Il Sud è una polveriera pronta ad esplodere

Il Sud è una polveriera pronta ad esplodere

di Christian Francia  –

Dux - Durex - Duro dorecchi
Il Ducismo dal Dux, ad Hardcore al Cazzone fiorentino

Matteo Renzi ha fallito. È salito al potere tramite la solita manovra di palazzo all’italiana che ha sortito l’esito che conosciamo: la cacciata dell’incapace Enrico Letta, reo di non riuscire a risolvere i problemi del Paese.

Ma oggi, dopo due anni e mezzo alla Presidenza del Consiglio, i numeri condannano Renzi come il peggiore di tutti i suoi predecessori, dati e numeri alla mano.

1) Debito Pubblico. È la nostra palla al piede, il motivo principale che ingessa il bilancio dello Stato e rende impossibile impiegare risorse per investimenti ed infrastrutture.

Nel febbraio 2014, quando Renzi divenne Primo Ministro, il debito Pubblico era a quota 2.107,2 miliardi di euro.

Oggi, dopo due anni e mezzo di “Buona Scuola”, di “La volta buona”, di “Rottamazione”, di “Governo del Fare”, di efficienza ed efficacia annunciate, di pseudoriforme, di Jobs Act, di finto giovanilismo e di grandi competenze al lavoro per il bene collettivo, il Debito Pubblico è arrivato – dopo aver sfondato ogni record assoluto – alla cifra mostruosa di 2.248,8 miliardi di euro. Cioè 141,6 miliardi in più rispetto al fardello ereditato dal predecessore Enrico Letta.

Cosa vuol dire? Detto in soldoni vuol dire che Renzi ci ha invitato a cena e ci ha lasciato il conto da pagare dopo essersi fatto bello e aver giurato che avrebbe pagato lui.

Le decine di miliardi spese per i famosi 80 euro mensili dati al ceto medio sono stati elargiti come se Renzi se li fosse cacciati dalle proprie tasche, salvo oggi scoprire che sono stati tutti gli Italiani a doverli pagare, visto che il Debito Pubblico è esploso.

Lo stesso dicasi per le decontribuzioni alle imprese, per le risicate riduzioni di tasse, per il taglio dell’IRAP e per quei miseri aiuti al sistema economico messi in atto in questi due anni e mezzo: tutti pagati con l’aumento del Debito Pubblico, che non è altro se non l’eredità che gli infami al governo lasciano ai successori e agli Italiani tutti.

In pratica è come se Renzi avesse detto: “Vi aiuto io con soldi freschi” e i lavoratori/imprenditori avessero gentilmente accettato l’aiuto, salvo oggi rendersi conto che il conto di tali aiuti grava ancora tutto sulle spalle dei cittadini.

Una truffa in piena regola che obbliga a rimarcare a caratteri cubitali che Renzi è un truffatore, un mistificatore, un bugiardo che si autoattribuisce meriti non suoi. In parole povere uno stronzo figlio di puttana.

2) PIL. Il governo aveva stimato per il 2016 un aumento del Prodotto Interno Lordo (cioè la ricchezza complessiva prodotta dal Paese) pari all’1,2%.

Purtroppo il fatto che nel secondo trimestre il PIL si sia completamente fermato costringe a ricalcolare l’aumento dell’anno in corso a circa lo 0,6% complessivo, con una perdita effettiva che si calcola dai 4,7 ai 6,5 miliardi dovuti alla minore crescita rispetto alle previsioni.

La situazione italiana, esplosa a ridosso di Ferragosto, ha fatto preoccupare tutti i giornali internazionali, i quali hanno segnalato come l’Italia sia la malata d’Europa in quanto la sua crescita è costantemente minore rispetto alla media europea. I prossimi mesi saranno un campo minato, in quanto il governo dovrà trovare ben 15,1 miliardi per disinnescare le clausole di salvaguardia (cioè l’aumento dell’IVA e delle accise), oltre ai miliardi per compensare la mancata crescita, altri miliardi per l’annunciata flessibilità delle pensioni, per le promesse decontribuzioni, per i fondi per la povertà, per il rinnovo dei contratti dei dipendenti statali e via discorrendo.

Se siamo sempre ultimi per crescita economica e sempre primi (salvo la Grecia) per Debito Pubblico, non esistono argomenti che tengano: Renzi ha fallito. Sarebbe serio e decoroso che si dimettesse ben prima del benservito che gli consegneranno gli Italiani al referendum costituzionale di novembre prossimo.

3) Sud in ebollizione. È stato appena pubblicato il report dell’istituto SWG intitolato “Polveriera Mezzogiorno”. L’Abruzzo, per chi non lo sapesse, fa parte ad ogni titolo del Mezzogiorno.

Ebbene, la ricerca di SWG fotografa una situazione al limite dell’esasperazione che si annuncia potenzialmente esplosiva in quanto i residenti al Sud dichiarano di provare le seguenti emozioni: Rabbia (48%), Disgusto (43%), Tristezza (31%), Paura (25%), Attesa (23%), Fiducia (6%), Gioia (4%), Sorpresa (3%).

Gli abitanti del Mezzogiorno sono soprattutto arrabbiati e disgustati e il 51% degli intervistati (percentuali molto maggiori rispetto ai dati dei residenti nel Centro e nel Nord) ritiene che ci sia bisogno di una vera e propria rivoluzione in quanto le classi dirigenti sarebbero letteralmente “da abbattere”.

Il direttore di SWG Enzo Risso spiega che “sembra di essere di fronte ad una situazione pre-rivoluzionaria. La crisi economica e il vuoto di prospettive stanno incanalando larghe fette di popolazione meridionale, in particolare i giovani, verso posizioni radicali.

Non c’è dubbio che stia crescendo un fiume carsico “che sfocia nell’identificazione del nuovo come prodotto della sintesi fra cambiamento e onestà. Il collante politico, che unisce persone provenienti da tradizioni, storie e pulsioni sociali e politiche differenti, è sempre più unidirezionale: licenziare (appena ne capita l’occasione) le vecchie classi dirigenti.

Le vecchie classi dirigenti sono i Renzi, le Boschi, i governanti incapaci come Luciano D’Alfonso, cioè l’ennesimo parolaio privo di qualsiasi dote, considerato che pure i suoi due anni abbondanti di presidenza hanno ricacciato l’Abruzzo in una condizione di minorità economica, turistica, industriale, sociale e sanitaria.

La prima occasione per mandare a zappare cotali parassiti e approfittatori è segnata in calendario fra 90 giorni: Una gigantesca croce sul “NO” al referendum costituzionale li seppellirà.

10 Responses to "Il Sud è una polveriera pronta ad esplodere"

  1. Antonio M.   18 agosto 2016 at 16:14

    Il debito pubblico aumenta di 116.ooo (leggasi centosedicimila) al minuto, 7milioni l’ora, 168 milioni di euro al giorno; da gennaio a giugno 2016 è cresciuto di 77 miliardi. Un Fardello per le nuove generazioni senza speranza. Questa classe politica non votata da nessuno sta distruggendo il paese nell’assoluta indifferenza del popolo. Davanti a questa devastazione senza precedenti si parla ancora di pre-rivoluzione?

    p.s.
    Per chi vuole domani sera a Giulianova ci sarà Di Battista, alle oro 21 c/0 piazza del mare. Mentre i parlamentari si sono presi 40 giorni di ferie, lui gira l’Italia nelle piazze, tra la gente, con uno scooter elettrico, senza nessuna scorta, per salvare la costituzione.
    Io voto NO.

  2. MASSIMO RIDOLFI   18 agosto 2016 at 21:55

    al Presidente di quello che rimane di questa Repubblica

    se dietro quella carica
    respira ancora un uomo
    e la sua persona,
    accosta tutte le finestre,
    che la luce non consumi
    quello che ne è rimasto;
    chiudi bene ogni porta,
    metti in tasca tutte le chiavi
    anche quelle che non hai trovato
    conservale con l’immaginazione;
    scendi le scale del palazzo
    e consegnane le chiavi,
    anche quelle immaginate,
    al suo custode
    che meglio di te,
    più qualificato,
    saprà tenerle,
    fosse anche la prima persona
    che incontri per la strada
    il popolo sovrano.

  3. Anonimo   19 agosto 2016 at 9:37

    Chiedo venia se a volte mi espimo in dialetto teramano.
    Ma chiaè lu voccapert?
    Ha saputo e sa approfittare della stupidità degli italiani (anche se io, come spesso ho asserito, penso non sia lui il burattinaio).
    Ci rendiamo conto che quando il toscanello chiede all’Europa “ulteriore flessibilità” la richiesta si traduce in ulteriore aumento del debito pubblico?
    Sanno gli estimatori di questo pozzo di scienza che il debito lo paghiamo noi?
    A Teramo si sul dire ” mitteme n’ganne e frusteme li amme” ( fammi mangiare e frustami pure), gli ottanta euro elettorali hanno insegnato qualche cosa?
    Va blaterando che ha diminuito le tasse mentendo, lui ed i suoi scagnozzi, spudoratamente, non conoscendo onore e vergogna.
    E il canone rai in bolletta (perchè lo chiamano canone se si tratta di un’imposta patrimoniale) ? Gli serve per proporci quelle schifezze e per colonizzare la TV di stato.
    Per favore sig. Francia , gli tolga quella divisa e lo immortali con una “parninz”( sa a cosa mi riferisco).
    Bisogna mandarlo a casa a tutti i costi, non ci vuole uno scienziato per capirlo.

  4. Lavarra Inconferibile   19 agosto 2016 at 10:21

    Ottimo articolo. Come sempre.

  5. Anonimo   19 agosto 2016 at 14:28

    Riscrivo, scusandomi per le citazioni dialettali .
    Ma chiaè lu voccapert?
    Dal suo insediamento il debito pubblico è in continuo aumento, sanno gli italiani che le conseguenze le paghiamo noi?
    Invoca dall’Europa una maggiore flessibilità, sanno gli italiani che flessibilità si traduce in aumento del debito?
    Va blaterando che ha diminuito le tasse, che ne pensano i miei compatrioti?
    Ci ha appioppato il canone rai sulla bolletta; ma perchè seguitiamo a chiamarlo canone si si tratta di una volgarissima imposta patrimoniale che gli è servita, non solo per propinarci schifezze, ma per colonizzare il servizio pubblico?
    Sta raccontando diuturnamente, insieme al suo cerchio magico, balle colossali; sanno gli italiani che il debito dell’amministrazione verso le aziende si avvicina ai 6o miliardi?
    A Teramo si dice ” mitteme n’ganne e frusteme li amm” siano felici per gli 80 euro “elettorali”? Che effetti hanno avuto sull’economia?
    Non si lamentino se in autunno ci sarà un’altra manovra correttiva.
    Bisogna fermarlo ad ogni costo.
    Sig. Francia, per carita, gli tolga quella divisa e lo immortali con una “parninz” di compassiana memoria.
    Per chi si volesse erudire invito a leggere Il fatto quotidiano.

  6. Leda Santosuosso   19 agosto 2016 at 14:46

    avete notato che dell’incontro di Di Battista stasera a Giulianova non ne parla nessun giornale locale?!?!

  7. Anonimo   20 agosto 2016 at 21:34

    Papà!

  8. Anonimo   21 agosto 2016 at 17:14

    Dimmi figliolo!
    A ta piaciute zauttò ?
    Massare faciame li cund.

  9. Anonimo   21 agosto 2016 at 17:21

    Dott. Francia, mi permetto di suggerirLe di affrontare un argomento a dir poco scottante che forse Lei ha omesso, e cioè la questione dei “derivati di stato”. Sarà un argomento ostico e di non facile comprensione ma è bene che chi frequenta questo blog sappia cosa ci stanno nascondento e che costi ci toccherà pagare.

  10. Giacinto   22 agosto 2016 at 15:20

    Caro Christian. Il dramma è che non basterà la vittoria del No nel caso. Già a riguardo effettuata marcia indietro.

    Previsione? Dimissioni dopo il no, poi secondo incarico che Matterella non esiterà a riassegnargli e attesa fino al 2018 cercando di arginare con attacchi al governo di Roma e Torino l’avanzata del M5S. Tra cui pure la correzione dell’Italicum che a ottobre il governo stesso si augura sia respinto come anticostituzionale. E chissà che qualche giudice non faccia il favore di offrirgli la migliore delle scuse per salvare la faccia?

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