Beatrice Lorenzin: Una banderuola chiamata Ministro della Salute (avvolta nella bava dei lecchini governativi)

Beatrice Lorenzin: Una banderuola chiamata Ministro della Salute (avvolta nella bava dei lecchini governativi)

di Christian Francia  –

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Il degrado delle Istituzioni democratiche

Se fosse una commedia degli equivoci, lo sceneggiatore verrebbe licenziato per eccesso di fantasia. Ma è la comica realtà di una giornata teramana.

Dunque. Un Ministro della Salute in carica fino a lunedì prossimo (quando, se vinceranno i NO al referendum il governo dovrà dimettersi), un Ministro di nome Beatrice Lorenzin che ricopre un Dicastero chiave senza avere uno straccio di laurea in tasca e senza avere nemmeno un voto personale (da miracolata della politica), un simile Ministro viene a Teramo venerdì 2 dicembre non già per visitare la locale ASL e lo stato dell’assistenza ai degenti nel nosocomio aprutino, non già per visitare il locale Istituto Zooprofilattico e la penosa situazione professionale e amministrativa che ivi alberga, bensì per fare uno spottone al SÌ per il referendum di domenica.

Le comicità si susseguono perché un Ministro non dovrebbe proprio fare campagna referendaria su una riforma costituzionale, in quanto la nostra legge fondamentale è materia di esclusiva competenza del Parlamento; mentre in maniera aberrante quella che ci accingiamo a votare è una mostruosa riforma di origine governativa realizzata a colpi di maggioranza (peraltro da un Parlamento delegittimato in quanto eletto sulla base di una legge elettorale dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale).

E non è mica finita. Il Ministro è membro di un partito che si chiama Nuovo Centro Destra (NCD), il quale è parte integrante di un governo che si definisce di centrosinistra, ma nonostante dorma da tre anni nel letto del presunto nemico politico, la Lorenzin non ha mancato proprio quest’anno di sporgere formale denuncia per l’illegittimità del Direttore Generale dell’IZS Mauro Mattioli voluto dal centrosinistra, mentre in contemporanea il deputato teramano dell’NCD Paolo Tancredi presentava interpellanze parlamentari sulla innominabilità e inconferibilità del Presidente dell’IZS Manola Di Pasquale (nomina pretesa dal governatore D’Alfonso previo stupro di due differenti leggi).

Una persona sana di mente si aspetterebbe che un Ministro in carica rifiuti qualsiasi dialogo con due persone illegittimamente collocate al vertice di una istituzione sanitaria quale è l’IZS, specie dopo che la ASL teramana ha accertato che il Direttore Mattioli è finanche responsabile di un odioso reato quale è quello di messa in pericolo dei lavoratori dell’IZS, per violazione delle norme obbligatorie sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, relativamente ai laboratori nei quali questa estate sono state analizzate carcasse animali contaminate dal batterio killer dell’antrace (http://www.ilfattoteramano.com/2016/11/23/il-direttore-dellistituto-zooprofilattico-mauro-mattioli-e-un-delinquente-irresponsabile/).

E invece, come se nulla fosse. Come se niente fosse accaduto. Come se la denuncia ministeriale non ci fosse mai stata. Anzi. Tutti amici. Grandi amici. Amicissimi. Tancredi, la Lorenzin, Mattioli e Manola Di Pasquale tutti insieme appassionatamente per salvare i loro quattro culi, assisi sulle rispettive poltrone foriere di quattro lauti stipendi.

Tutti stretti sulla nave del SÌ al referendum che è l’unica a poter garantire al Ministro di restare tale, l’unica a poter garantire a Tancredi di avere un posticino nel prossimo Parlamento, l’unica a poter garantire incarichi e prebende a Mattioli e a Manola. E siccome domenica ci si gioca sia il sedere che il portafogli, fino allo spoglio sono tutti parenti, tutti strettissimi congiunti, tutti innamorati l’uno dell’altro, tutti dimentichi della guerra amministrativa e giudiziale che cova sotto la cenere.

Una pace comicissima se si leggono le parole della Lorenzin: “Nessuna guerra con l’IZS, è un gioiello”. Nessuna guerra? Ma allora sei rincoglionita e smemorata!

La Lorenzin è stata tutta zucchero: “Un centro di eccellenza in un luogo stupendo”.

Eccellenza? Ma se non c’è uno straccio di laboratorio che si possa definire a norma!

Se le leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro vengono massacrate da chissà quanto tempo!

Se l’IZS è divenuto un centro di collocamento con una profluvie di selezioni a tempo determinato, da CoCoCo e a tempo indeterminato!

Se da decenni si sfruttano lavoratori inquadrati in profili professionali inesistenti!

Se l’IZS stesso ha fatto causa a numerosi suoi dipendenti per dimostrare la nullità dei contratti voluti dalla medesima Amministrazione!

Se la governance è destituita di qualsivoglia credibilità in quanto illegittimamente insediatasi in assenza dei presupposti di legge per poter occupare tali poltrone!

Eppure niente. Più dell’odio potè l’amore.

E così ieri abbiamo dovuto assistere allo stucchevole spettacolo dei complimenti zuccherosi che il teatrino della politica ha messo in piedi, un teatrino stigmatizzato a dovere dal sindacato indipendente che rappresenta la maggioranza dei lavoratori IZS, cioè l’FSI, il quale per bocca del suo presidente Giovanni Foschi ha diramato un comunicato puntuale e tagliente come una lama, richiamando il Ministro alla dignità istituzionale e alla correttezza di dover destinare la sua visita all’accertamento sul campo delle gravi condizioni in cui versa l’IZS.

L’FSI ha ricordato a Paolo Tancredi come solo un anno fa il deputato invocasse lo STOP alla lottizzazione politica avviata da D’Alfonso e al saccheggio di poltrone degli enti teramani (“Lo Zooprofilattico? No a Mattioli D.G. e Manola non può stare nel CdA”). Eppure Tancredi ha già dimenticato tutto, trasformando in una farsa tragicomica la visita della banderuola Lorenzin, pronta pure a mettersi a quattro zampe e ad abbaiare pur di far votare SÌ agli Italiani (che nelle urne referendarie dovrebbero salvare il governo Renzi).

Giovanni Foschi ha sottolineato come una tale “presa per i fondelli non può assolutamente passare. Più che dire Sì o No alla riforma costituzionale è estremamente importante dire NO a tutto questo. Con forza”.

E invece i lecchini governativi si sono profusi in inchini, in abbracci, in un traboccare di “sinergie”, di “progettazioni”, delle solite promesse da marinai circa la nuova sede IZS della quale si parla da quando avevo i calzoni corti, ma che è come l’araba fenice (che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa).

E poi largo alle supercazzole: nuove sale necroscopiche (sì, ma quando?), nuovo stabulario (sì, ma quando?), nuove intese e collaborazioni con l’Ateneo, nove magie e finanziamenti come se piovesse.

E nessuno che alzi il ditino per dire: “Vabbè, ma è inutile che ci prendete per il culo con il faremo, realizzeremo, otterremo. Quando avrete fatto tornate a tagliare il nastro delle opere effettivamente realizzate”.

Ma è un po’ difficile tornare quando “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, quando il proprio destino è legato al referendum di domenica 4 dicembre, quando si rischia di non mangiare il panettone, quando le proprie nomine sono illegittime e destinate ad essere invalidate da un momento all’altro, quando “si sta soli sul cuor della terra, trafitti da un raggio di sole” e vien subito la sera di insignificanti carriere politiche.

È un po’ difficile realizzare investimenti, infrastrutture, laboratori, luoghi di ricerca, centri di eccellenza, quando si pensa al proprio “particulare”, alla propria clientela, alle prossime elezioni, e non si pensa invece mai alle prossime generazioni, alla sicurezza dei lavoratori, allo sviluppo del territorio.

Siamo stufi di sentire promesse, fandonie, bugie, vomitevoli salamelecchi volti a guadagnarsi con la piaggeria più becera la compiacenza dei colleghi della casta.

Siamo stanchi di leggere le finte guerre politiche che non producono mai un vincitore e un vinto perché i contendenti mangiano alla stessa greppia e giocano solo al gioco delle parti.

Siamo stremati da ministri che annunciano di volere il ripristino della legalità, ma poi vanno a braccetto con gli stupratori della legge, tanto che i giornali titolano spudoratamente: Il ministro Lorenzin firma la pace con la governance dell’IZS”; oppure i ricorsi amministrativi dei mesi scorsi contro le nomine ai vertici dell’istituto di ricerca di via Campo Boario sono soltanto un contraddittorio formale”.

Ma quale contraddittorio formale! Ditelo che vi siete aggiustati fra di voi, che avete raggiunto qualche misero compromesso al ribasso, che vi fate piacerucci reciproci, che avete trovato una mediazione per metterla in culo alle norme e continuare a fare i vostri porci comodi.

Ed è addirittura da comica finale assistere alla omertosa mancata pubblicazione del comunicato del sindacato FSI:

– da parte di testate giornalistiche on line i cui direttori hanno le mogli impiegate all’IZS (per cui non si possono pubblicare notizie che getterebbero fango sui vertici in carica);

– da parte di testate giornalistiche on line i cui direttori hanno radicata amicizia con i vertici attuali dell’IZS;

– da parte di testate giornalistiche on line i cui direttori vivono con la promessa dell’assunzione della moglie all’IZS;

– da parte di testate giornalistiche cartacee i cui collaboratori stanno facendo dei concorsi per farsi assumere all’IZS;

– da parte di testate giornalistiche cartacee i cui redattori hanno mogli e compagne dipendenti dell’IZS.

Insomma, si fa prima a dire l’unica testata che l’ha pubblicato quel coraggioso e sacrosanto comunicato: il quotidiano La Città.

Ma l’interesse pubblico dov’è finito?

Quando e come l’opinione pubblica potrà essere correttamente informata sui fatti?

A Teramo non si può. A Teramo ci si aggiusta alla maniera democristiana. A Teramo si lecca. A Teramo si tace. A Teramo si omette. A Teramo si fa l’inchino al Ministro, non lo si incalza con le domande, non lo si inchioda alle sue contraddizioni, non lo si mette in difficoltà.

A Teramo la gente è codarda, troppi dipendenti pubblici sono vigliacchi, certa stampa è omertosa, il provincialismo è soffocante, il pecorame è dominante, il clientelismo è vincente.

Per questo le istituzioni vanno alla malora: perché nessuno le difende, le cura, le coltiva, le ama, le fa prosperare.

Solo insetti, sanguisughe e parassiti. E ovviamente l’antrace.

8 Responses to "Beatrice Lorenzin: Una banderuola chiamata Ministro della Salute (avvolta nella bava dei lecchini governativi)"

  1. Anonimo   3 dicembre 2016 at 8:25

    Gentile Cristian i miei complimenti per l’articolo. Sottolineo sempre l’uso corretto della lingua italiana assai lontana dalle capacità dei suoi colleghi teramani.
    La invito il giorno 7 ad essere presente alla conferenza stampa del Rettore D’Amico (quello che ha impegnato 300.000 euro per il mantenimento annuo della funivia senza che nessun organo o revisori dei conti abbiano deliberato in merito) per avere conferma che le testate giornalistiche tentino non solo all’IZS ma anche All’università.
    VENITE A ME.
    E pantalone paga

  2. Cittadino   3 dicembre 2016 at 11:25

    Concordo con Anonimo: un uso della lingua italiana invidiabile.

  3. Porco D..   3 dicembre 2016 at 11:50

    Hai dimenticato la BRUCELLA!!!!!!

  4. Avvocato del diavolo   3 dicembre 2016 at 16:07

    Io mi meraviglio con i dipendenti che non denunciano i vertici per il pericolo della brucella e dell’antrace. Potrebbero arricchirsi…

  5. Alessandro Bonolis   3 dicembre 2016 at 22:56

    10 e lode!
    L’unica cosa da aggiungere è: se bastasse un NO… vincerà, ma non basterà. #iovotosi.

  6. Alessandro Bonolis   5 dicembre 2016 at 1:15

    Ohhhh adesso che finalmente ha vinto il NO, adesso Sì che tutto questo schifo finirà!
    Adesso Sì che tutta la feccia della politica verrà ricacciata nelle luride fogne che l’hanno vomitata.
    Adesso Sì, ora che il popolo è sovrano, adesso si che saranno eletti dei degni senatori “viri boni et dicendo periti”.
    Adesso si che si può fare la riforma elettorale, adesso si che si può cambiare la costituzione, adesso si che si possono eliminare le province, ridurre il numero dei senatori, ma che siano eletti dal popolo, mi raccomando, altrimenti ci vanno i farabutti (il popolo mica elegge i farabutti eh!).
    Adesso finalmente si apre una nuova era: l’era in cui NON È CAMBIATO UN CAZZO!

  7. Alberto Granado   5 dicembre 2016 at 13:40

    Gentile Bonolis,
    modifiche alla Costituzione, se necessarie, devono essere apportate da intellettuali, onesti, che abbiano risultati politici inconfutabili, ma soprattutto che siano politici ELETTI.
    Saluti

  8. Alessandro Bonolis   7 dicembre 2016 at 8:47

    Gentile Alberto Granado,
    Sì rende conto che ha appena detto che in Italia NESSUNO potrà mai fare modifiche alla Costituzione? Dato che tutti i requisiti che ha elencato non li avrà mai nessuno.
    Il che conferma la mia tesi per cui non cambierà mai più nulla.

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