Battaglia di Bosco Martese: Orgoglio teramano

Battaglia di Bosco Martese: Orgoglio teramano

di Maria Cristina Marroni  –

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Gli amici che hanno sistemato il monumento ai caduti di BOSCO MARTESE

Siamo al 73° anniversario del 25 settembre 1943, data scolpita nella Storia e orgoglio di tutti i teramani per la vittoria riportata dai partigiani contro i tedeschi presso il Ceppo, nel Comune di Rocca Santa Maria.

Un mio amico motociclista, partigiano nel cuore, mesi fa, recandosi come fa spesso a Bosco Martese in moto insieme ad un suo amico, ha notato che diverse mattonelle in marmo della lapide che si trova a pochi chilometri dal Ceppo erano staccate e poggiate per terra.

Insieme hanno pensato di ripristinare le mattonelle staccate e sistemare la lapide posta in memoria di:

Belloni Guido

De Iacobis Luigi

Lanciaprima Mario

Palucci Guido

Melozzi Gabriele.

Questa mattina, per contribuire a rendere la commemorazione dignitosa e per tenere sempre desto il ricordo degli eroi di Bosco Martese, assieme a due dei fratelli di Gabriele Melozzi e ad altri amici, hanno avuto “l’onore ed il piacere di pulire il sito dalle erbacce e sistemarlo decorosamente”.

In una lettera del capitano Franco Balbis, indirizzata al padre e scritta nella primavera del 1944, poche ore prima di essere fucilato dai fascisti, si legge: “Possa il mio sangue servire per ricostruire l’unità italiana e per riportare la nostra Terra a essere onorata e stimata nel mondo intero. Prego i miei di non portare il lutto per la mia morte; quando si è dato un figlio alla Patria, comunque esso venga offerto, non lo si deve ricordare col segno della sventura. Con la coscienza sicura d’aver sempre voluto servire il mio Paese con lealtà e con onore, mi presento davanti al plotone d’esecuzione col cuore assolutamente tranquillo e a testa alta.

Possa il mio grido di “Viva l’Italia libera” sovrastare e smorzare il crepitio dei moschetti che mi daranno la morte; per il bene e per l’avvenire della nostra Patria e della nostra Bandiera, per le quali muoio felice“.

Queste parole dovrebbero essere recitate ad alta voce dai candidati a una carica pubblica e dai parlamentari. Io le leggo sempre a scuola, insieme alle nobili parole  di altri uomini e donne, senza il sacrificio dei quali non potremmo vivere allo stesso modo il nostro presente. Non cesso mai di commuovermi e penso a come dovremmo tutti vergognarci per come abbiamo ridotto il nostro Paese.

Se oggi possiamo vivere in un Paese senza guerre da oltre settanta anni è soprattutto grazie a tutti coloro che sacrificarono la propria vita per la Patria e per la Libertà.

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Gli amici che hanno sistemato il monumento ai caduti di BOSCO MARTESE

2 Responses to "Battaglia di Bosco Martese: Orgoglio teramano"

  1. il paladino   25 settembre 2016 at 18:23

    Bellissime parole, la memoria grida giustizia di fronte alle nefandezze che hanno ridotto la nostra patria, la nostra Italia a paese privo di ogni moralita’ e senso di appartenenza. Politici a voi l’ardua sentenza. W l’Italia degli Italiani veri!!!!!!

  2. Alessandro Perotti   25 settembre 2016 at 23:55

    Articolo ottimo, la sintesi dell’autore non riduce la complessità dei valori comunicati, perché sottolineati come”fatti dovuti” e non come concetti. Essi sono spesi nella breve narrazione e restituiti al lettore come elementi di cronaca. L’eroismo viene colto come esempio naturale di un’etica della volontà che produce azione, nel senso mazziniano del termine.

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