualcosa di meno degli altri esseri della creazione. Infatti tutte le creature, dall’arcangelo alla pietra a eccezione però dell’uomo, hanno un posto prestabilito da Dio nell’ordine dell’universo. “Alle cose di questo mondo non resta altro da fare che essere quel che sono, ossia ciò che il Dio che le ha create ha voluto che fossero”. Ma l’uomo no: egli è un essere aperto e indeterminato, perchè può scegliere. E può scegliere di concludere in se stesso l’opera divina.

Coloro che sposano la causa dell’ISIS stanno, direbbe Georges Bataille “come l’acqua nell’acqua”: irrimediabilmente attaccati ai simili con cui convivono e all’obiettivo dei loro istinti, a ciò a cui devono credere per necessità. Non riescono a vedere nulla in modo oggettivo, per l’orrore che emana.

Come ci si può opporre a tutto ciò? Per Luca e i suoi amici la medicina è l’arte, che sviluppa la capacità di vedere e interpretare correttamente la realtà. Nella lingua inglese c’è un’espressione molto significativa: quando si comprende qualcosa, magari dopo lunghe disquisizioni, si dice I see, ovvero io vedo, ho squarciato il velo di ignoranza, che occludeva la mia vista.

Il filosofo Kant nella Critica del giudizio afferma in modo perentorio che il bello è manifestazione del bene. Scommettere sull’arte significa almeno concepire come possibile una salvezza morale.

Le immagini sono latrici di giudizi: “il modo in cui sono costruite, tagliate e contestualizzate afferma un progetto di mondo, di umanità, di relazioni interpersonali”. Perciò un’immagine può esprimere un’etica. Di fronte a un’opera d’arte non possiamo restare indifferenti.

Nell’icona della pagina Facebook, all’interno del cuore, compare la scritta “Hearth of darkness“, il titolo del celebre romanzo di Joseph Conrad, da cui fu tratto il capolavoro Apocalypse Now. Nella parte finale del romanzo il personaggio Kurtz prima di morire pronuncia la celebre frase «L’Orrore! L’Orrore!», precisamente quello che gli  studenti del Politecnico provano davanti alla scomparsa dell’etica.

Immagini tratte dalla pagina facebook QIBAD:

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