Ecco perché ha vinto il NO: il PD ha tradito la socialdemocrazia

di Christian Francia  –

Il sociologo Domenico De Masi ha spiegato in maniera preclara il nocciolo della sconfitta referendaria di Matteo Renzi.

Intervistato ieri da Corrado Formigli su La7, alla domanda su chi fosse stato a punire il Presidente del Consiglio, De Masi ha risposto: “è stato punito dalla realtà, perché Renzi ha tradito la socialdemocrazia per il neoliberismo”.

Per socialdemocrazia deve naturalmente intendersi quella ideologia politica che pur non respingendo in radice il capitalismo, si prefigge di temperarlo tramite i principi democratici e soprattutto tramite il cosiddetto “welfare state” (cioè lo stato sociale/assistenziale) che punta a ridurre le disuguaglianze grazie alla tutela dei diritti e al riconoscimento dei servizi sociali.

Il professor De Masi colpisce al cuore il problema del Partito Democratico e del suo attuale segretario, l’aver contribuito a smantellare, ad esempio per mezzo del Jobs Act, e della “Buona Scuola”, quel tessuto di diritti dei lavoratori come l’art. 18, come il diritto a non essere trasferito a centinaia di chilometri da casa nel caso degli insegnanti, i quali diritti rappresentavano un argine alla precarizzazione totale del lavoro e della vita che il sistema finanziario internazionale pretende per poter massimizzare i propri profitti.

Renzi ha avuto la colpa di vendersi e venderci al neoliberismo, a quei poteri forti che sono per natura apolidi (cioè senza patria) e che spostano investimenti e capitali dove sono più redditizi, senza alcun interesse per il tenore di vita delle persone, senza alcun riguardo per i loro diritti di cittadinanza.

L’avere snaturato in tal modo lo zoccolo ideologico sul quale era nato il Partito Democratico ha dapprima prodotto una frattura sentimentale con il popolo di sinistra, poi ha prodotto una frattura partitica che si è materializzata nella minoranza interna (dei Bersani e dei D’Alema) che si è battuta per il NO al referendum, oltre alla CGIL, all’ANPI e a tanti altri soggetti che si sono visti traditi e abbandonati.

Tutti riconoscono a Renzi non comuni capacità comunicative e di leadership, ma ha semplicemente sbagliato schieramento, il suo posto è nell’area liberale del centrodestra.

Per questo sarebbe bene che egli stesso prendesse atto del tragico errore commesso, uscisse dal PD e fondasse un suo partito moderato che vada a federarsi con l’area liberale.

Il suo posto non è mai stato né mai potrà più essere a sinistra. E l’esito più fecondo di questo referendum speriamo sia proprio questo: evitare nel futuro – da parte del maggior partito del centrosinistra italiano – il masochismo di crescersi una serpe in seno.

De Masi fotografa le macerie sociali della disoccupazione: “Abbiamo quattro milioni di disoccupati, dei quali quasi due milioni sono giovani. Il disoccupato è una persona che ha l’obbligo di rendersi invisibile, ma è terribilmente disgraziata. Il vero antidoto alla violenza è stata la vergogna, il disoccupato deve vergognarsi e si vergogna anche suo padre. Ci si vergogna di ammettere che il sistema ti ha scartato e tu da scartato non lo devi dire. È il massimo della violenza. Abbiamo una società assolutamente priva di un modello di riferimento, per cui non sappiamo più cosa sia il bene e il male, cosa sia destra o sinistra”.

Sul Sud, che ha bastonato il governo con spietata determinazione, De Masi afferma: “Il Sud dell’Italia è al centro tra il nord e il sud del mondo, tra l’est e l’ovest del mondo, ha un clima meraviglioso, opere d’arte, ecc. però ha un PIL pro capite che è la metà di quello della Lombardia. Quindi c’è un deficit organizzativo che noi meridionali ci portiamo appresso da sempre”.

Capitolo giovani. Formigli ha chiesto una lettura del dato dell’81% degli under 34 anni che ha votato per il NO. De Masi ha risposto: “Hanno preso coscienza del fatto che non si era fatto nulla per loro. I giovani sono il grande esodato complessivo.

La forbice delle disuguaglianze. “È aumentato il divario fra ricchi e poveri, questa è la tragedia, non tanto la ricchezza complessiva. All’inizio della crisi, sette anni fa, c’erano dieci Italiani che da soli possedevano la ricchezza di tre milioni e mezzo di connazionali. Oggi, a distanza di sette anni, quegli stessi dieci Italiani ricchissimi posseggono la ricchezza di sei milioni di Italiani, cioè si sono arricchiti il doppio, mentre i poveri sono raddoppiati.

Ecco le ragioni del voto referendario. Ne prendano coscienza quelli del PD. Perché oggi a votare per loro sono rimasti i pensionati. Mentre la fiammella della socialdemocrazia arde in un’altra parrocchia, quella del Movimento 5 Stelle (che resta l’unico a predicare la necessità di un reddito di cittadinanza e di dignità per tutti i dimenticati dalla crisi, per i poveri, per i derelitti, per i falliti, per gli esodati, per i disoccupati, per i malati, per gli svantaggiati).

De Masi ha concluso con una nota di ottimismo: “C’è buonumore per un semplice fatto: perché le ore più buie della notte preludono all’alba”.

Un’alba senza quel traditore di Matteo Renzi.

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La mappa del voto referendario del 4 dicembre 2016, con l’Abruzzo al settimo posto fra le Regioni anti-renziane

5 Responses to "Ecco perché ha vinto il NO: il PD ha tradito la socialdemocrazia"

  1. Leda Santosuosso   7 dicembre 2016 at 11:25

    per me il PD deve sparire! anche senza Renzi non c’è nulla di sinistra. Lo sfacelo in cui si trova l’Italia viene da lontano, Renzi è solo il risultato finale!
    In effetti mi sembra il giusto erede di Silvio….

    da leggere
    http://temi.repubblica.it/micromega-online/da-un-dicembre-all%e2%80%99altro-ascesa-e-caduta-di-matteo-renzi/

  2. Antonio M.   7 dicembre 2016 at 11:44

    ELEZIONI SUBITO! Il Popolo Sovrano vuole elezioni democratiche subito!!!!! l’Italia non vuole questi cialtroni.
    http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/crisi-di-governo-se-mattarella-scioglie-le-camere-600-parlamentari-resteranno-senza-pensione_3045123-201602a.shtml
    Vergognatevi!

  3. Anonimo   7 dicembre 2016 at 19:02

    Leda Santosuosso, quindi?

  4. Leda Santosuosso   9 dicembre 2016 at 12:20

    chi si rivolge a me senza identificarsi non merita una rispota

  5. Anonimo   9 dicembre 2016 at 14:14

    Fai come ti pare, ma quel “quindi” rimane, e pesa.

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