Provo vergogna per Sandro Mariani

Provo vergogna per Sandro Mariani

di Christian Francia  –

Sandro Mariani - Brucchi deve guardare in alto
Il consigliere regionale del PD Sandro Mariani durante la sua “narrazione”

Sandro Mariani prova vergogna per l’approvazione del bilancio del Comune di Teramo, ma io provo vergogna soprattutto perché la nostra città subisce il torto di dover essere rappresentata in Consiglio Regionale da un incapace del genere.

A Teramo abbiamo un problema gigantesco che si chiama Maurizio Brucchi, una vera e propria neoplasia politica (i cui agenti patogeni sono Paolo Gatti e Paolo Tancredi) che è nata e cresciuta per un motivo fondamentale: la presenza evanescente e fetida del Partito Democratico più debole, più ridicolo e meno votato d’Italia.

Alle elezioni del 2014, quando Sandro Mariani percorreva le campagne per farsi eleggere consigliere regionale e mandava alla malora il suo stesso schieramento di centrosinistra a Campli (il Comune che lo aveva visto assessore fino a quel momento, circostanza che denota il cinismo del personaggio), a Teramo il suo PD toccava il punto più basso della sua squallida vita (16,5%).

Come mai? Semplicemente perché Manola Di Pasquale aveva imposto la propria candidatura a sindaco, senza rendersi conto di essere l’unica a godere della disistima dei teramani, i quali infatti le preferirono Brucchi al ballottaggio nonostante odiassero il sindaco uscente più di ogni altra cosa.

Se il PD avesse candidato chiunque altro, persino le pietre della strada, oggi potrebbe vantarsi di governare Teramo. Ma così non andò, tanto che la sinistra presentò altri tre candidati sindaci contro Manola.

Ebbene, non mi pare che Mariani abbia contribuito né poco né punto alle sorti del PD teramano nel 2014, per cui appare quantomeno stonato che oggi il consigliere regionale – invece di pensare a studiare e a laurearsi – si dedichi a svergognate esternazioni contro l’Amministrazione in carica.

Tanto più che al Consiglio regionale, dove egli svolge il prestigioso ruolo di capogruppo del PD, le porcherie si susseguono giorno dopo giorno, legge dopo legge, producendo schifezze giuridiche talmente mefitiche e maleodoranti che lo stesso governo nazionale a guida PD si vede costretto ad impugnarle dinanzi alla Corte Costituzionale.

Se fossi nei panni di Mariani (e mi schifa il solo pensiero) andrei a seppellirmi sotto coltri di vergogna per la pochezza amministrativa e culturale che esprime la sua nauseabonda parte politica.

E invece il pischello parla. Straparla. E denuncia l’incapacità di Brucchi “a guardare in alto”, quando entrambi non fanno altro che guardare nel piatto dove mangiano.

Mariani mette il dito nelle difficoltà della maggioranza Brucchi (invece di metterselo dove dovrebbe), se la prende con la maggioranza risicata, senza sapere un tubo di quello di cui discetta.

Leggete le improvvide parole di Sandro: “Si prova vergogna nel constatare che il bilancio consuntivo del 2015 e quello di previsione 2016 sono stati votati “a maggioranza”. Quando è un voto a fare la differenza, quando sono in 17 coloro che per misericordia o propri interessi o ormai inutile senso di fedeltà, allungano l’agonia”.

Intanto è sbagliato sostenere che sia un voto a fare la differenza, così come è sbagliato citare il numero 17 come se fosse la soglia di sopravvivenza. Lo sarebbe solo nel caso che gli altri 16 consiglieri fossero compatti e presenti nell’opporre i loro voti contrari. Ma così non è né sarà.

Perché fra i 16 presunti contrari solo 12 hanno votato contro il bilancio di Brucchi. Quindi la partita non è finita con un gol di scarto, bensì con 5 gol di scarto. Per cui il 17 è un numero ragguardevole se confrontato con i 12 miseri voti contro.

Alfredo Caccioni, il consigliere comunale di Futuro In, da oggi viene ribattezzato “quaquaraquà” per essere venuto meno alla parola data, cioè la promessa di votare contro il bilancio, cosa che non ha avuto il coraggio di fare in quanto era assente alla votazione.

Raimondo Micheli, l’orfano d’Italia, si è astenuto nel suo solito stile da finto prete.

I due consiglieri della ex maggioranza, Guido Campana e Angelo Puglia, si sono dimostrati corretti nel votare contro come annunciato.

Il consigliere di minoranza Gianluca Pomante è vigliaccamente fuggito risultando assente alla votazione del bilancio.

Ma quello che dovrebbe interessare Mariani è come mai il consigliere comunale del PD Alberto Melarangelo fosse assente al momento della votazione, cosa molto grave perché se per ipotesi fossero venuti frattanto a mancare alcuni voti alla maggioranza, l’assenza di un consigliere del PD avrebbe rappresentato un regalo gigantesco a Brucchi per la sua sopravvivenza.

Di questo dovrebbe occuparsi Mariani, dell’inconsistenza della opposizione piddina, slabbrata, priva di idee, priva di qualsiasi dote e qualità. Una masnada di pusilli che non si notano nemmeno al microscopio elettronico.

E invece Mariani parla, sparla, ci sfarina le parti intime con un linguaggio mutuato dal suo mentore, il pluriprescritto Luciano D’Alfonso. Un linguaggio che non gli appartiene, che non conosce, che non comprende nemmeno. Un linguaggio che si fa scrivere dai suoi collaboratori e che si fa mettere in bocca, ma che produce il comico effetto di renderlo ancora più ridicolo.

Sentite questo passaggio: “La Città capoluogo merita altro, non certo un bilancio non condiviso, che manca di narrazione perché manca di visione della Città, manca di previsione, strategia, organizzazione per Teramo”.

L’uso della parola “narrazione” stride con la ruvida e agricola immagine di Sandro, che capisce di animali e di tartufi, non certo di come si ricama un eloquio aristocratico.

E poi per quale motivo dovrebbe ingerirsi e occuparsi della visione della città di Teramo, quando lui non ne ha avuta alcuna per la sua città di Campli? Quando lui non ne ha nessunissima per la nostra Regione Abruzzo?

E invece Mariani parla e straparla: “Un bilancio vero tende a risolvere nel giro di poco, nonostante le indubbie difficoltà comuni a tutte le Amministrazioni, le condizioni di donne e uomini e ragazzi con difficoltà gravi fisiche, o psichiche, o economiche”.

Ah sì? Strano che un “bilancio vero” faccia questo, perché si leggono quotidianamente sui giornali le rimostranze dei disabili abbandonati dalla Regione Abruzzo e impossibilitati ad avere una vita indipendente, in quanto mancano le coperture finanziarie alla legge regionale proprio sulla vita indipendente. Ma un minimo di vergogna no? Purtroppo no.

Poi il finale romantico: “Nell’attesa dei tempi giusti per proporre a Teramo un brillante (come merita) piano di rilancio, siccome non gioco al “tanto peggio, tanto meglio”, sollecito il sindaco Brucchi, i suoi assessori e coloro che di volta in volta sostengono la maggioranza, a qualsiasi titolo lo facciano, a tornare a guardare in alto”.

Mariani sollecita Brucchia guardare in alto, io invece sollecito lui a guardare nella tazza del cesso dopo aver evacuato, per guardare in faccia all’unica cosa che il nostro amato consigliere regionale è in grado di produrre.

6 Responses to "Provo vergogna per Sandro Mariani"

  1. Che schifo!   16 giugno 2016 at 18:49

    Melarangelo…..????? Il grande sostenitore del “partito della nazione”, un vero e proprio amante di questo centro destra.
    Con una mano (quella sinistra, con il suo bel posticino che il PD gli garantisce a Roma) riempie il piatto e con l’altra (la destra, ingraziandosi tutti i galantuomini di questa maggioranza), mangia.
    Ve lo ricordate all’inaugurazione del “Lotto Zero” come la sua bella faccia sbucava tra la maggioranza di centro-destra di allora (sempre del suo amico Brucchi)?
    Vergognati!

  2. il paladino   17 giugno 2016 at 0:26

    Caro Sandro, sei una meteora che passera’ senza lasciare nessun segno. Un errore credere in te, ma sopratutto, i tuoi portaborse cambiali immediatamente. Fieni vive sulle tue spalle pavoneggiandosi, senza sapere che non e’ nessuno. Salvati!!!!

  3. Antonio M.   17 giugno 2016 at 8:17

    Questo è il PD, e questo è il popolo che si ribella. Senza vergogna. http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/06/16/roma-orfini-volantina-al-mercato-le-reazioni-era-meglio-che-non-venivi-tutti-in-galera/535388/

  4. Antonio M.   17 giugno 2016 at 15:26

    Questo è il PD. Votateli ancora.
    https://www.facebook.com/MirkoBustoM5S/videos/1208619679162613/

  5. chimpl   20 giugno 2016 at 9:21

    Capitelo… ha solo letto il brogliaccio che gli è stato scritto da ginoble e galiffa, e lo ha letto anche male.
    P.S. Non è vero che capisce di animali e tartufi, è proprio ignorante in tutto.

  6. sei un fesso!   23 giugno 2016 at 18:39

    ti sei bruciato assieme al pavoneggiante moreno fieni…..alle prossime regionali prenderai una batosta che ricorderai a lungo,sei un altro che fa politica per interessi

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