Maurizio Brucchi: il sindaco lestofante abbraccia Cantone (e lo sventurato rispose)

Maurizio Brucchi: il sindaco lestofante abbraccia Cantone (e lo sventurato rispose)

di Christian Francia  –

Cantone e Brucchi - teramani sodomizzati
Cantone e Brucchi se la ridono, i teramani pagano

Maurizio Brucchi è letteralmente un lestofante e, nella sua qualità, al pari del personaggio manzoniano di Egidio (“scellerato di professione”) ha tentato di sedurre il Presidente dell’Autorità Nazionale AntiCorruzione Raffaele Cantone il quale, a sua volta, da “sventurato rispose” alla malìa del sindaco di Teramo.

Ne “I Promessi Sposi” sappiamo bene come andò a finire la seduzione di Egisto corrisposta dalla Monaca di Monza, ma a Teramo ancora non sappiamo come andrà a finire la seduzione di Brucchi sul povero Cantone.

Nel nostro caso non si tratta di una torbida questione erotico-sentimentale, bensì di una squallida vicenda politico-amministrativa che da anni sottrae illegittimamente milioni di euro dalle tasche dei residenti teramani.

L’oggetto è la Te.Am. S.p.A., cioè la società pubblico-privata che gestisce illegittimamente da decenni l’inesistente appalto della mondezza pubblica, cioè a dire l’igiene urbana.

Facciamo prima un riassunto dello scempio in sei punti:

1) CONTRATTO DI SERVIZIO INESISTENTE.

Il Comune di Teramo non ha un contratto di servizio per la gestione dei rifiuti urbani, come è invece obbligatorio sia ai sensi dell’art. 113 comma 11 del Testo Unico degli Enti Locali (“I rapporti degli enti locali con le società di erogazione del servizio sono regolati da contratti di servizio”), sia ai sensi dell’art. 9 comma 1 della Legge Regionale Abruzzo n. 23/2004 (“Gli affidamenti di cui alla presente legge”, fra i quali rientra “il servizio di gestione dei rifiuti urbani”, “sono regolati da apposito contratto di servizio”).

In ragione di tale gravissima violazione di leggi che denunciamo da anni, la Procura della Repubblica e la Procura della Corte dei Conti avrebbero dovuto perseguire e sanzionare tutti i farabutti – a partire dal sindaco – che ci hanno condannato ad una gestione costosissima e dissennata dei rifiuti. Ma ciò evidentemente non è mai avvenuto perché la Giustizia in Italia non ne vuol sapere di funzionare.

2) AFFIDAMENTO ILLEGITTIMO.

In particolare, fu con deliberazione del Consiglio Comunale di Teramo n. 21 del 29.03.2010 che si decise dissennatamente da ultimo di riaffidare illegittimamente numerosi servizi alla società Te.Am. S.p.A., fra i quali soprattutto la gestione della mondezza.

Non solo il sindaco in carica nel 2010 era già Brucchi, non solo Brucchi votò quella delibera pur non potendolo fare poiché egli è in clamoroso conflitto di interessi sulla Te.Am. in quanto ci lavora sua moglie (assunta peraltro senza concorso né selezione alcuna nella società pubblica di proprietà dello stesso Comune di Teramo), ma Brucchi continua imperterrito e sfacciato a mantenere per sé la delega ai rapporti con la Te.Am., dimostrando che con le leggi lui ci si pulisce il culo.

Infatti bisogna ricordare la famosa lettera dell’Antitrust del 21.02.2011, a firma del Presidente Antonio Catricalà, nella quale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato rilevava delle “distorsioni concorrenziali ricollegabili alla delibera con cui codesto Comune ha confermato alla società TEAM – Teramo Ambiente spa – senza l’esperimento di alcuna procedura competitiva ad evidenza pubblica, l’affidamento fino al 2015 dei servizi pubblici comunali relativi all’igiene ambientale, al verde pubblico, alla segnaletica stradale, alla pulizia degli immobili comunali ed alla verifica degli impianti termici”.

Inoltre, l’Antitrust ebbe modo di precisare come “l’affidamento in questione è palesemente in contrasto” con le disposizioni di legge.

3) CLAMOROSO CONFLITTO DI INTERESSI DI BRUCCHI.

Orbene, quella schifosa deliberazione del Consiglio Comunale n. 21 del 29.03.2010 di affidamento di numerosi servizi alla società Te.Am. fu adottata con la presenza e con il voto favorevole del sindaco in carica Brucchi, per cui non solo era ed è illegittima per violazioni di legge concernenti le distorsioni della concorrenza, ma era ed è illegittima per violazione dell’obbligo di astensione che permane in capo a Brucchi (così come sono illegittime tutte le deliberazioni comunali concernenti la Te.Am., se ed in quanto assunte con la presenza e il voto del sindaco).

A tale riguardo devo rammentare che l’articolo 78 del D.Lgs. n. 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali), prescrive al comma 1 che “Il comportamento degli amministratori, nell’esercizio delle proprie funzioni, deve essere improntato all’imparzialità e al principio di buona amministrazione”; e prescrive al comma 2 che “Gli amministratori […] devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado”.

Pertanto, dato atto che per “amministratori” la medesima legge intende i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali, devesi rimarcare ad ogni occasione come – proprio perché la consorte del sindaco risulta alle dipendenze della società partecipata Te.Am. S.p.A. – Maurizio Brucchi viene a trovarsi nella situazione di conflitto di interessi ogni qualvolta vi siano da adottare decisioni pertinenti ed inerenti la stessa Te.Am.

4) GLI SPERPERI SULLA MANUTENZIONE DEL VERDE PUBBLICO.

Sotto altro aspetto, lo stesso pessimo assessore comunale all’ambiente Rudy Di Stefano ci ha più volte informato che fino allo scorso aprile 2015 la Te.Am. ci faceva pagare 16.375,00 euro per la manutenzione di ogni singolo ettaro di verde pubblico, mentre dall’autunno 2015 paghiamo soltanto 4.183,00 per ettaro, pari ad un quarto di quanto spendevamo prima.

Cioè a dire: con la Te.Am. pagavamo il quadruplo dei prezzi di mercato e per sei anni l’assessore se n’è sbattuto i coglioni di controllare le tariffe assurde, tanto pagavamo noi cittadini idioti!

Rudy della questione ha menato pure vanto, sottolineando come avremo lo stesso servizio, ma “senza dover più pagare come fosse oro, il taglio dell’erba”. Ottima consolazione, ma chi ci risarcisce della sodomizzazione effettuata ai danni dei nostri portafogli dalla Te.Am. per sei anni?

5) 25 MILIONI SOTTRATTI ALLA CITTADINANZA IN CINQUE ANNI.

Come è noto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha da tempo istituito una banca dati on line, denominata “OpenCivitas”, attraverso la quale divulgare alla cittadinanza i dati ufficiali sulla spesa storica e i fabbisogni standard dei Comuni e delle Province.

I fabbisogni standard misurano “il fabbisogno finanziario di un ente in base alle caratteristiche territoriali e agli aspetti socio-demografici della popolazione residente”. La spesa storica, invece, è “l’ammontare effettivamente speso dal Comune in un anno per l’offerta di servizi ai cittadini”, ammontare dedotto dai dati ufficiali forniti dai Comuni stessi. Dal confronto del fabbisogno con la spesa storica può evincersi l’efficienza o l’inefficienza di un Ente su basi concrete, misurabili ed ufficiali.

Ebbene, il fabbisogno standard per l’erogazione del servizio di smaltimento dei rifiuti determinato dal Ministero – per il Comune di Teramo – è stato stimato in euro 7.184.797 l’anno. Se si confronta tale cifra con i dati estrapolabili dalle delibere del Consiglio comunale, risulta che per il medesimo servizio siano stati spesi € 11.910.305 nel 2011, € 11.972.725 nel 2012, € 12.394.327 nel 2013 ed € 11.894.624 nel 2014. Cioè a dire una media di 12 milioni di euro l’anno.

Se si considera che nell’ultimo anno di gestione del sindaco Chiodi, il 2008, i costi complessivi del servizio si aggiravano sui sei milioni di euro, non si può non rendersi conto che negli ultimi cinque anni, corrispondenti alla prima consiliatura Brucchi, il costo del servizio di smaltimento rifiuti è pressoché raddoppiato nonostante le promesse da marinaio circa la riduzione delle tariffe legate all’avvio della raccolta differenziata.

Pertanto negli ultimi cinque anni la Teramo Ambiente S.p.A., società partecipata dal Comune di Teramo alla quale è stato affidato illegittimamente nel 2010 il servizio di igiene urbana (servizio scaduto lo scorso 30 aprile 2015), ha inghiottito una media di 5 milioni di euro l’anno in più rispetto ai fabbisogni standard, per un totale di25 milioni di euro pagati in più dai teramani.

Ma c’è di peggio. A partire dal 2018 nella commisurazione della tariffa il Comune dovrà “avvalersi anche delle risultanze dei fabbisogni standard” (come imposto dalla legge), al fine di pervenire ad una corretta gestione del servizio in termini di efficacia, efficienza ed economicità.

6) UN ALTRO ANNO FUORILEGGE.

Se tutto quanto sopra non bastasse, esprimo per l’ennesima volta i sensi della mia pubblica esecrazione nei confronti del lestofante Maurizio Brucchi, proprio per il mancato svolgimento della gara pubblica per il riaffidamento del servizio di igiene ambientale/smaltimento rifiuti, gara che avrebbe dovuto concludersi con il nuovo affidamento alla data di scadenza del precedente illegittimissimo affidamento (cioè il 30 aprile 2015).

Da allora è passato quasi un anno, ma il Comune continua a rimanere inerte e a violare le leggi a tutti i livelli, senza che nessuna Autorità preposta ai controlli abbia mosso un solo dito contro l’Amministrazione Brucchi. VERGOGNA! VERGOGNA!! VERGOGNA!!!

Fine del riassunto.

Veniamo ora alle ultime novità. Poco più di un mese fa il ridicolo sindaco di Teramo chiedeva aiuto all’ANAC (Autorità Nazionale AntiCorruzione) per farsi dare una mano nell’appalto sul riaffidamento del servizio di igiene urbana, gara a doppio oggetto che deve svolgere il Comune di Teramo per individuare sia il nuovo partner privato della società Te.Am. controllata dal Comune, sia per riaffidare i servizi che la Te.Am. ha gestito finora in maniera illegittima causando lo sperpero milionario.

L’affare è da cento milioni di euro in quanto la gara dovrebbe riferirsi alla gestione dello smaltimento dei rifiuti per i prossimi dieci anni. Brucchi ha chiesto la collaborazione dell’ANAC per il bando da pubblicare, in particolare chiedendo un suo rappresentante all’interno della commissione di gara.

Tre giorni fa abbiamo appreso che il Comune ha siglato l’apposita convenzione con il Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone proprio per l’assistenza e il tutoraggio alla gara a doppio oggetto sulla Te.Am.

L’ufficio di Cantone dovrebbe fornire il supporto nelle procedure del bando di gara, a partire dalla predisposizione del bando sino all’affidamento, senza dimenticare il controllo delle procedure anche successivamente all’insediamento della ditta vincitrice.

Ma siccome l’ANAC è preposta dalla legge alla prevenzione della corruzione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche, nonché nelle società partecipate e controllate da enti pubblici come la Te.Am., nonché per il tramite dell’attività di vigilanza sui contratti pubblici, saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa Cantone del porcile, del letamaio, dello schifo immondo compiuto dal Comune di Teramo negli ultimi sei anni di violazioni di legge.

Dato che Cantone è tanto bravo e già mi ha onorato di una sua missiva, sarebbe opportuno – se non è troppo chiedere – che spendesse due parole anche sul verminaio della gestione corrente che ha dissanguato i portafogli dei teramani.

Dicesse pubblicamente Cantone, visto che è il suo ruolo, se è normale e se è legittimo tutto lo schifo che ho sommariamente riassunto sopra. Solo poi sarà gradita la sua collaborazione per la gara da venire.

Brucchi, con tutta l’improntitudine che gli è propria, ha esultato circa la firma della convenzione: “siamo orgogliosi di poter così garantire ai nostri cittadini il massimo della sicurezza e della trasparenza per questo evento così centrale della vita amministrativa teramana”.

Siamo lieti che Brucchi abbia scoperto solo oggi le virtù della legalità, ma dovrebbe rendere conto della sua gestione e spiegare a Cantone come ha fatto a far assumere sua moglie senza concorso e senza selezione, quando già ai tempi dell’assunzione di sua moglie vigeva da anni l’obbligo di pubblica selezione per i dipendenti di società a partecipazione pubblica come la Te.Am.

Restiamo in attesa di gentile riscontro.

2 Responses to "Maurizio Brucchi: il sindaco lestofante abbraccia Cantone (e lo sventurato rispose)"

  1. A.M.   14 marzo 2016 at 16:33

    Grande, Fra!

  2. Antonio M.   14 marzo 2016 at 18:24

    Davanti al sonnecchiare di chi dovrebbe agire per competenza e senza indugio, cosa può fare un cittadino mai abbastanza arrabbiato?

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