“Monologhi della vagina” e “Club della Vulva”: La scabrosa storia della pagina censurata del quotidiano “La Città” sulla moglie di Gianni Chiodi

“Monologhi della vagina” e “Club della Vulva”: La scabrosa storia della pagina censurata del quotidiano “La Città” sulla moglie di Gianni Chiodi

di Christian Francia  –

Pagina de La Città sui monologhi della vagina - moglie di Gianni Chiodi
Pagina de “La Città” sui monologhi della vagina – 9 aprile 2006

Venerdì prossimo, 18 marzo 2016, alla Sala Polifunzionale della Provincia di Teramo si terrà uno spettacolo teatrale liberamente tratto dal famosissimo libro “I Monologhi della Vagina” di Eve Ensler, da molti anni noto e rappresentato in tutto il mondo.

Un nostro affezionato lettore, avendone appresa la notizia dagli organi di informazione, ci ha subito chiamato per raccontarci un gustoso aneddoto che avvenne a Teramo dieci anni or sono.

Nell’aprile 2006 il Laboratorio teatrale “Spazio Tre” organizzò lo spettacolo finale del corso serale di recitazione condotto dal regista Silvio Araclio, divulgando il programma delle recite che si sarebbero tenute.

Il comunicato fu diramato a tutti gli organi di informazione, fra i quali anche il quotidiano “Il Centro” che ebbe a pubblicarlo il 10 aprile 2006 in maniera asettica come ancora oggi è visibile sul suo sito: http://ricerca.gelocal.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2006/04/10/CT2PO_CT204.html.

E fin qui non ci sarebbe niente da ridere.

Quello che invece è divertente è che pochi giorni prima era nato il quotidiano “La Città” il quale, domenica 9 aprile 2006 uscì nelle edicole in edizione mutilata con una pagina strappata.

Il nostro affezionato lettore dapprima pensò come tutti che fosse capitato un incidente, poi cercò di capirne di più e informandosi riuscì a scoprire che non si trattava di errore o di sbaglio, bensì di una volontaria autocensura che il quotidiano allora diretto da Antonio D’Amore aveva deciso di imporsi.

E qual era la notizia da censurare all’ultimo momento dopo che il giornale era stato stampato?

Sembra impossibile, ma bisognava occultare il programma delle recite di fine anno di “Spazio Tre”.

E come mai si giunse a strappare fisicamente la pagina prima che i giornali venissero distribuiti nelle edicole?

Perché sembra che l’allora sindaco di Teramo Gianni Chiodi non fosse per nulla contento del fatto che venisse citata sua moglie quale attrice protagonista di una delle rappresentazioni.

Dopo lunghe e difficoltose ricerche il nostro lettore riuscì a scovare la pagina censurata che ancora conserva gelosamente come reperto di cronaca locale e che noi pubblichiamo in anteprima assoluta.

A distanza di dieci anni si può notare come oggi non susciterebbe nemmeno un moto di attenzione una robetta del genere, ma allora il primo cittadino deve essersela presa parecchio nello scoprire il sottotitolo dell’articolo: “In scena anche la moglie del sindaco, componente del Club della Vulva”.

Chissà se già allora c’erano scaramucce familiari o se fosse solo un accesso di gelosia, fatto sta che la pagina non divenne mai di pubblico dominio.

L’ironia della sorte ha poi voluto che proprio l’ex sindaco, nelle vesti di governatore dell’Abruzzo, nel gennaio 2014 – unico politico e unico marito fedifrago nella storia d’Italia a fare una cosa del genere – chiamasse direttamente a casa propria il Corriere della Sera per autosputtanare se stesso e la scappatella che ebbe con una nota signora (http://www.ilfattoteramano.com/2014/01/29/bordello-teramo/).

Con il risultato di aggravare la propria condizione e rovinare la propria immagine pubblica, ma peggio ancora con il risultato di umiliare dinanzi all’Italia intera la propria moglie, dichiarando urbi et orbi di avere avuto una relazione extraconiugale.

Otto anni prima, nel 2006, il sindachetto di una città di provincia si scandalizzava perché il quotidiano locale pubblicizzava uno spettacolo teatrale con sua moglie nella onesta qualità di attrice, pretendendo ed ottenendo che venisse strappata la relativa pagina già stampata.

Otto anni dopo, nel 2014, lo stesso ex sindachetto sputtanò se stesso e sua moglie dinanzi all’Italia, dichiarando al più grande quotidiano nazionale di aver commesso un tradimento sentimentale, cosa che nessuno gli aveva chiesto e che comunque nessuno confessa nemmeno sotto tortura, né in privato alla propria consorte, né tantomeno in pubblico.

Ma alla miseria umana non c’è mai fine.

3 Responses to "“Monologhi della vagina” e “Club della Vulva”: La scabrosa storia della pagina censurata del quotidiano “La Città” sulla moglie di Gianni Chiodi"

  1. Pino   17 marzo 2016 at 19:40

    Pensavo fosse un articolo del dott. Albanello che “analizzasse” le personalità dei protagonisti.
    Ritengo sia un intreccio di alcuni elementi.
    L’insicurezza e l’asservimento al potere di chi non pubblica (o censura) un articolo (tra l’altro fa sorridere) e, da parte parte di chi ordina di farlo (censura a mezzo strappo), una chiara insicurezza e proiezione personale quale meccanismo di difesa arcaico e primitivo che consiste nello spostare sentimenti (il tradimento) o caratteristiche proprie, o parti del Sè, su altre persone (moglie).
    La più intelligente (emotivamente) di tutti, è certamente…la componente del Club della Vulva…..
    W il Modello Teramo

  2. Anonimo   19 marzo 2016 at 4:05

    Mi piacerebbe ascoltare un Veritalia sulla questione.
    Vera, però.

  3. A.M.   19 marzo 2016 at 4:07

    Mi piacerebbe ascoltare un Veritalia sulla questione.
    Vera, però.

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