Il problema della politica è l’elettorato

Il problema della politica è l’elettorato

di Christian Francia  –

renzi-berlusconi-e-gli-italiani
I pastori con il loro gregge

Cari lettori, sappiate che nel 90% dei casi siete un branco di coglioni, dove per “coglioni” intendo mentecatti incapaci di fare il bene della società e finanche di fare il bene vostro.

La questione è sempre più di attualità, considerato che se ne sono occupati ieri sia il direttore del quotidiano Il Centro che Michele Serra su La Repubblica.

Mauro Tedeschini, nel suo consueto editoriale domenicale, sì è scagliato contro l’avidità degli adulti che sfruttano il lavoro dei giovani sottopagandolo e scaricando sulle spalle delle nuove generazioni i costi dei loro privilegi acquisiti.

Il direttore conclude sconsolato: “Più passa il tempo e più mi convinco che non è la politica il peggio di questo Paese: il pesce puzza dalla testa e tutti noi arraffiamo quel che possiamo, salvo indignarci dell’egoismo altrui.

Mi trovo perfettamente d’accordo: Non è Paolo Gatti a fare schifo, non è Sandro Mariani ad essere penoso, non è Tommaso Ginoble a far vomitare, non è Rudy Di Stefano a suscitare raccapriccio, bensì coloro che li votano nonostante pure le pietre sappiano che nel migliore dei casi tutti costoro sono incapaci di assolvere al compito di guidare degnamente la società.

Un buon politico si regge su due gambe: la capacità di ottenere consenso è la prima, la capacità di risolvere i problemi della collettività è la seconda.

Mariani, Gatti, Ginoble, Giulio Sottanelli, Paolo Tancredi hanno la prima gamba sviluppatissima, ma purtroppo la seconda è totalmente amputata per cui, com’è ovvio, se la gente vota politici con una gamba sola e li manda a fare i goleador in serie A (dove la serie A sta per il Parlamento e il Consiglio regionale), non deve poi meravigliarsi se i poveretti non riescono a stare in piedi e naturalmente non fanno nemmeno un gol.

Da questo ragionamento elementare discende che è onere dei cittadini – visto che i partiti sono venuti tristemente a mancare – selezionare la classe dirigente scegliendosi almeno coloro che abbiano una qualche capacità culturale e decisionale, che abbiano i rudimenti dell’ordinamento giuridico e quel minimo di visione delle strade da percorrere per migliorare l’esistente.

Matteo Renzi purtroppo ha fallito e gli Italiani oggi hanno un fardello di debiti ben più pesante di quando lo stesso Renzi promise di alleggerirlo. Lo si congedi e si passi avanti.

Gianni Chiodi e la sua squadretta di teramani ha fallito prima a Teramo (che è diventata la Cenerentola d’Abruzzo) e poi in Regione (dato che l’Abruzzo è diventata la Cenerentola d’Italia).

Poi è stata la volta del prescritto per corruzione, cioè l’inqualificabile “faraone” Luciano D’Alfonso, il quale cerca nella sua miopia di cucirsi il tappeto rosso per andare a Roma a sparare le sue cazzate con la consueta prosopopea, ma il suo fallimento è nei numeri, nelle statistiche, negli elementi disgustosi della sua maggioranza politica, infarcita di tali nullità che gli abruzzesi nemmeno ne conoscono i nomi.

A Teramo abbiamo il sindaco Maurizio Brucchi, sul quale non credo di avere ulteriori commenti da fare.

Come volete che le cose possano migliorare se abbiamo affidato le chiavi della gestione del condominio ad una truppa di schiappe?

Sullo stesso tema è intervenuto Michele Serra con la sua consueta lucidità sul quotidiano La Repubblica. Leggetelo con attenzione: “La terrificante irruzione di Donald Trump sulla scena politica americana può essere considerata un deplorevole incidente solo se si è molto ottimisti. Volendo essere più realisti, Trump è il prodotto logico e legittimo dell’aria che tira nella destra americana (e forse mondiale).

Oggi, a disastro avvenuto, parecchi repubblicani, spaventati e confusi, si chiedono come è potuto succedere che un simile ceffo abbia vinto la nomination, e stia correndo alla Casa Bianca dopo avere percorso, da cima a fondo, la complicata sequenza interna al partito di maggioranza degli Stati Uniti.

Ma dovevano domandarselo prima.

Dovevano domandarsi se, per esempio, il suo volgare maschilismo bastava a disgustare quell’elettorato; e la risposta era no.

Se la sua smisurata spocchia, tipica di chi si sente assolto dall’ignoranza solo perché ha quattro soldi, bastava a disgustare quell’elettorato; e la risposta era no.

Se il razzismo, la rozzezza verbale, la disinvoltura nei confronti delle leggi, l’arroganza economica bastavano a disgustare quell’elettorato; e la risposta era no.

Il problema, dunque, non è Trump. È quel partito, è quell’elettorato. Da una vita si sente dire che la sinistra deve farsi un esame di coscienza. Per l’esame di coscienza della destra che cosa dobbiamo aspettare, la terza guerra mondiale?”.

Parole sante. Il problema è l’elettorato, sia di destra che di sinistra in egual maniera. Quando senti gentaglia (come un noto commerciante teramano oppure un notissimo preside in pensione) sostenere che bisogna votare Manola Di Pasquale del PD (e persino Sandro Mariani) perché non esiste alternativa, allora comprendi che il cupio dissolvi è più forte di qualsiasi istinto di sopravvivenza.

Se occorrono decenni per comprendere che il sindaco di Teramo non passa le sue giornate alla scrivania di primo cittadino perché è costantemente impegnato con il suo camice in ospedale, allora i teramani devono aspettarsi il peggio.

Se occorrono decenni per comprendere che Rudy Di Stefano e Giorgio Di Giovangiacomo non hanno i minimi rudimenti dell’ortografia e della grammatica italiana, allora i teramani si meritano il peggio.

Se occorrono decenni per capire che chi è stato prescritto per gravissimi reati di corruzione (cioè Luciano D’Alfonso) non è degno di gestire un bilancio regionale da quasi tre miliardi di euro l’anno, allora gli abruzzesi meritano di impoverirsi.

Se occorrono decenni per comprendere che Silvio Berlusconi e Matteo Renzi sono i principi della fuffa, allora gli Italiani meritano di sprofondare, di perdere competitività, di essere bastonati da un Fisco esagerato e di perdere centinaia di migliaia di giovani cervelli che vanno ogni anno a fare la fortuna dei Paesi dove emigrano.

Il problema della politica è l’elettorato.

Ricordatevelo cari lettori. Ricordatevelo cari coglioncelli. Ricordatevelo furbetti delle frazioncine teramane che credete di risolvere i vostri problemi con quelle sottospecie di australopitechi che mandate in consiglio comunale.

Ricordatevelo cari villici abruzzesi che mandate beoni, viziosi della porchetta, virtuosi della cocaina, schiavi della figa, giocatori d’azzardo compulsivi ed altri consimili scarti umani in Consiglio Regionale e nel Parlamento Italiano.

Il problema siete voi.

Parafrasando Michele Serra, dovevate domandarvi prima se, per esempio, il volgare maschilismo dei nostri governanti basti a disgustarvi; e la risposta è no.

Se la smisurata spocchia dei nostri governanti, tipica di chi si sente assolto dall’ignoranza solo perché ha quattro soldi, basti a disgustarvi; e la risposta è no.

Se il razzismo, la rozzezza verbale, la disinvoltura nei confronti delle leggi, l’arroganza economica dei nostri governanti bastino a disgustarvi; e la risposta è no.

Il problema, dunque, non è Trump, non è Renzi, non è D’Alfonso, non è Gatti, non è Mariani, non è Ginoble, non è Brucchi. Il problema è la lordura dell’elettorato.

8 Responses to "Il problema della politica è l’elettorato"

  1. Mauro Baiocco   17 ottobre 2016 at 9:00

    “….per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti.”
    (F. De Andrè – 1973)

    https://www.youtube.com/watch?v=zqjlxvBUtxM

  2. Leda Santosuosso   17 ottobre 2016 at 14:59

    sii il cambiamento che vuoi vedere nell’altro
    non c’è altra strada.
    noi ci proviamo!
    🙂

  3. aurelio   17 ottobre 2016 at 15:15

    tesi giustissima… se qualcuno avesse dei dubbi ricordi solo che gli elettori abruzzesi sono stati capaci di eleggere Razzi al Senato..

  4. Antonio M.   17 ottobre 2016 at 19:04

    Al Sud gli italiani che vanno nelle mense Caritas hanno superato gli stranieri e tra di loro ci sono soprattutto quarantenni, mentre il bugiardo seriale ha affermato “l ’Italia offre un livello di retribuzione competitivo, che cresce meno che nel resto d’Europa, e una forza lavoro altamente qualificata”. Venghino signori venghino, abbiamo ingegneri competitivi e a poco prezzo.

    Questo non lo vedrete in tv. Votateli ancora.
    https://www.facebook.com/cappelletti.m5s/videos/1129963350386086/

    p.s. Francia Sindaco Di Teramo!

  5. Blade Runner   17 ottobre 2016 at 20:42

    Mi (dis)piace non essere più abruzzese.
    Non potrò votare Francia sindaco.
    E son 30 anni…

  6. Franco   17 ottobre 2016 at 20:46

    Ricordo anche di un famoso teramano che fece eleggere cicciolina.
    Ah, ma non era solo elettore. Era anche un eletto

  7. Antonio M.   18 ottobre 2016 at 18:22

    Se ve lo siete persi!
    https://www.facebook.com/direttanewsita/videos/357148334622074/

  8. Basilio   20 ottobre 2016 at 17:52

    Il teramano che fece eleggere Cicciolina, in realtà gia ci stava dicendo 30/40 anni fa, quello che oggi viene ribadito in questo articolo. Noi la Politica non l’abbiamo mai presa sul serio.

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.