La Natività nella Storia

La Natività nella Storia

di Nino Pace  –

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La Natività di Caravaggio: tela trafugata a Palermo nel 1969 e mai più ritrovata. Uno dei capolavori perduti più importanti al mondo.

Nel clima del momento mi piace fare alcune riflessioni e divagazioni sul tema natalizio anche di carattere sociologico.

Comincerò con quella che potrebbe sembrare una battuta da ridere, ma è tutt’altro: “Natale per me fa rima con Pasquale”. Tra Natale e Pasquale infatti si compie un intero ciclo vitale per moltissimi esseri viventi; esempio: presso i popoli antichi (e a grandi linee anche oggi) il chicco di grano messo nel terreno a novembre germogliava sottoterra a Natale e maturava con esplosione del suo aspetto ad Aprile (gli Egizi mietevano il grano ad aprile). Ecco che tutto torna.

Ho detto questo per significare che qualsiasi studio storico o storiografico che si voglia fare deve prescindere dagli aspetti religiosi o stati emozionali dominanti al momento (che possano deviarne i risultati) e garantire così un percorso rigorosamente attinente ai fatti.

Voglio fissare alcuni spunti per studiare il fenomeno:

1) Nella messa di mezzanotte dei cristiani/cattolici si afferma testualmente che “in quel tempo l’imperatore romano Ottaviano Augusto avesse indetto un censimento in tutto l’impero per contarne gli abitanti”. Non mi risulta che in Gallia o in Illiria si svolgesse contemporaneamente il censimento; il censimento a cui fanno riferimento i testi sacri cristiani fu indetto per la Palestina, da Pubblio Sulpicio Quirino, Legato imperiale, ex governatore della Grande Siria, non tanto per istituire l’anagrafe, bensì per riordinare le entrate tributarie di quel territorio così ribelle e dove, proprio per motivi religiosi, molti erano esentati dal pagamento delle tasse a Roma.

Comunque era buon uso nelle varie province dell’impero indire censimenti ogni 6 anni circa.

2) L’anno del censimento non corrisponde all’anno zero poiché l’anno 6 dopo l’Evento come indizione del censimento ricorre in tutte le Fonti (Tacito, Flavio ecc…), come mai? Forse il frate (Dionigi il piccolo) che nel 500 contò gli anni dalla fondazione di Roma invece che 753 abbia numerato 759? Oppure Emmanuelle di Nazharet della stirpe di Davide fu registrato a 6 anni? Oppure le date trascritte per quella terra insignificante per Roma venivano segnate con una certa superficialità?

3) La comparsa dell’astro di fuoco (stella cometa) nel cielo apparve nel 7 avanti Cristo, in quanto le fonti astronomiche ci dicono che in tale periodo avvenne una congiunzione astrale, e quindi la forchetta della Natività dovrebbe andare tra il 7 a.C. al 6 d.C. (tredici anni).

4) Il doppio sistema fiscale esistente in Palestina, che il censimento si proponeva di riordinare, insieme all’anagrafica, ci porta a indagare ciò che S. Marco ci prospetta nel suo Vangelo al verso 17 e cioè la risposta che Yeshu aveva dato a chi dovevano essere pagati i tributi, se a Cesare o se al Tempio. Sicuramente a Gesù non spettava pagare a Cesare perchè si legge nel Talmud di Babilonia che molti “Rabbi” esercitavano la professione di artigiani comprendenti anche i medici-barbieri (che tagliavano i capelli ma cucivano anche le ferite) (De Guidi Luigino: Luca-Atti degli Apostoli) e perciò casta sociale esente da imposte ai romani.

5) Gli arte-giani… coloro che producevano (giani= iniziare, creare) oggetti con particolare cura (arte) e attenzione, essendo una classe sociale alta e protetta (di quella classe facevano parte anche gli architetti, gli ingegneri, i medici-barbieri, i ragionieri) perchè fomentava sempre lo spirito di rivolta? Forse solo per fanatismo religioso?

Da notare che i peggiori nemici dei palestinesi non erano i soldati romani (tra l’altro non presenti in quel luogo poiché in base al “trattato di conquista” tra Gneo Pompeo Magno e il Sinedrio le forze dell’ordine dovevano essere reclutate come milizia volontaria locale), bensì i Nabatei che abitavano al di là del Giordano e usavano razziare il bestiame degli ebrei.

Oppure fomentavano lo spirito di rivolta perchè disponevano di un certo quantitativo di metallo, essendone la Regione ricca (deserto del Neghev), in forma minerale che sapevano lavorare benissimo e perciò forgiare un certo quantitativo di armi in poche ore e questo li faceva ben sperare in una sicura vittoria?

Altrimenti non ci spiegheremo mai perchè l’imperatore Tiberio fu costretto a inviare in quella zona apposito Governatore, l’abruzzese Ponzio Pilato, nel 30 dopo l’Evento, che fu costretto a condannare un innocente (“Annales” di Tacito) per placare le ire popolari.

Nino Pace
Nino Pace

Il concetto dell’innocente che paga per il peccatore non è religioso, ma del potere: “basteranno 3 giorni di sangue innocente per garantire 30 anni di pace” affermò il generale Radetzky durante le 5 giornate di Milano del 1848; oppure nella mitologia greca Agamennone prima di partire per la conquista di Troia sgozza la sua unica adoratissima bellissima figlioletta al dio Nettuno per garantirsi il vento favorevole per la sua flotta-armata.

Come vedete il pensiero razionale sfugge al pensiero fideistico.

One Response to "La Natività nella Storia"

  1. nicola   24 dicembre 2016 at 14:03

    veramente interessante!
    Al di fuori dei racconti religiosi non avevo mai sentito delle verità storiche sul Natale.
    Complimenti all’autore!

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