Scandalo SOGET: Una banda di mascalzoni disonesti

Scandalo SOGET: Una banda di mascalzoni disonesti

di Christian Francia  –

SOGET - contribuenti a 90 gradi
SOGET: favoritismi ai politici, invece gli altri contribuenti a 90 gradi

Non occorrono perifrasi né circonlocuzioni di convenienza: farabutti sono i vertici della SOGET S.p.A. e farabutti sono i politici che chiedevano ed ottenevano favori dalla società di riscossione dei tributi di Pescara (molte centinaia di politici, fra i quali per ora sono emersi solo Mario Mazzocca, Lorenzo Sospiri, Luciano D’Alfonso e Umberto Di Primio).

Le indagini penali relative all’inchiesta SOGET sui presunti crediti inesigibili del Comune di Pescara per 36 milioni di euro hanno prodotto varie richieste di rinvio a giudizio: per il Sottosegretario della Regione Abruzzo Mario Mazzocca (vergognoso esponente del partitino SEL), per il Consigliere regionale Lorenzo Sospiri (vergognoso esponente del partitino Forza Italia), per il Direttore Generale della società di riscossione SOGET Gaetano Monaco e per il Responsabile del settore esecutivo della medesima società Domenico Ludovico.

Gli atti di indagine contengono verità pesantissime, infatti gli inquirenti hanno scovato fra i documenti della SOGET prove inconfutabili di un sistema di riscossioni coattive illegittime in danno dei contribuenti, vessati deliberatamente tramite titoli esecutivi palesemente invalidi.

I Magistrati di Pescara vengono informati dalla Polizia Giudiziaria del fatto che sia consolidata prassi della SOGET commissionare agli Ufficiali della Riscossione attività esecutive basate su titoli scaduti.

Non solo, ma gli inquirenti hanno scoperchiato anche il pentolone dei favori elargiti ai politici locali dalla SOGET, la quale chiudeva tutti e due gli occhi quando si trattava di recuperare bollette e tributi non pagati da parte dei politicanti di turno.

Tutti gli imputati sono accusati di abuso d’ufficio, mentre i vertici SOGET Monaco e Ludovico dovranno rispondere anche di falso ideologico in concorso e di errore determinato dall’altrui inganno. A Lorenzo Sospiri viene contestata in aggiunta anche una falsa attestazione a pubblico ufficiale.

La vicenda è particolarmente odiosa proprio perché si incentra su favoritismi inaccettabili a vantaggio di persone molto danarose e pagate profumatamente dai cittadini per le loro poltrone pubbliche, mentre i contribuenti privi di santi in paradiso venivano vessati in maniera illegittima (ben oltre quanto effettivamente da loro dovuto).

1) Con riferimento a Sospiri, l’accusa ritiene che i vertici SOGET avrebbero concesso “immotivate rateizzazioni del debito” di circa 13.500 euro riguardante tributi comunali non pagati e sanzioni per violazioni del codice della strada.

La SOGET infatti, “in violazione delle norme di legge che la obbligavano al servizio di riscossione e d’accordo con Sospiri che sollecitava tali provvedimenti illeciti”, avrebbe revocato i pignoramenti effettuati nei confronti del consigliere regionale di Forza Italia concedendo “immotivate rateizzazioni del debito di Sospiri, in mancanza di istanza di rateizzazione proveniente dall’interessato”, e ciò all’unico scopo “di consentire al Sospiri di non pagare alcunché e di restare inadempiente, così intenzionalmente procurando al Sospiri un ingiusto vantaggio patrimoniale”.

Cosa deve commettere di peggio un politico abruzzese per meritare una richiesta di dimissioni? Cosa c’è di più antisociale del cercare di non pagare tasse e sanzioni usufruendo in modo infame della propria poltrona, mentre il resto della cittadinanza deve pagare tutto e di più?

2) Similmente, il sottosegretario della Regione Abruzzo Mario Mazzocca avrebbe goduto di trattamenti di favore relativi ad un debito di circa 22.300 euro concernente bollette dell’acqua mai corrisposte, per le quali la SOGET avrebbe disposto per “mere ragioni di favoritismo” la cancellazione dell’ipoteca iscritta su un immobile di Mazzocca.

Il Direttore della SOGET Gaetano Monaco, inoltre, è accusato di aver disposto “indebitamente la sospensione della prosecuzione delle procedure esecutive finalizzate alla riscossione del credito” e di aver disposto pure che “venisse tenuta ferma, sottraendo, di fatto, Mazzocca alle procedure esecutive, consentendogli di restare inadempiente”, con ciò procurandogli un ingiusto vantaggio patrimoniale. Gli inquirenti ritengono Mazzocca “l’istigatore e il beneficiario” di quanto disposto dalla SOGET in suo favore.

Cosa deve commettere di peggio un politico abruzzese per meritare una richiesta di dimissioni? Cosa c’è di più antisociale del cercare di non pagare bollette relative a proprie utenze usufruendo in modo infame della propria poltrona, mentre il resto della cittadinanza deve pagare tutto e di più?

3) Quanto ad Umberto Di Primio, gli inquirenti riferiscono come sia stato illegittimamente revocato un pignoramento al sindaco di Chieti da parte del Direttore SOGET Gaetano Monaco, al quale si sarebbe rivolto lo stesso Di Primio per chiedere una rateizzazione del debito che nella realtà non è mai esistita, ma sarebbe stata simulata allo scopo di revocare il pignoramento medesimo.

4) Circa Luciano D’Alfonso, abbiamo ripetutamente evidenziato il modus operandi del governatore con la SOGET, riferendo fatti che non abbisognano di ulteriori commenti, ma solo di ulteriori richieste di dimissioni (http://www.ilfattoteramano.com/2015/07/28/httpwww-ilfattoteramano-com20150714clamoroso-si-dimettono-il-direttore-e-il-responsabile-esecuzioni-della-soget-nel-giro-di-favori-cera-anche-luciano-dalfonso-acquisisce-giorno-dopo-il-meto/).

Tutte porcherie commesse in danno della Pubblica Amministrazione, prendendo per il culo tutti i cittadini onesti. Ma è lo stesso Sospiri ad indicare il punto dolente: “quali sono i nomi di tutte le centinaia di persone che effettivamente non hanno pagato i debiti SOGET, visto che sino a oggi si continua a parlare strumentalmente solo di una persona che ha pagato, ovvero Lorenzo Sospiri?”.

Già, quali sono i nomi di tutti gli altri politici coinvolti? Una domanda inquietante se si considera che l’azione della Procura di Pescara ne colpisce due per graziarne 845: sì, proprio così, perché i politici “monitorati” dal Direttore Generale della SOGET Gaetano Monaco, indagato che è ancora stabilmente alle dipendenze dell’azienda pescarese, erano ben 847, di cui 523 abruzzesi.

L’impressione è che la Procura di Pescara abbia scoperchiato un immenso vaso di Pandora che poi ha fatto presto a richiudere, a prescindere dagli esiti dell’azione giudiziaria verso la quale nessun cittadino di buon senso può ormai riporre la minima speranza di giustizia e verità (sempre attuali le parole di Leonardo Sciascia: “Il problema della giustizia, della amministrazione della giustizia, è stato sempre arduo. Ma credo che in nessuna società civile, in nessun sistema democratico, abbia mai raggiunto il grado di confusione cui oggi si è arrivati in Italia”).

Quali sono i veri motivi che hanno portato, dopo più di 2 anni di indagini e una montagna di prove raccolte, all’archiviazione del precedente procedimento penale del 2012 sempre aperto dalla Procura della Repubblica di Pescara sui medesimi fatti?

E il Presidente ANAC Raffaele Cantone, Autorità nominata dalla politica, soggetto sempre pronto a difendere l’indifendibile e che sappiamo essere bene informato sull’affaire Soget&Politica, perché non batte un colpo?

In ogni modo una cosa è certa: i politicanti possono dormire sonni tranquilli perché possono contare sull’inefficienza dello Stato che non riesce a perseguire giganteschi sistemi illegali di riscossione coattiva dei tributi dai quali vengono stranamente salvati i politici che siedono proprio negli Enti pubblici convenzionati con la SOGET S.p.A., Enti che continuano a prorogare o affidare appalti in dispregio delle norme nonostante lo stato di illegalità dell’azienda pescarese sia ormai fatto notorio di portata nazionale (basti pensare alle sentenze di condanna di cui è già stata destinataria parte della dirigenza SOGET).

Infatti è parimenti vergognoso il sistema di prorogatio messo in opera dai Comuni in riferimento agli affidamenti concessi alla SOGET, sistema del tutto illegittimo in quanto basato su una norma applicabile esclusivamente ai Comuni convenzionati con Equitalia S.p.A. (art. 7 comma 6 lett. gg-ter del D.L. n. 70/2011; art. 1 comm. 684 – 688 della Legge di Stabilità per il 2015).

Così come sussiste una macroscopica disattenzione da parte di tutti gli Enti pubblici convenzionati (regioni, province, comuni e altri enti territoriali) in riferimento all’art. 38 comma 1 lett. f) del D.Lgs. n. 163/2006 (Codice degli Appalti): la SOGET infatti continua a mantenere rapporti economici con pubbliche amministrazioni, a partecipare e ad aggiudicarsi appalti pubblici nonostante non abbia più i requisiti per farlo e dovrebbe esserne esclusa d’ufficio all’esito di vari procedimenti in cui da un lato la società è risultata soccombente, con esplicito divieto di stipulare contratti con la pubblica amministrazione, dall’altro lato la società ha subito una pronuncia di inaffidabilità (lapidaria Sentenza della Cassazione Civile a Sezioni Riunite n. 24468 del 30.10.2013 e ancor prima le pronunce del TAR Puglia e del Consiglio di Stato, con conseguente revoca dei contratti da parte di diversi enti fra i quali i Comuni di Oria, Taranto, Gioia del Colle, Mesagne, Brindisi, Corigliano Calabro, ecc.).

L’indagine della Procura di Pescara, per il momento, ha appena scalfito la scorza dell’Affaire Soget&Politica, facendo partorire dalla montagna delle indagini il topolino di ipotesi accusatorie minori e limitate a pochissimi soggetti, mentre la Procura di Teramo – sebbene investita da specifiche denunce sin dal marzo 2012 – ha ritenuto di non dover mettere le mani nella questione nonostante i fatti trasudassero macroscopiche violazioni delle norme di legge che regolano la riscossione coattiva dei tributi.

Come al solito a Teramo è tutt’apposchto!

One Response to "Scandalo SOGET: Una banda di mascalzoni disonesti"

  1. Antonio M.   17 maggio 2016 at 16:20

    Davanti a queste schifezze e alla devastazione in atto, cosa deve fare un cittadino onesto oberato dalle tasse? Ditemi signori. Cosa deve fare?

    Intanto la nave affonda inesorabile. Votateli ancora.

    http://www.beppegrillo.it/2016/05/deflazione_disoccupazione_poverta_non_siamo_mai_stati_cosi_male.html

    http://www.la-cosa.it/2016/05/16/la-dittatura-economica-tedesca-di-peter-oppenheimer/

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