La Meglio Teramo: L’Accademia della Cucina Teramana

La Meglio Teramo: L’Accademia della Cucina Teramana

di Christian Francia  –

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L’Accademia della Cucina Teramana è un gruppo facebook ideato da Marco De Siati

L’enogastronomia, assieme alla storia, all’arte, alla moda e al design, è una delle colonne portanti della cultura italiana, uno dei motivi per cui vale la pena non espatriare.

Il territorio della provincia teramana ha una ricchezza sociale, stratificata nei secoli e nei millenni, che ha prodotto gioielli architettonici, tradizioni radicate, valori semplici ma inossidabili nel tempo.

Pur tuttavia è un difetto dei teramani quello di non saper valorizzare i propri prodotti, le proprie eccellenze, fra le quali spicca l’arte culinaria. Non è un caso che colui che più ha dato lustro alla gastronomia teramana non fosse un teramano: mi riferisco a Rino Faranda, l’indimenticabile professore di lettere latine e greche nel Liceo Classico di Teramo.

Faranda è stato eccelso come professore, come traduttore, come saggista, come narratore e come gastronomo. Ma dopo di lui, scomparso nel 2002, si è faticato a trovare un profeta che per carisma e spessore culturale potesse tenere accesa la fiaccola della tradizione culinaria.

Per questo bisogna salutare con gioia ed entusiasmo l’esperimento social dell’Accademia della Cucina Teramana, una pagina facebook nata ad inizio 2016 da un’idea del commercialista Marco De Siati, letteralmente esplosa nel gradimento fino ad arrivare in pochi mesi alla soglia dei 15.000 iscritti al gruppo.

Una sfida vinta sotto l’aspetto della partecipazione, tanto che adesso la realtà virtuale potrebbe declinarsi anche come realtà fattuale.

Il gruppo facebook dell’A.C.T. pubblica con grande intensità piatti e ricette, diventando un luogo di condivisione, di confronto e di dibattito sulla tradizione gastronomica aprutina, ma anche extraterritoriale. In questo luogo di incontro si valorizza l’identità teramana che – come sottolinea De Siati – “a sua volta genera senso di appartenenza”.

Non c’è dubbio che l’argomento cibo sia divenuto centrale nel dibattito pubblico, anche grazie alla spettacolarizzazione che i media e le televisioni ne fanno, con trasmissioni seguitissime che innalzano agli altari gli chef; scatenano polemiche fra carnivori, vegetariani e vegani; mitizzano l’agricoltura biologica piuttosto che il cibo a chilometro zero.

In una tale apoteosi si inserisce il nuovo libro di Davide Paolini, meglio noto con lo pseudonimo di “gastronauta”, probabilmente il più acuto osservatore della materia, il quale da oltre venti anni studia gli Italiani attraverso ciò che mangiano e bevono, aiutandoli – come giornalista e conduttore radiofonico – a evitare di cadere nei luoghi comuni culinari.

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La copertina del libro di Paolini

Nel libro appena uscito, dal significativo titolo “Il crepuscolo degli chef”, Paolini mette in luce una frattura, un burrone che separa da un lato la sovraesposizione mediatica del cibo e la spettacolarizzazione televisiva dell’alimentazione, e dall’altro lato il drammatico calo dei consumi alimentari e la drastica chiusura di locali e ristoranti (solo nell’ultimo anno in Italia hanno abbassato la saracinesca diecimila ristoranti).

Il gastronauta sottolinea l’interesse crescente per la cucina sul web, attraverso i libri, i blog dedicati, i magazine, ma tale attenzione mediatica paradossalmente non produce né un innalzamento dei consumi, né (ancor peggio) un reale innalzamento della cultura gastronomica.

Per questi motivi, sotto l’aspetto della diffusione della cultura del cibo, l’Accademia della Cucina Teramana è uno strumento formidabile a disposizione dei cittadini, considerata l’indubbia valenza anche in quanto veicolo di marketing territoriale, di brandizzazione delle eccellenze che caratterizzano la teramanità e possono diventare volano per un turismo di qualità (penso al timballo, alle scrippelle ’mbusse, alla chitarra con le pallottine, alle mazzarelle, alle virtù, agli arrosticini).

Sotto altro punto di vista, appare opportuno che l’A.C.T. punti sulla valorizzazione della qualità dei prodotti e dei produttori, sulla diffusione delle corrette metodologie per una cucina sana, sulla espansione del virtuale nel mondo reale, attraverso libri, dibattiti, conviviali ed eventi che diano corpo fisicamente all’appartenenza identitaria e alla territorialità teramana, attraverso l’assimilazione del concetto tutto francese di “terroir”.

Tale astrazione, che non è altrimenti traducibile in italiano, definisce l’interazione tra i vari fattori che producono l’unicità di un territorio e al contempo lo delimitano rispetto ad altri terroir: il clima, il terreno, l’altitudine, l’esposizione, la zona geografica, i metodi di coltivazione, ecc. producono specificità e identificabilità del territorio.

Teramo, per valorizzarsi anche e soprattutto enogastronomicamente, proprio di questo ha bisogno: di specificità (che ci sono) e di identificabilità (che manca). La definizione di “cucina teramana” deve poter evocare immediatamente – nel non teramano, nel non abruzzese, nello straniero – i concetti di tradizione, qualità, ricercatezza, genuinità, caratterizzazione ed eccellenza.

Ecco che allora i “piatti poveri” della nostra gastronomia diventano un tesoro infungibile che è aggregante per i teramani ed invitante per i turisti; identitario per noi, tipico ed emozionante per loro.

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Il commercialista Marco De Siati

Del resto, mi sembra che tali direttrici siano ben chiare nella mente degli amministratori del gruppo facebook A.C.T., come ha sintetizzato l’ideatore Marco De Siati: “Il rispetto della natura e dell’ambiente passa anche attraverso la tavola, la cui intelligenza è di rappresentare e raccontare il passato per coniugarlo al presente e al futuro”.

E allora a tavola decliniamo la teramanità, divulgandola il più possibile perché il centro del mondo è qui, dove chiunque vorrebbe vivere se solo sapesse quali delizie conserva il terroir aprutino.

(Galleria fotografica dell’Accademia della Cucina Teramana)

2 Responses to "La Meglio Teramo: L’Accademia della Cucina Teramana"

  1. E. D'Anastasio   14 ottobre 2016 at 10:22

    Complimenti

  2. michele   17 novembre 2018 at 20:27

    Buona sera,vorrei sapere se è aperta a tutti l’accademia,

    per un pranzo? mi chiamo Michele la mia email : mctc75@alice.it
    Grazie

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