Massinissa,ovvero il vincitore della battaglia di Zama

Massinissa,ovvero il vincitore della battaglia di Zama

di Nino Pace  –

Battaglia di Zama - piano di battaglia
Le forze militari sul campo della Battaglia di Zama

Nella pianura di Naraggara, antica città dell’Algeria al confine con la Tunisia, si combatté la battaglia che va sotto il nome di battaglia di Zama.

Il giorno prima della battaglia Baraq Hannbaal rifiutò le proposte di accordo di Scipione che di fatto riducevano Carthago a una provincia romana, costretta a rinunciare a tutte le colonie e a operare commercialmente dietro autorizzazione romana.

Hannbaal, in cuor suo, sapeva che poteva battere l’avversario trovandosi per la prima volta in leggera superiorità numerica di fanti (circa 32.000 contro 30.000).

La mattina del 18 ottobre del 202 a.C. il grande condottiero punico trovò sul campo l’amara sorpresa: a fianco dei romani era arrivato il Principe Massinissa con 4.000 cavalieri numidici e 600 berberi.

Massinissa era il Principe ereditario della Numidia, Stato da sempre alleato naturale di Cartagine, ma poiché il trono gli era stato usurpato, i romani lo avevano convinto ad allearsi con loro in cambio dell’aiuto per la riconquista del suo Regno.

Baraq fulmineamente approntò una nuova strategia per lo scontro. A differenza di Canne schierò 80 elefanti avanti a tutti e subito dietro una doppia fila di fanteria leggera, mentre pose a uno stadio (misura di lunghezza corrispondente a circa 178 m) di distanza i veterani della campagna d’Italia.

Alla sua cavalleria (pare orfana del comandante Maarbale) di circa 2.000 unità diede ordine di non attaccare, bensì una volta attaccata di resistere con finte scaramucce e poi retrocedere in modo da trascinare Massinissa il più lontano possibile dal campo di battaglia.

Nino Pace
Nino Pace

Scipione schierò i fanti a file parallele in modo da creare corridoi per far passare gli elefanti e in prima fila pose i battitori che con il rumore assordante fecero girare all’indietro gli elefanti (pare che solo una decina passarono per i corridoi).

Mentre gli elefanti tornavano indietro venivano uccisi dai romani che così entrarono in contatto con le seconde file di fanteria cartaginese, sfondandole al centro.

Era quello che Hannbaal si aspettava, le prime 3 mosse della battaglia si erano risolte a suo favore:

1) Massinissa era stato allontanato dal campo di battaglia con l’inseguimento a oltranza della cavalleria numidica alleata dei cartaginesi;

2) i corpi degli elefanti abbattuti avrebbero impedito ai fanti romani di retrocedere rapidamente in modo da non poter sfuggire all’attacco dei veterani punici;

3) lo sfondamento al centro delle due linee di fanteria cartaginese significava che i relativi doppi spezzoni di destra e di sinistra andavano a formare e rinforzare le pareti del sacco che Hannbaal aveva preparato per i romani.

L’ingenuità e l’incapacità militare di Scipione la troviamo descritta da un romano ed esattamente da Marco Porcio Catone (il Censore) che partecipò alla battaglia di Zama come ufficiale dei 2.000 equites inviati dal Senato romano in segno di solidarietà a Scipione, pur non credendo nella riuscita del suo piano.

Dobbiamo aprire qui una parentesi sul significato dell’esercito romano: comunemente ci è stato tramandato che Roma combatté e sconfisse Cartagine.

In realtà dalla caduta della monarchia (509 a.C.) Roma approntava un esercito di cives (cittadini) chiamato “polizia” solo per difendere l’Urbe, mentre tutte le guerre di conquista venivano appaltate a privati che organizzavano “eserciti a progetto” in cambio della spoliazione delle terre conquistate e della riscossione dei tributi su di essi per un certo numero di anni.

Publio Cornelio Scipione, quindi, stava combattendo una guerra di conquista con un suo “esercito a progetto” e oltre all’ambizione non aveva né capacità tattiche e né strategiche.

Le critiche di Catone sono pienamente comprensibili proprio perché Scipione stava (con l’incuneazione al centro, invece di mantenere il fronte largo) di nuovo abboccando nel sacco preparatogli sapientemente da Hannbaal.

Accortosi finalmente della tremenda fine che stava facendo, il comandante romano inviò diversi messaggeri a richiamare Massinissa che di fronte a tante suppliche decise di abbandonare l’inseguimento e con il suo ritorno segnò le sorti della battaglia.

I veterani di Hannbaal anche se attaccati alle spalle non disdegnarono un furibondo corpo a corpo, ma ne uscirono decimati.

Le cifre: 15.000 punici morti e 20.000 fatti prigionieri contro 3.000-5.000 morti romani.

La diplomazia e la propaganda avevano vinto contro il valore militare.

Queste due innovazioni introdotte nelle guerre portarono Roma alla grandezza.

Con una frase “popolare” possiamo dire che Roma perdeva quasi tutte le battaglie, ma vinceva quasi tutte le guerre.

Questo avveniva naturalmente perché il Senato (S.P.Q.R.) provvedeva a tessere grandi ragnatele diplomatiche; quando, infatti, il Senato fu scavalcato dal potere militare, ogni esercito a progetto si sentì in dovere di eleggere un proprio Imperatore, cosicché nel 192 d.C. furono acclamati a Roma sei Imperatori contemporaneamente.

Era cominciato il crepuscolo della “Caput Mundi” con la dimostrazione lampante che la sua grandezza non si era mai fondata e né si poteva mai reggere sulla forza militare.

Battaglia di Zama - dipinto di artista romano del 1600
Battaglia di Zama – dipinto di artista romano del 1600

2 Responses to "Massinissa,ovvero il vincitore della battaglia di Zama"

  1. Anonimo   19 ottobre 2017 at 16:17

    Ma questo articolo chi lo ha scritto? Tirate fuori nome e cognome… Scipione incapace militarmente? Per favore ditemi che chi lo ha scritto ha meno di 10 anni o ha turbe psichiche…

  2. Anonimo   19 ottobre 2017 at 16:19

    Ah no, Nino Pace!!! Visto ora in cima alla pagina… madòò Nino ma hai bevuto per scrivere questo articolo? Scipione incapace militarmente??? Mandò a implorare che???
    Senti Ninè, studia un po’ di storia e poi forse potrai scrivere sul giornalino della scuola… forse.

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