Come è morto Pasquale Stanchieri, il pescatore caduto nel fosso del Rio San Giacomo a Cerqueto di Fano Adriano

Come è morto Pasquale Stanchieri, il pescatore caduto nel fosso del Rio San Giacomo a Cerqueto di Fano Adriano

di Christian Francia  –

È sempre doloroso, non solo per la famiglia, quando una persona muore per un incidente, perché la componente sfortuna appare aver giocato un ruolo particolarmente infausto.

In questo caso la sorte si è accanita nei confronti di Pasquale Stanchieri, 54 anni, ex dipendente della Teramo Ambiente S.p.A., morto nel fosso boscoso del Rio San Giacomo a Cerqueto, nel Comune di Fano Adriano (Te).

La vicenda è tragica, ma gli accadimenti – per come li abbiamo ricostruiti tramite la nostra redazione che si è recata direttamente sui luoghi del sinistro con l’ausilio di esperti del posto – possono essere utili per avvertire la cittadinanza sulle modalità ed accortezze da adoperare quando si decide di fare un’escursione in montagna.

Pasquale lunedì 23 maggio era uscito per andare a pesca di trote ed aveva avuto anche cura di comunicare ad un amico che se non fosse tornato sarebbe stato facile rintracciarlo proprio dalle parti di Rio San Giacomo, nei boschi di Cerqueto.

Difatti la sua Y10 bianca era proprio lì, in uno slargo adiacente la strada, laddove è stata parcheggiata dallo stesso Stanchieri nella mattinata di lunedì.

Le nostre fotografie ritraggono l’inizio del sentiero che il pescatore ha percorso. È situato a 100 metri dal paese di Cerqueto, sul sentiero più grande che conduce a Piertracamela a 800 metri di quota.

Dalle nostre ricostruzioni emerge come all’interno della vettura è ben visibile uno scontrino fiscale che testimonia come lunedì 23 maggio alle ore 10.43 presso un negozio di Montorio al Vomano che vende attrezzatura per pescatori, la vittima ha acquistato merce per un corrispettivo di 5 euro, corrispondente a due oggetti del valore di 2,50 euro cadauno, presumibilmente corrispondenti ad esche o altro materiale utile all’attività sportiva che si stava accingendo ad esercitare.

Si presume che in una mezz’ora Stanchieri abbia raggiunto da Montorio – con la sua auto – il paese di Cerqueto, dopodiché deve essersi cambiato, come si evince agevolmente dal fatto che all’interno della Y10 erano presenti i suoi pantaloni, una maglia, una camicia e il giubbotto.

A quel punto la vittima deve aver iniziato a camminare e a percorrere il sentiero che scende al fiume, onde raggiungere un posto particolarmente impervio ma ricco di trote.

Appena lasciato il largo sentiero iniziale, Stanchieri deve aver imboccato un sentiero più stretto e scomodo, laddove certamente ha messo un piede in fallo, scivolando rovinosamente a causa di una forte pendenza del terreno per circa 70 metri.

Il corpo senza vita del 54enne è stato rinvenuto dai Vigili del Fuoco intorno alle 13.30 di martedì 24 maggio lungo il letto del fiume in un tratto particolarmente ascoso, circostanza che ha reso difficili anche le operazioni di recupero della salma.

La vicenda insegna almeno due accortezze da non dimenticare:

1) Meglio non andare mai da soli in montagna, perché la presenza di un compagno può dissuadere dal compiere imprudenze e certamente facilita il soccorso diretto, nonché la chiamata di soccorsi esterni in caso di incidente;

2) Meglio recarsi sempre in luoghi conosciuti o almeno frequentati da qualcuno che li conosca bene e che accompagni nell’escursione, adoperando il massimo della prudenza, muniti della necessaria e indispensabile preparazione fisica, tecnica e mentale, nonché dell’attrezzatura adatta all’attività da svolgere.

Tutto il resto è nelle mani del destino.

3 Responses to "Come è morto Pasquale Stanchieri, il pescatore caduto nel fosso del Rio San Giacomo a Cerqueto di Fano Adriano"

  1. mario   25 maggio 2016 at 23:43

    quando e arrivato il tuo momento non c’è accortezze che tenga mi auguro solo che non abbia sofferto ( riposa in pace e condoglianze ai famigliari )

  2. marco   26 maggio 2016 at 10:00

    madonna quant’è brutto sto articolo. sembra un comunicato stampa del comando dei carabinieri.

  3. anonimo   27 maggio 2016 at 12:41

    Pasquale, detto ka-ka, non ha mai fatto del male a nessuno, solo a se stesso.
    Riposi in pace.

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