Ecco come i nostri politici si parano il culo sulla pelle dei nostri figli

Ecco come i nostri politici si parano il culo sulla pelle dei nostri figli

di Mauro Baiocco – 

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Un vero vulnus per la vita pubblica teramana

Lo scorso sabato mattina sono stato all’incontro del Comitato dei genitori (guidato da Leda Ragas) con il sindaco Brucchi e il presidente della provincia Di Sabatino, confronto che verteva sullo stato di salute delle scuole di Teramo dopo il sisma del 30 ottobre scorso e sull’opportunità o meno di riaprire le scuole nei prossimi giorni.

Sinceramente non avevo dubbi che sarei uscito da quell’incontro con la conferma delle mie certezze, cioè che ai nostri amministratori interessa esclusivamente salvare il proprio culo, anche a costo di mettere a repentaglio la vita dei cittadini più inermi e indifesi: i bambini.

Brucchi ha tentato di condurre l’incontro a porte chiuse con una delegazione di una decina di genitori, mentre piazza Orsini brulicava di madri e padri che avevano il sacrosanto diritto di sapere cosa si stava decidendo sulla sorte dei propri figli. Dopo un po’ di insistenze e l’intervento di qualche consigliere di opposizione, i genitori sono potuti finalmente entrare.

Gli interventi di Brucchi e Di Sabatino sono stati estremamente rassicuranti: secondo loro, le scuole teramane sono adatte ad ospitare la ripresa delle lezioni già dai  prossimi giorni, visto che i rilievi “a vista”, cioè senza alcuna indagine strutturale, fatti da tecnici che ad oggi non ci è dato sapere chi siano, né tantomeno se siano qualificati per questo tipo di lavoro, avrebbero dato degli esiti positivi.

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La Scuola “Di Poppa”

Insomma, “tutto a posto”, fatta eccezione per alcuni edifici, visto che la scuola Savini (negli ultimi anni vi sono stati spesi oltre € 600.000 per ristrutturazione e messa in sicurezza) e la San Giuseppe sono state nel frattempo dichiarate inagibili. Naturalmente non dimentichiamoci della scuola di recente costruzione e ristrutturata dopo il sisma del 2009 con una spesa di € 150.000, il Pascal (che è stato chiuso subito dopo la scossa di domenica scorsa), e delle gravi lesioni del Di Poppa.

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Una delle crepe della Scuola D’Alessandro

Per quanto riguarda le crepe che interessano tutta la scuola D’Alessandro, Brucchi ha rassicurato le famiglie che non riguarda la struttura e che, nonostante ci sia una sola uscita di sicurezza per tutta la scuola, non c’è da preoccuparsi.

Poi è stata la volta di Di Sabatino che ha rassicurato la cittadinanza sulla sicurezza del Liceo Melchiorre Delfico che, ricordiamo, ha visto sgomberato il dormitorio del Convitto e ha 4 aule inagibili. Gli interventi fatti con le “catene” hanno riconsegnato alla città una struttura migliore e più sicura, ha affermato il presidente della provincia. Peccato che l’architetto Serena Sorgi, intervenuta all’incontro, ha smentito le parole di Di Sabatino, perché le catene messe ad un edificio di vecchia costruzione, in caso di terremoto, non potrebbero impedire lo sbriciolamento e la polverizzazione delle pareti.

Proprio una situazione rassicurante! Noi genitori non abbiamo nulla da temere. Ci pensano super Maurizio (Brucchi) e super Renzo (Di Sabatino) a vegliare sulle vite dei nostri figli. Loro hanno rispettato le norme, che impongono un controllo sugli edifici ma non impongono la loro messa in sicurezza. Ma i nostri figli, come ha fatto notare il geometra Aquilini, non sono nati con le norme e meritano un rispetto e un’attenzione che questa becera, insulsa ed incapace classe politica ha dimostrato di non sapere cosa siano.

Brucchi fa l’amministratore di questa città da 12 anni e mezzo, prima come consigliere (due anni), poi come assessore ai lavori pubblici (due anni) e poi, da due mandati, come sindaco. In questi 12 anni e mezzo cosa ha fatto per la messa in sicurezza delle scuole e per l’incolumità dei nostri figli?

Provo a darla io una risposta: NIENTE.  Altrimenti non ci troveremmo in questa situazione. Non è servito il sisma di L’Aquila del 2009, né il sisma di Amatrice, né quest’ultimo di Norcia a smuovere la sensibilità del politico né tantomeno dell’uomo per prendere in mano una situazione sicuramente nuova e difficile; è stato capace solo di offendere l’intelligenza dei suoi cittadini, non è stato capace di proporre nessuna soluzione alternativa alla riapertura delle scuole e tutto ciò che ci ha raccontato sabato mattina non ha di certo rassicurato i genitori intervenuti.

Bisognerebbe puntare i piedi a livello nazionale (non basta scrivere la letterina di Natale a Renzi per farsi sentire), perché Teramo è la città dell’Abruzzo più vicina all’ultimo epicentro, perché a Teramo ci sono circa 1.000 persone sgomberate dalle proprie case, perché a Teramo ci sono 2.500 edifici ancora da controllare, perché a Teramo i palazzi pubblici (ad esempio il Palazzo della Sanità) e le chiese sono inagibili, perché l’ultima scossa, la più forte negli ultimi 35 anni, ha provocato seri danni alla nostra comunità.

Affinché Teramo possa sperare di superare questa fase post sisma bisogna alzare il culo, andare a Roma, smuovere gli organi di informazione nazionali, sensibilizzare e riunire l’opinione pubblica, creare un gruppo di pressione per potere giustamente rientrare nel cratere. Ma questo è un lavoro che potrebbe svolgere un sindaco che possa chiamarsi tale, non uno part time come il nostro, impegnato più a collezionare stipendi pubblici che a salvaguardare il bene dei suoi cittadini.

Chi si spaccia da sempre come l’uomo solo al comando ha dimostrato, ancora una volta, la sua più totale incapacità ed inadegatezza a ricoprire il ruolo di primo cittadino, e in questa occasione è vieppiù evidente che Brucchi non sappia proprio che pesci prendere. Per una volta, sindaco, vestiti di modestia e ascolta i tuoi cittadini, imponiti a livello nazionale e non scambiare per populismo un grido di allarme e di preoccupazione che viene da madri e padri che hanno a cuore la vita dei propri figli. Se non sei all’altezza della situazione fai la cosa migliore che ti resta da fare: dimettiti e scompari per sempre dalla scena pubblica teramana.

Quando una mamma sabato mattina ha dichiarato che non avrebbe mandato suo figlio a scuola, l’illuminante e pronta risposta di Renzo Di Sabatino è stata: “e non ce lo mandare!”, dimostrando a tutta l’assemblea di che pasta sono fatti i nostri politici. Pronti a salvare il loro culo e il loro stipendio, anche se il prezzo da pagare in termini di sicurezza e di qualità della vita della popolazione è altissimo.

Infine, non possiamo tacere sull’assordante silenzio di tutti i Dirigenti degli Istituti Scolastici teramani, completamente assenti da questo dibattito. Credo che anche loro debbano esprimersi a riguardo, con proposte ed idee, pronti a garantire piani di evacuazione efficienti ed efficaci per tutti gli alunni, anche e soprattutto per quelli affetti da disabilità, individuare i punti di raccolta dove, in caso di sisma, tutti noi genitori potremmo andare a recuperare i nostri figli, garantire esercitazioni costanti, per non far trovare impreparati insegnati ed alunni nel caso di una nuova scossa. Vi immaginate cosa sarebbe potuto succedere in città se una scossa della stessa entità di domenica 30 ottobre si fosse verificata in un giorno feriale in orario scolastico? Il panico più totale: maestre che non saprebbero come comportarsi, i bambini terrorizzati e presi dal panico, genitori impazziti che si precipitano a recuperare i loro figli, traffico in tilt, scene di isterismo collettivo.

Per evitare tutto questo, c’è ancora molto, troppo da fare. Solo oggi ci rendiamo conto di quanto sia stato grave l’immobilismo di tutta la politica di questi anni. Iniziamo ad esigere la certificazione ufficiale del grado di restistenza al sisma per ogni singola scuola,  pretendiamo soluzioni alternative alla riapertura delle scuole, pretendiamo moduli abitativi o altre location che diano maggiori garanzie ai nostri figli e alle famiglie, torniamo a parlare di un polo scolastico che diventi un esempio per tutta Europa, partecipato e condiviso da tutta la città e non calato dall’alto, scevro dai soliti giochetti affaristici di basso livello ai quali la politica ci ha abituato, rassicuriamo i cittadini con piani di evacuazione delle scuole e degli edifici pubblici. Dobbiamo prendere coscienza che è giunto il tempo di entrare in una nuova mentalità , cioè quella di trovarci in una zona sismica importante e pericolosa con la quale dobbiamo imparare a convivere. Tutto questo avrà bisogno di tempo, di garanzie e di sicurezze, quindi è importantissimo inizare da subito. Le scuole, per quanto ascoltato l’altra mattina, non possono assolutamente riaprire fino a quando non avremo la garanzia che i nostri figli potranno avere l’opportunità di sopravvivere ad un altro, probabile sisma.

3 Responses to "Ecco come i nostri politici si parano il culo sulla pelle dei nostri figli"

  1. Venere   7 novembre 2016 at 14:38

    L’art. 2, comma 3, dell’OPCM 3274/2003 stabilisce che ” è fatto obbligo di procedere a verifica, da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari, pubblici e privati, sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, sia degli edifici e delle opere infrastrtturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso”. Questi ultimi sono dettagliatamente elencati nel decreto di protezione civile n. 3685 del 21.10.2003 all’elenco B ove si legge “edifici pubblici o comunque destinati allo svolgimento di funzioni pubbliche nell’ambito dei quali siano normalmente presenti comunità di dimensioni significative…” , tattasi anche, quindi, di edifici scolastici.
    Ma c’è una ulteriore imposizione normativa da ricordare: al di là dell’obbligo di verifica sismica ai sensi dell’ordinanza citata, le norme tecniche per le costruzioni attualmente vigenti (DM 14.01.2008) stabiliscono che in determinate condizioni sia obbligatorio procedere alla valutazione della sicurezza “non solo sismica”.
    Sottolineo a tal proposito, un esempio che credo sia utile : Ordinanza del Sindaco di Sulmona, Dott.ssa Annamaria Casini, del 16.09.2016 la quale scrive di “indicatori di rischio sismico”. Lascio questo commento fiduciosa che qualsiasi ordinanza del Sindaco di Teramo abbia la stessa consapevolezza.

  2. Leda Santosuosso   8 novembre 2016 at 9:46

    Caro Mauro credo che nessuno potrà garantirti ciò che tu chiedi.
    A Teramo nulla è costruito con norme antisismiche. Nessuno può escludere che arrivi una scossa ancora più grande. Ma così come non sono sicuri nelle scuole i nostri figli non sono sicuri neanche nelle nostre case.
    Il rispetto verso i minori dovrebberlo avere per primi i genitori!
    So di essere ripetitiva, ma non importa: quando si va a votare ci si assume delle responsabilità, così come quando si decide di non andare a votare.
    Se ci hanno promesso un posto alla team e ce ne sbattiamo le palle di come i soggetti amministrano non possiamo prendercela con loro, ma solo con noi stessi!
    Se non pretendiamo leggi contro corruzione manchiamo di rispetto ai nostri figli, verso i quali abbiamo doveri enormi.
    Finchè l’italiano medio non capirà che tutto è collegato non ci risolleveremo.

  3. antonio   10 novembre 2016 at 11:41

    Le valutazioni delle crepe lasciamole fare agli Ingegneri. Quella del Di Poppa credo sia dovuta al giunto di dilatazione presente nell’edificio.

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