BACINI DI STUPORE: All’Ipogeo la mostra fotografica di Piero e Pasquale Angelini

Titolo della mostra: BACINI DI STUPORE

Luogo: Sala IPOGEA del Comune di Teramo Piazza Garibaldi

Inaugurazione: mercoledì 21 Dicembre 2016 ore 17,30

Chiusura: 14 Gennaio 2017

Orario giornaliero di apertura: 10-13, 16-19; 24, 26 e 31 dic 10-13; 25 dic e 1 gen chiuso.

INGRESSO LIBERO

Un bel regalo di Natale alla città la mostra dei fotografi Piero e Pasquale Angelini, la quale con trenta immagini documenta una intensa attività di studio e osservazione del paesaggio abruzzese, ma anche delle limitrofe regioni Marche e Molise (nonché la Nuova Zelanda, gli Stati Uniti, oltre ad un saggio di foto sulle architetture).

Un’occasione da non perdere, durante questo periodo festivo, considerati i curricula, la bibliografia e la rilevanza dei due artisti.

Infatti, le fotografie degli Angelini sono apparse in molte mostre a Berlino, Milano, Firenze, Roma, e sono state oggetto di numerose pubblicazioni (Arnoldo Mondadori, Giorgio Mondadori, TCI-Touring Club Italiano Editore, ENIT-Ente Nazionale Italiano per il Turismo).

Piero e Pasquale hanno realizzato servizi e calendari per la Regione Abruzzo, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, l’Università degli Studi di Teramo, la Provincia di Teramo; ma soprattutto i loro lavori sono stati ospitati su prestigiose riviste mensili quali National Geographic Magazine, Airone, Bell’Europa e Bell’Italia.

Da segnalare il successo all’EXPO 2015 di Milano, laddove nel Padiglione Italia si è tenuta l’esposizione delle immagini degli Angelini durante la “Settimana del Protagonismo in Expo” (dal 3 al 9 Luglio 2015) all’interno dell’evento “L’Abruzzo del Diritto al Cibo”.

Fra i loro ultimi libri fotografici ricordiamo:

“Gran Sasso, emozioni e immagini”, 2001;

“Stupore Abruzzo”, 2014, ed. italiano/inglese;

“Tertii Decenni Annus Primus Volvens”, 2015 – Università degli studi di Teramo;

“Stupore Marche”, 2016, ed. italiano/inglese.

Questa mostra ha già incontrato il favore del pubblico lo scorso settembre all’AURUM di Pescara ed è per Teramo l’occasione di un confronto diretto con una rappresentazione raffinata in quanto pensata, cercata, figlia di una riflessione che non può tralasciare il trasporto per le meraviglie che la natura ha saputo cesellare.

Proprio lo “stupore” del titolo è infatti la cifra stilistica, caratteriale, culturale dei due fotografi che non si stancano di trovare e ritrovare luoghi, paesaggi, scorci, scene che troppo poco ci riempiono gli occhi, troppo poco sono al centro dell’attenzione e della cura che meritano, ma che ci parlano, ci curano, ci infondono quel senso di gratitudine per la bellezza dalla quale siamo circondati.

Un lavoro pregevole, quello degli Angelini, una ricerca preziosa che Antonio D’Isidoro ha saputo leggere come “un indugio sulla fedeltà ai luoghi della nostra regione, su quelle forme di resistenza all’incuria, all’abbandono, al degrado, alla marea omologante del nostro tempo. Un indugio anche sul fatto che conta il significato e che si conosce solo conoscendo il mondo che ci circonda, rammemorandolo con un sentimento creaturale e fissando le cose, i dettagli, con stupore. Non a caso per Leopardi “solo lo stupore conosce”, e per Pavese esso è fatto di memoria”.

Proprio la memoria e la capacità di stupirsi possono dischiudere le porte della conoscenza, senza la quale anche i tesori più straordinari appassiscono nell’oblio. Per questo motivo la mostra all’Ipogeo è un “memento” per ciascuno di noi, un invito a non lasciarsi sopraffare dalle quisquilie e dal rumore di fondo, ridando centralità alle meraviglie che ci circondano, in mezzo alle quali abbiamo l’immensa fortuna di poter vivere.

locandina-mini-mostra-ipogeo-21-dicembre-2016

Locandina della mostra fotografica all’IPOGEO

2 Responses to BACINI DI STUPORE: All’Ipogeo la mostra fotografica di Piero e Pasquale Angelini

  1. anonimo

    14 gennaio 2017 at 17:08

    la mostra non mi è sembrata così eccellente.

  2. anonimo

    16 gennaio 2017 at 20:03

    Sono solo delle semplici foto scattabili da un qualsiasi adolescente che apre la sua visuale alla natura.

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