Un tassello per la rinascenza di Teramo

Un tassello per la rinascenza di Teramo

di Ernesto Albanello  –

Made in Teramo
Promuovere la nostra qualità

Una volta si diceva: se non sai creare, almeno industriati a copiare. Incomprensibile come fatichi ad attecchire – qui in Abruzzo – questa capacità di replicare le buone prassi che prendono quota in territori anche limitrofi.

Mi riferisco in modo specifico alla imprenditoria virtuosa, più esattamente quella che riesce a coniugare alti livelli qualitativi di manufatto con gratificazione delle maestranze ed ottimi piazzamenti nei mercati internazionali.

Qualcuno dirà: ma ti sei alzato con il piede sbagliato stamattina? Dove trovi questa somma di aspetti virtuosi in questo momento di crisi? Questa è la risposta del superficiale, di quello che vede quello che appare o che viene strombazzato dai media e non approfondisce, non scava, non coglie l’essenziale.

Intanto, se si rilegge quanto scritto, si sta parlando di “alti livelli qualitativi”, cioè di prodotti di eccellenza e una certa parte del Paese che marcia sa bene che la stessa Cina acquista articoli da bagno a Sassuolo pur essendo quel Paese produttore di prodotti in ceramica, ma con il difetto di confezionare prodotti scadenti, dozzinali, per cui il cinese abbiente si rivolge al mercato italiano, molto più raffinato.

Quindi una prima considerazione: o tutti puntiamo sul “made in Italy” inteso come una sequela di prodotti “di nicchia” o è inutile per l’Italia competere con chi fa un prodotto mediocre, perché tanti altri Paesi sono imbattibili in quel senso, potendo essi contare su costi di produzione molto inferiori.

Teramo ed il suo comprensorio deve allora, se non vuole chiudere in modo irreversibile, avvalersi di maestri dell’artigianato e della piccola imprenditoria che sappiano trasmettere la competenza e la passione per prodotti di nicchia e al tempo stesso, quella stessa Teramo, attraverso le sue istituzioni deputate a questo, deve operare per la protezione di quel tipo di produzione.

Ci vuole troppo tempo? Se mai si comincia…

Maestranze gratificate: innanzitutto smetterla di continuare a propagandare la distinzione tra lavori colti ed eruditi e lavori manuali e, dunque, modesti.

Potare gli ulivi e conoscere la filosofia o l’economia sono abilità incompatibili? Ma quando mai! Una visione positiva della natura scaturisce da un animo sensibile e una competenza umanistica coadiuva senz’altro il raggiungimento di quell’obiettivo. Inoltre mettere al centro della attività imprenditoriale l’uomo che diventa coadiutore del titolare d’impresa contribuisce allo sviluppo di una motivazione che mette in moto il senso del gioco di squadra.

Gli ottimi piazzamenti di mercato sono poi la conseguenza di una presentazione adeguata di un prodotto, che viene apprezzato proprio in quanto raffinato, in cui la cura dei particolari fa la differenza, sapientemente abbinando altre produzioni sempre dal carattere esclusivo.

Anche Teramo ed il suo comprensorio può riprendere a misurarsi e ad accogliere le importanti sfide che l’economia, quella sana, propone oggi quando coniuga l’innovazione con l’estetica e con il gusto.

La sensazione è che le pur pregevoli “isole” esistenti sul territorio fatichino a fare sistema ed a pervenire a delle sintesi virtuose: la ceramica di Castelli ed i vini delle colline teramane dialogano fra loro a sufficienza? Il Tacchino alla canzanese, le mazzarelle, le virtù teramane, la porchetta camplese e di Colledara hanno un degno scenario e sanno accendere la curiosità dell’escursionista degustatore che assaggia determinate prelibatezze e non si lascia sfuggire la fortezza di Civitella del Tronto o i Calanchi di Atri?

Mi pare che l’ambientazione riferita all’Abruzzo, almeno per quanto riguarda i luoghi dove assaggiare determinati piatti (in parte pubblicizzati all’Expo), poi vada a scontrarsi con una recettività ancora arretrata che subisce l’ulteriore freno di una viabilità approssimativa e di ristoranti non in grado di soddisfare quanto ha stimolato una certa pubblicità.

A questo punto è arrivato il momento che io “scopra le carte” e sveli dove siano gli alti livelli qualitativi, quali siano i mercati internazionali in cui si registrano gli ottimi piazzamenti e dove ci siano dipendenti orgogliosi di contribuire al migliore standard dell’impresa, tutti riuscendo a trovare una loro invidiabile sintesi.

In Umbria c’è un borgo non lontano da Perugia: si chiama Solomeo ed è la località in cui si è insediato Brunello Cucinelli, imprenditore del cachemire ma anche filantropo, umanista, custode dei borghi e della loro autenticità architettonica.

Lì c’è un’azienda con 783 dipendenti, orgogliosi di far parte di una impresa che li pone al centro e che muove un fatturato considerevole al punto che il marchio è stato quotato in borsa.

Il Dottor Ernesto Albanello - psicologo
Il Dottor Ernesto Albanello – psicologo

Quei dipendenti hanno ricevuto, in occasione della quotazione in borsa della impresa in cui operano, dividendi degli utili per un complessivo di cinque milioni di euro.

Allora andiamo a visitare questa “perla umbra”: non è indispensabile creare un sistema originale se non ci si riesce, ma è sufficiente osservare un modello virtuoso, quello stesso che non dovrebbe essere disatteso dai politici, dai sindacalisti, dalle organizzazioni imprenditoriali.

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