Quer pasticciaccio brutto dell’Istituto Braga

Quer pasticciaccio brutto dell’Istituto Braga

di Christian Francia  –

Gatti Falasca Rudy - Miaone
#MIAONE

Il Comune di Teramo è in “Braga di tela” e il suo sindaco, dalla nuca specchiante ma dalla condotta tutt’altro che specchiata, è in ambasce.

C’è un pasticciaccio ingarbugliato che rischia di deflagrare come una bomba politica per la risicata e pencolante maggioranza consiliare.

Il sindaco pochi giorni fa si è affrettato a divulgare la disponibilità del Parco della scienza quale nuova sede del nomade Istituto Musicale Braga, trattato alla stregua dell’ultimo dei barboni e sbattuto in ogni dove dopo l’abbandono per inagibilità della storica sede di Piazza Verdi (che il Comune non può mettere a norma per mancanza di soldi).

Subito il Direttore del Braga e il Comitato direttivo dell’Istituto hanno opposto un fermo diniego al sindaco circa l’ipotesi di trasferimento al Parco della scienza, e Brucchi è andato su tutte le furie urlando con la bava alla bocca che non c’è altra ipotesi se non quella indicata dal ducetto esperto di tette.

Strano, perché proprio il Braga pare abbia formalmente chiesto di poter essere collocato presso la scuola Molinari (attualmente inutilizzata), già sede dell’Università e già oggetto di consistenti investimenti di adeguamento logistico e strutturale, tali da consentire una ubicazione ideale per l’Istituto musicale.

Senza contare che la Molinari, di proprietà del Comune, è adiacente sia alle fermate di tutti gli autobus urbani ed extraurbani, sia alla stazione ferroviaria. Molto strano.

Brucchi nervosissimo ha dato dell’incompetente al direttore del Braga Federico Paci, dicendo che le sue contestazioni sono “fuori luogo” il quanto da un lato la struttura del Parco della scienza sarebbe adeguatissima alle esigenze didattiche, dall’altro lato Paci dovrebbe stare zitto in quanto “Queste valutazioni non competono a lui, è il presidente che deve condividere le strategie con l’Amministrazione sulla collocazione più idonea”.

Peccato che sia proprio il direttore ad essere competente sulla didattica, sul numero delle aule necessarie e sull’acustica dei locali, non certo il presidente.

In ogni caso, senza alcun indugio già ieri mattina il sindaco ha effettuato un sopralluogo al Parco della scienza con il Presidente del Braga Sergio Quirino Valente – nominato proprio da Brucchi – il quale guarda caso ha giudicato la proposta del sindaco “molto interessante”, sostenendo (piegato a 90 gradi) di essere grato al primo cittadino per l’interessamento.

Ma se si gratta sotto la superficie, emergono parecchie mostruosità.

Intanto sembra che il Consiglio di Amministrazione del Braga – proprio perché conscio della migliore ubicazione alla Molinari – voterebbe contro il Presidente Valente qualora proponesse la collocazione al Parco della scienza, anche perché la grave carenza di aule e la mancata messa a norma di taluni locali e degli impianti sarebbero indecorose ed inaccettabili.

Fin qui scaramucce istituzionali. Però altre questioni, di natura politica, appaiono ben più preoccupanti: prima fra le quali la stranissima circostanza che il COPE, il Consorzio Punto Europa partecipato proprio dal Comune di Teramo, abbia presentato all’Amministrazione un progetto per il bando governativo che stanzia milioni di euro per le città capoluogo, progetto che prevede la creazione di un centro multifunzionale per il supporto alle imprese, alle Start Up, nonché per la progettazione europea, guarda un po’ proprio nel Parco della scienza.

Possibile che Brucchi non conoscesse termini e contenuti di tale progetto? Una tale ipotesi progettuale non si elabora in un giorno o due.

Possibile che il vicesindaco, l’orrida Mirella Marchese, delegata ai rapporti con le società partecipate, non ne sapesse nulla o non abbia avvertito Brucchi? Possibile che l’assessore Eva Guardiani, delegata alle Politiche Comunitarie, non ne sapesse nulla o non abbia avvertito Brucchi? Possibile che l’assessore Valeria Misticoni, delegata all’Urbanistica e alla Pianificazione, non ne sapesse nulla o non abbia avvertito Brucchi?

Possibile che nessuno dentro al Comune si renda conto che i cittadini spendono 100.000 euro l’anno delle loro tasse per gestire utenze e manutenzione del Parco della Scienza, soldi che continuerebbero a dover essere spesi qualora vi trovasse sede il Braga?

Possibile che nessuno dentro al Comune si renda conto che, se venisse finanziato dal governo il progetto del COPE, i teramani si sgraverebbero dell’ingente spesa che sopportano?

Certo che lo sanno. Brucchi lo sa. Ma ha altre intenzioni. O almeno così ci raccontano alcuni miagolii usciti inopinatamente dal gattile, dove felini spelacchiati vivono in trambusto senza l’armonia che regnava un tempo.

Ci risulta che il Comune avrebbe sicuramente intenzione di partecipare al bando del Consiglio dei Ministri pubblicato il primo giugno 2016, ma vorrebbe presentare un altro progetto concernente il vecchio Stadio Comunale, laddove il consigliere miagolante Vincenzo Falasca – molto intimo dell’assessore miagolante Eva Guardiani – vorrebbe realizzare campetti sportivi e strutture di servizio agli stessi, tramite una dettagliata progettazione non già degli uffici interni all’Amministrazione, bensì elaborata da terzi interessati all’operazione.

Non solo. Sembra pure che per la Molinari Paolo Gatti e i suoi micetti (primo fra i quali l’affascinante Rudy Di Stefano) avrebbero altre intenzioni, consistenti nel collocarvi la sede di numerose associazioni amiche dei felini, le quali troverebbero la logistica necessaria per poter esercitare il ruolo di comitato elettorale permanente dei felini teramani alla conquista dell’Emiciclo e della Camera dei Deputati.

Anche questo sa il sindaco. Lo sa così bene che si è affrettato a sottolineare perentoriamente come non ci sia nessuna altra ipotesi rispetto al Parco della scienza quale sede dell’Istituto Musicale Braga.

Perché altrimenti salterebbero i piani sulla Molinari. Perché altrimenti il progetto del COPE entrerebbe in conflitto con quello di Falasca.

E siccome Brucchi deve obbedire come un cagnolino a Paolo Gatti (scusate l’ossimoro canino), ogni altra esigenza o rimostranza del Braga verrà sedata tramite il fedele Sergio Quirino Valente che userà la fiamma ossidrica di renziana memoria per zittire il dissenso interno.

Il Porco della scienza, il cagnolino, il gatto… Teramo sembra una grande fattoria degli animali dove vige la regola orwelliana: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.

E il più uguale di tutti è il gatto con gli stivali, al quale gli stivali abbiamo dovuto comprarglieli noi, ma gli abbiamo comprato anche il suo bel SUV e gli paghiamo tutti i vizi e stravizi con i quali adorna la sua fastosa, sfarzosa e sibaritica esistenza.

2 Responses to "Quer pasticciaccio brutto dell’Istituto Braga"

  1. Anonimo   1 luglio 2016 at 8:50

    #maialone

  2. Anonimo   1 luglio 2016 at 9:12

    intimo di karinzia

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