Cosa possiamo imparare dall’Irlanda?

Cosa possiamo imparare dall’Irlanda?

di Enrico Romagnoli  –

Canzone consigliata durante la lettura:

“Acrobati” di Daniele Silvestri

Daniele Silvestri dice che il mondo, visto da un oblò di un aereo, sembra ben organizzato e non posso dargli torto, dall’alto sembra tutto distante, messo in ordine, ma con la mano precisa dell’uomo che ha scavato nella terra la sua filosofia.

Un volo mi ha portato in Irlanda, nella verde terra che ospita una popolazione educata e rispettosa della stessa natura in cui è immersa.

Per noi italiani potrà sembrare molto strano, ma veramente hanno “costruito” la loro terra intorno alla natura, passandole vicino e non sopra, senza disturbarla. La loro è come una venerazione, la sintonia e la sinergia tra uomo e natura è eccezionale.

Chiedo scusa se abuso della parola natura, ma è bello vederla, è bello parlarne, anche se purtroppo per noi è strano, perchè per noi la natura è un’attrazione, una rifinitura, mentre per gli irlandesi è la norma, vivono a tempo di natura.

Il mio aereo è atterrato a Dublino e da lì mi sono mosso a Galway, terza città più grande dell’Irlanda, situata a ovest della terra dei leprecani.

Dopo gli sconfinati spazi verdi l’attenzione cade sul clima, capace di cambiare in pochi secondi, dietro un timido sole si possono nascondere nuvole molto agitate e viceversa.

Galway è divisa in due parti, una più interna dove si sviluppa il centro e la parte che dà sul mare, “Salt Hill”, meta molto amata dagli irlandesi per passare le vacanze estive.

Con una macchina io e Andrea, un amico che è venuto in Irlanda con me, abbiamo girato in lungo e in largo, visitando posti straordinari, unici, come le Cliff of Moher, un’incredibile strapiombo a circa 200 metri dal mare. Questo è uno dei posti più visitati dell’intera Nazione e si capisce subito il perché: quando arrivi al bordo della scogliera ti senti mancare il fiato, ti senti microscopico, capisci di essere un semplice uomo.

Siamo passati anche per la regione del Connemara, una vastissima area di laghi e verde, dove le strade si aggrovigliano e passano intorno alle montagne, non ci sono gallerie, si devono circumnavigare le alture, scoprendone ogni angolo.

Tappa obbligatoria Dublino, la capitale, dove si registrano un alto tasso di vitalità e folklore, soprattutto nella zona di Tample Bar, la grande via di Pub che, oltre il verde, contraddistingue l’Irlanda.

L’idea di città in questa Nazione è molto diversa dalla nostra, perché da noi abbiamo ritmi infernali e maniacali, così come nei modi di fare le cose, invece loro si prendono tutto il tempo, sembra che vadano a rallentatore, ma in realtà è il loro modo di vivere e così anche il tempo sembra dilatarsi e la città essere in un costante stato di dormiveglia.

Con base nella capitale ci siamo mossi a Kilkenny, città famosa per il miglio medioveale, dove ci sono chiese, cattedrali e castelli, tanto che, se non fosse per le auto e i semafori, sembrerebbe davvero di essere tornati indietro.

A proposito di tornare indietro, dopo una settimana di scoperta bisogna risalire sull’aereo che, per darci un’ultima botta di vita, ci fa passare sulle Alpi al tramonto e qui non so cosa dire, perché saranno state l’altezza e la stanchezza mista ad emozione, ma sono rimasto davvero senza parole.

Dall’Irlanda possiamo imparare a rispettare la natura, ma non solo. Dovremmo rispettare anche chi sta lavorando, chi ci cammina davanti, il prossimo e noi stessi, senza avere sempre l’impellenza di spingerci oltre.

Rispettiamo la nostra anima.

Appena potete prendete un aereo e girate il mondo, da capo a fondo, come se non ci fosse un fondo.

Perché viaggiare non si riduce mai ad un esborso di denaro, ma è sempre un investimento su se stessi.

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