L’Ente Parco del Gran Sasso rischia il processo per le 105 consulenze affidate al suo attuale Presidente, l’inconferibile Tommaso Navarra (che sguazza pure in un gigantesco conflitto di interessi)

L’Ente Parco del Gran Sasso rischia il processo per le 105 consulenze affidate al suo attuale Presidente, l’inconferibile Tommaso Navarra (che sguazza pure in un gigantesco conflitto di interessi)

di Christian Francia  –

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La copertina del nuovo album dei Pink Floyd

L’aggettivo “parco” viene dal latino “parcus”, derivato dal verbo “parcĕre” che vuol dire “risparmiare; contenersi, moderarsi in qualche cosa”. Cioè esattamente quello che l’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso non ha mai fatto, per cui sarebbe più corretto definirlo Ente Porco per avere speso a piacimento per anni senza alcun riguardo per le leggi.

È utile ricordare che da anni denunciamo le inefficienze e le illegittimità che si consumano al Parco (ad esempio: http://www.ilfattoteramano.com/2014/12/22/parco-nazionale-del-gran-sasso-ente-parco-o-ente-porco/), ma è ancor più utile tornare a sottolineare che un’ispezione ministeriale del 2013 aveva censito addirittura 32 rilievi relativi ad altrettante attività illegittime che avevano prodotto danni contabili all’Ente pubblico, stabilendo un vero e proprio record di porcate.

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I 32 rilievi dell’Ispezione Ministeriale effettuata all’Ente Parco del Gran Sasso

Con la lentezza dell’elefante, solo oggi la Corte dei Conti si avvede di quel gigantesco buco nero e avvia un’attività istruttoria con una lettera della Procura regionale che ha richiesto alla direzione del Parco tutta la documentazione inerente – ironia della sorte – il mancato utilizzo dell’Avvocatura dello Stato per i patrocini e consulenze legali (il rilievo n. 19 nella foto), nonché i documenti concernenti il mancato recupero delle spese sostenute per la manutenzione degli immobili utilizzati in comodato e restituiti ai proprietari.

L’ipotesi è che ci sia un consistente danno erariale derivante dall’aver affidato incarichi legali ad avvocati del libero foro anziché a quelli dell’Avvocatura dello Stato, sia per patrocinare in giudizio il Parco e sia per le consulenze giuridiche.

Per questo il vice Procuratore generale della Corte dei Conti Abruzzo, Roberto Leoni, ha intimato di consegnare gli incartamenti onde valutare l’eventuale azione risarcitoria nei confronti dei soggetti responsabili di aver depauperato le casse pubbliche, chiedendo in particolare le copie dei provvedimenti di conferimento degli incarichi agli avvocati (con l’esatta indicazione dell’entità delle somme spese e delle date di liquidazione).

È stato inoltre richiesto l’elenco degli immobili utilizzati in comodato e dei relativi costi sostenuti per la manutenzione, nonché i dati dei direttori e dei dirigenti che all’epoca erano competenti a disporre il recupero delle spese mai recuperate.

E indovinate un po’ chi è l’avvocato che ha beneficiato del grosso (se non della totalità) degli incarichi illegittimi elargiti allegramente dall’Ente Porco?

Tommaso Navarra, cioè a dire l’attuale Presidente del Parco Nazionale, il quale negli ultimi venti anni ha beneficiato di almeno 105 consulenze elargitegli dall’Ente (105 sono solo quelle reperite dalla Comunità del Parco, cioè a dire l’Assemblea dei Sindaci rientranti nell’area del Parco), consulenze in virtù delle quali il Parco ha dovuto sborsare al suo attuale Presidente centinaia di migliaia di euro che avrebbe dovuto risparmiare in quanto per legge avrebbe dovuto usufruire gratuitamente dei servizi legali resi dall’Avvocatura dello Stato.

Un conflitto di interessi talmente imbarazzante che richiederebbe le immediate dimissioni di Navarra se non fosse che il suo incarico è letteralmente nullo.

Che succederebbe, infatti, se venisse accertato dalla Corte dei Conti (situazione che nei fatti è inconfutabile) che sussiste un enorme buco finanziario da risarcire? Un enorme buco costituito proprio dalle parcelle pagate a Navarra?

Succederebbe che Navarra risulterebbe il beneficiario di un ingente danno erariale messo in atto dai dirigenti del parco che hanno commesso gli errori contabili, dirigenti si suppone tuttora in servizio, i quali dovrebbero risarcire l’Ente per i soldi spesi illegittimamente in favore delle tasche del loro attuale Presidente.

Una situazione imbarazzante, oltre che comica, perché poi bisognerebbe pure procedere ad avviare procedimenti disciplinari contro i responsabili del danno (i quali hanno arricchito lo stesso Presidente), nonché bisognerebbe procedere al recupero direttamente sul loro stipendio dell’importo illegittimamente liquidato sul conto corrente di Navarra.

Ma come detto il problema non è solo questo, perché l’incarico presidenziale è totalmente nullo in virtù di quanto abbiamo dettagliatamente argomentato un paio di mesi or sono (http://www.ilfattoteramano.com/2016/09/12/la-spada-di-damocle-sara-il-tar-tagliare-la-testa-di-tommaso-navarra-linconferibile-presidente-del-parco-nazionale-del-gran-sasso-il-ricorso-sputtana-anche-lincompetenza-o-la-ma/).

Sintetizzando, il decreto di nomina di Navarra è nullo in quanto tale nomina viola espressamente le norme sull’inconferibilità stabilite dal D.Lgs. n. 39/2013, il quale all’art. 17 sancisce a chiare lettere che: “Gli atti di conferimento di incarichi adottati in violazione delle disposizioni del presente decreto e i relativi contratti sono nulli”.

E ovviamente l’incarico di Navarra è nullo perché il medesimo Decreto Legislativo prevede che “A coloro che, nei due anni precedenti, abbiano svolto in proprio attività professionali, se queste sono regolate, finanziate o comunque retribuite dall’amministrazione o ente che conferisce l’incarico, non possono essere conferiti gli incarichi di amministratore di ente pubblico”.

Naturalmente il pluriprescritto stupratore della legalità, cioè il governatore dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso, ha pensato bene di designare Presidente del Parco proprio l’unico soggetto che è inconferibile per quel ruolo fino al dicembre 2017 (due anni dopo la cessazione del rapporto professionale retribuito dal Parco), e cioè Navarra.

Ma per fortuna un coraggioso componente del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Gran Sasso, Paolo Salvatore, ha avanzato formale ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio per ottenere l’accertamento della nullità del decreto di nomina di Navarra, e si dà il caso che l’udienza del ricorso ci sia esattamente fra due giorni, cioè il 30 novembre.

Vogliamo sperare che ci sia un giudice a Berlino… (cioè a Roma).

5 Responses to "L’Ente Parco del Gran Sasso rischia il processo per le 105 consulenze affidate al suo attuale Presidente, l’inconferibile Tommaso Navarra (che sguazza pure in un gigantesco conflitto di interessi)"

  1. Antonio M.   28 novembre 2016 at 12:27

    C’è chi prende e c’è chi da. Senza violare nessuna legge e soprattutto senza stravolgere 47 articoli della Costituzione! Presto le cose cambieranno. #IoDicoNo.
    Leggi da Beppegrillo: DIRETTA: 80 milioni di ragioni per dire no – #RestitutionDay http://www.beppegrillo.it/2016/11/80_milioni_di_ragioni_per_dire_no_-_iodicono.html?s=wslink

  2. francesco   28 novembre 2016 at 18:51

    ma da duva cazz ve su Navarre?

  3. Fdg   29 novembre 2016 at 14:57

    Non sono più il simbolo del parco, ma il porco del simbolo…

  4. giovan battista nisii   2 dicembre 2016 at 11:21

    Anche un possibile conflitto di interessi; tipico dell’Italia di oggi.
    Ma sono trascorsi già mesi dal’assunzione di Navarra nel cielo della presidenza del Parco del Gran Sasso Laga – a parte tutte le considerazioni sulla penosa gestione degli ultimi anni, con l’imbarazzante giornalista di centro destra presidente e un direttore messo lì da Walter Mazzitti, probabilmente perchè aveva bisogno di un lavoro (ma è giusto un funzionario del Pds Pd deve trovare una poltrona ad un certo punto a prescindere da idee e comptenze) – dico che il Navarra riesce a sorprendermi, perchè ottenuta la presidenza dal partito, per ragioni di visibilità realizzata con duro lavoro, pensavo che volesse esporre alla cittadinanaza “dell’Area Vasta” e di tutta l’area del Prco, uno straccio di programma, che spieghi, accenni come si vuole gestire il Gran Sasso Laga, che puoò diventare una risorsa vera per il territorio. Ma evidentemente Navarra ha comunicato i propri intendimenti solo all’ecologista D’Alfonso.

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