SOGET e CERIN inaffidabili: L’ANAC ordina di licenziare le due società di riscossione dei tributi (il Comune di Teramo inadempiente)

SOGET e CERIN inaffidabili: L’ANAC ordina di licenziare le due società di riscossione dei tributi (il Comune di Teramo inadempiente)

di Christian Francia  –

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Il diavolo veste SOGET

Lo snodo fondamentale di questa vicenda nazionale di gravità inaudita (sulla quale dovranno emergere ancora molti inquietanti dettagli) passa ancora una volta da Teramo, da dove è partito il dettagliato report sulle presunte attività illecite della società di riscossione di Pescara SOGET S.p.A., report elaborato dall’Ufficiale della Riscossione teramano Massimo Ridolfi, uno dei massimi esperti in esecuzione fiscale, sottoposto dai dirigenti SOGET ad un bossing feroce poiché si opponeva al loro illecito modus operandi.

Al peggio non c’è mai fine. E il terremotato Comune di Teramo (sia in senso figurato che letterale) dorme da anni senza adempiere alle sue funzioni, inerte come un laterizio. Dorme talmente tanto che anche quando Ridolfi ha palesato all’intero mondo che la SOGET S.p.A. è un covo di farabutti intenti al compimento sistematico di attività illecite in danno dei contribuenti indifesi, il Comune è rimasto inerte. Dorme talmente tanto che persino l’ANAC gli ha tirato le orecchie.

La questione è stata affrontata nel dettaglio dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, la quale ha emanato un provvedimento relativo ai propri compiti di vigilanza, trapelato pochi giorni or sono (lo pubblichiamo integralmente: anac-provvedimento-vigilanza-soget-e-cerin).

La sintesi del complesso documento scritto in burocratese è la seguente: sia la SOGET S.p.A. che la CERIN S.R.L. (cioè la precedente e l’attuale società di riscossione dei tributi del Comune di Teramo) sono gravemente inaffidabili ed entrambe prive di un requisito obbligatorio ai sensi del Codice degli Appalti, cioè quello previsto all’art. 38 lettera f del Codice il quale richiede – tra i requisiti di ordine generale per la partecipazione a procedure di affidamento – che siano esclusi i soggetti “che, secondo motivata valutazione della stazione appaltante, hanno commesso grave negligenza o malafede nell’esecuzione delle prestazioni affidate dalla stazione appaltante che bandisce la gara; o che hanno commesso un errore grave nell’esercizio della loro attività professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da parte della stazione appaltante.

Due sentenze, una della Cassazione (Sezioni Unite, n. 24468 del 30.10.2013) e una del Consiglio di Stato (V sezione, n. 09561 del 25.5.2012), hanno acclarato che la società SOGET di Pescara ha commesso gravi inadempienze nell’esecuzione di un affidamento presso il comune di Oria.

L’ANAC trae le conseguenze: “Dalla data del 30.10.2013 pertanto la società aveva sostanzialmente perso il requisito ex art. 38 lettera f del Codice dei Contratti”. E siccome l’accertamento di tale requisito è dinamico, cioè obbligatorio durante la fase esecutiva dell’appalto, ne discende che ogni Pubblica Amministrazione che abbia ancora in essere rapporti con la SOGET deve recedere dal contratto per violazione di legge.

Naturalmente anche il Comune di Teramo ha ancora in essere rapporti con la SOGET per quanto concerne la riscossione dei ruoli coattivi, residui del precedente affidamento del servizio di riscossione. Ma non fa niente né per adempiere alle norme in vigore, né per dare concreto riscontro a quanto comunicatogli dall’ANAC, né soprattutto per difendere i contribuenti da procedure illegittime che ledano il loro patrimonio.

Del resto, giusto per fare un esempio, il Tribunale di Taranto il 25 marzo 2014 ha condannato l’allora Presidente della SOGET Maria Piccoli (madre dell’attuale Presidente Lina Di Lello) e alcuni Dirigenti del comune di Taranto per simpatici reati commessi in concorso: truffa aggravata, abuso d’ufficio, corruzione e peculato. Robetta da poco.

Cinque gli anni di condanna inflitti all’ex presidentessa, oltre alle pene accessorie dell’interdizione perpetua dai Pubblici Uffici per Maria Piccoli e ulteriori ingenti pene pecuniarie a titolo di risarcimento del danno per il Comune di Taranto (400.000 euro). Per la SOGET, poi, il Tribunale ha altresì disposto una multa da 200.000 euro e il divieto per la società di stipulare contratti con la pubblica amministrazione per un anno, divieto di cui l’azienda pescarese non ha minimamente tenuto conto continuando come se niente fosse a partecipare e ad aggiudicarsi appalti (come il contratto stipulato in data 02 marzo 2015 con l’Unione dei Comuni Nord Est Torino).

All’esito delle sentenze molti Enti Pubblici hanno revocato i contratti in essere con la SOGET (oltre al citato Comune di Oria, anche i Comuni di Taranto, Gioia del Colle, Mesagne, Brindisi, solo per citarne alcuni).

Eppure SOGET continua imperturbabile a gestire la riscossione dei tributi in molti e grandi Enti italiani, fra i quali ancora ben sette in Abruzzo (come riportato sul sito della società): Regione Abruzzo, Province di Pescara e Teramo, Comuni di Pescara, Montesilvano e Vasto, nonché l’ineffabile società acquedottistica pescarese ACA S.p.A.

Una galassia stranamente vicina politicamente al governatore abruzzese Luciano D’Alfonso, storico amico della SOGET che veniva usata come un bancomat per i propri favoretti politici (http://www.ilfattoteramano.com/2015/07/28/httpwww-ilfattoteramano-com20150714clamoroso-si-dimettono-il-direttore-e-il-responsabile-esecuzioni-della-soget-nel-giro-di-favori-cera-anche-luciano-dalfonso-acquisisce-giorno-dopo-il-meto/). Ma oltre al pluriprescritto Presidente della Regione, usufruivano di favori anche il Sottosegretario della Regione Mario Mazzocca (SEL), il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri e il Sindaco di Chieti Umberto Di Primio (NCD), giusto per fare qualche nome abruzzese.

Eppure, guarda caso, le condanne e i procedimenti penali a carico dei vertici SOGET “non risultavano annotati nel Casellario informatico di ANAC”. Cioè a dire che la società era reticente e non li rendeva noti, pur avendone l’obbligo.

Però l’Autorità Anticorruzione s’incazza comunque con gli Enti Pubblici che dormono: “Pur facilmente rinvenibile attraverso ricerche telematiche, la circostanza indicata è stata ignorata da molteplici amministrazioni (cfr. la sottoscrizione del contratto con il comune di Eboli e le 4 proroghe autorizzate dal comune di Serino)”.

L’ANAC rincara la dose: “I fatti relativi a errori nella esecuzione di contratti pubblici, che vengono accertati in procedimenti penali, ancorché la relativa sentenza non sia ancora passata in giudicato ovvero si concludano con assoluzioni, dovrebbero, ove conosciute o facilmente conoscibili, essere tenuti in considerazione dalle stazioni appaltanti ai fini della valutazione dell’affidabilità della azienda, ai sensi della seconda parte della predetta lettera f del comma 1 dell’art. 38 del Codice degli Appalti”.

Traduzione dal burocratese: se leggete su un giornale o su un blog che una società ha subito delle condanne (sebbene ancora non definitive) legate alla propria attività professionale, Voi Enti Pubblici dovete immediatamente revocare gli appalti affidati alle medesime società.

Ma non c’era mica bisogno di disturbare l’ANAC di Raffaele Cantone per sapere che la SOGET non può più occuparsi di appalti pubblici e, meno che mai, della riscossione dei tributi: le leggi mai rispettate di questo Stato sono chiare nel dire che l’azienda pescarese deve essere cancellata d’ufficio dall’Albo ministeriale delle società di riscossione per aver commesso “gravi irregolarità o reiterati abusi commessi nell’acquisizione o nella conduzione dei servizi” e “per il venir meno dei requisiti… di onorabilità” (art. 11 comma 2 lett. e) ed f) del D.M. 11 settembre 2000, n. 289).

Anzi deve essere dichiarata proprio decaduta dall’Albo ministeriale delle società di riscossione “per inosservanza degli obblighi previsti dall’atto di affidamento e dal relativo capitolato d’oneri” e “per aver commesso gravi abusi o irregolarità nella gestione” (art. 13 comma 1 lett. c) e) e comma 2 del D.M. 11 settembre 2000, n. 289) e “la decadenza può essere richiesta dall’ente locale interessato” (art. 13 comma 2 del D.M. 11 settembre 2000, n. 289).

Basta conoscere la biografia giudiziaria dei nostri amministratori, nonché quanto emerso dall’ultima indagine portata avanti dalla Procura di Pescara, per capire perché tutto ciò ancora non avvenga: ma ve li immaginate voi i vari Luciano D’Alfonso, Mario Mazzocca, Lorenzo Sospiri, Umberto Di Primio, correre a denunciare gli amichetti della SOGET?

Lo stesso discorso vale per la CERIN SRL di Bitonto, attuale concessionaria del Comune di Teramo per la riscossione dei tributi comunali, circa la quale l’ANAC ha facilmente reperito su internet e sulla stampa notizie concernenti “gravi provvedimenti giudiziari (arresti domiciliari e sequestri) nei confronti del titolare e amministratori di fatto della stessa CERIN srl. per reati di peculato”.

Molte testate riferiscono che la CERIN per cinque anni e mezzo abbia “dichiarato il falso in atto pubblico in tutte le gare di appalto alle quali ha partecipato”, tacendo delle vicende giudiziarie poco commendevoli che riguardano i suoi amministratori, vicende che avrebbero impedito di affidare appalti alla società, come ad esempio è stato fatto ingenuamente (si spera) dal Comune di Teramo.

Infatti, se da un lato la CERIN ha omesso di dichiarare anche precedenti risoluzioni contrattuali disposte dalla P.A. per grave inadempimento e/o malafede, sempre ex art. 38, comma 1, lettera f), del D.Lgs. n. 163 del 2006, dall’altro lato il Comune di Teramo si è bendato tutti e due gli occhi come riferisce l’ANAC: “la stazione appaltante dopo una prima valutazione “dall’analisi delle segnalazioni ripariate sul Casellario Informatico dell’Autorità di Vigilanza, si ritiene che le stesse non rivestano gravità tali da ritenere esclusa la società CERIN dalla gara” a seguito della notizia “di ulteriori inadempimenti della Cerin srl nell’espletamento di servizi affini a quelli oggetto della nostra gara” richiedeva alla Cerin srl chiarimenti in merito allo stato dei contenziosi con i comuni di San Vitaliano, Castelvolturno e Mariglianella. Cerin srl forniva i chiarimenti e l’ulteriore documentazione richiesta e “a seguito di confronto tra i dirigenti del Servizio Appalti, del Servizio Finanziario e del Servizio Avvocatura (documentato da numerose e-mail agli atti dell’ufficio) si conveniva sulla congruità delle giustificazioni addotte dalla soc Cerin srl, peraltro debitamente documentate, e sull’opportunità di addivenire alla stipula del contratto”. Nella documentazione ricevuta non si riferisce di attività della stazione appaltante per la verifica del mantenimento del requisito in fase di esecuzione”.

Quindi dovremmo dedurne che arresti e sequestri non siano ragioni sufficienti per revocare l’appalto in  essere fra il Comune di Teramo e la CERIN. E che dovrebbero fare di più, mettersi a sparare sulla folla?

In ogni caso speriamo che l’ANAC abbia inviato il provvedimento che abbiamo pubblicato anche al Comune di Teramo e, nel caso non l’abbia fatto, glielo portiamo noi. Sperando che si risvegli dal sonno e che si decida ad adempiere alle disposizioni di legge, nell’esclusivo interesse dei contribuenti e delle casse pubbliche.

5 Responses to "SOGET e CERIN inaffidabili: L’ANAC ordina di licenziare le due società di riscossione dei tributi (il Comune di Teramo inadempiente)"

  1. Buonanotte   17 novembre 2016 at 16:21

    Ronf, ronf…

  2. Antonio M.   17 novembre 2016 at 17:27

    Conosco personalmente Massimo Ridolfi e i retroscena inquietanti di questa squallida vicenda. Per onestà si è trovato, suo malgrado, a difendersi e a difenderci dagli abusi del potere, corrotto come non mai. Ha pagato un prezzo altissimo nella sua vita privata e nel lavoro. Finalmente qualcuno gli ha dato ascolto mentre la magistratura italiana, a conoscenza dei fatti già dal 2012 incredibilmente buttava la sua denuncia nel cesso…
    Solo Christian Francia e ilfattoteramano hanno avuto il coraggio di pubblicare notizie e documenti che altrimenti sarebbero rimasti nell’oblio a favore dei corrotti.

    Christian Francia Sindaco di Teramo

  3. Carlo   19 novembre 2016 at 16:42

    Proprio vero nessuno che si degna di fare un minimo di controlli … queste sono le nostre amministrazioni.
    I Grillini dove sono ……. I vari Tavaglio di turno dove sono????????’

  4. Blade Runner   20 novembre 2016 at 7:29

    Questa storia che in Italia ci rimettono solo i fessi e gli ingenui DEVE finire!
    Sveglia!!!
    Se non il Comune si muova la Procura.
    Visto che deve agire d’ufficio se a conoscenza di reati o presunti tali.
    Onore a Christian.

  5. benedettino marciano   4 gennaio 2018 at 18:13

    La Soget è tutt’ora presente nel Comune di Sannicandro Garganico ed Apricena in provincia di Foggia

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