I sonni tranquilli del fronte del NO

I sonni tranquilli del fronte del NO

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Ormai da settimane il fronte del NO alla riforma costituzionale dorme sonni tranquilli. I sondaggi danno la sconfitta del Sì con un divario che aumenta di giorno in giorno; Renzi continua a imperversare con ogni mezzo e in ogni dove, ma ha smesso di minacciare l’invasione delle cavallette e ha iniziato a prendere in considerazione l’eventualità che la riforma possa essere respinta al mittente.

Certo, la Ministra Boschi ha minacciato di toglierci gli 80 euro, ma tutto sommato è un dolore che possiamo sopportare, perché la Costituzione e i nostri diritti non hanno prezzo.

Anche il Governatore della Banca d’Italia ha evocato “un forte picco della volatilità del mercato azionario italiano” in corrispondenza con il referendum costituzionale, ma ormai abbiamo capito tutti che lo spread è un’arma delle banche contro la democrazia.

Eppure, più si avvicina la data del referendum, più la vittoria del NO sembra a rischio, e non solo perché il 2016 è stato l’anno del fallimento dei sondaggi.

Guardandosi intorno si vede che la legge di bilancio è stata riempita di mance e favori ai ricchi e potenti. In molti Comuni gli scrutatori nei seggi elettorali non sono stati selezionati per sorteggio, ma indicati nominativamente dai consiglieri, che hanno pescato tra parenti e amici di provata fedeltà alla causa.

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha incitato i sindaci alla battaglia casa per casa, voto per voto: “Li voglio vedere in blocco, armati, con le bandiere andare alle urne a votare il Sì. Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso”.

All’estero fanno incetta di schede elettorali, le rubano dalle cassette della posta o le pagano in base a un tariffario che va dal caffè ai 50 euro; in alcuni casi vengono intercettate a pacchi prima ancora della consegna agli elettori.

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Due settimane sono un tempo infinito per chi vuole persuadere, corrompere, minacciare imbrogliare. Un tempo infinito nel quale il sì può recuperare, vincere e perfino stravincere.

A forza di dormire sonni tranquilli rischiamo di svegliarci in un incubo.

Oggi più che mai è necessaria la mobilitazione di tutti. Non bisogna abbassare la guardia. Al contrario, dobbiamo intensificare gli sforzi per combattere la disinformazione. Dobbiamo impegnarci a spiegare le ragioni per le quali è giusto dire no. Dobbiamo convincere gli elettori a esercitare in massa il proprio diritto di voto, prima che sia troppo tardi, prima la riforma ci privi dell’unica arma contro una classe politica corrotta e inadeguata.

NO alla riforma. NO alle bugie di questo Governo.

E ricordiamoci che il referendum non è stato promosso dalla maggioranza per consentire ai cittadini di esprimersi sulla riforma costituzionale: il referendum è obbligatorio perché i Sì alla riforma in Parlamento non sono stati sufficienti. Una riforma condivisa e non imposta dal Governo a colpi di maggioranza avrebbe avuto un consenso più ampio in Parlamento e noi avremmo risparmiato circa 300 milioni di euro (approfondimento).

TERAMO 3.0

One Response to "I sonni tranquilli del fronte del NO"

  1. Anonimo   22 novembre 2016 at 13:03

    E sulla pasionaria che dire?
    Pardon, sulla compassionevole.

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