Fondere i Comuni sotto ai 5.000 abitanti: Approvata l’ottima Legge Regionale proposta dal sorprendente consigliere Maurizio Di Nicola

Fondere i Comuni sotto ai 5.000 abitanti: Approvata l’ottima Legge Regionale proposta dal sorprendente consigliere Maurizio Di Nicola

di Christian Francia  –

Maurizio Di Nicola - finalmente uno bravo
Il consigliere regionale abruzzese Maurizio Di Nicola

È la Seconda volta che plaudo al consigliere regionale abruzzese Maurizio Di Nicola (questo è il link del primo articolo: http://www.ilfattoteramano.com/2016/04/18/larit-come-centrale-unica-regionale-degli-acquisti-finalmente-una-mossa-giusta-per-razionalizzare-le-spese-pazze-abruzzo/), ragion per cui devo dedurre che si tratti davvero di un politico acuto, intelligente e molto capace.

Di gente come lui l’Abruzzo avrebbe bisogno, ma ci tocca fare i conti con le puttane e le puttanate che ci propinano i suoi disonorevoli colleghi.

È evidente che il ragazzo ha sale in zucca e capacità da vendere, ma purtroppo il bene della comunità finisce per essere sempre soccombente rispetto alla regola ferrea che chiamo “Campanili & Clientele”, un’accoppiata asfissiante che castra ogni buona idea di sviluppo, come ad esempio quella della ASL unica regionale, progetto da perseguire senza se e senza ma, il quale è stato abortito nella culla sotto il tallone dell’inquietante C&C di cui i consiglieri regionali Sandro Mariani e Paolo Gatti sono i più convinti tedofori.

Maurizio Di Nicola è il proponente della Legge – approvata proprio ieri dal Consiglio Regionale dell’Abruzzo – che incentiva le fusioni tra Comuni, favorendo i processi aggregativi tra piccoli comuni mediante “l’erogazione di incentivi economici a supporto dell’Ente locale originato a seguito del percorso di fusione tra due o più comuni aventi una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.

Di Nicola ha spiegato “che il superamento dell’inadeguatezza dimensionale e l’eccessiva parcellizzazione dell’attuale sistema amministrativo locale, presente anche nella nostra Regione, possa contribuire a migliorare l’efficienza nell’organizzazione dei servizi in favore della comunità di riferimento. Grazie alla maggiore dimensione in termini sia demografici che territoriali, il nuovo Comune sarebbe anche in grado di ottenere delle economie di scala, oltre ad aumentare la propria capacità di contrattazione con i fornitori di beni e servizi”.

Cioè a dire: si risparmia e si efficienta.

“Il riassetto amministrativo potrebbe inoltre generare anche dei risparmi, ovvero ad un contenimento della spesa pubblica, grazie all’eliminazione di inutili sovrapposizioni verticistiche in pianta organica, nonché un miglioramento delle performance individuali e organizzative del personale frutto di una maggiore specializzazione e qualificazione di funzionari e tecnici. L’organo di indirizzo politico–amministrativo, invece, acquisterebbe un maggior peso nelle relazioni con le altre amministrazioni dello Stato”.

Cioè a dire: si snelliscono gli organici e si specializzano i dipendenti, con economie di bilancio, migliori risultati e maggiore capacità relazionale con gli altri enti pubblici.

“Per i Comuni che concludono questo processo sono previsti due tipologie di sostegno: la prima che riguarda un contributo una tantum di € 100.000,00 quale compartecipazione alle spese per la riorganizzazione amministrativa; l’altro, invece, che concerne un contributo fino ad € 500.000,00 all’anno, per dieci anni consecutivi al completamento della procedura di fusione, finalizzato alla riduzione dei tributi locali, all’implementazione o al miglioramento dei servizi erogati dallo stesso Comune”.

Assolutamente ineccepibile. Del resto, noi dell’associazione “Teramo 3.0” proponiamo da anni fusioni ancor più rilevanti anche fra i Comuni di medie dimensioni (http://www.ilfattoteramano.com/2016/01/26/sei-comuni-per-la-provincia-di-teramo-accorpando-gli-attuali-47/).

Di Nicola ha concluso: “Confido che la classe dirigente, soprattutto delle Aree interne d’Abruzzo, colga questa opportunità di miglioramento dei servizi offerti alla comunità”.

Ecco, su questo punto nutro molti dubbi. Ad esempio, alcuni sindaci rincoglioniti – fra i 56 Comuni del cratere sismico aquilano – già si sono lamentati del nuovo Codice degli Appalti entrato in vigore due mesi fa, il quale ha fissato nuove regole per ridurre sprechi e per arginare la corruzione, fra le quali l’obbligo per i piccoli centri di costituire una centrale di committenza unica (CUC) e condivisa, tramite la quale affidare servizi e forniture di importo superiore a 40.000 euro, nonché realizzare le infrastrutture di importo superiore a 150.000.

La norma impone che la CUC debba essere unica per almeno 5.000 abitanti, soglia perfettamente identica a quella dei nuovi incentivi regionali assegnati ai piccoli Comuni che decidano di fondersi fra loro.

Il dramma è che la prassi infame del “Campanili & Clientele” impedisce sia l’applicazione del Codice degli Appalti, sia la fruizione degli incentivi regionali appena divenuti legge grazie a Maurizio Di Nicola.

È chi è il re assoluto del comandamento biblico “Campanili & Clientele”? Proprio lui: l’ineffabile, il prescritto, il dinosauro della politica abruzzese, il democristiano più democristiano che c’è, il narratore inarrivabile, lo storyteller de’ noantri, Luciano D’Alfonso.

Il governatore ha bloccato la ASL unica che aveva ingenuamente annunciato, ma ha pure distribuito una serie infinita di provvidenze, di assistenze, di sussidi di disoccupazione, come ad esempio i corposi e ripetuti contributi all’Aeroporto d’Abruzzo, al CIAPI, ad Abruzzo Sviluppo, ad Abruzzo Engineering e ad altri cento carrozzoni regionali infarciti di raccomandati e clientele, tutti rigorosamente assunti senza selezioni pubbliche.

Ma soprattutto, D’Alfonso è il nemico pubblico numero uno della fusione fra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, sancita da un’alluvione di preferenze (64%) nell’apposito referendum celebrato il 25 maggio del 2014.

Sono passati più di due anni da allora e non occorre il pallottoliere per sapere che nel frattempo abbiamo buttato nel cesso 28 milioni di euro fra incentivi statali ed economie (http://pescaramontesilvanospoltore.it/), per non parlare delle decine di milioni di euro di fondi europei – destinati agli interventi nelle grandi città – lasciati a marcire.

I residenti delle tre città sono stati umiliati dal Consiglio Regionale dell’Abruzzo, che si sarebbe dovuto limitare all’approvazione di una elementare e non discrezionale legge di fusione. Cosa che non è stata fatta nel silenzio assoluto anche del bravo Maurizio Di Nicola.

Un balletto indecente di stupri della democrazia da parte di D’Alfonso e dei suoi scherani, i quali da rappresentanti del popolo avrebbero dovuto semplicemente recepire la volontà dei cittadini, i quali ultimi sono ben consci del salto epocale nel futuro che la fusione comporta, salto epocale che sarebbe in tutto simile alla fusione già avvenuta tra Castellammare Adriatico e Pescara nel 1927 (fra poco saranno 90 anni da allora e sembra incredibile stare ancora a parlare di campanili, di camarille, di cricche, di consorterie e di comitati elettorali permanenti, più o meno dalfonsiani).

Se Di Nicola, oltre che essere inequivocabilmente bravo, avesse i coglioni, direbbe a Luciano D’Alfonso che è vergognoso aver interrotto il procedimento di fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, rinviandolo alle calende greche con una miopia politica che è seconda solo allo schiaffo dato al popolo.

Ma le palle, come diceva Don Abbondio, uno – se non ce le ha – mica se le può fare da solo…

Quel che Don Abbondio non diceva è che quando il popolo le palle se le abbotta, poi non guarda più in faccia né ai Mariani (pessimi) né ai Di Nicola (ottimi), e li manda a cagare entrambi.

One Response to "Fondere i Comuni sotto ai 5.000 abitanti: Approvata l’ottima Legge Regionale proposta dal sorprendente consigliere Maurizio Di Nicola"

  1. Carla   30 giugno 2016 at 14:26

    A proposito della società in house, Abruzzo Engineering, ieri mattina finalmente è passato in giunta il tanto atteso contratto di servizio. Dopo questo atto risolutivo della Regione Abruzzo, i lavoratori – circa 180 – potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo e guardare con speranza al futuro. Potranno vivere serenamente e pagati regolarmente ogni mese.

    Un grazie al Presidente Luciano D’Alfonso.

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