Quel maledetto bus in Catalogna

Quel maledetto bus in Catalogna

di Ernesto Albanello  –

Il Dottor Ernesto Albanello - psicologo
Il Dottor Ernesto Albanello – psicologo

Si parla adesso, e molto, della generazione ERASMUS, delle studentesse (molte) e degli studenti (un po’ meno) che hanno con entusiasmo abbracciato la opportunità, attraverso questo progetto europeo, di divenire cittadine e cittadini di un unico Continente.

Forse non ci si è resi conto, ma in quasi trent’anni sono cambiati i comportamenti ed i modi di vivere di molti giovani che hanno davvero imparato ad avere meno pregiudizi ed a coltivare maggiori propensioni per avviare una start up su scala europea parlando in inglese, anche se le radici dei partner sono tedesche o ungheresi, spagnole o italiane.

Una rivoluzione stupenda, multicolore, di grandi opportunità e di sogni meravigliosi che ha permesso, malgrado tutto, la costruzione di una nuova classe dirigente del Continente, certamente meno schematica, sicuramente più visionaria di un possibile nuovo modo di intendere il vivere insieme.

Questa silenziosa avanzata di ottimismo nella capacità, di entusiasmo nella competenza, ha subìto una battuta di arresto a Tarragona, alle porte di Barcellona. Tutti gli atenei italiani hanno rispettato il doveroso minuto di silenzio.

Vale però la pena di considerare che queste stupende studentesse hanno sacrificato la propria vita, per aver molto dimostrato di non fermarsi davanti a nulla e di avere la volontà di sopportare lunghe trasferte, come quella compiuta per la Festa di Primavera a Valencia.

Stringersi attorno alle famiglie è il minimo che si possa fare: il pensiero non può non correre alla Casa dello Studente de L’Aquila, a quel terribile sisma del 2009 che spazzò via tanti giovani studenti della Università, colpevoli solo di aver riposto la fiducia nelle parole di coloro che “tranquillizzavano”.

Adesso è tempo di asciugarsi le lacrime, è il momento per sostenere a gran voce quanto di più e di meglio dovrebbe essere fatto perché ogni sforzo che compie qualsiasi studente che progetta e sogna, vada ben ripagato.

È giunto il tempo che la rete di istituzioni impegnata nella mobilità studentesca rilanci questa europeizzazione degli studenti come un grande valore aggiunto e come una occasione per un decollo della economia che corra sulle gambe di giovani che intendono realizzarsi, non truffare, né approfittare di chissà che cosa.

Questo va sottolineato nella considerazione di quanto sia opportuna una sempre minore burocratizzazione che certamente non facilita i “capaci e meritevoli pur se privi di mezzi” come recita la nostra Costituzione.

Di seguito le sette studentesse italiane

del programma Erasmus,

morte nell’incidente stradale

avvenuto domenica scorsa in Spagna:

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.