Teatro: A Teramo Gabriel Garko e Ugo Pagliai in “Odio Amleto”

Teatro: A Teramo Gabriel Garko e Ugo Pagliai in “Odio Amleto”

di Maria Cristina Marroni  –

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La locandina dello spettacolo teatrale

Una commedia godibile quella messa in scena da Gabriel Garko e Ugo Pagliai, sia perché dotata di autoironia e sia perché è credibile in quanto Garko interpreta se stesso.

Lo spettacolo è oggi in scena al Teatro Comunale di Teramo (con due recite: la prima alle ore 17,00 e la seconda alle ore 21,00).

Gabriel veste i panni di un famoso attore di fiction televisive statunitense (Andrew Rally) il quale, per elevarsi culturalmente agli occhi della propria fidanzata, decide di fare l’attore impegnato accettando il ruolo di Amleto in uno spettacolo teatrale newyorkese.

Per mettere in atto i suoi propositi Andrew – tramite la sua agente immobiliare – prende in affitto lo storico appartamento a New York che un tempo appartenne al leggendario e defunto attore shakespeariano John Berrymore, il quale viene evocato in una seduta spiritica al fine di ottenere qualche consiglio per interpretare il ruolo di Amleto. Il fantasma di Barrymore (interpretato da Ugo Pagliai) appare ad Andrew nel suo costume shakespeariano per aiutarlo a migliorarsi e a calarsi nella parte.

Gabriel fa ciò che gli riesce benissimo: la parte del giovanotto belloccio al quale la fortuna arride ma a cui i soldi non sono sufficienti per trovare la felicità. Barrymore gli spiega la differenza fra fare l’intrattenitore (sebbene di fama) ed essere un artista (che punta invece alla gloria), così che Andrew si impegna a fondo per poter essere un Amleto credibile.

La sera dello spettacolo però le cose non vanno per il verso giusto perché la performance di Andrew è deboluccia. Lui ne resta molto deluso e sembra cedere ad una nuova offerta televisiva molto redditizia, fino a quando – confidandosi con il fantasma di Barrymore – non si rende conto che per un momento la propria recitazione ha toccato davvero un vertice mai prima raggiunto, facendo ammutolire il pubblico e rendendolo succube della magia del teatro.

Quell’attimo, quel barlume di vera arte, quel piccolissimo miracolo shakespeariano gli apriranno una finestra su un mondo sconosciuto: quello della realizzazione personale che passa attraverso la fatica quotidiana, il rispetto della nobiltà attoriale, l’elevazione del linguaggio e la maestà della grande cultura letteraria.

La fidanzata di Andrew è in sollucchero e lui fa la prima cosa nobile della sua vita: rinuncia ad un contratto milionario da protagonista della solita insulsa serie televisiva per accarezzare il sogno di una vita sul palcoscenico.

La divertente commedia, scritta da Paul Rudnick, è stata vista in America da Garko il quale ne ha acquistato i diritti probabilmente perché in essa si sublima parte della sua storia personale di attore televisivo.

Gabriel si affida all’autoironia e la scelta di prendersi in giro lo assolve dai limiti attoriali e dall’ingombrante ombra di un fisico da dio greco che dal vivo predomina molto di più che in televisione.

Questa è la sua seconda prova teatrale in quanto, quattordici anni fa, Garko fu scelto nientemeno che dal genio assoluto della regia teatrale italiana, Luca Ronconi, che lo volle al Piccolo teatro di Milano nello spettacolo “Quel che sapeva Maisie” assieme a mostri sacri del palcoscenico come Mariangela Melato, Annamaria Guarnieri e Galatea Ranzi.

Non poteva che sentirsi inadeguato e intimidito dal confronto con giganti della cultura, ma il non prendersi sul serio lo ha aiutato a non rimanere schiacciato, anche grazie a Ronconi che lo sottopose ad un bagno di umiltà: “Chi viene a teatro per vedere un mio spettacolo con la Melato e la Guarnieri, si becca te. Chi viene invece a teatro per vedere te, si becca noi!”. Come a dire: non sarai un grande attore, ma di certo sei un utile catalizzatore di pubblico.

Esattamente ciò che succede con “Odio Amleto”: la messa in scena della dicotomia fra le vette letterarie di Shakespeare e la evanescente popolarità della televisione che si raggiunge con contenuti di scarso spessore culturale.

Ma Garko vive serenamente la sindrome da attore di serie b che accompagna i volti noti televisivi, un complesso di inferiorità nei confronti dello spettacolo teatrale che è per sua natura dal vivo, che necessita di concentrazione assoluta, di grande tecnica, di dedizione incondizionata, di studio e costanza, di credibilità artistica.

Il palcoscenico è una scuola crudele ma esaltante dove non giova quel che si è già dimostrato, perché ogni sera bisogna dimostrare di nuovo e daccapo quel che si è capaci di trasmettere ad un pubblico attento che non si lascia sfuggire una battuta, un gesto, uno sguardo. Bisogna essere costantemente all’altezza del compito.

Per questo è particolarmente azzeccata la scelta di questa commedia dove si contrappongono grandi attori, come Ugo Pagliai e Paola Gassman, ad un Garko che si prende in giro e sembra chiedere scusa di farsi chiamare attore.

2 Responses to "Teatro: A Teramo Gabriel Garko e Ugo Pagliai in “Odio Amleto”"

  1. Anonimo   9 dicembre 2016 at 11:49

    gabriel non ha bisogno di chiedere scusa a nessuno perche’ in questa avventura ha dimostrato di essere all’altezza del suo personaggio

  2. Anonimo   9 dicembre 2016 at 16:44

    È lei che deve, invece, chiedere scusa alla lingua italiana: all’inizio di un testo la prima lettera è maiuscola…

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