Obesità infantile: gli abruzzesi fanno schifo

Obesità infantile: gli abruzzesi fanno schifo

di Christian Francia

Cartina sull'obesità infantile per Regione - Abruzzo maglia nera
Cartina sull’obesità infantile in Italia

Più che una regione malata, l’Abruzzo è una regione al capolinea. È vero che la classe dirigente – a partire da quella regionale – fa schifo sotto ogni punto di vista, ma questo è l’esito (e non la causa) di una società degenerata che involve ogni giorno di più, essendosi votata al suicidio collettivo.

La cartina di tornasole è rappresentata da come trattiamo i nostri figli, cioè l’aspetto della vita al quale dovremmo tenere di più, perché i figli sono il simulacro vivente del futuro di un popolo.

Ebbene, basta guardare la cartina fornita dal Ministero della Salute per mettersi le mani nei capelli: dagli ultimi dati forniti dal sistema nazionale di sorveglianza “Okkio alla Salute” (Okkio alla salute, sintesi dei risultati 2014) risulta che l’Abruzzo è fra le cinque regioni italiane a più alto tasso di obesità infantile, un primato che sottolinea come i nostri figli vivranno peggio e di meno rispetto ai genitori, segnando un regresso evidente nella qualità della vita, la qual cosa indica inequivocabilmente il declino al quale ci siamo volontariamente avviati da anni.

Hai voglia a polemizzare con il prescritto stupratore della legalità Luciano D’Alfonso e con i suoi squallidi scherani politicamente incapaci!

Hai voglia a polemizzare con il vicestupratore della legalità Maurizio Brucchi e con la sua giuntarella teramana di nani politici!

Il cuore del problema risiede nella società, nella cittadinanza votata al tramonto, al masochismo, al suicidio.

Il dramma non è solo l’assenza di educazione civica, il menefreghismo, l’incuria del bene pubblico, il cinismo becero, bensì il male che facciamo involontariamente ai nostri stessi figli.

Ieri sera c’è stata una drammatica puntata di “Presa Diretta” su Rai Tre, il programma di attualità di Riccardo Iacona, puntata intitolata “Sazi da morire”.

Uso l’aggettivo “drammatico” senza enfasi e senza iperboli, per indicare esattamente la china esiziale sulla quale ci siamo avviati.

Durante la trasmissione sono stati sottolineati i contorni della bomba sociale italiana e soprattutto abruzzese:

1) “La persona obesa vive in media 15 anni in meno di una persona normale”;

2) “In Italia l’obesità negli ultimi 30 anni è triplicata. Oggi gli obesi costano 24 miliardi di euro all’anno”;

3) “Solo i danni dell’obesità infantile ci costano dai 3 ai 6 miliardi di euro l’anno”;

4) “Su 10 bambini obesi 8 madri non hanno percezione del problema”;

5) “Il 20% dei bambini italiani è in sovrappeso e più del 10% sono obesi”;

6) “Italia, Grecia e Spagna hanno i bambini più grassi d’Europa; tra le percentuali più alte del mondo occidentale”;

7) Con l’eccesso di cibo stiamo letteralmente uccidendo noi e i nostri figli: “uccidere è il verbo giusto perchè stiamo parlando di gravissime conseguenze sanitarie”;

8) Il Professor Valerio Nobili dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma lancia l’allarme sul futuro che stiamo costruendo per i nostri figli: “abbiamo bambini di 10 o 12 anni già con fegato cirrotico”, “in età prescolare c’è già il rischio cardiopatie e progressiva crescita del diabete 2, malattia che fino ad oggi colpiva solo gli anziani”; “più del 70/80% di bambini obesi rimarrà un adulto obeso”;

9) “Stiamo progettando i malati di domani e il sistema sanitario non può sopportare questo tipo di spesa”, tanto che il Professor Walter Ricciardi denuncia: “le malattie croniche, dovute alle nostre abitudini tra cui quelle alimentari, stanno esplodendo in tutta Europa, in Italia con questo trend dovremmo aumentare la spesa sanitaria del 20% l’anno. Nessun Paese può permetterselo.

E in Abruzzo, con il mostruoso debito sanitario ereditato in decenni di dissolutezze irresponsabili, possiamo permetterci una simile prospettiva? Sotto l’aspetto sanitario? Sotto l’aspetto sociale? Sotto l’aspetto economico?

La spia che indica l’irreversibilità del dramma è che sono proprio i genitori a sottostimare il peso dei figli: infatti solo il 17% li vede in sovrappeso, mentre la quasi totalità (98%) non ritiene il grasso in eccesso un problema medico.

Il burrone si avvicina e ci stiamo cadendo dentro senza nemmeno accorgercene. 

3 Responses to "Obesità infantile: gli abruzzesi fanno schifo"

  1. ernesto albanello   7 marzo 2016 at 13:13

    Purtroppo il fenomeno della obesità infantile è, come giustamente specificato nell’articolo, sottostimato o quantomeno trascurato. Tutto è lasciato alla azione profusa da alcuni lungimiranti pediatri o nutrizionisti che però non riescono a realizzare che alcune campagne episodiche di contrasto a questo fenomeno. Ancora si considera un male minore il famoso “cornetto” per la colazione del mattino che è saturo di grassi, dunque ad alto tasso di colesterolo. Poi occorrerebbe considerare l’allarme, con possibilità di inversione di tendenza, che è il sovrappeso (alcuni Kg. in più) : se non si mettono in atto strategie di contrasto in quella fase, c’è il passaggio alla obesità ed allora tutto diventa più critico.

  2. LR   7 marzo 2016 at 15:50

    Vorrei solo aggiungere un dato di fatto, ovvero che, spesso, l’obesita’ va di pari passo con la poverta’.

  3. Leda Santosuosso   8 marzo 2016 at 11:39

    e aggiungo…con l’ignoranza…

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