In morte del giornalismo teramano

In morte del giornalismo teramano

di Christian Francia  –

Manifesto-funebre-giornalismo-teramano
Il manifesto funebre per la scomparsa del giornalismo teramano

È venuto tristemente a mancare all’affetto dei suoi cari il cosiddetto “giornalismo teramano”.

Non che abbia mai brillato, sia chiaro, però è un fatto che il suo cuore ha cessato definitivamente di battere proprio ieri, quando si è verificato il fattaccio che ne ha determinato il decesso.

Premetto che il giornalista è quel mestiere che consiste nel fare domande, nel cercare le notizie, nel comprendere gli accadimenti e provare a spiegarli il più chiaramente possibile al pubblico e ai cittadini.

Quando il giornalismo funziona l’opinione pubblica è più informata, più consapevole e più matura; viceversa quando non funziona la società declina e tramonta.

A Teramo le domande sono finite da tempo: ora è in voga porgere semplicemente il microfono all’interlocutore e farlo parlare a ruota libera, oppure pubblicare comunicati preconfezionati senza alcun apporto critico.

Questo è lo stato di coma vegetativo, ma la morte del giornalismo si è verificata nel caso più grave con una autocensura e nei casi meno gravi con atti di servilismo gratuiti tendenti ad edulcorare la realtà dei fatti e a ridurre un gravissimo vulnus istituzionale ad una polemichetta di carattere personale.

La vicenda è quella relativa alla innominabilità di Manola Di Pasquale alla carica di Presidente del CdA dell’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise, situazione evidenziata da un veterinario dipendente dell’IZS, al quale Manola ha risposto minacciando addirittura il licenziamento (http://www.ilfattoteramano.com/2016/07/11/allizs-ribolle-linnominabilita-di-manola-di-pasquale-nel-cda-lei-da-bruto-minaccia-licenziamenti/).

L’unico sindacato presente all’IZS (per suicidio di CGIL, CISL e UIL), cioè l’FSI, si è affrettato a scrivere una lettera in difesa del veterinario, rispedendo al mittente le volgari minacce di licenziamento della Di Pasquale.

Successivamente, l’FSI ha diramato sull’argomento in data 14 luglio 2016 un comunicato stampa che restava misteriosamente privo di qualsiasi pubblicazione da parte dei media teramani.

Stupiti della stranezza, i sindacalisti reinoltravano il comunicato dopo una settimana (21 luglio) sottolineando la rilevanza della notizia: “Spero vogliate dare spazio ad un fatto di estrema gravità soprattutto riguardo gli atteggiamenti messi in atto dall’attuale Presidente del CdA dell’Istituto”.

Immediatamente dopo (cioè nel primo pomeriggio dello stesso 21 luglio) Manola Di Pasquale spediva a tutte le testate giornalistiche destinatarie del comunicato dell’FSI il seguente controcomunicato: Con la presente sono a comunicarVi che il comunicato stampa inviato in data 21.7.2016 dal sindacato FSI o meglio dai sig.ri Giovanni Foschi, Milena Natalini, Sandro Martella, Vito Guerrieri e Ottavio Portanti riferisce fatti e circostanze non corrispondenti al vero come i menzionati “atti intimidatori, minacce e abuso di autorità”. Vi invito quindi a non dare pubblicazione al detto comunicato offensivo e gravemente lesivo dell’immagine dell’Ente, dei suoi organismi e dei suoi dipendenti. Il comunicato sarà portato all’attenzione delle autorità competenti”.

Avete letto bene: Manola ha invitato i giornalisti a non pubblicare un comunicato che mette in luce la illegittimità della sua stessa nomina nel CdA dell’IZS e l’intimidatorietà delle sue minacce rivolte in maniera inqualificabile contro un dipendente.

Nemmeno Erdogan sarebbe arrivato a tanto, a dimostrazione della vera natura di quell’essere sedicente democratico che risponde al nome di Manola.

Ma il dramma peggiore si consuma nelle redazioni giornalistiche.

1) La testata on line “certastampa.it”, solitamente la più pronta nel pubblicare ogni voce, applica una ferrea autocensura e non pubblica per niente la notizia.

Strano, perché il direttore Antonio D’Amore si diverte a fare le pulci ad ogni notiziola, ad ogni polemicuccia, ad ogni battito di ciglia, rivelandosi ultimamente sempre pronto a mettere sotto la lente di ingrandimento ogni azione e omissione dell’Amministrazione comunale di Teramo guidata dal centrodestra.

Ah già, dimenticavo, D’Amore è grande e storico amico di Manola Di Pasquale, ma non credo che l’amicizia personale abbia fatto premio sulla deontologia giornalistica che avrebbe suggerito di dare rilievo alla notizia. Dev’essere stata proprio una dimenticanza.

2) Il quotidiano “Il Centro” pubblica la notizia senza che nessuno abbia il coraggio di firmare l’articolo ma, cosa ben più grave, il tenore del pezzo tenta di gettare acqua sul fuoco e – incredibilmente – segnala l’umiliazione subita senza aggiungere commento alcuno: (…) Manola Di Pasquale, che in una nota inviata agli organi di stampa (…) invita i media a non pubblicare detto comunicato (…)”.

E questo è il primo quotidiano d’Abruzzo. Annamobbene!!!

3) La testata on line “cityrumors.it” osa timidamente manifestare un piccolo fastidio: la nuova querelle in seno all’Izs, con scambio di accuse reciproche da sindacati e presidente del CdA, Manola Di Pasquale, che arriva addirittura ad invitare la stampa a non pubblicare il comunicato dei sindacati (ed il cui passaggio omettiamo).

Che carini loro, omettono il passaggio, mica gridano allo scandalo per l’invito inverecondo a non pubblicare la notizia.

4) La testata on line “emmelle.it” parla invece di Dialettica condita (…) con tanto di invito alla stampa a non pubblicare il comunicato sindacale, maldestramente richiesto dal presidente del Cda”.

Che gentili, hanno dato della “maldestra” a Manola, quasi che fosse stato un errore il suo, una svista.

5) L’unica testata che si è un poco infastidita dal dito nell’occhio infilato maleducatamente da Manola è stata il quotidiano “La Città” che ha parlato di “passaggio fuori misura” e ha respinto l’invito a non pubblicare la notizia con queste parole: “Cosa evidentemente non possibile perché risulterebbe un’autocensura”.

Ricapitolando:

– Una figura ahimè istituzionale come il Presidente dell’IZS può permettersi di minacciare di licenziamento un dipendente reo di aver detto la semplice verità sulla situazione di innominabilità del Presidente stesso;

– L’unico sindacato degno di questo nome all’interno dell’IZS respinge al mittente tali screanzate minacce e assiste dapprima alla censura del proprio comunicato stampa;

– Tale sindacato (l’FSI) viene costretto a rispedire il comunicato stampa risottolineando la gravità della notizia;

– Il Presidente dell’IZS si permette di invitare i giornalisti a non fare il proprio lavoro autocensurando la notizia;

– I giornalisti mansueti accolgono l’umiliazione subita senza battere i pugni sul tavolo e senza commentare l’affronto segnalando ai lettori la gravità del vulnus istituzionale di una politica che vorrebbe che i giornali si auto imbavagliassero.

Questa è Teramo.

P.S.: Vi aspettiamo numerosi per domenica 24 luglio al funerale del giornalismo teramano presso la sede dell’Istituto Zooprofilattico in via Capo Boario a Teramo. Dopo la funzione il corteo funebre accompagnerà il feretro al cimitero di Cartecchio, dove si svolgerà la tumulazione.

11 Responses to "In morte del giornalismo teramano"

  1. Francesca   23 luglio 2016 at 21:04

    E’ vergognoso tutto questo………certi personaggi a Teramo hanno deliri di onnipotenza…….zittiscono pure la stampa…..

  2. Disoccupato   24 luglio 2016 at 8:40

    e da mo che so morti…
    Una domanda:
    a Teramo sono noti per le graduatorie in enti pubblici diciamo taroccate, dove gli aventi diritto sono esclusi e altri assunti.
    ma quanti redattori di giornali o siti Abruzzesi o parenti o loro amici sono stati assunti in queste liste “speciali”?
    Quanti ricevono contributi da enti quali ASL o ricevono incarichi di collaboratori esterni?
    Magari il virus letale è dovuto a questo

  3. il paladino   24 luglio 2016 at 8:46

    Poveri noi!!!!

  4. Cirillone   24 luglio 2016 at 15:28

    Il bassissimo livello della politica Italiana è rappresentato degnamente da Manola Di Pasquale e da Luciano D’Alfonso. Dov’è finita la battaglia dell’Onorevole Paolo Tancredi? Perchè ha mollato? Io ti do una cosa a te…..tu mi dai una cosa a me…vergognatevi!! E la Ministro/a Lorenzin? Mi sente? Conosce almeno lontanamente ciò che sta accadendo all’IZS Teramo?
    Prof. Caporale Vincenzo, e lei? Nell’ottica di difendere il patrimonio di competenze e professionalità dell’IZS che dice di aver costruito con il sudore della sua famiglia perchè non da continuità a quanto già detto in precedenti interviste televisive circa la nomina di Manola Di Pasquale? E il Cantonatore dell’Anticorruzione Italiana? Conosce la vergogna? E i Veterinari dell’IZS a partire, come giustamente segnalato dall’FSI, dai signori che fanno parte del CdA…conoscono il significato della parola dignità? E voi, CGIL, CISL e UIL, perchè non vi dimettete? Vergognatevi, il vostro silenzio offende il buon senso e voi stessi ma sembra non afferriate la gravità di ciò e allora con voi non spreco altre parole…DIMISSIONI, voi e i vostri degni Provinciali. Un sindacato combatte almeno per quelli che sono i principi che ne ispirano e giustificano l’esistenza stessa. Non difendete neanche il vostro personale, allora su mandato di chi agite? Ma non avete un Organo Regionale che interviene a rimuovere tutti?VERGOGNA!!!!!! Non voglio neanche indagare sulla smentita circolata in IZS ieri perchè se ne intuiscono già le ragioni….VERGOGNA!!!!

    Cirillone

  5. Boia Chi Molla!   24 luglio 2016 at 15:54

    Una sola parola: “SCARICO DI CESSO”!!!

  6. alla frutta   24 luglio 2016 at 16:18

    Scarico di Cesso e homo tricheco sono il prodotto del piazzamento di amici di big luciano. Ce puzz arman delingue’!!!

  7. alla frutta   24 luglio 2016 at 22:59

    L’unica cosa buona che ha fatto d’Alfonso e’ stata quella di piazzare i suoi amichetti al parco e allo zooprofilattico e questi sono i risultati. Più che inconferibili, io li definirei incompetenti e BRUTTI.

  8. Robespierre   25 luglio 2016 at 12:22

    Ma Dino Venturoni non è il capo servizio della redazione teramana de “Il Centro”?
    E non è il compagno di Monia Pecorale?
    E la Pecorale non lavora all’IZS?
    E non si è candidata alle elezioni regionali del 2014 nelle liste di Luciano D’Alfonso (che ha nominato Manola alla Presidenza dell’IZS)?
    E non è anche una sindacalista della CGIL?
    Così, giusto per domandare…

  9. Robespierre   25 luglio 2016 at 12:28

    Ma la moglie di Roberto Almonti, direttore di Teleponte e direttore di emmelle.it, non lavora forse pure lei all’IZS?
    Così, giusto per domandare…

  10. Redazione de Il Fatto Teramano   27 luglio 2016 at 9:40

    I nostri complimenti a Filippo Tronca e a tutta la redazione di AbruzzoWeb:
    http://www.abruzzoweb.it/contenuti/zooprofilattico-bufera-su-di-pasquale-non-pubblicate-la-nota-dei-sindacati-/605880-268/

  11. Raffaele   27 luglio 2016 at 20:22

    Su Google, alla voce Giuramento del Giornalista, ho trovato:

    Nessuna notizia può restare inedita. In questa frase è riassunto il nuovo giuramento d’Ippocrate che i giornalisti hanno pronunciato pubblicamente mercoledì scorso a Caserta e a Casal di Principe. Si è anche specificato che il cronista che corre rischi per osservare questa regola deve avere il sostegno aperto, corale, convinto, senza distinguo degli altri giornalisti.
    La formula giunge proprio in un momento caratterizzato dall’acutizzari di una situazione di emergenza che dura da troppo tempo, che riguarda soprattutto l’informazione sulla mafia, sulla camorra e su altre forme di criminalità e che si manifesta con il moltiplicarsi dei casi di cronisti minacciati, intimiditi, costretti a vivere sotto scorta e spesso costretti, altresì, a difendersi da attacchi, accuse, critiche di altri giornalisti che non condividono il giuramento d’Ippocrate come sopra formulato.
    E’ una novità di grande rilievo, anche perché la nuova regola è stata declinata, per le rispettive responsabilità sia dal sindacato dei giornalisti, sia dall’organo di autogoverno della deontologia professionale. Si tratta di un’affermazione di principio importante. Riecheggia la presa di posizione della Confindustria siciliana che ha detto: chi paga il pizzo non può essere nostro socio. Mentre la Fnsi e l’Ordine dei giornalisti dicono: chi paga il pizzo in termini di censura o di autocensura non può stare con noi.

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