Il Futuro Out di Teramo e dell’Abruzzo secondo l’oracolo felino (Paolo Gatti)

Il Futuro Out di Teramo e dell’Abruzzo secondo l’oracolo felino (Paolo Gatti)

di Christian Francia  –

Paolo Gatti - hello, kitty sincula
I nuovi manifesti elettorali di Paolo Gatti

L’oracolo ha emesso il suo responso e ha parlato ai suoi fedeli. Paolo Gatti, il politico che paghiamo profumatamente da 18 anni e che rappresenta il simbolo del declino teramano ed abruzzese, ha rilasciato una illuminante intervista al quotidiano Il Centro.

Ehm, scusate, intervista è una parola grossa perché presupporrebbe che qualcuno faccia delle domande ficcanti e pertinenti, non piuttosto che qualcuno regga un microfono sotto al mento dell’intervistato per ascoltarlo parlarsi addosso, senza che faccia mai un mea culpa sulle responsabilità politiche del disastro amministrativo che ha compiuto ovunque abbia messo lo zampino.

Ascoltare le scemenze di Gatti ed assistere al silenzio generale rispetto a tali scemenze è imbarazzante per una intera comunità di schiavi, di decerebrati, di gente lobotomizzata che dovunque – incontrandolo – dovrebbe sputargli in faccia se avesse un minimo di dignità e di rispetto di sé.

Ma purtroppo i cittadini si lamentano in privato e si scappellano in pubblico, evidentemente contenti di farsi sodomizzare da un incapace conclamato di tal fatta.

Come è noto Paolo Gatti, di origini democristiane e quindi abituato a fare tutto ciò che gli conviene, è un esponente di Forza Italia ma anche no, sta a destra ma anche con il centrosinistra dove è utile, ha una sua lista civica che si chiama “Futuro In” ma che somiglia molto a “Domenica In” per quanto è infarcita di nani e ballerine politiche, buoni per il cabaret ma giammai per amministrare la Cosa pubblica.

Leggiamo le parole dell’oracolo miagolante, il quale ha da tempo avviato la macchina elettorale permanente che gli garantisce da infiniti anni uno stipendio da 13.000 euro al mese e la qualifica di “politicante di mestiere”.

1) Mobilitazione per il No al referendum costituzionale. Paolo Gatti: “Se vince il No significherà che i cittadini abruzzesi potranno conservare la possibilità di eleggere direttamente 7 senatori. Se vince il Sì significherà per l’Abruzzo avere due senatori che verranno individuati dal PD regionale che è al governo e quindi piegare il Senato a un dopolavoro postale partitocratizzato”.

Parole condivisibilissime, ma ovviamente dettate dalla convenienza politica del momento: se Gatti fosse stato al governo avrebbe detto l’esatto contrario e cioè che la riforma è ottima e da appoggiare. Sentire proprio lui – che è l’alfiere della partitocrazia – parlare di “partitocratizzazione” significa che sputa nel piatto dove mangia da quando ha i calzoni corti (chiaramente per biechi fini personali).

2) Autocandidatura alla Presidenza della Regione. Paolo Gatti: “Io non mi sono mai autocandidato a niente. Spero che la mia esperienza amministrativa, confortata dal gradimento degli elettori e dalla voglia di fare che mi deriva dai miei 41 anni, possa ancora essere utile per servire la comunità a cui appartengo. Ma non sarò io ad autocandidarmi a qualcosa. Sarò disponibile per ciò che occorrerà”.

Traduzione dal politichese: Mi autocandido a tutto, principalmente ad un posto da parlamentare con il quale potrò godere delle lubriche nottate romane; subordinatamente ad un posto da governatore con il quale potrò esercitare un potere assoluto; e in ultimo – se i pescaresi metteranno un veto sul mio nome (come è ovvio) – ad un posto da sindaco di Teramo. Comunque vada sarà un successo.

3) Centrodestra a pezzi e Comuni in via di disfacimento. Paolo Gatti: “Ritengo che le municipalità versino in pessimo stato di salute. A Tortoreto l’aggregazione politica del sindaco era di natura civica e poggiava su figure che non erano riconducibili esclusivamente al centrodestra. Le elezioni di Roseto sono un’altra storia, ma a molti è sfuggito che la nostra coalizione al primo turno è stata la più votata dai rosetani con oltre 5.100 voti. Detto questo penso che le crisi politiche si apriranno ancora in altri Comuni poiché il nervosismo palpapile dei consiglieri impossibilitati a dare risposte ai cittadini serpeggia ovunque. Gli ultimi tre governi, diminuendo all’osso i trasferimenti, hanno distrutto le municipalità costrette a bombardare di tasse i cittadini. E così molti rappresentanti preferiscono abbandonare l’esperienza amministrativa. Ho l’impressione che presto vedremo cadere ancora altri Comuni”.

Traduzione dal politichese:

– Se a Tortoreto il centrodestra si è suicidato non è colpa mia che sono sempre vincente, bensì di qualche alleato idiota che non ha voluto più mangiare nella nostra comune greppia;

– A Roseto abbiamo perso di brutto, ma comunque mantengo un bel gruzzoletto di voti per le mie personali competizioni elettorali al Parlamento oppure in Regione;

– Molti Comuni cadranno a breve perché non possiamo mantenere le promesse elettorali: raccomandazioni e favori non si riescono più a fare perché manca la moneta nelle casse pubbliche, per cui la gente che ci ha votato per ottenere i favori che gli abbiamo promesso ci volta le spalle nelle urne;

– I miei consiglieri comunali (vedi per tutti Alfredo Caccioni che voleva l’appalto per l’assistenza domiciliare della ASL di Teramo) sono incazzati come le bisce perché volevano mangiare e sono rimasti a bocca asciutta, per cui mi mandano a cagare a giorni alterni e non è facile tenere unite le truppe affamate;

– Gli ultimi tre governi nazionali hanno chiuso i rubinetti di denaro verso i Comuni, per cui il fiume delle clientele si prosciuga ogni giorno di più con mio grande dispiacere, le tasse crescono continuamente, la gente è inferocita, ma non posso certo dire che due degli ultimi tre governi li ha convintamente appoggiati anche Forza Italia e li ho appoggiati con gioia pure io, perché altrimenti i cittadini mi lincerebbero, per cui è molto meglio gettare la croce addosso al PD, così vengono linciati loro mentre noi centrodestroidi ci rifacciamo una verginità.

4) La merda liquida chiamata Forza Italia. Paolo Gatti: “Non ha senso adesso parlare del partito di Forza Italia. Ha senso parlare di centrodestra e io certamente mi colloco da sempre in quest’ambito. È per questo che il mio contributo è finalizzato a una rigenerazione e a una riedificazione di un centrodestra che sia serio e credibile. Sicuramente con Di Dalmazio faremo un percorso insieme. In questo momento, pur facendo considerazioni non dissimili, a Teramo abbiamo fatto valutazioni diverse. Ma è assolutamente una parentesi e le nostre strade si ricongiungeranno necessariamente. Paolo Tancredi è un interlocutore anche se abbiamo posizioni diverse sul referendum costituzionale. Mi auguro che possa rivedere la sua posizione e spero che il referendum non tiri giù una serranda perché faccio fatica a vederlo nel centrosinistra”.

Traduzione dal politichese:

– Se oggi Forza Italia fa cagare per piacere non legate il mio nome al partito, se invece dovesse risorgere allora potrete farlo;

– Quanto al centrodestra, siccome il PD sta finendo di massacrarsi sia a Roma che in Abruzzo, sono molto fiducioso che potremo rivincere le elezioni nazionali e regionali, tanto i grillini da noi non esistono;

– Rigenerare il centrodestra sarà molto facile perché Mauro Di Dalmazio – che si è venduto da tempo al centrosinistra e non ha mai fatto un briciolo di opposizione al governatore Luciano D’Alfonso – si è reso conto pure lui che il Partito Democratico sta crollando, ragion per cui giocoforza dovrà tornare all’ovile e staremo nuovamente insieme perché conviene ad entrambi (sennò chi cazzo ci dà da mangiare, se non quegli idioti dei teramani?);

– Pure Paolo Tancredi tornerà all’ovile, non appena NCD sentirà la puzza di bruciato sotto al suo culo e tornerà quale figliol prodigo nel centrodestra, accolto da papy Berlusca con l’uccisione del vitello grasso.

5) Il grande inciucio con il PD. Paolo Gatti: “Mariani sta nel PD e questo rende difficile fare sintesi. Quando capirà che sta nel partito sbagliato sarà una buona notizia. Non mi pare che il PD regionale stia trattando bene Mariani che viene usato come scudo dal suo partito per giustificare i disastri che sta facendo nella sanità e non solo. Quando Mariani capirà che sta dalle parte sbagliata ci parlerò più volentieri. Parlerò con tutti quelli che vorranno lasciare il PD, e parlo tuttora anche con chi è nel PD. Queste barriere ideologiche non hanno senso e devono cadere. Ha senso ricostruire il centrodestra perché anche le ultime elezioni amministrative hanno dimostrato che i cittadini sono andati alle urne per votare contro Renzi e laddove la coalizione è stata compatta e ha proposto persone serie ha tenuto. Laddove gli elettori hanno visto un centrodestra diviso e ridicolo hanno votato i grillini e pedagogicamente non è stato sbagliato”.

Traduzione dal politichese:

– Il mio schiavo Rudy Di Stefano suggerisce di unire la nostra politica clientelare con quella identica che porta avanti Sandro Mariani, mio clone, in un grande inciucio veterodemocristiano da sperimentare nel laboratorio del Comune di Teramo (il candidato sindaco ideale potrebbe essere Giovanni Cavallari, anche lui ovviamente ex democristiano);

– È ridicolo oggigiorno fare distinzioni ideologiche, tanto abbiamo tutti lo stesso obiettivo di mangiare alla greppia pubblica, e fino a quando avremo poltrone ben retribuite faremo tutte le giravolte che ci pare mettendo a credere ai cittadini quel cazzo che ci pare (tanto sono idioti);

– Dato che Renzi si sta suicidando, è lungimirante puntare tutti sulla rinascita del centrodestra, per cui sarebbe meglio che Mariani uscisse dal PD per sostenere un grande centro (con piccolissime venature di destra), altrimenti faremmo un grande regalo al M5S per il governo nazionale (per quello abruzzese non c’è problema).

Mitico Paolo Gatti. Una vera banderuola. Che Dio ce ne scampi e liberi (assieme a Sandro Mariani, al Partito Democratico e a Matteo Renzi, ça va sans dire).

4 Responses to "Il Futuro Out di Teramo e dell’Abruzzo secondo l’oracolo felino (Paolo Gatti)"

  1. Non c'è più nulla da sperare...   27 giugno 2016 at 16:42

    Proprio cosi: per Teramo Mariani e Gatti stanno lavorando da tempo a Cavallari candidato sindaco comune, che va bene per tutte le stagioni. Così finisce che la leggenda della sua pulizia morale. Altrimenti non si spiegherebbe perché alla dichiarazione di Mariani della scelta del suo candidato in.Cavallari, egli non abbia mosso una parola per dire: “Che cazzo stai dicendo? Come ti permetti? Io non sono il candidato di nessuno, perché sono persona autonoma”. Il suo silenzio sì che ha fatto molto molto rumore.

  2. Anonimo   27 giugno 2016 at 22:05

    Non sarebbe anche ora della Gattexit?

  3. campi e campLi di politica!   28 giugno 2016 at 9:06

    questo soggetto è quello che dice di SI a tutti!!!….ancora non capisce che la gente non è piu’ stupida…..alle prossime elezioni sarà campagna completamente contro!
    P.S. non farti chiamare avvocato che non hai nè mai fatto una fila in cancelleria nè mai scritto un semplice atto!
    P.S.S. rispetto per tutti gli avvocati che realmente si fanno il mazzo (ma non per lui che non lo è)

  4. giovanna   28 giugno 2016 at 10:34

    forse Gatti meriterebbe una critica meno banale… per il rispetto che si deve alle decine di migliaia di persone che lo votano sempre!!! La migliore penna del web può fare di meglio 🙂

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