Teramo, città maleducata

Teramo, città maleducata

di Ernesto Albanello  –

Teramo, le nuove strisce pedonali con Brucchi
Teramo: le nuove strisce pedonali studiate per far frenare gli automobilisti

Vi ricordate la canzone di Vasco Rossi che iniziava con “voglio una vita maleducata”? Beh, penso che il mitico cantautore avrebbe potuto prendere ispirazione da Teramo, che in quanto a maleducazione, certamente non è seconda a nessuno. O, per meglio dire, Teramo è una città abitata da maleducati.

Fin qui, che ci vuoi fare? Ognuno si tiene i concittadini che si merita, ma poi quando questa maleducazione attenta alla incolumità del residente, allora bisogna chiedersi dove stanno le istituzioni e, nel caso specifico, la polizia municipale.

Non stiamo parlando, poi, neppure di chissà quale estremo quartiere difficile da vigilare: perché la zona che vorrei mettere sotto i riflettori è il tratto di strada che lascia Piazza Garibaldi per poi biforcarsi tra il viadotto e la Circonvallazione Ragusa. Questa strada è “dotata” di due strisce pedonali “arricchite” persino dai famigerati “occhi di gatto”, che sono completamente ignorate dagli automobilisti che transitano.

Ohibò, ho usato la parola “riflettori” e mai come in questa circostanza dei fari speciali sarebbero utili per illuminare un attraversamento a rischio suicidio (già perché la responsabilità dell’audacia è tutta da imputare al pedone, perché gli automobilisti sono notoriamente degli irresponsabili (che volete, devono rispondere al telefonino, devono cercare le frequenze della radio, casomai parlare vivacemente con il passeggero, addirittura accorgersi di un “ingombrante” pedone sarebbe davvero troppo!).

Inviterei i lettori ad attraversare queste strisce pedonali, soprattutto quella che ha inizio dalla Tabaccheria Sciroli e termina con il percorso pedonale del ponte San Gabriele: provate ad attraversare questo tratto specie alle 18/20 della sera.

Non c’è verso che le auto si fermino, anzi capita che accelerino per dissuadere il fiducioso pedone ed invitarlo a desistere!

Che Teramo sia abitata da maleducati, specie se al volante, è la valutazione più conciliante: dovrei dire che dopo tanto tempo che sono state inventate le strisce pedonali, si tratta di un comportamento davvero da trogloditi.

Ciò che però va sottolineato (e lo dico a Maria Cristina Marroni, giustamente speranzosa che a Teramo possa partire una “rinascenza”), è che in molti cittadini manca davvero l’ABC della coesistenza civile: cosa vuoi far rinascere se gli abitanti di questa piccola città ignorano norme così elementari?

Perché me la dovete dare questa soddisfazione e fare questa prova: dovete attraversare quel tratto di via e rispondermi con vostri commenti, precisando se le auto si fermano, oppure indugiano, oppure sfrecciano per non dover avere la “scocciatura” di fermarsi.

Voi mi direte che sono pignolo? Casomai aggiungerete che non so stare al mondo? Che in fondo chi va a piedi “se lo merita” perché è noto che Teramo è una città “a misura d’auto”?

Mi è venuto da sorridere quando ho sentito giorni fa tutto quel discutere animatamente di bici e di piste ciclabili. Francamente, mi dovete fare un sacrosanto piacere: a me non pare che Teramo abbia una consolidata “cultura della bicicletta” intesa come mezzo di locomozione.

Casomai capita di vedere bici che procedono in gruppo, ma con finalità sportive e lo dimostra che in numero considerevole le “due ruote” sono visibili soprattutto il sabato e la domenica, ma gli spostamenti in bici per andare da un quartiere all’altro in giornate feriali è effettuato da cittadini in numero non superiore alle dita di una mano.

Mi auguro che questa “accalorata” denuncia venga letta dalla Polizia Municipale: forse, addirittura, potrà persino accadere che per qualche sera i vigili possano appostarsi, senza troppo essere in evidenza (molti automobilisti sono conigli, quindi quando c’è il rischio che becchino una multa, allora si ricordano che esiste anche il pedale del freno!) e così “gustarsi la scena” dei poveri fiduciosi pedoni che implorano, alzando la mano, di avere libera percorrenza sulle strisce fatte apposta per loro, ma al quale invito di poter procedere, ricevono la risposta maleducata di cui sopra.

Il Dottor Ernesto Albanello - psicologo
Il Dottor Ernesto Albanello – psicologo

Non posso non concludere raccontando un episodio che, ancora oggi, è rimasto scolpito nella mia mente: mi trovavo a Cuneo ed anche lì mi capitava di attraversare la strada: beh, non ci crederete, ma lì le auto deceleravano molto, ma molto prima delle strisce pedonali occupate dal pedone, dando così modo al cittadino a piedi di procedere speditamente senza l’ansia derivante dalla fatidica domanda tutta teramana: “questa volta ce la faccio o non ce la faccio?”.

Resto in attesa di vostre segnalazioni.

5 Responses to "Teramo, città maleducata"

  1. Ieri   2 marzo 2016 at 10:26

    Aggiungiamo anche che molti anni fa furono costruiti i sottopassaggi per evitare quegli attraversamenti, ma nessuno li usava e si ridussero ad immondezzai, rifugio di drogati; pertanto vennero chiusi. O almeno, è chiuso quello che dà su viale Crucioli. Dell’altro non so.

  2. Giovanni   2 marzo 2016 at 11:56

    Il problema è sentitamente vissuto anche nella centralissima Viale Bovio, piena di scuole e di ragazzi/ini/bambini (asilo) con relativi genitori/nonni che vi transitano tutto il giorno tra orari di uscita e doposcuola. Ad aggravare la situazione da te descritta c’è, in questo caso, la presenza della Questura di Teramo che, a quanto pare, non funziona da deterrente per nessuno, ma che potrebbe anche, fosse solo per la presenza e il rispetto dovuto, non dover per forza aspettare una tragedia già annunciata. Verso sera poi, Viale Bovio diventa pista di gare ad alta velocità e basterebbe veramente poco per scoraggiare e far desistere da tali atteggiamenti la stragrande maggioranza dei “poco educati automobilisti” Teramani. Basterebbe la saltuaria presenza della Polizia Municipale e qualche patente ritirata per salvaguardare la sicurezza almeno di anziani, donne e bambini. Le Istituzioni aspettano invece l’ormai “classico morto”, dopodichè si parlerà di giro di vite per quanto riguarda la circolazione stradale Teramana, posti di blocco dei Vigili nelle zone più a rischio, il Sindaco scende in piazza a salvaguardia dei cittadini, bla..bla…bla. Una vergogna. Se succede qualcosa qualcuno dovrà pagare. Vergogna

  3. Carlo che nin vota più   2 marzo 2016 at 15:42

    Approvo tutto l’articolo e ci tengo a precisare che quando mi fermo per dare la giusta precedenza il pedone si sfrega energicamente gli occhi che non credono a tale manovra.
    Però che gli amministratori hanno voluto l’accentramento di tutte le viabilità creando la città ciclabile come una pista da gran rally, ficcando le strade perfino dentro al fiume per paura che allargando la viabilità ne fruisse anche qualche frazione, non lo dice nessuno.
    Poveri teramani quale futuro affronteranno.

  4. Vincenzo   2 marzo 2016 at 17:18

    Purtroppo è cosi’,sempre peggio…..
    VOGLIO UNA VITA SPERICOLATA …………..(MALEDUCATA)

  5. Maurizio   3 marzo 2016 at 1:00

    A me è capitato di fermarmi a dare la precedenza al pedone ed essere sorpassato da quello dietro con tanto di strombazzata e gestacci… I mi sono limitato a fare segno di fermarsi al pedone perché avevo visto il fenomeno in sorpasso… sullo stradone dove adesso c’è la rotonda ovale sali scendi e curva…

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