La Riccitelli si copre di ridicolo: paga l’affitto del Teatro per la prima volta dopo 20 anni e rischia la bancarotta. Cocciolito senza vergogna scrive a Brucchi per battere cassa

La Riccitelli si copre di ridicolo: paga l’affitto del Teatro per la prima volta dopo 20 anni e rischia la bancarotta. Cocciolito senza vergogna scrive a Brucchi per battere cassa
cocciolito querela
Maurizio Cocciolito annuncia la querela a Melozzi e Baiocco, poi rivelatasi una debacle

 

…”Non si tratta soltanto di una richiesta di copertura economica, peraltro ampiamente discussa, ma della necessità a questo punto non più rimandabile che il Comune di Teramo, ente istituzionale della Riccitelli nonché Socio Fondatore,  manifesti la volontà di agire, di condividere, e di continuare ad accompagnare il progetto culturale della Riccitelli”. A scrivere è Maurizio Cocciolito. A leggere è Maurizio Brucchi.

La Riccitelli sollecita Brucchi a mettere in atto “ogni azione possibile per il recupero i 12.261,00 euro spesi per la prima parte di Stagione (spettacoli del 9/10 novembre, 24/25 novembre, 6/7 dicembre 2016) e la copertura della maggior parte dei costi, pari a 20.435,00 euro, relativi alla seconda parte della Stagione (gennaio/aprile 2017)”.

Ci sarebbe stato un’accordo verbale, poi un atto depositato al protocollo, al quale il Comune non avrebbe mai formalmente risposto. “Dopo un anno, alla Riccitelli non è pervenuta conferma alcuna in merito, né comunicazioni sulle volontà di codesta Amministrazione. Si ricorda che le intese raggiunte verbalmente erano condizione indispensabile alla realizzazione della Stagione e che nel 2016 la Riccitelli ha speso, per l’affitto del teatro, 12.261,00 euro per i primi tre spettacoli della nuova Stagione e 19.032,00 nel periodo gennaio/aprile scorsi, per un totale di 31.293,00 euro. Cifre che evidenziano, peraltro, il significativo e pesantissimo aumento dei costi attuali. Una condizione di evidente sofferenza economica che si aggiunge, com’è noto, all’azzeramento del contributo finora garantito annualmente dal Comune di Teramo”. 

Cosa succede??

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L’oramai “ex” giro d’affari di Maurizio Cocciolito, ampiamente dimostrato in tribunale durante il processo contro Melozzi e Baiocco.

L’associazione primo Riccitelli chiede i danni al Comune perché, nonostante fossero stati presi “accordi verbali” tra il presidente Cocciolito e il sindaco Brucchi, la Riccitelli è stata obbligata …a pagare l’affitto del Teatro per la prima volta nella storia cittadina. Cosa c’è di strano? Nulla…e invece si…c’è molto di strano…

Questi accordi prevedevano la gratuità del teatro come è sempre stato dalla notte dei tempi, come le nostre lotte hanno ampiamente dimostrato anche di fronte ai magistrati. Ora succede che a gestire il teatro non è più la moglie di Maurizio Cocciolito, Cinzia Spinozzi. Bensì la Solti, azienda di Velletri che gestisce il teatro da circa un anno. Tra l’altro risulterebbe che la Solti dia in affitto il teatro alla Riccitelli a prezzo di favore, solo 1100 euro al giorno. Quindi la Riccitelli spara delle cifre a caso senza tener conto degli sconti ottenuti proprio in virtù del numero di date impegnate?

Nel frattempo sono tutti  in attesa dell’apertura delle buste, inviate dai partecipanti al nuovo bando per la gestione del Teatro, dopo che la precedente gara è stata miseramente bocciata dal TAR. Anche in merito a questo bando, ci preme ricordare che solo grazie alle battaglie di Melozzi, Baiocco, Nuove Armonie e Teramo 3.0 è stato possibile vedere e toccare con mano un bando, anche malfatto, ma un bando vero.

Fino all’anno scorso, infatti, il teatro era affidato direttamente e amichevolmente alla ditta Spinozzi da decenni. Nulla di più. Chiunque si sarebbe sognato di poter gestire questo spazio prestigioso. Il C0mune tra l’altro non chiedeva nemmeno una lira per il fitto mensile. Le nostre battaglie hanno posto fine anche e soprattutto a questo privilegio.

L’apertura delle buste è prevista per il giorno 14 dicembre 2016. La situazione appare paradossale: Cocciolito, dopo decenni senza pagare una lira per l’affitto del teatro dove svolgeva il 90% della sua attività, costretto per la prima volta in vita sua a pagare il dovuto come tutti gli operatori culturali su questa terra, dopo pochi mesi irrompe con un pianto incontrollato. Ignora la richiesta di dimissioni arrivate da Melozzi e Baiocco, all’indomani dell’ennesima assoluzione al processo che li vedeva imputati di diffamazione (semplicemente per aver diffuso documenti già pubblici e aver commentato lo stato dell’arte della cultura cittadina).

Ci domandiamo come sia possibile che è una società (a detta di Cocciolito) stabile e finanziata per decenni dal fondi pubblici, che per molti anni hanno addirittura superato il milione di euro, si trovi in difficoltà per una voce di spesa che ogni operatore culturale deve affrontare??

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Il presidente Cocciolito rattristato dalle ultime vicende giudiziarie

Ci continuiamo a chiedere come una società di spettacolo con 2100 abbonati dichiarati, possa pensare di non pagare il teatro dove opera. Come se un ristorante non volesse pagare l’affitto al padrone delle mura. È vero che fino ad oggi, essendo stata Cinzia Spinozzi a gestire direttamente il teatro (dagli anni 80), rimane molto difficile abituarsi alla realtà dei comuni mortali. Dopo anni di privilegi è veramente durissima tornare alla vita comune.

Ma purtroppo la realtà è questa: tutti gli operatori culturali teramani hanno dovuto pagare il teatro ogni qualvolta abbiano avuto intenzione di organizzare un qualsiasi evento. Sarebbe inoltre molto interessante poter visionare, almeno una volta, i bilanci della società Riccitelli, per capire le reali entrate e le uscite in previsione di bilancio.

Gli interrogativi su questo caso non cessano, giorno dopo giorno anzi aumentano. Ma il declino della Riccitelli, ridotta a chiedere pubblicamente 30.000 euro, quando solo qualche anno fa si calcolavano entrate per oltre 1 milione di euro all’anno, è ormai palese a tutti.

Non ci resta che aspettare la risposta del sindaco, il quale non potrebbe far altro che fare spallucce, in quanto una società con oltre 2000 abbonati, che a conti fatti significano circa 300.000 euro di entrate per 8 spettacoli da tre repliche ciascuno, dovrebbe potersi permettere almeno l’affitto del teatro dove opera. Attendiamo con ansia gli sviluppi dell’ultimo atto della rappresentazione drammatica della cultura di Teramo. Sipario!

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