Un disastro chiamato Matteo Renzi

Un disastro chiamato Matteo Renzi

di Christian Francia  –

Renzi mago Silvan
Matteo Renzi come Mago Silvan (chiediamo scusa al Mago Silvan che è un professionista serio)

Nel dicembre 2012, alle primarie per la candidatura a Premier del Partito Democratico fra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi, mi recai a votare per Renzi nella speranza di mandare in soffitta una intera classe dirigente fatta di incapaci.

Vinse Bersani con oltre il 60% e perse Matteo Renzi con meno del 40%. Ma mi sbagliavo. Non basta essere giovani per fare meglio dei vecchi, bisogna avere una coscienza e una moralità che sicuramente il vecchio Bersani aveva – sebbene incapace – mentre il govane Renzi non ha, sebbene sia scaltro come una iena.

Il risultato è sintetizzato nella tabella dell’Huffington Post recante gli esiti degli ultimi due anni di governo: Renzi è un disastro per l’Italia sotto tutti i punti di vista, nessuno escluso.

Due anni di governo Renzi
I dati impietosi dell’Italia renziana

Tutti i parametri macroeconomici ci dicono che il governo in carica, abusivo quant’altri mai perché non è mai stato votato da nessuno, da due anni lavora per affossare l’Italia mistificando tutto quello che può mistificare per imbrogliare i cittadini, con l’aiuto di tutte le televisioni generaliste e di tutti i più grandi giornali nazionali, complici della truffa operata in danno degli italiani.

Due giorni fa persino le piccole e medie imprese (PMI), cioè la spina dorsale dell’economia italiana, si sono rotte le scatole del Premier cazzaro e si sono messe a sparare a zero contro il governo: nel 2015 il totale delle uscite correnti dello Stato – secondo i dati della Banca d’Italia – è cresciuto di 52,6 miliardi di euro (+11%) rispetto all’anno precedente.

Quindi la cruda realtà è che non c’è stata alcuna “spending review” sul bilancio statale e non c’è stata nessuna riduzione del carico fiscale nel 2015: infatti oltre all’aumento della spesa pubblica di ulteriori 52 miliardi di euro, pure le tasse sono cresciute di quasi 26 miliardi di euro (+6,26%) rispetto all’anno precedente.

Il presidente nazionale di Unimpresa Paolo Longobardi dichiara: “il governo ci prende in giro: sono chiacchiere quelle sulla cosiddetta spending review e sono chiacchiere pure quelle sulla sforbiciata al prelievo fiscale. Tante promesse, molti annunci e zero fatti concreti”.

I numeri parlano di una inevitabile ennesima ricaduta nella recessione, accentuata pure dal fatto che sono stati ridotti gli investimenti di ben 11 miliardi (-20%). Gli slogan del cazzaro fiorentino e della propaganda di governo fanno vomitare per il grado di falsità e di malafede che contengono.

Non solo: il debito pubblico è letteralmente esploso (+4% negli ultimi due anni), la pressione fiscale cresce spaventosamente pure a livello degli enti locali, la spesa sanitaria scende unitamente a quella per l’istruzione pubblica, la cassa integrazione è alle stelle.

Ma il dato più drammatico è quello del lavoro: l’Istat certifica nel 2015 gli stessi occupati dell’anno precedente, il che vuol dire che l’Italia non cresce e il mitico “Jobs Act” non ha prodotto nemmeno un posto di lavoro in più.

Infatti, il numero di assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2015 (sbandierato dalla propaganda governativa) rappresenta l’esito delle conversioni dei vecchi contratti a progetto nell’attuale contratto a tempo indeterminato che garantisce al datore di lavoro di godere degli incentivi statali.

Come al solito saranno gli italiani, versando più tasse, a pagare nei prossimi tre anni il costo della decontribuzione sul lavoro, in quanto gli incentivi relativi alla decontribuzione per aumentare l’occupazione hanno ottenuto l’effetto di drogare il mercato del lavoro e non appena termineranno gli incentivi ci saranno licenziamenti di massa.

La perfidia di Renzi è tale da giungere alla presa per il culo di definire “contratti a tempo indeterminato” quelli che formalmente dovrebbero essere chiamati “contratti a tutele crescenti”, peraltro con un imbroglio linguistico, in quanto tutti i contratti di lavoro a tempo indeterminato stipulati dal marzo 2015 sono privi delle garanzie dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, quindi il datore di lavoro può licenziare tranquillamente a suo piacimento, pagando semplicemente una indennità molto bassa.

Per cui le cosiddette tutele crescenti non esistono proprio, perché quello previsto dal Jobs act non è nemmeno lontano partente del contratto a tutele crescenti di matrice europea, come ad esempio il contratto unico di ingresso che prevede che dopo tre anni il lavoratore assunto con quella forma raggiunga la pienezza delle tutele come i colleghi assunti prima di lui.

Tali tutele non esistono in Italia, perché da noi cresce solo la misura dell’indennizzo che il datore di lavoro deve pagare al dipendente da licenziare, indennizzo calcolato in base dell’anzianità di servizio. Però il lavoratore non avrà mai la pienezza delle tutele e né potrà godere della possibilità di avere il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo.

Il Jobs act ha introdotto una schifezza di contratto a cazzate crescenti, e i media dovrebbero ogni giorno intervistare dei giuslavoristi per far sputtanare urbi et orbi un Premier bugiardo che rappresenta l’ennesima vergogna italiana.

5 Responses to "Un disastro chiamato Matteo Renzi"

  1. Antonio M.   25 febbraio 2016 at 18:16

    ” “Speriamo che il 2013 sia un anno pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l’erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve: evviva la cooperazione sociale”. E così è stato. Ora il finanziatore del Pd Buzzi è in carcere e il Pd è rimasto senza programma come ammesso da Giachetti: “Io ancora non l’ho fatto il programma, non c’è nessun programma del Pd”. ”
    L’Italia del PD.

  2. wyattearp   25 febbraio 2016 at 20:07

    Concordo in tutto dal premier cazzaro, alla schifezza dello Jobs act, dalla crescita della pressione fiscale, alla crescente mistificazione, complici i media,ai danni irreparabili che sta causando al popolo italiano.
    Mi è capitato di affermare che oltre ad essere governati da gentucola
    mai eletta viviamo sotto una dittatura camuffata ( fanno bene gli USA a sorvegliarci?)
    Non sono d’accordo su un punto: io votai per il “vecchio” Bersani” persona non capace, ma super capace, non seria ma super seria, non con una moralità, ma con una super moralità e profondamente attaccato al suo paese e super rispettoso della costituzione.
    Ora con il duo Renzi Veridini e il “cerchio magico” siamo nella merda più profonda e senza la famosa cannuccia.
    Il popolo bue si merita questa gente ed il PD.

  3. Leda Santosuosso   27 febbraio 2016 at 13:42

    Io alle primarie ho votato per Renzi nella speranza che una sua vittoria portasse la tanto attesa spaccatura del PD: i cattolici da una parte e quello che resta della sinistra dall’altra. Chissà come sarebbero andate le elezioni politiche del 2013…invece così non è stato….peccato!
    E se passa la riforma costituzionale ci attendono tempi veramente bui

  4. anonimo   27 febbraio 2016 at 19:31

    Pregiatissmo sig. Francia, poichè ritengo che Lei sia molto esperto in questioni giuridiche la invito ad andare sul sito dell’ATC Vomano ed ascoltare quanto dichiarato dal segretario prov.le del PD che afferma di assere aandato a caccia alla beccaccia in periodi non consentiti.
    Cosa si potrebbe ravvisare in tali dichiarazioni?

  5. picchiorosso   28 febbraio 2016 at 18:50

    Sim sala bim: Cancellato di fatto l’art. 2744 del cc. Per velocizzare il recupero dei crediti inesigibili da parte delle banche, il governo ha introdotto il “patto commissorio” . Il superamento di questo divieto permette quindi alle banche di entrare direttamente in possesso di un immobile e metterlo in vendita per soddisfare il proprio credito qualora il mutuatario sia in ritardo con il pagamento di 7 rate, anche non consecutive.
    Ma a presentarlo non sarà stata mica la Boschi?
    Dormi sinistra PD dormi…

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.