Umberto Braccili: La legalità non conta, contano ipocrisia e piaggeria rosetana

Umberto Braccili: La legalità non conta, contano ipocrisia e piaggeria rosetana

di Christian Francia  –

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Il giornalismo del “volemose bene”

Se pure un giornalista della RAI che lavora per il TGR Abruzzo si mette ad insabbiare gli stupri della legge che avvengono quotidianamente nella nostra martoriata Regione (martoriata dai politici, s’intende, non certo dai terremoti), allora non c’è speranza che la cittadinanza possa essere correttamente informata di quanto avviene nella vita pubblica e a spese dei contribuenti.

Parlo del giornalista rosetano Umberto Braccili, figlio dell’indimenticabile Luigi (già iscritto all’Ordine dei giornalisti nel 1956 e colonna portante del giornalismo regionale per oltre mezzo secolo).

La questione è semplice: Tutto inizia nel novembre 2015, quando il governatore D’Alfonso nominò Rosaria Ciancaione (che è dipendente del Comune di Roseto) quale dirigente del Servizio Bilancio della Regione Abruzzo al fine di sottrarla al suo ruolo dirigenziale nel Comune di Roseto, ruolo che le avrebbe impedito di potersi candidare a sindaco della medesima città.

L’intento del governatore era quello di uccidere politicamente lo storico rivale nel PD Tommaso Ginoble dando manforte al suo avversario rosetano, il disonorevole Giulio Cesare Sottanelli, il quale aveva individuato proprio nella Ciancaione la candidata ideale per poter ricoprire la carica di sindaco a Roseto degli Abruzzi per il centrosinistra.

Sappiamo com’è andata a finire: l’insignificante candidato sindaco di Ginoble, tale Sabatino Di Girolamo, ha vinto le elezioni sbaragliando sia la concorrenza del candidato di centrodestra (che era sindaco uscente: un’altra nullità politica) e sia la concorrenza del candidato di centrosinistra alternativo al PD, cioè appunto Rosaria Ciancaione (figlia di due padrini politici, Sottanelli e D’Alfonso).

Pur avendo perso, la Ciancaione è stata comunque eletta consigliere comunale a Roseto (Comune di 25.000 abitanti), diventando automaticamente incompatibile come dirigente regionale in virtù dell’art. 12 comma 3 lettera b) del D.Lgs. n. 39/2013, in forza del quale: “Gli incarichi dirigenziali nelle pubbliche amministrazioni di livello regionale sono incompatibili: con la carica di componente della giunta o del consiglio di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti”.

Fine dei giochi, si direbbe. Manco per niente. Rosaria autodichiara formalmente l’insussistenza di cause di incompatibilità tra l’incarico di Dirigente regionale e la funzione elettiva di consigliere comunale di Roseto, in tal modo stuprando essa stessa la norma in vigore per poter continuare a svolgere tutti e due gli incarichi.

La Regione stranamente non se la beve e chiede un parere all’Autorità Nazionale Anticorruzione. L’ANAC, altrettanto stranamente, emette un parere ineccepibile e diffida l’interessata ad optare tra i due incarichi pena la decadenza dall’incarico dirigenziale (http://www.ilfattoteramano.com/2016/10/04/scandalo-roseto-la-ciancaione-non-poteva-fare-il-sindaco-dalfonso-e-sottanelli-due-peracottari/).

Sputtanata urbi et orbi, Rosaria Ciancaione che fa? Un bel ricorso al TAR per continuare ad avere tutte e due le poltrone.

Malmenata pure dal TAR con l’ordinanza cautelare che respinge le sue richieste, Rosaria – oramai senza vergogna – insiste nel suo ricorso sperando che successive pronunce le diano ragione e cancellino una norma chiarissima dall’Ordinamento giuridico italiano (cosa ovviamente impossibile).

È solo a questo punto che scende in campo Umberto Braccili, giornalista d’assalto del TGR Abruzzo (in senso ironico, ça va sans dire), rosetano pure lui, il quale tesse le lodi di Rosaria che impavida ha rinunciato momentaneamente (costretta dai giudici che si ostinano a voler applicare leggi infami) alla sua poltrona dirigenziale.

Questo è il Post pubblicato sulla pagina facebook di Umberto Braccili:

“Una buona opposizione crea una migliore maggioranza

Onore al merito a Rosaria Ciancaione che sceglie di essere consigliera comunale a roseto rinunciando, il TAR aveva chiesto di decidere, ad un posto dirigenziale alla Regione Abruzzo. Ora è senza lavoro, senza lavoro perché in aspettativa senza assegni e con a carico anche i contributi mentre ha inoltrato domande per le regioni limitrofe dove non scatterà l’incompatibilità ma sarà sicuramente più duro e caro lavorare.

Un bel coraggio. Io non l’avrei fatto. È una bella “storia” di politica senza secondi fini, che quindi esiste, dove il sacrificio proprio è meno pesante pensando a chi l’ha votata anche se all’opposizione”.

Quando ho letto le parole di Braccili mi sono cadute le braccia e i capelli per l’ipocrisia e la piaggeria che vi ho scorto. Onore al merito? Bel coraggio? Bella storia di politica senza secondi fini? Avrei preferito non rispondere, ma ha prevalso un rigurgito di senso civico:

“Ma che Braccili si droga? Una dirigente che viola palesemente la legge per entrare in politica (e che avrebbe continuato a violarla se l’ANAC non l’avesse stanata) sarebbe un bell’esempio? Ma che si fuma Braccili? Non solo, la Ciancaione ha fatto pure un ridicolo e pretestuoso ricorso al TAR per difendere la sua illegittima situazione. Io non ho più parole…”.

Braccili, punto sul vivo e impermalito per le mie parole, ha reagito d’istinto scrivendo cose abominevoli che devono restare imperituro marchio di vergogna:

“Può darsi pure che fumo ma sicuramente roba migliore della tua. Prima cosa stiamo parlando di una scelta, coraggiosa e poi tutti hanno conflitti di interesse. Metti l’ex sindaco commercialista, o il nuovo avvocato. Dovrebbe e doveva smettere di lavorare per esercitare il ruolo. Addirittura in passato abbiamo anche avuto un assessore ai lavori pubblici che lavorava in edilizia. Parlo di brave persone semplicemente e Rosaria è una brava persona. Penso che lo sia anche tu anche se sei un maleducato nel permetterti di dare del drogato a me. Ma come sempre dico «per il cancro si fanno passi avanti nella ricerca, per la cafonaggine no, nessun miglioramento»”.

In buona sostanza il giornalista sostiene che così fan tutti, per cui nessun problema. Chissenefrega dei conflitti di interesse, mica deteriorano la vita civile? Sono la normalità, per cui non è certo il caso di gettare al croce addosso alla Ciancaione. Peraltro Braccili sostiene che siano tutte brave persone.

Eh no, caro il mio giornalista. Si dà il caso che la questione di Rosaria non sia un generico conflitto di interessi, magari non commendevole sul piano sociale (sebbene a Braccili non freghi nulla), ma pur sempre consentito dalle leggi. Proprio no. La questione Ciancaione è una palese illegittimità acclarata dall’ANAC prima e dal Tribunale Amministrativo Regionale dell’Abruzzo poi.

Un giornalista dovrebbe saper discernere le cose lecite da quelle illecite, le cose legali da quelle illegali. È grave dare della brava persona ad una che ha violato palesemente e scientemente le leggi in vigore, con l’aggravante di essere lei medesima specializzata in “Diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione” presso l’Università di Teramo.

È grave dare della brava persona ad una che violando la legge ha già percepito illegittimamente sei mesi di stipendio da dirigente regionale, cioè dal momento della sua elezione alla carica di consigliere comunale ad oggi, producendo presumibilmente un danno erariale di circa 40.000/45.000 euro, cioè soldi degli abruzzesi, cioè soldi dei rosetani.

È gravissimo che nemmeno un giornalista RAI si renda conto della realtà dei fatti, anzi si rifiuti di prendere atto di quanto apparirebbe chiaro pure al un bambino e cerchi di nascondere la polvere sotto al tappeto, producendosi in una ridicola (quanto fuori luogo) lode di colei che ha violato la legge e dimostrando una volgare ipocrisia, nonché una stucchevole piaggeria (peraltro fra compaesani, perché è sempre meglio avere buoni rapporti con i vicini di casa).

Per questi motivi, mio malgrado, ho dovuto replicare via facebook a Braccili:

“Con la tua risposta, Umberto, cadi dalla padella nella brace perché tu, in quanto giornalista, dovresti raccontare ogni giorno alle persone sia i conflitti di interesse che esistono a frotte (e non mi risulta che tu abbia mai detto niente né all’ex sindaco commercialista Pavone né all’attuale sindaco avvocato Di Girolamo), sia soprattutto le palesi ed acclarate VIOLAZIONI DI LEGGE (quale è appunto l’incompatibilità di Rosaria Ciancaione che ha brutalmente violato il D.Lgs. n. 39/2013).

Inoltre, essendo la Ciancaione un dirigente pubblico pagato per difendere ed attuare le leggi della Repubblica, è ancora più grave la sua condotta messa in atto per le sue bieche mire politiche, talmente bieche che ha pure fatto ricorso al TAR contro il parere dell’ANAC (che peraltro di solito cerca di coprire le porcate degli ambienti filogovernativi).

Oggi che persino il TAR l’ha mandata a cagare tu ne tessi finanche le lodi!

Ma che senso civico hai?

Se fosse stata onesta, Rosaria si sarebbe dovuta mettere in aspettativa sin da subito dalla sua professione, non tentare di stuprare la legge per continuare a percepire il suo lucrosissimo stipendio dirigenziale, peraltro accettando un incarico dirigenziale in Regione che è a sua volta illegittimo per le note oscure vicende legate alla selezione pubblica.

A tacere del fatto che l’operazione è stata condotta come al solito per i vergognosi fini politici dello stupratore della legalità chiamato Luciano D’Alfonso (pluriprescritto per corruzione, ma non mi sembra che tu abbia mai sottolineato che sia un prescritto per corruzione) in combutta con il disonorevole Giulio Cesare Sottanelli che tentava disperatamente di fare le scarpe a quell’altro disonorevole di Tommaso Ginoble (al quale non mi risulta che tu abbia mai contestato il suo pessimo rendimento da parlamentare della Repubblica).

Non parli delle porcate certificate e fai i complimenti a chi le commette contro i suoi stessi doveri di dipendente pubblico?

Ma ti sembra normale???

Se fosse vivo quel monumento del giornalismo rosetano che è stato tuo padre Luigi (di cui peraltro il prossimo 26 novembre ricorre l’anniversario della nascita e che ricordo essere stato insignito del prestigioso premio “L’Elmo Longobardo”, oltre ad avere avuto una grandissima importanza per la crescita culturale dell’Abruzzo con i suoi numerosi studi e pubblicazioni), sono certo che si vergognerebbe di te perché ti fa difetto l’onestà intellettuale che dovrebbe essere un requisito deontologico per chi fa la tua professione.

Ad maiora”.

Per finire, dato che Braccili mi dà giustamente del maleducato, vorrei ricordare che la persona educata è quella “che si comporta con civiltà e cortesia verso tutti e in ogni occasione”, mentre invece il galantuomo è un “uomo leale, onesto, di principî e di comportamento retti, soprattutto nei rapporti con gli altri”.

Orbene, io preferisco essere maleducato proprio per restare un galantuomo, mentre altri preferiscono essere educati proprio per nascondere il fatto che non sono galantuomini.

Parimenti, lo scrivente adotta scientemente un linguaggio triviale per veicolare contenuti moralmente alti e culturalmente evoluti, al contrario di troppi altri soggetti che curano maniacalmente la forma e la continenza dei toni proprio per nascondere la loro bassezza morale e l’irrilevante statura intellettuale.

7 Responses to "Umberto Braccili: La legalità non conta, contano ipocrisia e piaggeria rosetana"

  1. cittadino   14 novembre 2016 at 16:54

    Io sto con Braccilli!

  2. Altro cittadino   14 novembre 2016 at 17:39

    Io non sto con Braccili e con tutta la stampa piaciona e democristiana.

  3. Pino   14 novembre 2016 at 22:05

    Il finale della cazziata è magistrale! L’ultimo paragrafo andrebbe inciso sulle porte di accesso alla città di Teramo (e a questo punto anche di Roseto).
    Stavolta Braccili ha toppato di brutto.

  4. Marco   14 novembre 2016 at 22:37

    Per aver condiviso l’articolo su fb!sono stato insultato personalmente.Ho provato a ritrovarlo su fb 5 min dopo MA nn l’ho piu’ trovato…evviva la liberta’ di pensiero e di stampa!

  5. Che bella la RAI in Abruzzo   15 novembre 2016 at 9:55

    Come se non bastasse, è stato arrestato per stalking Gabriele Mastellarini, giornalista giuliese e nome noto della RAI (TGR Abruzzo).
    Annamo bbbeneee!!!

  6. Anonimo   15 novembre 2016 at 18:11

    Il fatto poi che numerosi giornalisti siano “figli di” significherà pure qualcosa…

  7. giovan battista nisii   25 novembre 2016 at 11:47

    scusate: la tendenza “zerbino” nella stampa italiana è annosa e sempre più utilizzata dai poteri forti o solo arroganti per mantenere l’Italia nell’orribile status quo attuale in cui si scorgono chiari tentativi autoritari, eversivi contro lo spirito e le parole della nostra Costituzione
    Solo in un Paese debole internazionalòmente e pervaso da mafie e cricche pduiste, con banchieri che fanno sparire impunemente i risparmi di una vita di migliaia di persone, un governo può ricattare una nazione sulla sua Costituzione!

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