Illegittima la nomina di Sabrina Saccomandi a dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo

Illegittima la nomina di Sabrina Saccomandi a dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo

di Christian Francia  –

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Sabrina Saccomandi

A Luciano D’Alfonso non gliene va bene una: la sua cocca di papà preferita, Sabrina Saccomandi, è stata appena rispedita al mittente dalla Corte dei Conti, la quale con la delibera n. 253/2016 ha negato il visto al decreto di nomina della Saccomandi quale dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo (corte-dei-conti-delibera-253-2016-su-sabrina-saccomandi).

La Saccomandi, nel brevissimo periodo all’USR, ha già avuto modo di distinguersi per la figura di merda dell’avviso diramato ai Presidi delle scuole per sollecitare l’invio di studenti all’incontro dello scorso novembre con l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi (http://www.ilfattoteramano.com/2016/11/10/la-vergogna-crediti-formativi-per-chi-si-reca-pellegrinaggio-da-renzi-pescara/).

Ma una simile medaglia al valor politico, unitamente alla stima inscalfibile che nutre nei suoi confronti il faraone Luciano D’Alfonso, governatore di tutti gli Abruzzi, non sono bastate ad evitare una pioggia di randellate giuridiche da far sganasciare dalle risate.

1) Intanto la Corte dei Conti rileva la “carente motivazione della determinazione di ricorrere all’affidamento di incarichi dirigenziali esterni”. Cioè a dire che non è stato spiegato come mai quel posto da dirigente non poteva essere coperto con personale interno all’Ufficio Scolastico, visto che la Saccomandi è un semplice funzionario dipendente dell’Università di Teramo, prestato/trasferito alla Regione Abruzzo per le esigenze dell’Ufficio di Staff del Presidente D’Alfonso.

2) Poi la Corte sottolinea “l’ulteriore vizio di legittimità procedurale legato alla circostanza che l’Amministrazione aveva avviato la fase di selezione esterna, senza essersi preventivamente accertata della indisponibilità dei dirigenti di ruolo ad assumere l’incarico in esame”. Cioè a dire che è stata violata la norma che obbliga a verificare l’impossibilità di fare ricorso ai dirigenti di ruolo prima di procedere a reperire personale all’esterno.

3) A seguire la Corte dei Conti lamenta “la mancata preliminare definizione dei criteri di valutazione dei curricula e la estrema genericità degli stessi in alcuni casi, elementi che non hanno permesso la ricostruzione dell’iter logico seguito dall’Amministrazione stessa per addivenire alla·scelta esternata nel provvedimento”. Cioè non si capisce come abbiano fatto a scegliere la Saccomandi.

4) L’Ufficio Scolastico Regionale ha risposto alla Corte dei Conti che non sarebbe “necessaria una preventiva definizione dei titoli da assumere per la valutazione comparativa delle candidature ricevute, costituendo la scelta dell’Amministrazione esercizio esclusivo di potere discrezionale”. Come a dire: Facciamo un po’ come cazzo ci pare.

5) Quando la Corte ha chiesto all’USR di spiegare come mai non avessero fatto un avviso interno per chiedere agli altri dirigenti di ricoprire quel ruolo, l’USR ha risposto come farebbe un bambino pescato con le mani nella marmellata: “l’eventuale avviso di disponibilità che questo USR avrebbe emanato, sarebbe andato sicuramente deserto per mancanza di candidature”. Cioè a dire: tanto non avrebbe risposto nessuno, pure se avessimo rispettato gli obblighi di legge e avessimo chiesto a tutti i dirigenti se per caso volessero ricoprire quell’incarico. GENIALE.

Ma la Corte dei Conti non abbocca e sputa in faccia all’USR: “Il ragionamento seguito dall’Amministrazione non può essere condiviso ed appare totalmente elusivo del contenuto della disposizione in esame”. Cioè a dire: Vi abbiamo fatto tana, non avete rispettato la legge.

E qui piovono schiaffoni.

La delibera n. 253/2016 infatti rimarca:

“un onere di previa verifica della sussistenza delle risorse umane interne all’Amministrazione in possesso di requisiti professionali richiesti dall’incarico. Soltanto ove tale indagine dia esito negativo sarà possibile attribuire il posto vacante a soggetto esterno, se dotato della particolare specializzazione richiesta”. Touché.

“In definitiva, deve osservarsi che il legislatore ha introdotto un ulteriore presupposto di legittimità di tali conferimenti, da individuarsi nella circostanza per cui, solo dopo aver accertato che nei ruoli interni manchino le competenze professionali richieste, risulta ammissibile il ricorso a professionalità esterne. Touché.

“Inconferente, dunque, è la motivazione addotta dall’Amministrazione che ha ritenuto di non soddisfare l’onere di verifica imposto dalla norma, sulla base della previsione probabilistica che un eventuale ricerca fra i dirigenti in ruolo sarebbe andata deserta”. Touché.

La Corte sottolinea da un lato la necessità normativa di “limitare il ricorso a contratti al di fuori dei ruoli dirigenziali in ossequio a ragioni di contenimento della spesa pubblica, nonché di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico”, dall’altro lato evidenzia la necessità di “non mortificare le aspettative dei dirigenti interni che aspirino a ricoprire quel posto”.

Per cui l’avere illegittimamente nominato la Saccomandi ha “dato luogo ad un surrettizio canale di reclutamento, parallelo rispetto alle forme ordinarie, all’uopo normativamente fissate e rivenienti la loro fonte nel principio di rango costituzionale dell’accesso al rapporto di lavoro pubblico a seguito del superamento di pubblico concorso”. Cioè a dire: Avete assunto chi vi pareva e come vi pareva, ma violando le leggi in vigore.

6) La Corte dei Conti ha voluto infierire: “sebbene il primo vizio procedurale sia idoneo a travolgere la legittimità dell’intera procedura di selezione espletata, e del conseguente decreto di approvazione del contratto sottoposto a controllo, il Collegio ritiene di dover valutare gli ulteriori profili di legittimità”. Cioè a dire: Avete fatto così cagare che non possiamo esimerci dal vomitarvi addosso.

Ecco un altro cazzotto: “l’amministrazione, indubbiamente, avrebbe dovuto legare la selezione comparativa, alla preventiva individuazione della figura professionale di cui aveva bisogno, alla individuazione delle esperienze professionali e dei criteri richiesti per l’incarico da conferire e, di conseguenza, alla successiva comparazione delle candidature ricevute alla stregua dei puntuali criteri di selezione fissati”. Traduzione: Se fai una selezione pubblica devi dire quale posto vuoi ricoprire, quali esperienze professionali ti occorrono e quali criteri di scelta adotterai.

L’Ufficio Scolastico Regionale ha continuato a ripetere: Facciamo quel cazzo che ci pare a nostra completa discrezionalità, senza fornire motivazione alcuna.

Ma alla Corte dei Conti è salito il sangue alla testa: “il requisito della comprovata qualificazione professionale non può essere desunto da un generico rinvio alle esperienze curriculari del candidato, ma deve essere analiticamente motivato, comparando il profilo professionale astrattamente richiesto per lo svolgimento delle attività inerenti all’incarico conferendo e le specifiche esperienze lavorative e accademiche dei candidati, al fine di individuare la figura più idonea rispetto alle mansioni associate alla posizione da ricoprire”.

Ragion per cui: “Non avendo l’Ufficio scolastico reso preventivamente noti i titoli accademici e le esperienze professionali ritenute necessarie per lo svolgimento dell’incarico, il decreto sottoposto a controllo appare carente sotto il profilo della motivazione a supporto della scelta ricadente sulla dott.ssa Saccomandi”. Traduzione: Non potevate fare quel che vi pare, perciò rispedite al mittente la nominata.

7) Ma la Corte dei Conti si sofferma pure sul curriculum della Saccomandi: “da un esame sommario del curriculum della dott.ssa Saccomandi, la quale non risulta aver svolto preventivamente funzioni dirigenziali, né presso il MIUR né presso altre Amministrazioni dello Stato, o aver operato in settori strettamente attinenti ai compiti dell’Ufficio (del quale è stata nominata dirigente), “occorre sottolineare che emergono esperienze professionali nel campo della formazione universitaria (Università di Teramo) e nella programmazione dei fondi di provenienza comunitaria (presso l’Ufficio fiduciario di diretta collaborazione del Presidente della Giunta Regionale)”. Traduzione: Guardate che non siamo scemi e abbiamo capito che vi siete scelti la cocca di papà D’Alfonso nonostante non avesse mai fatto la dirigente e nonostante il suo curriculum non c’entri un beato cazzo con il suo nuovo incarico.

DANNO ERARIALE

8) E per finire la Corte dei Conti scrive a caratteri cubitali che si è prodotto un bellissimo danno erariale e che quindi bisognerà richiedere indietro alla Saccomandi i succosi stipendi dirigenziali che ha percepito dal settembre 2016 ad oggi.

Scrivono i magistrati contabili, sempre nella delibera n. 253/2016: “Dal merito del contratto si è desunto che l’efficacia del medesimo è stata subordinata al perfezionamento del decreto di conferimento dell’incarico con la sua registrazione presso gli organi di controllo; nel contempo il decreto n. 5457, sottoposto a controllo, ha previsto che la decorrenza triennale dell’incarico alla dott.ssa Sabrina Saccomandi avesse seguito dal 21 settembre 2016 e fino al 20 settembre 2019. Come affermato in adunanza pubblica dal Direttore Generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo, il medesimo decreto è stato portato ad esecuzione dallo stesso, nonostante l’assenza del visto e registrazione della Corte dei conti, per ragioni di urgenza, pur nella consapevolezza che l’atto era (ed è) inefficace per legge. All’uopo si ricorda che la ratio del controllo preventivo di legittimità impone che gli atti vengano trasmessi all’organo di controllo prima che inizino a produrre la loro efficacia subordinata al visto e alla registrazione di questa Corte”.

Ahia, l’USR si è fatto la bua!

Fucilazione finale: “La giurisprudenza contabile ha statuito che, in considerazione della natura necessaria del controllo preventivo, le eventuali clausole contenute in un atto amministrativo che prevedano una esecuzione anticipata dell’atto in attesa della conclusione del procedimento di controllo sono nulle. Ne consegue che l’atto non può essere posto in esecuzione prima che si concluda il procedimento di controllo, posto che lo stesso manca del requisito dell’efficacia e coloro che vi dessero esecuzione prima della registrazione assumono personalmente ogni responsabilità inerente e conseguente alla eventuale mancata registrazione. In particolare, ove in base all’atto fossero erogate somme di denaro a qualsivoglia titolo al destinatario dell’incarico, le stesse devono considerarsi prive di causa e debbono essere ripetute.

Traduzione: Dato che il contratto dirigenziale della Saccomandi era carta straccia fino a quando la Corte dei Conti non avesse emesso il proprio visto di regolarità, è inevitabile che la Saccomandi debba restituire fino all’ultimo centesimo percepito in qualità di dirigente illegittimo dell’Ufficio Scolastico Regionale.

E siccome la Corte dei Conti “ricusa il visto e la conseguente registrazione del decreto in epigrafe e dispone che copia della presente deliberazione sia trasmessa alla Procura regionale della Corte dei conti per l’Abruzzo, per le valutazioni di competenza in merito alla sussistenza di eventuali fattispecie di responsabilità amministrativa”, se ne deduce che saranno pure cazzi di chi ha fatto la nomina se non dovessero riuscire i soldi degli stipendi dirigenziali erogati alla Saccomandi, perché quel danno erariale verrebbe recuperato direttamente dalle tasche del direttore che ha sciaguratamente emesso il decreto di nomina e, altrettanto sciaguratamente, ha dato seguito al contratto prima che ottenesse il visto sulla legittimità.

Sic transit gloria D’Alfy et similiter la gloria della sua cocca di papà.

14 Responses to "Illegittima la nomina di Sabrina Saccomandi a dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo"

  1. Anonimo   30 dicembre 2016 at 7:45

    Caro Cristian il bello viene adesso che l’adepto per antonomasia dell’onnipotente governatore meglio noto come il rettore di Unite, dove la rimette la Saccomandi il cui posto è stato già bello che ricoperto con altrettanti lacchè del magnifico medesimo.
    Che guaio!!!!!

  2. Anonimo   30 dicembre 2016 at 14:15

    Ma ancora non avete capito che costoro delle nomine illegittime se ne fottono?

  3. Anonimo   30 dicembre 2016 at 16:23

    L’imperatore Caligola di fronte a questa gente impallidisce…

  4. Anonimo   30 dicembre 2016 at 18:12

    Abbiamo la classe politica piu turpe del mondo

  5. Anonimo   30 dicembre 2016 at 18:17

    Chissa’ forse la mogliera di D’Alfonso dira’ qualcosa al suo Tonino….

  6. Anonimo   30 dicembre 2016 at 18:20

    Nonsi chiama Tonino, si chiama Luciano

  7. Anonimo   31 dicembre 2016 at 14:32

    Ma chi mai sarà sto “Tonino”?

  8. Blade Runner   31 dicembre 2016 at 23:13

    Non mi è chiaro se l’attacco sia rivolto alla Saccomandi o a D’Amico e D’Alfonso.
    Nel secondo caso ci può stare. Nel primo ho qualche dubbio sull’attacco alla persona.
    Ma ciascuno ragiona per quello che è e per quello che sa…

  9. Avvocato del diavolo   1 gennaio 2017 at 1:26

    Caro Blade Runner,
    è palese l’attacco è alla nomina illegitima e a chi l’ha chiesta e a chi l’ha concessa. Talmente chiaro, o no? W le persone oneste e meritevoli, che occupano le opportune posizioni, ottenute legittimamente. Punto e stop!

  10. Anonimo   1 gennaio 2017 at 1:33

    Mi chiedo come mai nessun quotidiano abruzzese riporti una notizia ufficiale così grave, ma insistano solo sulla cronaca, principalmente, e il costume. Povera Italia!

  11. christian francia   1 gennaio 2017 at 23:25

    L’attacco è a D’Alfonso che ha la Saccomandi nel suo staff personale; al direttore che ha fatto la nomina illegittima; ma soprattutto alla stessa Sabrina Saccomandi la quale – essendosi specializzata insieme a me in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione – non avrebbe mai dovuto accettare una nomina illegittima che nessuno più di lei avrebbe dovuto saper riconoscere data la competenza specifica in diritto amministrativo.
    Ma purtroppo l’ambizione, l’arrivismo, l’opportunismo, l’amore smodato per i soldi, conducono l’uomo verso l’abisso dell’abiezione…

  12. francesco   3 gennaio 2017 at 22:36

    evviva la cocca

  13. delia villani   4 gennaio 2017 at 14:10

    ha ragione cristian…mi spiace cara sabrina ma lo avevo notato benissimo quando mio figlio era ancora in classe con la tua….avevate formato il branchetto e i vostri figli con voi….e ci sarebbe ancora tanto da dire…e da raccontare anche su chi divenne vicaria l’anno che feci finire il mondo perche’ mio figlio veniva bullizzato.
    l’abito nn fa il monaco e sinceramente nn siete state delle signore,voi mamme di quella classe…mio figlio vi ringrazia
    n.b.imparate la coscienza intellettuale che nn ce l’avete per niente signore villamoschesi

  14. Anonimo   4 luglio 2018 at 12:03

    Come se non bastassero le raccomandazioni in Abruzzo ora la bravissima D.ssa Saccomandi è atterrata a Roma al CNF, che naturalmente non era in grado di trovare una professionista più in gamba di lei, e all’Università san Raffaele dove con il suo possente curriculum sicuramente darà un apporto di qualità. Perché non ve la riprendete?

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