Terremoto: 290 morti sulla coscienza dei politici

Terremoto: 290 morti sulla coscienza dei politici

di Christian Francia  –

Terremoto - le conseguenze della politica
Terremoto del Centro Italia: Ecco gli effetti dell’incoscienza collettiva

I morti del terremoto li hanno uccisi loro: i politici. Le mani del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio, dei Presidenti di Regione, dei Presidenti di Provincia, dei Sindaci grondano sangue. Il sangue innocente dei bambini e il sangue complice degli adulti.

Ebbene sì, perché è dinanzi alle tragedie che si stila il bilancio dell’evoluzione di una società, e nel caso dell’Italia il bilancio non può che essere penoso, perché siamo un popolo di incoscienti guidato da una classe dirigente di incoscienti.

Il terremoto non ha mai ucciso nessuno, siamo stati noi a prepararci il suicidio costruendo senza criteri antisismici proprio laddove il rischio sismico è elevato. È il popolo bue che va a cercarsi la morte senza che la classe politica tutta senza distinzioni abbia mosso un solo dito per ridurre i rischi.

Ma invece di dimettersi tutti per manifesta incapacità, i politici sguazzano nella tragedia, rilasciano interviste con faccia compunta, si fanno pubblicità e alzano pure la voce chiedendo soldi e finanziamenti per ricostruire, pontificando su questo e su quello, senza mai fare il menomo cenno alle proprie responsabilità.

L’Italia è certamente il Paese più bello del mondo, ma è abitato da uno dei popoli più ignoranti del mondo in senso assoluto. Perché manca in modo sconsiderato una cultura della prevenzione, ma direi che manca la cultura tout court.

Norcia, Comune già colpito dai terremoti del 1979 e del 1997, è stato l’epicentro della seconda e della terza scossa del sisma dell’altro giorno, eppure non si è registrato nemmeno un ferito perché la ricostruzione effettuata dopo i precedenti disastri è stata condotta a regola d’arte.

Quest’ultima è stata a tutti gli effetti una tragedia di Stato, l’ennesima, e la classe politica è responsabile di ciò che non ha fatto ma che sapeva benissimo di dover fare:

1) Istituire per legge il fascicolo del fabbricato, cioè a dire una carta d’identità di ogni singolo edificio nella quale censire le condizioni di antisismicità del fabbricato, unitamente alle ristrutturazioni effettuate e alle contingenze occorse.

In tal modo ciascuno sarebbe conscio del luogo in cui vive o lavora e assumerebbe sulle proprie spalle la responsabilità di permanervi in caso di terremoto. Del resto in tutta Europa questa sorta di libretto esiste già, nonostante ci siano minori rischi di terremoto.

I geologi, gli architetti e gli ingegneri si sono sgolati per decenni nel chiedere l’introduzione di tale censimento sistematico, hanno depositato fior di proposte di legge in tal senso, almeno nelle zone d’Italia a maggiore pericolosità sismica, ma niente da fare, i politici sono sempre stati sordi a tali sollecitazioni.

Per quale motivo? Lo spiega chiaramente il professore di Architettura Aldo Loris Rossi: “Si è sollevata un’opposizione sistemica: i proprietari hanno il terrore di un documento del genere perché hanno paura, poi, di non poter affittare la casa o non poterla vendere”.

Ecco svelato l’arcano: i politici pavidi non approveranno mai una legge che azzoppa il patrimonio immobiliare degli italiani, i quali a loro volta preferiscono conservare il valore delle loro case piuttosto che azzerare il rischio di morirvi dentro.

La casa vale più della vita umana, e i voti contano di più della responsabilità che ogni politico dovrebbe avere nel salvaguardare l’incolumità del popolo che amministra.

Per questo nessuno lapida i politici, meno che mai i famigliari delle vittime del sisma, i quali imprecano contro Dio e contro la natura, invece di imprecare contro se stessi per non aver preteso con proteste di piazza, incatenandosi, digiunando, che tutti gli edifici pubblici, le scuole, gli ospedali, fossero totalmente esenti da rischi sismici; per non aver preteso che le proprie abitazioni fossero censite e certificate.

Pavidi gli italiani, pavida la classe dirigente che li rappresenta.

2) Imporre controlli inflessibili sulla sicurezza sismica di tutte le scuole e tutti gli edifici pubblici, con pene severissime e processi lampo per i professionisti che non svolgono a regola d’arte il loro lavoro.

È vergognoso dinanzi al mondo che non siano già in galera i responsabili della ristrutturazione e della messa in sicurezza della scuola di Amatrice che l’altro giorno si è sbriciolata come pan di spagna, nonostante solo quattro anni fa siano stati spesi centinaia di migliaia di euro con relativa inaugurazione nel 2012 per renderla a prova di terremoto (lavori avviati proprio per la paura seguita al recente terremoto di L’Aquila).

Ma siamo in Italia, Paese dove nessuno è mai responsabile di nulla, per cui le poche persone serie e coerenti devono prenderlo costantemente nel culo se vogliono continuare a vivere qui, altrimenti le frontiere sono aperte e possono emigrare dove meglio credono.

3) Approvare e finanziare il Piano di messa in sicurezza del patrimonio immobiliare italiano. Le capre rispondono subito che occorrono molti soldi. Falso.

Intanto esiste già una mappa delle zone sismiche, fra le quali ad esempio è esclusa totalmente la Sardegna, per cui è agevole sapere da dove occorra iniziare ad operare.

Quanto ai soldi necessari, è stato calcolato che negli ultimi 46 anni abbiamo speso 180 miliardi di euro per ricostruire le aree distrutte dai terremoti, cioè circa 4 miliardi l’anno (lo 0,25% del PIL).

L’Istituto di Geofisica e della Protezione Civile ha stimato che per mettere in sicurezza tutto il patrimonio immobiliare italiano occorrerebbero circa 100 miliardi, una cifra per nulla esagerata la quale – al ritmo dei 4 miliardi l’anno che già spendiamo per mettere le pezze ai disastri – si ammortizzerebbe in 25 anni.

Non solo. Investire 4 miliardi l’anno a partire dalle zone più altamente sismiche eviterebbe nuove tragedie, salverebbe vite umane, farebbe risparmiare somme enormemente maggiori per le ricostruzioni totali (come accade a L’Aquila), sarebbe un formidabile volano di occupazione e crescita economica.

Del resto, è quello che hanno già fatto la più intelligente California (dove i terremoti sono infinitamente più devastanti), il più intelligente Giappone (dove i terremoti sono infinitamente più devastanti), persino la più intelligente Turchia. Paesi dove non esistono i morti che contiamo in Italia.

Dove trovare i soldi per un simile Piano? Dove c’è volontà si trovano anche i denari: per esempio nei Paesi citati hanno coinvolto capitali privati, i quali hanno mille convenienze ad investire in Italia, Paese del sole, della bella vita, del buon cibo, dell’arte, della storia, del paesaggio, della cultura, del turismo, del design, della moda, delle belle automobili.

Poi bisognerebbe adottare un bonus specifico per la prevenzione, defiscalizzando in maniera permanente gli interventi di messa in sicurezza.

Inoltre si potrebbero sfruttare i Fondi Europei già esistenti e crearne altri specifici, tramite un dialogo con Bruxelles.

Ma agli Italiani piace piangersi addosso, piacciono le passerelle, i funerali di Stato come quello vomitevole di oggi ad Ascoli Piceno, nel quale bisognerebbe sputare prima ai politici, dopo ai preti e infine ai finti devoti assiepati dentro e fuori la chiesa.

L’ennesima sceneggiata dopo l’ennesimo terremoto. Un emetico per chi abbia ancora una coscienza.

Perché a cominciare da domani ogni genitore dovrebbe pretendere un certificato di massima sicurezza sismica dal preside della scuola dove manda i propri figli.

Ogni dipendente pubblico ed ogni utente dei pubblici uffici dovrebbe pretendere lo stesso certificato dal proprio datore di lavoro e dal dirigente responsabile.

Ogni paziente di ospedale, casa di cura o centro medico dovrebbe pretendere l’ostensione di un simile certificato a tutela della propria incolumità.

Ogni fedele dovrebbe vedere affisso un simile certificato dentro la chiesa dove si reca a pregare.

Ogni cittadino dovrebbe far controllare i propri immobili e far certificare da professionisti lo stato di resistenza sismica dei fabbricati.

E invece nessuno fa niente e tutti continueranno a far finta di niente. Come successo già nel 2009, quando Berlusconi trasformò il terremoto in una passerella internazionale e raggiunse il massimo consenso che abbia mai avuto, salvo oggi contare le nuove case aquilane che già crollano e sono puntellate, scempio indelebile che dovrebbe indurre a chiederne l’arresto fino alla fine dei suoi giorni.

E allo stesso modo Matteo Renzi utilizzerà questo terremoto come una manna dal cielo, come un’arma di distrazione di massa, invocando unità di intenti e collaborazione, sinergia e non divisioni, fingendo che le soluzioni al rischio sismico vengano messe in cima all’agenda della politica, ma guardandosi bene dal prendere i drastici provvedimenti come quelli sopra elencati, perché non sono popolari, non portano né i voti e né i consensi dei quali si cibano gli sciacalli al governo.

Per questi motivi mi fanno schifo i funerali di Stato, apoteosi dell’ipocrisia collettiva di un popolo di ritardati, di incoscienti e di irresponsabili.

Il vescovo di Ascoli ha detto: “Non perdete coraggio”. Non occorre coraggio, occorre serietà. La Chiesa ha detto di “coltivare la speranza”. Non occorre speranza, occorre intelligenza. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha detto: “Non vi lasceremo soli”. Stai tranquillo Sergio, ci hai già lasciati soli e ti abbiamo messo sullo scranno presidenziale proprio per questo, per lasciarci in pace a farci i cazzi nostri, compreso farci schiacciare dai nostri tetti in una serena nottata di agosto.

12 Responses to "Terremoto: 290 morti sulla coscienza dei politici"

  1. Chef   27 agosto 2016 at 16:19

    90 minuti di applausi!

  2. cacca puzzolente   27 agosto 2016 at 17:18

    La faccia di legnini su tutte. Brutto, sporco e cattivo.
    Non a caso, molto amico del ciccione inconferibile, piazzato dalla politica alla presidenza del parco.

  3. Leda Santosuosso   27 agosto 2016 at 17:31

    li abbiamo uccisi noi!
    quando andiamo a votare l’amico
    quando non pretendiamo una seria riforma della giustizia che sbatta in galera i responsabili
    quando non vogliamo una legge contro la corruzione
    quando andiamo ad elimosinare un lavoro pur non essendone all’altezza
    quando non ci incazziamo se un mentecatto occupa un incarico di responsabilità
    solo noi siamo i responsabili. accusare i politici non è giusto.
    abbiamo la classe dirigente che ci meritiamo.

  4. per cacca puzzolente   27 agosto 2016 at 18:39

    Non tanto legnini e navarra, quanto d’Alfonso il prescritto, l’unico fautore di cotanto schifo. Il peggio del peggio.

  5. Domenico Attanasii   27 agosto 2016 at 19:00

    Non è così facile.

    Abito assieme al mio nucleo familiare di quattro persone in uno stabile di antica costruzione sito in pieno centro a Teramo al numero civico 74 di Via Gabriele D’Annunzio (già Via Nazionale).

    Nel 2009, dopo il sisma del 6 aprile, il Comune organizzò dei sopralluoghi speditivi tramite i tecnici qualificati coadiuvati dai Vigili del Fuoco.

    Nell’edificio dove ancora alloggio furono rilevate delle fessurazioni preoccupanti nel vano scala, in alto sulla volta della copertura.

    Il consiglio fu quello di effettuare controlli periodici.

    Con quali soldi?

    Abito in un condominio di più famiglie. Personalmente, con due bambini in casa non attesi oltre prima di incaricare amici ingegneri e un imprenditore edile, i quali unanimemente mi ribadirono le preoccupazioni sulle fessurazioni.

    Nel frattempo, sempre a causa del sisma del 2009, piombai inesorabilmente nel gorgo della cassa integrazione. Per cinque lunghissimi anni, fino all’anno scorso, nel settembre 2015, quando sono stato reintegrato al lavoro.

    Il condominio, all’indomani di un forte acquazzone, nel 2012 deliberò la spesa di circa 40 mila € per la riparazione di una parte del tetto in legno. Una spesa alla quale, per evidenti motivi economici non dipendenti dalla mia volontà, non ho potuto fare fronte.

    Allora, figuriamoci quali possibilità avrei di ottenere un’eventuale messa in sicurezza sismica dell’intero immobile.

    Comunque, non demordo. Proprio ieri ho inviato una PEC al Capo della Protezione Civile, ovvero al Sindaco, e anche al Comando dei Vigili del Fuoco. Ho informato le autorità competenti pregandole di effettuare un sopralluogo.

    Nel caso in cui si dovesse procedere a riparazioni concrete e costose, chi mi finanzierà?

  6. il paladino   27 agosto 2016 at 21:12

    Ora dopo l’illuminato Bertolaso si affideranno al Signor anticorruzione Cantone, che emettera’ nuove ordinanze. Ma come si puo’ fare dopo tutti questi terremoti ancora non abbiamo contezza di quello che bisogna fare. Veramente vergognoso!!!!!

  7. fessacchiotto   27 agosto 2016 at 21:50

    Dare la responsabilità ai politici, per questo specifico terremoto, è ingiusto : a parte la scuola, ristrutturata da poco ( e per la quale ci sono già iniziative giudiziarie) gli edifici crollati NON erano antisismici perchè vetusti. Tra l’altro ad attuare le eventuali norme antisismiche sono i tecnici , e far da tramite i solerti funzionari degli enti locali . Ricordo che il terremoto non ha coplito l’Abruzzo, quindi il presidente della nostra regione per una volta non c’entra niente.
    In merito alla prevenzione e alla messa in sicurezza degli edifici: il parere è discorde anche tra i tecnici, sia per la spesa enorme , sia per l’impossibilità di effettuarla a regola d’arte, senza dire dei problemi legati alla natura del terreno. Attendiamo qualche tempo prima di lanciare crociate e accuse .

  8. anonimo   28 agosto 2016 at 12:22

    Mbè, in un certo senso hai ragione: sei proprio un fessacchiotto.
    Povero presidente della regione, imberbe politico alle prime armi.
    Il renzi vuol ricostruire tutto come era prima, anche lui politico inesperto ma con le idee chiare. Questa gente farnetica e se non fosse per la tragicità del momento farebbe solo ridere.
    Nessuno c’entra: il Belice ancora aspetta i fondi così come altre realtà L’Aquila non esclusa. Ne riparleremo tra qualche anno e ci ricorderemo delle parole di quei politici che , in una vergognosa passerella, promettono l’improponibile.

  9. Attila 2   28 agosto 2016 at 19:25

    Ancora una volta mi congratulo col dott. Francia per l’articolo ben congegnato, puntuale ed esaustivo su questo triste argomento (il terremoto), analogo compiacimento lo rivolgo agli altri che hanno commentato con dovizia di argomenti e testimonianze. Unirmi al coro delle lamentele, sarebbe facile e doveroso, ma rischierei di essere alquanto noioso: condivido tutto quanto detto ed è come selo avessi detto io, anche se pensato da Altri! Vorrei telegraficamente, rappresentare qualche mio pensiero. Se mi fermano le forze dell’Ordine devo esibire la carta di identità, se sto guidando … la patente di guida, dell’auto il libr. circ.ne. Giustissimo e sacrosanto! Si chiamano documenti! Una casa peressere abitabile necessita del certificato di ABITABILITA’ un fabbricato pubblico deve avere il certificato di AGIBILITA’ Sono DOCUMENTI DI BASE OBBLIGATORI PER LEGGE! Cominciamo dalle scuole (stanno per riaprire!), hanno questo titolo? Se si che si lo ESPONGA IN BELLA VISTA IN BACHECA! Se no, i Presidi CHIUDANO i FABBRICATI! Non ho detto scuole, li aprano altrove! E’ il minimo che possono e DEVONO FARE!Oppure si è in attesa dell’estrazione dei corpi dalle macerie? Gli schifosi e squallidi politicanti perennemente in passerella, se NON HANNO PERSO DEFINITIVAMENTE IL SENSO DEL PUDORE DIANO QUALCHE SEGNALE DI SERIETA’/CIVILTA!
    FUORI I CERIFICATI E SUBITO : PRESIDI E DIRETTORI DIDATTICI SIETE COMPLICI DI QUESTI ASSASSINII! VERGOGNATEVI!

  10. anonimo   29 agosto 2016 at 11:56

    In Abruzzo si sta palesando un caso grosso quanto una casa.
    Le trivelle estrattive sul lago di Bomba.
    Nonostante il diniego della Regione (veritiero?) del Consiglio di Stato e di tutti i tecnici che definiscono l’opera inopportuna e pericolosa, il caso è stato evocato a sè dal governo.
    Chi scommette?

  11. Antonio M.   30 agosto 2016 at 17:43

    “Ci abbandona onorevole? Si.”
    https://www.facebook.com/AngeloTofaloM5S/videos/924928977619568/

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