Quando gli “Ultimi” restano ultimi (storia di ordinaria amministrazione sanitaria teramana)

Quando gli “Ultimi” restano ultimi (storia di ordinaria amministrazione sanitaria teramana)

di Aniello De Filippo  –

Roberto Fagnano - chi vi caga
L’educatissimo (e dalfonsiano) manager della ASL di Teramo Roberto Fagnano

Ho un fratello disabile di 50 anni che frequenta il Centro Diurno – struttura semiresidenziale di riabilitazione psichiatrica – del DSM di Teramo. Fin dalla nascita, per problematiche legate al parto, non ha avuto uno sviluppo mentale nella norma; è rimasto un ragazzino, un gigante buono come molti lo definiscono.

Insieme a lui ci sono tanti altri suoi amici con diverse problematiche che frequentano ogni giorno il Centro. Una mattina di ottobre dello scorso anno, nella grande cucina della struttura dove solitamente veniva preparato il pranzo, i fuochi restarono spenti. La cuoca mandata a casa. Interrotti i rifornimenti dei prodotti da cucinare. I pasti da quel momento vengono distribuiti già pronti da una società incaricata del servizio.

Un grande sconforto pervase tutti gli utenti del Centro. Quello che era il pranzo, o meglio, tutto quello che costituiva il momento aggregativo della preparazione del pranzo, della distribuzione e di tutte le attività correlate che avevano al centro la cucina, non esisteva più.

Di punto in bianco tutto spazzato via. Allarmati e preoccupati della situazione, nei giorni successivi, ci siamo riuniti, utenti della struttura e familiari, e abbiamo deciso di scrivere al Sig. Direttore Generale della ASL di Teramo, Dr. Roberto Fagnano, e per conoscenza al Direttore Amministrativo, Dr. Maurizio Di Giosia, la lettera che segue: Lettera Centro Diurno al Dr. Fagnano del 03.11.2015.

La mattina del 10 novembre sono stato al protocollo generale della ASL per consegnare il documento. Ho lasciato il mio numero in Segreteria. Siamo rimasti tutti in fiduciosa attesa. Speravamo che qualche buona notizia da parte dell’Amministrazione sanitaria potesse un giorno arrivare. Invano. Del tanto auspicato “decisivo intervento” del Dr. Roberto Fagnano, non si è avuto neppure il più flebile cenno.

Sono passati cinque mesi da quella mattina. Stiamo ancora aspettando! Ignorati completamente, disabili e familiari. Quando si dice che la sanità è vicina ai cittadini!

A questo punto viene d’obbligo una domanda:

Ammesso e concesso che il Manager della ASL di Teramo, Dr. Roberto Fagnano, già Direttore Generale dell’Assessorato regionale alla Salute della Regione Molise, abbia sicuramente altro di ben più importante da fare che provvedere a dare risposta e trovare soluzione alla problematica da noi tutti evidenziata;

Ammesso e concesso che il Dr. Roberto Fagnano, già iscritto nell’elenco degli idonei all’incarico di direttore generale delle Aziende Sanitarie presso le Regioni Toscana, Abruzzo ed Emilia Romagna, abbia avuto tutti i mesi trascorsi occupati a risolvere le innumerevoli quanto complesse situazioni di gestione amministrativa interna;

Ammesso e concesso che il Dr. Roberto Fagnano, Avvocato, titolare di studio legale con particolare specializzazione nel settore del diritto amministrativo e sanitario ed iscritto nell’albo speciale degli avvocati abilitati all’esercizio innanzi le magistrature superiori, abbia avuto tutti i giorni occupati nel risolvere le grandi questioni legate al lavoro, agli interinali ed ai piani sanitari di rientro;

Ammesso e concesso che il Dr. Roberto Fagnano, già Docente a contratto nella Scuola di Specializzazione delle professioni legali dell’Università degli studi del Molise nelle materie di diritto amministrativo e giustizia amministrativa, abbia avute tutte le ore dei giorni dei mesi passati impegnate nel risolvere i grandi problemi dai quali è afflitta la sanità teramana in un rimpallo di responsabilità tra tecnici e politici mai vista prima;

Ammesso e concesso tutto ciò, la domanda è questa: almeno un minuto, sessanta secondi del preziosissimo tempo del Direttore Generale della ASL di Teramo, da dedicare a noi tutti che abbiamo inviato quella lettera non era il caso di spenderlo?

È troppo poter pensare che, anche se la cucina del Centro Diurno non potesse più riaprire per insormontabili motivi di bilancio, di assetto organizzativo e/o lavorativo, di mancate risorse economico-finanziarie disponibili, dare un cenno, abbozzare una risposta, almeno provare a dire qualcosa in senso positivo o negativo, sia un fatto di giustizia che imporrebbe a chi di dovere di dare delle risposte?

Forse sbaglio. Forse non c’entra niente la giustizia. Trattasi solo di educazione. Di buona educazione civica. Ma questa, oggi, viene sempre meno insegnata nelle alte scuole del nostro Bel Paese.

Ci rimettiamo dunque in attesa, ma non senza far sentire, ove possiamo, la nostra voce, forte e chiara, non per noi ma per i tanti utenti del Centro Diurno che, per alcuni, sembrano contare meno di niente. 

2 Responses to "Quando gli “Ultimi” restano ultimi (storia di ordinaria amministrazione sanitaria teramana)"

  1. Alberto Pompizi   11 aprile 2016 at 14:36

    Tutto è fermo…il Dr. Fagnani è al servizio della Giunta Regionale e quindi non è in condizione di ricevere nessuno. I problemi aumentano nella ASL Teramana ( Il Centro per gli ammalatyi di Alzaimer che doveva intrare in funzione a Giulianova non si capisce perchè non viene aperto. Gli operatori socio-sanitari -ben 46 sollevati dai loro incarichi con chiaro impoverimento del servizio che svolgevano, i primari chirurgici costretti a ridurre gli interventi nelle sale operatorie per mancanza di personale. La sola CGIL sanità che si batte per tali problematiche….mentre le altre forze politiche moderate sono in uno stato “Soporoso”…o cintinuano ancora a leccarsi le ferite dopo la sconfitta alle REGIONALI ma senza ricercare le motivazioni e senza “fare opposizione” . In tutto questo silenzio perchè il Dr. Fagnani dovrebbe preoccuparsi?? Alberto Pompizi

  2. Kit Karson   12 aprile 2016 at 19:53

    Sarà troppo occupato a ricamarsi qualche altro incarico,potrebbe assumere un segretario per queste per lui probabilmente noie… ma Teramo e i Teramani e automaticamente gli Indifesi questo si meritano ….
    Si chiama “Terapia Occupazionale” se anche non dovessero piu’ funzionare le cucine per i pasti i terapisti stessi,gli psicologi o gli assistenti sociali (ci dovrebbero essere queste figure professionali in un centrodel genere) potrebbero occuparsi e occuparli in cucine semplici ncome preparare il caffe o delle merende.

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