Città Sant’Angelo: Il borgo dell’Angelo che guarda Pescara (Viaggio in un territorio che un tempo era teramano)

Città Sant’Angelo: Il borgo dell’Angelo che guarda Pescara (Viaggio in un territorio che un tempo era teramano)

di Sergio Scacchia  –  paesaggioteramano.blogspot.it

Il crocifisso pare guardarmi. C’è San Francesco che lo abbraccia con passione mentre il Cristo reclina la testa, vinto dai patimenti. L’assisiate, nei primi mesi del 1224, inviò una frase al giovane Antonio, futuro santo di Padova: “mi piace che tu insegni la sacra teologia ai frati purché questa occupazione non estingua lo spirito dell’orazione e della devozione”.

Francesco voleva che i suoi frati imparassero più dal libro della croce che dal libro della Parola. Mi piace immaginare il buon Don Camillo del Guareschi, oggi vecchio, emaciato, dalla tonaca ormai lisa, uscir fuori dal bianco e nero dello schermo di Sky Classic per entrare nella realtà di questo momento. Pensate che bello, poter sentire, insieme a lui, il crocifisso parlare di umiltà, disinteresse, beatitudine.

Ho sempre creduto che possa essere un privilegio fermarsi un attimo del giorno, in mezzo al lavoro, ai problemi familiari, alle preoccupazioni, per poter guardare un crocifisso. Ci ho coniato anche uno slogan: “Guardatelo e lasciate che vi guardi”. Un discorso difficile da affrontare con chi non crede.

La chiesa è dedicata al grande santo di Assisi ed è l’unica aperta qui a Città Sant’Angelo, uno dei borghi più belli d’Italia. Qui insisteva, nel lontano 1571, la sede della Confraternita del S.S. Rosario e il Monte dei morti. Le altre sono tutte sbarrate per restauri che da anni faticano a partire.

Ed ecco che si materializza, nella navata, la figura del parroco. Incredibile! Si chiama proprio Don Camillo. Gentile, affabile, si presta volentieri ad accompagnarmi e farmi entrare in due delle chiese chiuse: S. Agostino e San Bernardo.

Mentre risaliamo il corso principale mi spiega la difficoltà di reperire tanti soldi e soprattutto, dopo i restauri, trovare contributi per pagare qualcuno che sorvegli i tesori contenuti al loro interno. Solito problema che impedisce ai turisti di godere sempre delle opere d’arte di cui sono piene le chiese d’Italia.

Chiedo a Don Camillo se c’è un “Peppone” in paese. Ride divertito, poi esclama serio: “Compito del parroco di borgo è cercare buoni rapporti con tutti”. Le due chiese meritavano certo più tempo, con cavalletto e studio di luci, ma tant’è! Ringrazio il sacerdote per la sua disponibilità e lo saluto.

Questo luogo collinare a 325 metri di altezza, riserva molte sorprese. L’antico centro storico di Città Sant’Angelo ha un fascino tutto particolare, nonostante la mole della bellissima Collegiata di San Michele Arcangelo sia imbracata da tubi e lamiere. La ristrutturazione, mi dice uno degli operai della ditta che lavora al monumento, mentre mastica un morso di panino con porchetta, durerà mesi, se non anni. Quando morde avidamente, i suoi occhi diventano strabici. Le sue mani sono grosse come badili.

Sono veramente deluso. Secondo don Camillo se torno a Pasqua la trovo aperta. Speravo di poter entrare in questo gioiello per fotografare il fantastico coro ligneo intagliato del XVII secolo e l’imponente statua di San Michele Arcangelo del XIV secolo.

La grande chiesa all’interno ha due navate di epoca barocca. Nella destra risiede un sarcofago del ’400, opera in pietra di uno dei vescovi più importanti che il borgo ha avuto, un religioso dal nome amichevole: Amico Bonamicizia. Non riesco neanche a fotografare l’ampio porticato esterno diviso in due atri. Cerco di corrompere le maestranze per poter accedere qualche secondo, il tempo dello scatto. Neanche per sogno.

Sono ligi, tanto che tutti indossano casco di protezione imbracature e scarponi da lavoro. Qui “Striscia la Notizia” topperebbe alla grande! Riesco solo a fotografare un pezzo del portale con sopra la statuina in terracotta del santo guerriero, opera ristrutturata una seconda volta dopo quella del 1936.

Lungo il corso si dipanano piccoli e graziosi negozietti, mentre ai lati si aprono strette viuzze con eleganti sporti centenari. Sono le famose “rue” delle vetuste mura della cinta medievale. Qui e là si scorgono le diverse porte d’ingresso che un tempo servivano per accedere al vecchio centro, dove insisteva una sorta di castello.

Preziosi palazzi baronali fanno da cornice al gradevole insieme, quello della famiglia Ursini, dei Castagna, Coppa Zuccari, Sozj, Colamico. Parlo di un vasto patrimonio di gran valore storico, architettonico e culturale, gioielli da conservare e conoscere. Peccato, questo lo devo dire a chiare parole, che alcuni di questi gioielli sono un tantino in abbandono, soprattutto nella parte superiore del borgo.

Il vecchio Angelo (il nome si dice glielo abbiano dato per il tanto amore verso il paese), a cui interrompo la passeggiata mattutina, mi racconta che questo accade per una manovra politica. Si sarebbero privilegiati insediamenti e lottizzazioni nel sotto valle e diversi abitanti, anziché ristrutturare avrebbero preferito acquistare nuovi anonimi appartamenti. Alcuni sono certo dei brutti caseggiati ma molto vicini ai grandi centri commerciali di Montesilvano e a pochi minuti dall’uscita autostradale Pescara Nord.

Pare che anni fa si stesse per avviare una sorta di lotto unico di riqualificazione, ma i cittadini sono ancora in attesa. Il fascino però non si è perso, anzi. Città Sant’Angelo merita una visita accurata. Come rimanere insensibili alla preziosità del monastero collegato alla chiesa di San Francesco. Il Comune ebbe vista lunga, tanto che dall’inizio del ’900, ci si insediò con i suoi uffici.

L’ingresso dalla piazza IV novembre introduce in un chiostro delizioso, ben tenuto, testimonianza tra le tante della storia millenaria scolpita nel cuore del paese. Il piccolo slargo ospita un elegante Teatro Comunale. Sul muro esterno una iscrizione su pietra ricorda la Medaglia d’Argento al Merito Civile, che il presidente Napolitano conferì alla cittadinanza per l’eroismo dimostrato durante il conflitto mondiale.

In quegli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale, quando fu creato un campo di concentramento, la popolazione si distinse per l’accoglienza sensibile verso i confinati, gli sfollati e gli internati.

La romantica passeggiata si dipana dal mare alla montagna. Si comincia dalla parte bassa del corso, dove si apre un balcone sul mare pescarese, per arrivare nella parte alta, zona Rione Casale, dove si mostrano in tutta la loro bellezza le montagne del Gran Sasso e quelle della vicina Majella.

Entro nella biblioteca comunale per reperire spunti di visita e l’occhialuto custode dall’aria molto culturale, mi dona dépliant che raccontano la storia e le origini dell’antico centro “angolano” in antico “Angulum”.

Era così denominato da Plinio Il Vecchio nella sua descrizione delle terre vestine che si trova nel libro “Naturalis Historia”. Proprio qui, nella “Civitate Sancti Angeli”, insisteva un abitato vestino-romano di grosse proporzioni che secoli dopo divenne un poderoso Castrum fortificato dei Longobardi.

Scopro che questo pezzo d’Abruzzo organizza tante manifestazioni culturali ed enogastronomiche e che d’estate molti turisti lasciano le spiagge per qualche ora di frescura e di cultura. Tra l’altro mi dicono che da queste parti si mangi alla grande! Ci credo, gran parte del territorio comunale è ricoperto da rigogliose culture di uliveti e vigneti e numerose aziende agricole fanno a gara per sfornare prodotti tipici genuini e gustosi. È una cucina che risente dei sapori teramani, dato che il territorio intorno gravitava sulla nostra provincia, ma anche delle contaminazioni dell’entroterra pescarese.

Il Signor Di Domenico, teramano di nascita e mio amico di gioventù, trasferitosi per amore nel borgo, mi magnifica gli arrosticini, la pasta alla mugnaia e lo squisito “cif e ciaf”, prelibato spezzatino di maiale. È ora di ripartire. Il tempo di un caffè con un mostacciolo nel bar centrale e via verso nuovi lidi.

Come raggiungere Città Sant’Angelo:

Da Nord e da Sud

Dall’autostrada Adriatica A14 (da nord: in direzione di Ancona; da sud: in direzione Pescara), uscire a Pescara Nord/Città Sant’Angelo, continuare sulla SS 16 in direzione Montesilvano/Penne, proseguire seguendo indicazioni per Città Sant’Angelo.

Da Pescara

Percorrere la SS 16 seguendo indicazioni per Città Sant’Angelo.

Info al Comune: Telefono: 085-96961

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