Comune di Teramo: La sindrome del diciassettesimo consigliere e un volatile estinto di nome Dodo

Comune di Teramo: La sindrome del diciassettesimo consigliere e un volatile estinto di nome Dodo

di Christian Francia  –

Dodo, si estingue solo chi rifiuta di volare
Il Dodo: Si estingue solo chi rifiuta di volare

Quel politico incapace e privo di credibilità che risponde al nome di Luciano D’Alfonso ieri mi ha definito “produttore di carta e pozzanghere” nonché “autore di poemi” per sottolineare come lui, lo stupratore della legalità, può fare quello che vuole (cioè imporre l’inconferibile Tommaso Navarra alla Presidenza del Parco del Gran Sasso), mentre chi come me invoca l’applicazione delle norme è destinato a mangiare la polvere.

Vorrei sommessamente ricordargli che il tempo è galantuomo, che le carte restano e continueranno a parlare, mentre le narrazioni psichedeliche scompariranno come lacrime nella pioggia.

Ricordi il governatore che il “falò delle vanità” nel quale vorrebbe bruciare le mie carte somiglia tanto a quello messo in atto a Firenze da Girolamo Savonarola alla fine del ’400, seguito l’anno dopo da un altro falò dove a bruciare nello stesso identico luogo fu il frate stesso.

Se lo ricordi il Savonarola de noantri.

E veniamo allo stillicidio comunale, al trascinarsi del sindaco ferito e vilipeso il quale non vuol saperne di dichiararsi sconfitto e anzi prosegue ad insanguinare la vita civile e i portafogli dei teramani.

Brucchi ci inonda di chiacchiere e proclami, di giuramenti e promesse, mentre il lavoro scompare, il commercio boccheggia, le strade fanno schifo, i servizi peggio, le tasse sono alle stelle e i debiti sono incalcolabili.

A Brucchi, a Paolo Gatti, a Paolo Tancredi e a Luciano D’Alfonso, rivolgo le stesse domande retoriche che Roberto Gervaso ha coniato ieri per indirizzarle ai politicanti italiani:

Chi non ha abbastanza intelligenza politica per capire quanta gliene manchi?

Chi, incapace di vedere chiaro nelle proprie idee, condanna quelle altrui?

Chi, sempre desideroso di fare il meglio, è sempre costretto a fare il peggio?

Chi dice così bene il falso che sembra mentire anche quando dice la verità?

Chi riesce a parlare così bene di ciò che non capisce?

Chi è debole nel non volere come nel volere?

Chi, uomo di carattere, cede con più fermezza?

Chi vive nel timore, o nel terrore, che non si parli di lui o non se ne parli abbastanza?

Chi si è sempre dimostrato al di sotto delle cariche rivestite?

Chi, quando non dice sciocchezze, le pensa?

Ai governanti locali, inadeguati quant’altri mai alle sfide del tempo presente, rammento che il nostro “È solo uno smandrappato e litigioso regime, privo di ogni senso dello Stato e senso civico, dove ognuno tira l’acqua al proprio mulino guicciardinamente ligio solo al proprio particulare”.

E a proposito del “proprio particulare”, cade a fagiolo la storiella di un infimo consigliere comunale di nome Alfredo Caccioni, membro dell’infame gruppo “Futuro In” di proprietà di Paolo Gatti.

Caccioni due giorni fa ha lanciato la bomba: “non voglio incarichi, non voto il bilancio e contesto Brucchi e i nuovi assessori”. Come mai?

Caccioni spiega che non accetta il nuovo assessore esterno Marco Chiarini in quanto “senza essere stato votato è stato chiamato dal Sindaco a ricoprire un assessorato, basta sempre a fare chiacchiere e a soddisfare gli amici degli amici”.

Non solo. Ce n’è pure per il bilancio che andrà in aula il prossimo martedì 14 giugno: “Non voterò il bilancio e lo voglio dire chiaramente (…) perché le entrate che dice il Sindaco non sono quelle reali mentre reale è l’anticipazione pesante di cassa di 10 milioni di euro. Io non condivido le scelte fatte da Brucchi: sono stati sacrificati due bravi assessori come Di Stefano e Romanelli che hanno lavorato bene mentre era da mettere in discussione solo lui: il Sindaco di Teramo”.

Pesanti accuse di falsità in bilancio lanciate da un consigliere di maggioranza, accuse che andranno verificate in ogni minimo dettaglio.

Per quale motivo il muto Caccioni ha ruggito come un leone? Solo per difendere gli spodestati Di Stefano e Romanelli? Ovviamente no.

I lettori non potranno certo ricordare che due anni fa il fisioterapista Caccioni si mise a capo di un raggruppamento di fisioterapisti che cercò di farsi affidare dalla ASL di Teramo il lucroso appalto per l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

L’operazione non riuscì e Caccioni da allora fa fuoco e fiamme per la rabbia di non poter lucrare su quella torta sanitaria, cosa che avrebbe corroborato anche il suo bacino elettorale.

Caccioni vorrebbe imitare Franco Fracassa, il quale ha urlato che non avrebbe votato il bilancio ma, subito dopo essere stato nominato assessore, da mite agnellino ha corretto il tiro dicendo allegramente che il bilancio ora lo voterebbe eccome, sebbene non sia cambiato di un solo euro rispetto a quando Fracassa annunciò che non lo avrebbe votato.

Caccioni deve aver pensato anche lui di far pesare il suo voto al bilancio in cambio di qualche inconfessabile promessa o prebenda. Molto nobile da parte sua.

In ogni caso, siccome il consiglio comunale è composto di 33 consiglieri (compreso il sindaco), è evidente che la maggioranza debba essere formata da almeno 17 membri, mentre adesso è composta da 18 consiglieri (visto che Angelo Puglia, Guido Campana e Raimondo Micheli sono transitati formalmente all’opposizione).

L’annuncio di Caccioni riduce la maggioranza a 17 dando avvio alla sindrome del diciassettesimo: Chiunque in maggioranza annunci un raffreddore o un impedimento familiare che non consenta di recarsi al voto del bilancio martedì prossimo, rischia di far saltare l’Amministrazione e di provocare lo scioglimento del Consiglio comunale.

Come appare ovvio, tale sindrome necessita di cure speciali, per cui Brucchi sarà costretto ad emettere cambiali politiche e a fare promesse a tutti i consiglieri che formalizzeranno distinguo, mal di pancia e amenità varie.

Una situazione esplosiva che – se non dovesse deflagrare martedì stesso – certamente deflagrerà nelle settimane e nei mesi successivi, quando i destinatari delle cambiali le porteranno all’incasso.

Il giocattolo ormai è rotto e non basterà il portafogli di Donald Trump per tenere buoni i consiglieri che chiedono, pretendono, vogliono disperatamente una fattiva riconoscenza per i voti che hanno garantito a Brucchi.

Ma c’è pure una seconda lettura. Siccome Caccioni è sempre stato muto, qualcuno non gli attribuisce il coraggio necessario a fare la guerra al sindaco mettendo in ambasce il suo mentore Paolo Gatti, per cui si vocifera di un suggerimento proprio di Gatti che preparerebbe l’eutanasia a Brucchi cucinandolo a fuoco lento.

E poi c’è Dodo. Il peggiore fra i peggiori. Un politico senza dignità che ha un ego gonfio come un tacchino allevato con gli steroidi.

La figura di merda di Alfonso Dodo Di Sabatino (per gli amici LGTB: Martina) è talmente grande che per non vederla è necessario seppellire ogni dignità, come ha diligentemente fatto lui.

Non si può pretendere l’azzeramento della Giunta comunale e una riduzione a sei assessorati, salvo poi dichiarare che la nuova Giunta sia il miglior compromesso possibile.

Ma come? Di quale azzeramento si tratta se cinque degli otto membri sono gli stessi della vecchia Giunta? Se gli assessori sono otto e non sei?

A meno di non pensare a gravi scompensi psico-mnemonici, i motivi di soddisfazione di Dodo sono altri.

In primis il centrosinistra, al quale Dodo lancia il seguente messaggio: la maggioranza di Brucchi si regge sui miei tre voti, per cui – fino a quando non mi metterete per iscritto la mia candidatura a sindaco di Teramo oppure a consigliere regionale – continuerò a tenere acceso il respiratore del sindaco.

In secondo luogo, se Dodo si dichiara soddisfatto della nuova Giunta è perché è contento dei tre nuovi innesti oppure dei tre defenestrati.

E siccome i tre nuovi innesti non entusiasmano sotto nessun profilo (Canzio e Fracassa sono cloni persino meno dotati di Rudy Di Stefano, Piero Romanelli e Marco Tancredi, ai quali si aggiunge l’autoescluso Giorgio Di Giovangiacomo), l’unica ipotesi plausibile è che Dodo sia particolarmente contento della defenestrazione degli assessori uscenti.

Per quale motivo? È semplice: tutti e quattro gli ex assessori avrebbero potuto rappresentare dei competitors nella corsa a futuro consigliere regionale, pescando essi nel medesimo bacino elettorale teramano nel quale vorrebbe pescare Dodo.

Per cui motivi per rallegrarsi ci sono: da un lato i cinque assessori superstiti sono quelli con il minor peso elettorale, per cui non potranno diventare avversari nella corsa elettorale regionale, mentre quelli che avevano un peso elettorale forte sono stati mandati a casa ed avranno non poche difficoltà a farsi candidare e votare alla Regione fra almeno due anni, considerato pure che proprio in questi due anni non avranno un pulpito, una carica istituzionale, una fonte per elargire piaceri, assegnare appalti fiduciari, coltivare clientele.

Mica scemo il Dodo. Peccato solo che sia un volatile estinto. E pure Dodo Di Sabatino si estinguerà politicamente per mancanza di coerenza e dignità.

Il 14 giugno si avvicina, Brucchi firma cambiali politiche, Caccioni ha la bava alla bocca, Raimondo Micheli continua ad aspettare il suo osso, Dodo fa il ruttino dopo aver banchettato sul cadavere degli ex assessori, Paolo Gatti prepara il patibolo per il sindaco per non farsi logorare, Paolo Tancredi piange il fratello morto e ne magnifica le straordinarie doti politiche che l’infame Brucchi ha gettato alle ortiche, Rudy Di Stefano prepara la sua tremenda vendetta, Luciano D’Alfonso continua ad affabulare con la sua favolistica narrazione nutrita di un immaginifico eloquio.

Che meraviglia la primavera teramana…

5 Responses to "Comune di Teramo: La sindrome del diciassettesimo consigliere e un volatile estinto di nome Dodo"

  1. Andrea   11 giugno 2016 at 14:37

    Da sentirsi male

  2. Marcolino   12 giugno 2016 at 1:15

    Porco Giuda, mi viene la depressione

  3. Dino   12 giugno 2016 at 12:44

    Un’esternazione, un’offesa o altro di negativi proveniente da D’Alfonso io la considera una medaglia d’oro al valore ma pensate che sia credibile????

  4. Antonio M.   12 giugno 2016 at 19:13

    “Questa classe politica verrà spazzata vi per raggiunti limiti di indegnità” (cit.)

  5. giovanna   13 giugno 2016 at 9:17

    Su Caccioni buona decisamente la prima!!!

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