Il Direttore dell’Istituto Zooprofilattico Mauro Mattioli è un delinquente irresponsabile

Il Direttore dell’Istituto Zooprofilattico Mauro Mattioli è un delinquente irresponsabile

di Christian Francia  –

mauro-mattioli-me-ne-sbatto-i-coglioni-della-sicurezza-dei-lavoratori-izs
Mauro Mattioli: Direttore dell’Istituto senza Profilattico

Mauro Mattioli ha commesso un reato, quindi è un delinquente.

Nulla di strano, direte, visto che siamo in Italia e di reati – perseguiti molto quando a commetterli sono le persone comuni, ma perseguiti per niente quando a commetterli sono i colletti bianchi – se ne compiono a bizzeffe senza che ciò provochi particolare indignazione nell’opinione pubblica.

Ma questo caso è particolarmente odioso, perché c’è in gioco la salute delle persone.

Mattioli è già da un anno il Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise con sede a Teramo. Molti ricorderanno le polemiche legate alla presunta illegittimità della sua nomina che il Ministero della Salute segnalò direttamente alla Procura della Repubblica per ipotetici illeciti.

Mattioli è noto per essere il braccio destro del Rettore dell’Università di Teramo Luciano D’Amico, a sua volta braccio destro (nel territorio teramano) del pluriprescritto governatore dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso.

E l’IZS di Teramo è tristemente noto alle cronache sia per trenta anni di gestione allegra e sia per avere – alla presidenza del Consiglio di Amministrazione – una persona totalmente illegittima in quel ruolo come Manola Di Pasquale, designata dallo stupratore della legalità Luciano D’Alfonso, del quale lei rappresenta politicamente il mignolo sinistro nel teramano.

In questa bella cornice di illegittimità accade che Mauro Mattioli, in qualità di datore di lavoro di tutti i dipendenti e collaboratori dell’IZS, abbia messo a grave rischio la salute dei lavoratori, la qual cosa non è solo una illegittimità che integra gli estremi del reato, ma è soprattutto un infame comportamento da irresponsabili che meriterebbe per ciò solo le immediate dimissioni dalla carica di Direttore Generale.

La questione emerge nel luglio 2016, quando alcune carcasse di ovini vengono inviate all’Istituto e si scopre inopinatamente che tali animali siano contaminati con l’antrace, il famoso batterio killer che si trasmette anche per via aerea, cioè semplicemente inalando le spore del batterio. L’infezione da antrace può causare la morte nell’uomo in una sola settimana.

I dipendenti incaricati dell’autopsia delle carcasse svolgono il loro lavoro, ma si preoccupano non poco, tanto che viene inoltrato un esposto alla ASL affinché verifichi se i laboratori dell’IZS rispondano alle norme sulla sicurezza dei lavoratori.

La ASL compie due sopralluoghi nell’ottobre scorso e pochi giorni fa ha messo nero su bianco gli esiti delle evidenze riscontrate:

1) È stato “accertato” che Mattioli abbia commesso un reato, cioè a dire la violazione dell’art. 274 comma 3 del D.Lgs. n. 81/2008 (in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), in quanto nei laboratori ispezionati sono state verificate ben cinque gravi violazioni dovute alle omissioni del Direttore Generale il quale non ha adottato le idonee misure per ridurre al minimo il rischio di infezione ad opera di agenti biologici;

2) È stato prescritto di provvedere a mettere in sicurezza i predetti laboratori entro 60 giorni;

3) È stata trasmessa tutta la documentazione alla Procura della Repubblica di Teramo per quanto concerne il perseguimento dei profili penali delle incoscienti condotte omissive di Mattioli.

L’Istituto, come Alice nel paese delle meraviglie, il 14 settembre scorso pubblicava allegramente sul proprio sito istituzionale la notizia della scoperta dell’antrace: “Il 06/09/2016 il Ministero della Salute ha notificato all0’OIE un focolaio di Antrace, in Abruzzo, in provincia dell’Aquila. Il Centro di Referenza Nazionale per l’Antrace (Ce.R.N.A.) ha confermato la positività in 3 pecore all’esame batteriologico (…) in Italia fino a tempi recenti si sono verificati casi di carbonchio animale e occasionalmente viene registrato anche qualche caso nell’uomo. Nell’uomo il contagio avviene per contatto con animali infetti, soprattutto durante la lavorazione di derivati animali quali pelo, pelle, lana e ossa; per questo il carbonchio è frequente nelle zone agricole in cui la malattia è comune nel bestiame. Negli animali la malattia è caratterizzata da una setticemia acuta ad insorgenza improvvisa e decorso rapidamente fatale. A volte può decorrere con una forma cronica con lesioni pustolose e febbre”.

Ma la cosa veramente inquietante è che alcuni dipendenti dell’IZS sono entrati in contatto con l’antrace, e siccome i laboratori erano privi dei sistemi di sicurezza idonei ad arginare il pericolo di contagio, di fatto hanno corso un rischio altissimo di essere infettati.

L’art. 282 comma 2 del D.Lgs. n. 81/2008 scolpisce la seguente sanzione: Il datore di lavoro e i dirigenti sono puniti: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.740 a 7.014,40 euro per la violazione” dell’articolo “274 commi 2 e 3” del medesimo decreto legislativo.

Il richiamato art. 274 (recante “Misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie”), a sua volta prescrive al comma 3 che “Nelle strutture di isolamento che ospitano pazienti od animali che sono, o potrebbero essere, contaminati da agenti biologici del gruppo 2, 3 o 4”, fra i quali rientra pure l’antrace, “le misure di contenimento da attuare per ridurre al minimo il rischio di infezione sono scelte tra quelle indicate nell’allegato XLVII in funzione delle modalità di trasmissione dell’agente biologico”.

Molto bravo il Direttore Generale, complimenti vivissimi per le sue impeccabili capacità gestorie e soprattutto per l’attenzione e l’acribia con le quali si distingue nel perseguimento della sicurezza dei suoi dipendenti.

La questione drammatica è che, oltre agli inadempimenti contestati dalla ASL, altre preoccupanti circostanze sembrerebbero essere state evidenziate durante i sopralluoghi: l’assenza del medico delegato alla sicurezza dei lavoratori; la scorretta collocazione dei condotti di aspirazione che aggravano la veicolazione delle spore dell’antrace; l’illegittimo scolo dei liquidi biologici direttamente nelle fognature e chissà quali altre inquietanti situazioni.

Ma c’è di più. Sembrerebbe pure, infatti, che tutti i laboratori, non solo quei due o tre che sono stati controllati, non siano idonei all’utilizzo in condizioni di sicurezza per arginare il rischio da fattori biologici.

Un buon padre di famiglia, a prescindere dagli obblighi di legge, avrebbe chiuso tutti i laboratori non a norma per evitare pericolose esposizioni a fattori di rischio, oppure avrebbe immediatamente proceduto alla messa a norma delle strutture, visto che quando c’è da assumere personale pare che i soldi ci siano sempre in abbondanza.

Ma evidentemente l’assunzione di responsabilità non è la specialità degli amici nominati e/o designati dal pluriprescritto Presidente di Regione, ben noto alle cronache giudiziarie per le vergognose vicende di corruzione che hanno costellato la sua fulgida carriera politica.

E come dice il proverbio, chi viene designato dallo zoppo impara a zoppicare.

Mattioli si dimetta senza altro indugio per manifesta incapacità ad adempiere agli obblighi connessi al suo ruolo di Direttore Generale dell’IZS, ma soprattutto per aver messo in pericolo la salute dei dipendenti.

14 Responses to "Il Direttore dell’Istituto Zooprofilattico Mauro Mattioli è un delinquente irresponsabile"

  1. Anonimo   23 novembre 2016 at 14:17

    Domande cui urgono risposte:
    Potrebbe essere esposto a fattore di rischio chi viene a contatto con dipendenti eventualmente contaminati?
    E’ possibile che materiale infetto possa essere (volutamente) portato all’esterno?

  2. Taribo   23 novembre 2016 at 14:39

    Decine di casi di Malattie infettive non risultano denunciati perchè la prima azione è il mettere tutto a tacere al fine di evitare Ispezioni ASL. Tutto è secondo Norma, tutto è perfetto e se hai contratto la Brucellosi hai mangiato formaggio infetto, se hai contratto l’Antrace hai problemi fuori ma sicuro non qui dove tutto è sotto controllo. Un paio di palle. Nessuno controlla questa vergogna e la parte più bella del discorso che tutti quelli che fanno parte dello Staff Sicurezza neanche vengono rimossi dai loro incarichi. VERGOGNA A VOI e a questo schifo di paese, protagonista soltanto di efficaci e mediatici interventi postumi al danno.

  3. Allarme sanitario all'IZS   23 novembre 2016 at 14:50

    Ahi, ahi, ahi, dopo l’antrace adesso viene fuori che all’I.Z.S. gira pure la brucella. Ma che diavolo di incoscienti sono?

  4. Maurizio   23 novembre 2016 at 15:12

    La notizia mi lascia sconcertato!
    Sulla sicurezza dei lavoratori hai già detto tutto ma esistono altre implicazioni gravissime.
    Davvero nel prestigioso Istituto teramano qualcuno ha eseguito un’autopsia di pecore in presenza di un sospetto di Carbonchio ematico (Antrace)? In questi casi l’autopsia è ASSOLUTAMENTE VIETATA (Art. 115 e art. 116 del Regolamento di Polizia Veterinaria, DPR 8 Febbraio 1954). Sono stati eseguiti e da chi questi esami anatomo-patologici? Chi è e dov’era il veterinario responsabile? E il responsabile della Sanità animale? E i profumatamente pagati primari dell’Istituto? E il direttore? Qualcuno è al corrente del fatto che l’Antrace è inserito nella lista degli agenti patogeni potenzialmente usati per bioterrorismo?
    Ma forse emerge qualcosa di ancora più sconcertante alla lettura dell’articolo. Se le pecore sono state esaminate in Luglio 2016 perché la notifica da parte del Ministero della Salute all’Organizzazione Mondiale competente è avvenuta solo in Settembre? E’ così? E le leggi italiane, europee sull’obbligo di denuncia? Stiamo scherzando?

    VOGLIAMO SPIEGAZIONI!

  5. Anonimo   23 novembre 2016 at 15:47

    Solo a Teramo…Ma cosa è diventata questa Città!

  6. Maurizio   23 novembre 2016 at 16:22

    Dottor Francia, potrebbe gentilmente dare un’occhiata agli articoli 438 (epidemia) e 500 (diffusione di malattie delle piante e degli animali) del c.p.? e in caso di imperizia art 452? La sua opinione mi interessa molto. Grazie.

  7. Anonimo   24 novembre 2016 at 8:54

    A Teramo ormai si passa sopra a tutto…Anche a episodi di una gravità indicibile!

  8. Cittadino   24 novembre 2016 at 11:26

    Ma Il Centro, quotidiano d’Abruzzo??? Giace sotto le scrivanie degli editori…

  9. Mauro   24 novembre 2016 at 12:58

    Ma cosa volete che gliene fregni dell’Abruzzo, di Teramo, dell’Istituto e dei suoi dipendenti?
    Uomo assente. Provate a cercarlo il venerdì!
    Assente nei momenti “umanamente delicati” della nostra vita. Durante l’ultimo terremoto quando si stava fuori a guardare le crepe e a chiedersi se si entra o non si entra al lavoro.
    Un uomo che ha ricoperto, negli ultimi venti anni, incarichi prestigiosi e ben retribuiti nella nostra città, ma residente in Emilia –Romagna.
    Ai politici locali che si scannano quotidianamente nella lotta Teramo vs L’ Aquila, e invece dovrebbero preoccuparsi della sopravvivenza del nostro capoluogo questo, naturalmente, non fa nessuna impressione.
    A dire il vero un legame forte con il territorio lo ha instaurato ultimamente: quello con l’ ex direttore e figlio del fondatore dell’Istituto. Rinviato a giudizio mi sembra. La di lui roboante Porche è stata avvistata nel parcheggio interno del “suo” IZS. Forse dopo anni di insulti e offese irripetibili personali e sull’istituzione universitaria teramana, il pensionato ha deciso di fare pace e offrire tanti attualissimi consigli al nuovo DG (63).

    Radioso futuro…

  10. Vincenzo Caporale   3 dicembre 2016 at 19:46

    Vorrei esprimere la mia solidarietà per il Sig. Mauro. Non deve essere facile vivere “rosicando” così intensamente e così a lungo. Sarà uno dei tanti affetti dalla sindrome rancorosa del beneficiato.
    Gli mando, comunque, un saluto.
    Vincenzo Caporale

  11. Mauro   5 dicembre 2016 at 12:39

    Vedo che anche i tempi di reazione sono ormai da pensionato.
    Buon Natale a lei Sig. Vincenzo!

  12. Vincenzo Caporale   5 dicembre 2016 at 16:51

    Sig. Mauro,
    Grazie degli auguri che contraccambio, anzi auguro anche Buon 2017. Quanto ai riflessi, mi accontento. Sono sufficienti per avere la Licenza di conduttore velocità in pista della CSAI, che mi permette di correre in pista con la mia rombante – sig Mauro, rombante non roboante – Porsche!
    Un Ciaone a lei!
    Vincenzo Caporale

  13. Anonimo   5 dicembre 2016 at 18:50

    I soliti porchi , ma sanno che una impellenza irrimandabile è la morte?????

  14. Mauro   6 dicembre 2016 at 0:53

    Sig. Vincenzo,
    Che classe! Ce ne fossero di uomini come lei! Pensare che gli altri pensionati si accontentano della partita a briscola. La benzina la paga lei? Allora buona fortuna per le sue prossime roboanti imprese motoristiche! Buon tutto e non si stanchi troppo!

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.