La casa di Vetro di Montecitorio

La casa di Vetro di Montecitorio

di Ernesto Albanello  –

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Una vignetta di Altan

L’altro giorno ero in viaggio e, casualmente, accendo la radio dell’auto dove imperversava la notizia del giorno che non poteva che essere il deciso No della Sindaca Virginia Raggi alla candidatura di Roma per i giochi olimpici del 2024.

Quand’ecco che, alla chetichella, passa un’altra informazione, di quelle che uno è portato a pensare che sia una bufala!

Si trattava di un’avvertenza per tutti coloro che vanno a fare le riprese a Montecitorio: saranno tenuti tutti a sottoscrivere, pena una sanzione ed una diffida dal poter in seguito svolgere quest’attività, una dichiarazione di rispetto sui seguenti punti :

1) Non potranno riprendere i deputati “immersi” a fare un sonnellino;

2) Non potranno acquisire immagini che ritraggono i deputati intenti a “giocare” con il computer e, peggio ancora, a divulgare verso il pubblico, di che gioco si tratta;

3) Non potranno riprendere le risse in aula;

4) Non potranno trasmettere passaggi audio in cui vengono diffuse argomentazioni non riconducibili ai lavori d’aula;

5) Non potranno riprendere il passaggio dei famosi “pizzini” che evidenziano accordi sottobanco.

Ce n’erano altri di divieti ma adesso non mi vengono in mente. Comunque bastano e avanzano quelli che ho elencato.

Insomma, qual è il succo di questa surreale disposizione? Che a chiacchiere si invoca “la casa di vetro”, si reclama la “trasparenza”, la “rettitudine” di cui gli onorevoli dovrebbero essere i primi sostenitori, mentre nei fatti si vuole rompere il termometro per negare che ci sia la febbre.

Com’è possibile che disposizioni così abiette passino e diventino “regolamento” per tutti gli operatori video che stanno lì a fare il proprio dovere di lavoratori dell’informazione proprio per evidenziare quanto di bello o di brutto accade a Montecitorio?

Credo che si sia toccato il fondo! Poi non ci lamentiamo se qualcuno accosta la democrazia italiana alla dittatura di Pinochet perché il primo passo è proprio quello di imbavagliare la libera circolazione di immagini.

Il Dottor Ernesto Albanello - psicologo
Il Dottor Ernesto Albanello – psicologo

Giova ricordare che coloro che sono lì, super stipendiati, con il compito di destinare ogni minuto del loro tempo per fare l’interesse del popolo elettore, devono sentire addosso a loro che c’è qualcuno che sorveglia il loro quotidiano operato: altrimenti non c’è futuro per quel sistema chiamato “democrazia” che rischia di somigliare sempre più ad un guscio vuoto, al massimo capace di custodire solo qualche buona intenzione!

3 Responses to "La casa di Vetro di Montecitorio"

  1. Blade Runner   25 settembre 2016 at 0:35

    Secondo me, il vero fotografo, operatore o giornalista, se ancora c’è n’è uno, non sottoscriverà la dichiarazione o lo farà per poi mostrare quello che si vuole nascondere.
    Lo cacceranno, biasimeranno, puniranno, gli impediranno di continuare a fare il suo lavoro….
    (Bene) Male, lo proporremo per il Pulitzer….
    Terzo mondo lo siamo già, un gradino più giù, magari, ci darà quella visibilità che ci manca….

  2. arcurce s'anguille   26 settembre 2016 at 12:23

    Ma che per caso Lei si è accorto solo adesso che viviamo in uno stato dittatoriale?
    E tutte le panzate che spara Renzi con il silenzio assenso del SUO pd?
    E che ne dice di certa stampa appecorinata al potere?( e dopo c’è la lamentela che a Palermo i giornalisti sono stati apostrofati con “venduti”)

  3. ernesto albanello   27 settembre 2016 at 15:58

    Me n’ero accorto da tempo, ma credo sia opportuno che il cittadino venga più e più volte svegliato dal torpore che lo circonda! Si sta arrivando alla valutazione di mettere le telecamere negli asili e nelle scuole materne per verificare l’operato di insegnanti che torturerebbero psicologicamente e malmenerebbero i bambini (vedi Pistoia, ecc.) e non siamo neppure sfiorati dal ribrezzo per cui un parlamentare super stipendiato non debba essere ripreso quando la sua ragione di sedere sugli scranni di Montecitorio è lontana mille miglia dal dover tutelare gli interessi del cittadino elettore ? Non ho nulla da obiettare perché tutti i lavoratori debbano rendere conto del loro operato ed a maggior ragione quando i destinatari della loro opera sono i minori, ma pretendere che chi è lautamente stipendiato non debba rispondere di un tempo dissipato e, alcune volte, addirittura, impiegato perfino contro chi ti ha permesso di avere un simile privilegio, credo che gridi allo scandalo! Se non ci rassegniamo e urliamo che tutto ciò è rivoltante, forse comincerà a farsi in lor signori largo uno stato d’animo mascherato dall’arroganza: la paura!

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