Beatroce Lorenzin e il dramma demografico dell’Italia

Beatroce Lorenzin e il dramma demografico dell’Italia

di Christian Francia  –

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La criticata locandina della campagna pubblicitaria del Ministero della Salute

Ha avuto grandissimo successo il primo “Fertility day”, cioè la Giornata nazionale dedicata all’informazione e alla formazione sulla fertilità umana, organizzata ieri dal Ministero della Salute.

Dico successo ironicamente ma anche no, perché è stato eccezionale il rilievo mediatico e sui social networks della schifosa campagna pubblicitaria messa in piedi dal Ministero.

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Parodia delle cattive compagnie

Si sono sprecate le critiche e le richieste di dimissioni al Ministro Beatrice Lorenzin (per tutti “Beatroce”), e direi anche a ragione visti gli esiti offensivi e razzisti della locandina pubblicitaria divulgata, nella quale si indicano come cattive compagnie da non frequentare persone di colore, ragazze che fumano e un uomo con i capelli rasta.

Ovviamente sulla rete si sono scatenati i vignettisti che hanno infierito con perfida sagacia sulla sciatteria ministeriale, essendo noto ormai a tutti che Ministri come la Lorenzin rappresentano un’offesa all’intelligenza, alla cultura e alla competenza (sia sanitaria che politica).

Ciò premesso, però, è passato ingiustamente sotto silenzio il nocciolo della questione sollevata dal “Fertility day”, e cioè che l’Italia attraversa da 40 anni una spaventosa crisi demografica che si traduce soprattutto in una crisi economica dalla quale sembra impossibile riemergere.

Vediamo il perché.

È fondamentale comprendere che esiste un rapporto fra le nuove nascite e il numero complessivo della popolazione, rapporto che viene censito con il cosiddetto “tasso di sostituzione”, una cifra che indica il numero medio di figli che le donne dovrebbero avere affinché in una Nazione avvenga un fisiologico ricambio generazionale.

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Parodia della campagna ministeriale sulla fertilità

Il tasso di sostituzione in Italia è fissato a 2,1 figli per donna. Al di sotto di questa soglia iniziano problemi molto gravi che ci ostiniamo a non voler vedere nonostante sia dal 1976 – cioè da 40 anni – che siamo scesi sotto tale soglia.

Infatti, nel 2015 il tasso di fecondità italiano era di 1,35 figli per donna, quindi 0,75 figli in meno di quanto sarebbe necessario. Nessun altro Paese europeo ha questo problema in maniera così intensa e così radicata nel tempo.

Cosa sta accadendo demograficamente? Il basso tasso di fecondità riduce la forza lavoro, per cui gli anziani diventano più numerosi dei giovani, aumentando di conseguenza le spese sanitarie che lo Stato sopporta, spese pubbliche che bisogna sostenere nonostante ci sia un minor gettito proveniente dal mondo produttivo (che si riduce numericamente).

Se la tendenza diviene cronica, esattamente come avviene in Italia, il “welfare state” va a farsi benedire, il sistema pensionistico va in squilibrio perché viene alimentato dai contributi dei lavoratori attivi, e alla fine la politica va in tilt.

Se poi si aggiungono altri vizi incancreniti, come il clientelismo diffuso in tutto il centrodestra e in tutto il centrosinistra, si comprende come l’esigenza dei politicanti di rispondere al proprio elettorato – formato soprattutto da persone anziane – induce ad attuare politiche in difesa delle pensioni esistenti, anche privilegiate come i vitalizi dei politici o le baby pensioni che hanno mandato a riposo generazioni che avevano solo 18 anni di contributi versati, con i relativi costi che vengono ingiustamente scaricati sulle spalle delle nuove generazioni.

La politica finisce per tutelare le rendite e tralascia gli investimenti, lo sviluppo e di conseguenza il progresso, secondo il consolidato schema dell’interesse elettorale immediato e non dell’interesse generale di lungo periodo.

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Altra parodia sulla fertilità

Da 40 anni viviamo questo squilibrio demografico e politico, il quale a cascata produce uno squilibrio sociale, le disuguaglianze, costi economici insostenibili, carenze culturali gravissime, e delinea l’Italia come un Paese per vecchi che induce i giovani ad emigrare per cercare miglior fortuna, avvitandosi in una spirale viziosa della quale è impossibile invertire il senso di marcia.

Che fare?

Il Ministro sarebbe bene che andasse a zappare quanto prima e venisse sostituito con qualcuno adeguato, però resta un fatto che il problema esiste, è gigantesco, ma continua a non interrogare le coscienze di tutti noi.

Delle due l’una: o iniziamo davvero a fare molti più figli, oppure abbiamo bisogno di una massiccia campagna di accoglimento degli stranieri, cioè l’esatto contrario di quanto i politici vanno propagandando. I migranti non solo non sono un problema, bensì solo la soluzione al nostro problema! Benvengano, giovani come sono e affamati di vita e di lavoro. L’Italia ne ha bisogno come il pane.

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Vignetta sul Ministro Lorenzin

Sotto altro aspetto, sarebbe ipocrita sostenere che le donne italiane non vogliano fare figli, perché non ne conosco nemmeno una che si neghi volontariamente la maternità, ma diventa ridicolo che il Ministero inviti a riprodursi e a combattere l’infertilità senza adeguate politiche si sostegno.

Ad esempio, il tanto lodato “Jobs act” (lodato unanimemente da tutti gli osservatori stranieri) ha prodotto la precarizzazione definitiva del lavoro, contrabbandando per lavoro a tempo indeterminato quella che è soltanto la licenza di licenziare a proprio piacimento da parte dei datori di lavoro.

In tali condizioni di incertezza sul proprio futuro, come possono le giovani coppie riprodursi a cuor leggero, se non sanno nemmeno se saranno licenziate durante la gravidanza? Come fanno a contrarre un mutuo se non sanno nemmeno se potranno onorarlo? Come fanno a sistemarsi se sono del tutto assenti politiche della casa? Se gli asili sono tutti a pagamento?

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Altra vignetta sulla Lorenzin

Il grado di fiducia nel sistema è ai minimi storici, l’astensione politica è ai massimi storici, l’ignoranza e il cinismo delle classi dirigenti sono arrivati alle stelle, per cui auspicare una spinta riproduttiva degli Italiani è come sperare che un morto esca dalla tomba.

E siccome i figli sono sempre di meno, coloro che sono in età riproduttiva ed economicamente produttiva sono sempre di meno, aggravando il problema in maniera esponenziale.

La mancata programmazione, la mancata lungimiranza, le mancate strategie per il futuro del Paese producono danni incalcolabili che nessun Presidente del Consiglio è in grado di risolvere, nemmeno se venisse sommerso da un plebiscito popolare (viene da dire: nemmeno se vincesse uno bravo!).

Del resto la morte dei partiti tradizionali, cioè quelli che rappresentavano il luogo del confronto e della mediazione, il luogo di discussione e di emersione delle proposte, il luogo di selezione delle classi dirigenti, ha incancrenito il tramonto italiano.

Un tramonto triste, tristissimo, con i pensionati italiani che addirittura – beffa delle beffe – fanno la fila per trasferirsi alle Canarie (dove la vita costa molto meno) oppure in Portogallo (dove le pensioni non vengono tassate e quindi aumenta del 20-25% il netto in busta). Con il risultato che lo Stato eroga migliaia pensioni agli Italiani all’estero, i quali spendono e consumano all’estero aumentando il PIL dei Paesi di permanenza e diminuendo ulteriormente il PIL italiano e il livello dei consumi interno.

Una tragedia senza fine.

P.S.: Adesso, se volte, potete andare a riprodurvi.

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I dati del Censis sulla natalità e la procreazione assistita in Italia

5 Responses to "Beatroce Lorenzin e il dramma demografico dell’Italia"

  1. Piergiorgio   23 settembre 2016 at 13:15

    Scusa eh…. abbiamo la disoccupazione giovanile al 30-40%… non manca la forza lavoro, manca il lavoro. Il 30-40% dei giovani che cercano lavoro, non lo trovano (poi ci sono quelli che hanno rinunciato pure a cercarlo).
    Poi dici, giustamente, che molti giovani sono costretti ad emigrare e la soluzione sarebbe importare giovani stranieri… non mi torna!
    Massima stima e simpatia, ma quando sento sti discorsi vado in tilt… sarà pure colpa mia, boh 🙂

  2. Antonio M.   23 settembre 2016 at 16:16

    Senza uno straccio di laurea in Italia puoi fare il ministro della salute.Se non ripartiamo dalla meritocrazia e dalla competenza nei posti di comando non c’è speranza. L’abusivo al governo deve andare a casa il prima possibile. Una vergogna senza precedenti.
    https://www.facebook.com/TuttiConIlM5S/videos/551707635036305/

  3. christian francia   23 settembre 2016 at 17:28

    Cerco di spiegarmi meglio:
    Il problema demografico è semplicemente quello della sostenibilità economica del “welfare state”.
    Il dato sulla altissima disoccupazione giovanile è invece figlio di una politica incapace di attuare politiche di crescita e di investimenti: mancata spending review, mancata riduzione del debito pubblico, inefficienza della spesa pubblica, scarsi investimenti nella ricerca, assenza di contrasto all’evasione fiscale e alla criminalità organizzata, burocrazia elefantiaca che ingessa l’imprenditorialità, giustizia lentissima e troppo spesso inutile, ecc.

  4. Basilio   24 settembre 2016 at 6:57

    Nel paese dei balocchi si pensa di affrontare i problemi con le campagne mediatiche, oggi tocca al fertility day, la prossima sarà dedicata alla violenza sulle donne o a qualcos altro. L’importante è elargire soldi agli “amici” media, poi quando si presenteranno i problemi, metteranno le toppe. Non c’è lavoro ma quello che è grave è che non c’è la capacità (o la volontà?) di creare le condizioni per cambiare. Meglio far si che il popolo viva dignitosamente o meglio continuare a tenerlo per le palle? Sono un lavoratore in un azienda privata, prossimo alla pensione, faccio volontariato nel soccorso sanitario, perché in Italia, contrariamente a quanto accade nel resto d’Europa, il trasporto sanitario e il primo soccorso, anche con defribillatore, sono affidati in buona percentuale a gente che normalmente si occupa di tutt’altro

  5. Basilio   24 settembre 2016 at 7:01

    Questo in un Paese dove magari facendo qualche sacrificio fai studiare tuo figlio che poi potrà andare a fare l’infermiere in Inghilterra

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