Tetramo: Le verità nascoste

Tetramo: Le verità nascoste

di Christian Francia  –

Silent Hill - benvenuti a Teramo
Il Cartello di ingresso a “TETRAMO”

Finalmente si litiga.

Ero un pochino stufo di commentare la crisi permanente al Comune di Teramo, perché stava diventando un coma amministrativo con malesseri sotterranei che si manifestavano sempre alla maniera democristiana, con detti e non detti, un falso fair play, perifrasi di consiglieri vigliacchi che lasciavano intendere ma che non dicevano mai direttamente quello che avevano da dire.

Adesso invece si iniziano a mettere in piazza i panni sporchi di una maggioranza che suscita ribrezzo in chi abbia occhi per vedere, fatti sempre salvi i teramani che non accennano a ribellarsi allo stupro continuo della verità, della legalità e degli interessi collettivi.

1) Intanto si è capito che il consigliere comunale Dodo Di Sabatino (per gli amici LGTB: “Martina”) ha preteso e ottenuto dal sindaco Brucchi la testa dell’ex assessore Rudy Di Stefano.

Come mai? Principalmente perché Rudy è il campione di preferenze, per cui rappresenta il primo e più pericoloso ostacolo sia per Dodo che per Brucchi nella corsa alle prossime elezioni regionali (laddove i due vorrebbero candidarsi in qualità di aspiranti consiglieri).

In secondo luogo perché Rudy – in sette anni da assessore plenipotenziario – ha creato una rete clientelare gigantesca che costituisce un formidabile comitato elettorale per se stesso e per il proprio padrone Paolo Gatti.

Non è assolutamente un caso che Dodo proprio adesso chieda tutte le carte sugli appalti affidati direttamente dall’assessorato dell’ex Rudy Di Stefano sulle manutenzioni e sul verde pubblico.

Il Dodino fa sapere che vuole capire “se eventualmente questi appalti abbiano a che fare con l’associazione Nuove Energie e con i suoi componenti”. Nuove Energie è l’associazione costituita da Rudy per svolgere la funzione di comitato elettorale personale.

Naturalmente, la circostanza che Di Sabatino insinui il dubbio che negli ultimi anni vi siano numerosi appalti assegnati dal Comune senza gara né evidenza pubblica – su ordine di Rudy – in favore di vari componenti dell’associazione che fa capo proprio a Di Stefano, significa che il fatto è noto e stranoto.

Solo che fino ad oggi i tancrediani/dodiani (che sono un’unica entità politica) hanno abbozzato, ma quando si sono resi conto che i gattiani stavano uccidendo il loro futuro politico, hanno iniziato a starnazzare come galline consapevoli che il contadino stia per tirare loro il collo.

2) Dal canto suo, Rudy non è stato a guardare e ha ribattuto alle accuse di clientelismo illecito avanzate da Dodo: “Sono felice che finalmente qualche consigliere inizi a dare un senso alla propria presenza in Consiglio, attraverso un’azione di controllo e verifica degli atti amministrativi. Spero, anzi, che sia l’occasione per un monitoraggio a 360 gradi iniziando da parenti ed affini entro il terzo grado.

Traduzione: Pure Dodo si è fatto i cazzi suoi attraverso favoritismi a parenti strettissimi. C’è da esserne certi, ma quali? Incarichi professionali ai fratelli avvocati? Assunzioni illecite al Comune di affini dei fratelli?

Chiaramente Di Stefano ha voluto – nella solita maniera mafiosa dei politicanti navigati – lanciare un avvertimento a Dodo: guarda che se mi rompi i coglioni e mi sputtani sulle mie porcate, poi anche io sputtano te sulle tue.

La verità è venuta a galla: Ciascun membro della maggioranza di Brucchi ha passato gli ultimi sette anni ad aggiustarsi i cazzi propri, curando l’interesse personale e familiare in luogo di quello generale.

3) Non pago, Rudy ha lanciato una bomba a Futuro In, cioè il comitato elettorale forzaitaliota di Paolo Gatti: invito Futuro In a prendere le distanze da questa amministrazione”.

Traduzione: staccate la spina a Brucchi perché è maturo il tempo di ricontarci nelle cabine elettorali, laddove faremo piazza pulita di qualsiasi avversario.

Di Stefano sputa veleno contro “una maggioranza che da tempo ha smesso di occuparsi dei problemi della città” e invita i suoi sodali gattiani “a concentrarsi su un progetto politico capace di risollevare il centrodestra teramano dal baratro nel quale i personalismi esasperati lo hanno condotto”, evitando di assumere “una responsabilità di coalizione che rischierebbe di diventare accanimento terapeutico”.

Orbene, siccome è noto a tutti che Rudy abbia enormi difficoltà ad esprimersi in italiano, difficoltà che nasconde anche l’impossibilità di esprimere un pensiero chiaro e autonomo, non v’è chi non veda come tali frasi siano state dettate parola per parola dal capobastone Paolo Gatti.

Un’altra verità è venuta a galla: Gatti minaccia di staccare la spina a Brucchi se gli alleati tancrediani/dodiani non dovessero abbassare la testa e riconoscere la supremazia del micio. Del resto – è il sotteso – se qualcuno dovesse perdere la testa si dovrà comunque tornare alle urne e i gattiani sono prontissimi a contarsi, umiliando i chiacchieroni come Dodo.

Se ne deduce che Dodo abbasserà la testa, essendo naufragato il tentato matrimonio con il centrosinistra dalfonsiano per farsi candidare a sindaco nel centrosinistra. Inoltre, ove si proseguisse nel far volare gli stracci, si rischia davvero di mettere in piazza gli illeciti e di spostare lo scontro sul piano degli esposti e delle querele, in una spirale sadomasochistica che nessuno dei fetidi pezzi di maggioranza può permettersi.

4) Infine, anche a Brucchi è salito il sangue agli occhi, cosa che ha fatto emergere un’ennesima verità nascosta.

Il sindaco ha sbroccato contro Rudy: “non sono più disponibile ad ascoltare e leggere tali imbarazzanti corbellerie. Tali sollecitazioni (ma sarebbe meglio dire provocazioni) hanno in realtà il solo fine di mettere in difficoltà l’attività amministrativa, ossessionate dal miraggio di tornare al più presto al voto per riappropriarsi di una posizione che talvolta è di pura rendita clientelare.

Finalmente anche Brucchi dice palesemente che Di Stefano (e quindi Gatti) campa politicamente di rendita clientelare, rendita costruita sotto i suoi occhi visto che Rudy è stato l’assessore più potente per sette lunghissimi anni nei quali ci siamo affannati ad urlare ai quattro venti che il centrodestra teramano era una latrina.

Il primo cittadino si è pure tolto un sassolino dalla scarpa: “nessun attaccamento alla poltrona; anche perché a differenza di altri, io ho un lavoro”. Il riferimento è proprio a Rudy che con la politica ci campa al punto che subito dopo aver perso l’assessorato si è fatto assumere da Paolo Gatti come portaborse presso la Regione Abruzzo.

Solo una cosa ha sbagliato il sindaco, quando ha scritto che Rudy sarebbe “solo referente di se stesso e dei propri imbarazzanti e tristissimi interessi”. Non è esatto: è soprattutto il referente di Paolo Gatti e degli imbarazzanti e tristissimi interessi del suo capobastone.

Ma Rudy, infastidito oltremodo dalle dita nel culo del suo proctologo improvvisato, ha replicato mirabilmente a Brucchi: Nessuno a Teramo è più esperto di te in merito ad imbarazzanti e tristissimi interessi personali, su questo ho molto da imparare!!”.

Traduzione: Parli tu che hai una sfilza di scheletri nell’armadio, primo fra i quali l’assunzione illecita di tua moglie nella Te.Am., società dei rifiuti controllata dal Comune di Teramo?

Il frullatore di merda è in piena attività, ma purtroppo è destinato a spegnersi molto presto proprio perché tutti i contendenti si sono resi conto di aver svelato troppe verità nascoste che non giovano a nessuno di loro, in quanto non sono per nulla commendevoli.

Brucchi non si dimetterà, ovviamente. Né Gatti ha alcuna intenzione di farlo cadere, perché rischierebbe di perdere per strada l’appoggio al “suo” centrodestra dell’ala tancrediana/dodiana, consegnando inevitabilmente il Comune al centrosinistra.

I litigi servono solo ad alzare la voce e a minacciare sfracelli che sputtanerebbero i sodali in una guerra mediatico-giudiziaria (che indebolirebbe tutti i centrodestroidi).

Adesso è il momento del silenzio:

– quello di Dodo per curare il bruciore anale provocato dalle controaccuse di Rudy;

– quello di Paolo Tancredi per comprendere che la vittoria del NO al referendum costituzionale del prossimo autunno significherà il suo mogio ritorno sotto l’ombrello del centrodestra (dopo la cattività nel campo del PD);

– quello di Paolo Gatti il quale, in assenza di smentite o prese di distanza dalle accuse di Rudy (che guarda caso non sono arrivate), è pregno di significato: è un silenzio assenso che svela come le bombe di Di Stefano siano avvertimenti che portano la firma del capo, dimostrazioni militari utili per far desistere da guerriglie interne, prove di forza che rappresentano un’OPA sull’intero centrodestra teramano dove non ci sono più due fuochi (Gatti e Tancredi) bensì un solo capo supremo e tanti satelliti.

Tetramo è sempre più tetra.

Paolo Gatti - coerenza forza degli sciocchi
Paolo Gatti: il Capobastone

5 Responses to "Tetramo: Le verità nascoste"

  1. Ern   4 agosto 2016 at 15:00

    Bella telecronaca, peccato trattasi di uno squallido spettacolo
    Sono veramente nauseata.
    Concordo sul fatto che nessuno ha interesse a far “cadere” Brucchi e soprattutto nessuno ha le palle per farlo.
    Ma, se il nostro sindaco, avesse ancora un briciolo di rispetto per sé e per la Politica, dovrebbe dimettersi e lasciare che siano le urne a parlare. Scommesse non ne faccio…

  2. Antonio M.   4 agosto 2016 at 15:45

    Intanto si discute in parlamento sul dimezzamento dello stipendio dei nostri poveri parlamentari. Indovinate chi lo ha proposto e indovinate chi ha votato contro. Continuate a votarli.
    https://www.facebook.com/movimentocinquestelle/videos/1143166889039624/

  3. Antonio M.   4 agosto 2016 at 18:28

    Fresca fresca dal Senato della Repubblica Italiana. Il tempio della legalità. Povera Italia.
    https://www.facebook.com/SenatoCinqueStelle/videos/662268227262893/

  4. Anonimo   4 agosto 2016 at 19:58

    Ma almeno questa gentaccia se sgarra ci rimette la pelle.. ed i nostri merdosi?

  5. Alberto Granado   7 agosto 2016 at 21:07

    Il problema è che la gente non vuole capire.
    La gente si rifiuta di capire.
    Verità oggettive:
    La destra italiana: Accozzaglia di marionette che fanno capo a Berlusconi, pregiudicato, pluriprescritto, corruttore, amico di mafiosi;
    Lega Nord: Accozzaglia di marionette che fanno capo ad un decerebrato di nome salvini, che a sua volta marionetta di bossi, i contenuti dei leghisti non li capisco. Ce l’hanno a morte con gli albanesi e con tutti gli stranieri, poi vanno a comprarsi lauree in Albania e fanno sparire i soldi degli italiani all’estero…mah…;
    Partito democratico: Accozzaglia di marionette che fanno capo a Berlusconi ed ai banchieri, nessun programma vero. Solo la volontà ferrea di portare a termine il progetto di licio Gelli.
    Ora, dopo un analisi semplice semplice, non dico che dovremmo diventare tutti 5stelle. Almeno però scegliete facce nuove, che non si aottomettono ai sopracitati.
    Saluti

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