Sì alla statua del San Michele di Venanzo Crocetti nella rotonda del Promenade

Sì alla statua del San Michele di Venanzo Crocetti nella rotonda del Promenade

di Christian Francia  –

San Michele impreca contro i teramani
La statua di San Michele Arcangelo impreca contro i teramani

Chi è San Michele Arcangelo? Nel libro biblico dell’Apocalisse, Michele e i gli angeli di Dio combattono e vincono contro il drago e i suoi angeli indemoniati, i quali precipitano sulla Terra.

San Michele è oggetto in un culto sconfinato e la sua iconografia lo rappresenta con le ali, l’armatura da combattente e la spada con la quale sconfigge il demonio nelle sembianze di un drago.

L’Arcangelo è la figura che meglio incarna l’odio implacabile verso il male, con particolare riferimento alla menzogna e all’ingiustizia in quanto la spada simboleggia proprio ciò che divide la Verità dalla falsità.

Ciò premesso è abbastanza paradossale che proprio l’amministrazione comunale di Teramo, guidata dal sindaco Maurizio Brucchi – notissimo stupratore della verità e della legalità – abbia scelto proprio la statua di San Michele per adornare la costruenda rotonda del Promenade, all’incrocio fra ponte San Francesco, Via De Gasperi e Viale San Marino.

Evidentemente l’ignoranza crassa che alberga nell’attuale giunta comunale impedisce finanche di evitare figure ridicole come questa, considerato che il Brucchi politico può ben essere accostato alla figura del drago (alla quale il santo taglia la testa), non già a quella di San Michele.

Fuor di polemica, però, è necessario elogiare la scelta dell’Amministrazione sotto ogni punto di vista. Infatti la decisione del Comune di collocare la statua bronzea di San Michele Arcangelo, opera dello scultore Venanzo Crocetti, nella nuova rotatoria del Promenade, è operazione intelligente e a costo zero.

San Michele Arcangelo si celebra il 29 settembre ed è anche il santo patrono della città di Aprilia, laddove è collocato l’originale della statua in bronzo realizzata dal teramano Venanzo Crocetti, al quale fu commissionata dopo la sua partecipazione nel 1934 alla Biennale di Venezia.

Crocetti realizzò nel 1936 l’imponente statua di oltre tre metri che divenne il simbolo della appena fondata città di Aprilia, e l’ispirazione per l’iconografia tradizionale del santo fu mutuata dal San Michele di Piero della Francesca (che è conservato alla National Gallery di Londra). Durante la Seconda Guerra Mondiale la statua ha subito dei danneggiamenti a causa dei bombardamenti, ma è stata oggetto di un restauro effettuato dallo stesso Crocetti.

La ex Banca di Antonio Tancredi ne fece fondere una copia probabilmente dal gesso originale modellato dallo scultore, collocando l’opera nel giardino della Banca di Teramo in Viale Crucioli.

Gli attuali padroni della Banca di Castiglione Messer Raimondo e Pianella, avendo ereditato le varie sculture presenti nel patrimonio della defunta Banca di Teramo, hanno gentilmente concesso la statua in comodato gratuito al Comune di Teramo, il quale ha intelligentemente pensato di valorizzarla piazzandola al centro della rotonda del Promenade, laddove sarà visibile a 360 gradi da pedoni e automobilisti.

Naturalmente, trovandoci a Teramo, non poteva mancare il fiume di polemiche che personalmente – questa volta – ritengo sbagliate sotto ogni aspetto.

Un consigliere comunale del PD (Partito Demente) ha sostenuto che “la scelta di collocare installazioni di arte contemporanea per decorare e organizzare il traffico stradale si usava negli anni ’70, oggi è una cosa da terzo mondo. È una scelta che non regge dal punto di vista plastico”, per cui “non possiamo rendere l’immagine di una città arretrata per inseguire le idee bizzarre dell’assessore di turno”.

Ma perché, nel Terzo Mondo risulta che abbiano opere degne del maestro Crocetti? E se mai le avessero, ce le avrebbero in tale sovrabbondanza da poterci decorare rotonde e marciapiedi? Inoltre, la statua bronzea darebbe l’immagine di una città arretrata? E se invece la rotonda fosse vuota e desolata darebbe l’immagine di una città moderna?

Altri “soloni” hanno messo in piazza moralismo e saccenteria sostenendo che la statua sarebbe “assai fuori contesto, affiorante al di sopra delle lamiere, avente lo sfondo degli orrendi condomìni del boom edilizio e il degrado di via Longo”.

Quindi, se ho capito bene, per contestualizzare la rotonda ai condomìni orrendi che ci sono attorno bisognerebbe metterci dentro qualche schifezza degna di quei palazzacci.

Casomai dovrebbe essere il contrario, in quanto la presenza della statua di San Michele riqualificherà un luogo schifoso che pian piano potrebbe riacquistare maggiore dignità estetica mano a mano che i condomìni orrendi verranno ristrutturati, abbelliti o meglio ancora rasi al suolo per essere ricostruiti con maggiore criterio.

Qualche altro genio dice di essersi stufato di Crocetti e ipotizza “altre alternative”. Dimentica però di spiegare con quali soldi sarebbe possibile ottenere tali alternative. E siccome una statua di bronzo alta più di tre metri costerebbe molti soldi e quella di Crocetti è totalmente gratuita, coloro che avanzano alternative dovrebbero contestualmente dire quale opera sono in grado di fornire loro in comodato gratuito alla Città di Teramo.

Ennesimi “Einstein pretuziani” si lamentano perché l’opera sarebbe “fritta e rifritta” e comunque non idonea” ad una tale collocazione.

Intanto, prima di parlare, bisognerebbe andarsi a studiare chi è stato Venanzo Crocetti da Giulianova, artista di assoluto valore con una consolidata fama internazionale, apprezzato e conosciuto nel mondo intero e quindi ambasciatore dell’arte del nostro territorio. Fatto questo si potrebbe discettare sulla idoneità e meno della collocazione, sempre avendo ferma l’assenza assoluta di denari per ipotizzare alternative.

Ma immagino che a zero euro non ci siano né mai ci saranno altre ipotesi da mettere sul piatto, per cui sarebbe meglio tacere e ringraziare una volta tanto Brucchi per una iniziativa gratuita che contribuirà a migliorare il paesaggio urbano della nostra povera città.

Perché le polemiche sono il sale della democrazia, ma occorrono argomenti e motivazioni razionali, altrimenti diventano lo stucchevole lamento di chi sa solo dire no.

In questa occasione io dico sì e ringrazio il sindaco – che aborro sotto ogni altro aspetto – perché non bisogna mai perdere di vista l’interesse dei teramani che è quello di fruire di una città più bella anche dove regnano condomini inguardabili, per cui la statua di San Michele è un simbolo di bellezza, di identificazione culturale e della caratura artistica del nostro territorio.

Sfera di Silvio Mastrodascio
L’opera bronzea dello scultore teramano Silvio Mastrodascio posta nella rotonda di Porta Romana

Del resto, se è vero che piazza Garibaldi è stata stuprata dall’orrido disco volante che la occupa, è altrettanto vero che la rotonda di Porta Romana – dove è stata ricollocata la Sfera di Silvio Mastrodascio, altro importante scultore teramano – è un ottimo biglietto da visita per una città d’arte, offerto a tutti coloro che giungono a Teramo dal Lotto Zero e vengono accolti da una bella fontana con la sfera di bronzo intitolata “La reincarnazione dell’Universo”.

Rotonda di Viale Mazzini con sculture di Crocetti
La rotonda di Viale Mazzini con le sculture di Crocetti

E non bisogna dimenticare un’altra grande rotonda, quella posta alla fine di Viale Mazzini, dove nel 1972 fu inaugurato il Monumento ai caduti di tutte le guerre composto dalla fontana e da quattro splendide sculture sempre di Venanzo Crocetti, collocate in un contesto monumentale che non pochi artisti hanno definito come un capolavoro.

Per cui mi sembrano davvero poca cosa le obiezioni speciose di coloro che – pur non avendo argomenti – non riescono a tenere la bocca cucita per amor di polemica.

4 Responses to "Sì alla statua del San Michele di Venanzo Crocetti nella rotonda del Promenade"

  1. Blade Runner   31 agosto 2016 at 0:43

    Christian, a volte (poche) non condivido i tuoi interventi ma grazie di esistere.

  2. Melox   31 agosto 2016 at 2:02

    che dire Francia…sei encomiabile…devi riflettere su una tua candidatura. Se tu lo facessi si, ti rovineresti la vita…si è vero…ma ti seppellirebbero di voti. La gente ti legge. La gente ti apprezza. E ti devi concedere…pensaci…

  3. Anonimo   1 settembre 2016 at 13:09

    Questa volta con condivido il tuo entusiasmo.
    L’arte, a chi piace, va ammirata nei luoghi giusti, con il tempo giusto, non nelle rotonde. Mi piacerebbe sapere quanti miei concittadini hanno visitato la mostra del Maestro Crocetti dove si trova tutt’ora.
    Ma.. de gustibus…

  4. marco   9 settembre 2016 at 9:26

    in una città povera di “angoli” da guardare queste stracazzo di rotonde (fatte tutte malissimo) sono una buona occasione per recuperare un po’ di sguardo in mezzo a questo mare di cemento e asfalto di cui questa amministrazione (e la precedente) ci ha sommerso.
    fosse per me renderei obbligatorio l’avvaloramento artistico di queste stracazzo di rotonde.

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