CLAMOROSO: Il Presidente ANAC Raffaele Cantone risponde al Fatto Teramano. Ma la legge è chiarissima ed è vergognoso che un’Autorità nominata dal PD la calpesti per difendere le nomine illegittime fatte dal PD

CLAMOROSO: Il Presidente ANAC Raffaele Cantone risponde al Fatto Teramano. Ma la legge è chiarissima ed è vergognoso che un’Autorità nominata dal PD la calpesti per difendere le nomine illegittime fatte dal PD

di Raffaele Cantone  –

Francia Vs. Cantone
Francia Vs Cantone

Gentile Christian Francia,

le scrivo in relazione al post, da lei firmato, pubblicato nel blog “Il Fatto Teramano” il 29 gennaio 2016 (http://www.ilfattoteramano.com/2016/01/29/izs-la-cantonata-di-raffaele-cantone-ovvero-come-stuprare-la-legge-per-difendere-la-politica/), relativo al parere reso dall’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla eventuale inconferibilità della nomina dell’Avv. Manola Di Pasquale a Presidente dell’IZS di Teramo.

Sull’inconferibilità di tale nomina trovo che ci sia poco da dire: l’attuale normativa del d.lgs. n. 39/2013, corroborata da uno specifico articolo nella materia sanitaria, prevede che le ipotesi di inconferibilità previste dal legislatore si applichino solo per incarichi di amministratore con deleghe gestionali dirette. Il Presidente dell’IZS, ai sensi della normativa regionale vigente, sia abruzzese che molisana, non ha deleghe gestionali dirette: tali poteri sono in capo al Direttore Generale dell’Istituto.

Stesso discorso per l’ipotesi di inconferibilità eventuale in relazione alla carica dell’Avv. Di Pasquale a componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto: la Legge regionale n.41 del 2014 statuisce chiaramente che “al Consiglio di Amministrazione competono l’individuazione delle linee di indirizzo e di controllo sulla effettiva conformazione alle stesse, operando su un piano diverso e distinto dall’attività gestionale”.

Il TAR ha del resto pienamente confermato la posizione dell’ANAC, rigettando il ricorso contro la nomina proprio in virtù della circostanza che l’incarico conferito riguarda un organismo privo di potere gestionale.

Una critica più attenta, inoltre, non avrebbe tacciato la mia persona di parzialità politiche.

La delibera adottata nel merito della questione è stata preparata da un Ufficio dell’Autorità, vagliata e decisa dal Consiglio, che è un organo collegiale composto da 5 persone, non certo da una singola persona. Avrebbe anche saputo che la stessa Autorità, con una apposita Segnalazione relativa alle proposte di modifica, correzione e integrazione della normativa vigente in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi amministrativi, ha suggerito al Governo ed al Parlamento di “considerare, ai fini dell’inconferibilità, tutte le posizioni negli organi di governo: non solo Presidente e amministratore delegato, ma anche componenti degli organi collegiali (consigli di amministrazioni o equivalenti, comunque denominati). Soprattutto per la provenienza da cariche politiche la prassi da interrompere è proprio quella del conferimento di incarichi negli organi collegiali”.

Ovvero l’Autorità ha evocato misure di maggiore incisività in tema di imparzialità dei pubblici funzionari, con proposte che sono agli antipodi rispetto alle accuse da lei formulate.

Faccio infine una annotazione sul tenore del suo scritto: la libera critica, necessaria ad una società democratica, nega se stessa quando scade a pesante invettiva personale, nel mio caso totalmente infondata data anche la collegialità della decisione. Se le affermazioni dell’articolo erano giuridicamente confutabili, i toni, francamente, erano inaccettabili.

Roma, 5 febbraio 2016

(In allegato la lettera di Cantone in formato pdf: Cantone ANAC – Risposta al Fatto Teramano del 05.02.2016)

Controreplica di Christian Francia

Ringrazio il dottor Cantone per l’interlocuzione, che in democrazia è fondamentale, ma che viene quasi sempre elusa dalle Istituzioni, le quali vengono meno alla propria essenza ogni qualvolta rifiutino il dialogo con il popolo che dovrebbero rappresentare.

In tal senso, La invito formalmente ad un incontro pubblico nel quale disquisire sulla lettera e lo spirito del D.Lgs. n. 39/2013 sulle inconferibilità e incompatibilità negli Enti Pubblici, anche alla presenza dei migliori amministrativisti italiani.

Tale Decreto Legislativo, emanato in ossequio alla Legge anticorruzione n. 190/2012 (cosiddetta Legge Severino), è lo strumento normativo più rilevante per contrastare l’occupazione abusiva delle Istituzioni da parte della politica e dei partiti, sempre famelici nel tentativo di lottizzare, gestire le nomine, gli incarichi, i posti di comando, al fine di mantenere potentati, clientele, sistemi corruttivi che guarda caso sono sempre in aumento piuttosto che in diminuzione.

La Sua responsabilità, in qualità di Presidente di una Autorità sulla carta indipendente, sebbene di nomina governativa, è enorme.

Peccato che l’ANAC difenda a corpo morto una nomina come quella di Manola Di Pasquale la quale non solo era, bensì è a tutt’oggi consigliere comunale di Teramo e candidata sindaco nel 2014 per il PD, lo stesso partito del governatore dell’Abruzzo che l’ha nominata in quel ruolo chiave, lo stesso partito che ha nominato Lei alla Presidenza dell’ANAC.

Peccato che Lei continui a difendere una nomina che è illegittima non per il sottoscritto, ma è illegittima per la lettera della legge. Una legge chiarissima sul punto che non necessita di interpretazione alcuna, in ossequio al principio del “In claris non fit interpretatio” (cioè a dire: nelle questioni chiare non c’è nulla da interpretare).

Ed è lo stesso Codice Civile vigente, all’art. 12 comma 1, a codificare tale principio nell’Ordinamento giuridico italiano: “Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese del significato proprio delle sue parole secondo la connessione di esse e della intenzione del legislatore”.

Per capire qual è il senso delle parole della legge non servono giuristi, basta leggerle:

a) Art. 7 comma 1 del vigente D.Lgs. n. 39/2013: “A coloro che nell’anno precedente siano stati componenti del consiglio di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della medesima regione che conferisce l’incarico non possono essere conferiti: c) gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello regionale. Manola è tuttora componente del consiglio comunale di Teramo, città capoluogo di provincia avente 54.993 abitanti.

b) L’Istituto Zooprofilattico è un ente pubblico di livello regionale ai sensi dell’art. 1 comma 2 lett. b del medesimo D.Lgs. n. 39/2013.

c) Art. 1 comma 2 lett. L) del D.Lgs. n. 39/2013: “Ai fini del presente decreto si intende: L) per «incarichi di amministratore di enti pubblici e di enti privati in controllo pubblico», gli incarichi di Presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato e assimilabili, di altro organo di indirizzo delle attività dell’ente, comunque denominato, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico”.

d) Art. 9 comma 1 della Legge regionale Abruzzo n. 41/2014 (disciplinante il riordino dell’IZS Abruzzo e Molise): “Il Consiglio di Amministrazione ha compiti di indirizzo, coordinamento e verifica dell’attività dell’Istituto”.

Il CdA dell’IZS è per legge un organo di indirizzo; Manola Di Pasquale è un consigliere comunale in carica nominata dal PD quale amministratore dell’IZS, e nella specie componente dell’organo di indirizzo.

L’inciso “altro organo di indirizzo comunque denominato” indica inequivocabilmente che per il D.Lgs. n. 39/2013 è “amministratore” anche l’organo di indirizzo comunque denominato, cioè esattamente il CdA dell’IZS che è appunto organo di indirizzo e controllo. Ne discende che chiunque faccia parte del CdA dell’IZS sia – agli effetti del decreto legislativo in parola – un amministratore e, in quanto tale, soggetto alla disciplina delle inconferibilità dettate nel predetto D.Lgs. 39/2013.

Gentile Cantone, è Lei stesso ad umiliare e svilire il Suo ruolo e la Sua credibilità laddove argomenta in maniera atecnica sul punto normativo della questione, esordendo in maniera apodittica: “Sull’inconferibilità di tale nomina trovo che ci sia poco da dire: l’attuale normativa del d.lgs. n. 39/2013, corroborata da uno specifico articolo nella materia sanitaria, prevede che le ipotesi di inconferibilità previste dal legislatore si applichino solo per incarichi di amministratore con deleghe gestionali dirette”.

Le sue argomentazioni sono irrituali e irricevibili. È vero che c’è poco da dire, ma in senso esattamente opposto. Ma di quale articolo in materia sanitaria sta parlando? La legge non limita affatto l’inconferibilità all’amministratore con deleghe gestionali, bensì allarga il campo ad ogni “altro organo di indirizzo delle attività dell’ente, comunque denominato”.

Ostinarsi a non voler leggere tale inciso è sicuro segnale di disonestà intellettuale che non necessita di legulei, di causidici o di azzeccagarbugli di sorta.

Non creda di cavarsela con il fatto che Lei è una Autorità e io invece non sono nessuno, perché da cittadino pretendo che l’ANAC difenda la legge ed il popolo, non lo scempio che la politica e i partiti compiono quotidianamente ai danni della società, motivo principale per il quale i nostri cervelli fuggono dall’Italia, le nostre migliori aziende espatriano, le società straniere vengono caldamente sconsigliate di investire nel nostro Paese, il PIL crolla.

Inoltre, mi delude che Lei si adonti per le mie accuse di parzialità politica. Cosa dovrei pensare di una Autorità indipendente che fornisce una interpretazione cervellotica elusiva del testo esatto della normativa in vigore?

Perché nella Sua lettera di risposta continua ad eludere il nocciolo del problema? Perché persiste nel non replicare nel merito? Le sembra logico controbattere – piuttosto che confutando il testo di legge – sostenendo che la delibera da Lei firmata sia “stata preparata da un Ufficio dell’Autorità, vagliata e decisa dal Consiglio, che è un organo collegiale composto da 5 persone, non certo da una singola persona”?

E che vuol dire? Che non sarebbe solo la Sua opinione, ma quella di 5 funzionari? E cosa cambia? La legge rimane quella che è, checché ne pensiate in uno, in cinque o in cinquemila.

Ancor più grave che Lei sottolinei come l’ANAC abbia consigliato al Governo e al Parlamento di inasprire la normativa sulle inconferibilità, introducendo ulteriori divieti che nella realtà legislativa già esistono!

Le Sue parole mi convincono una volta di più che in gioco non ci sia solo l’incarico di Manola Di Pasquale, bensì migliaia e migliaia di incarichi che ogni giorno vengono assegnati in palese violazione di legge.

In gioco c’è l’esercizio del potere, e non mi meraviglierebbe venire a scoprire che Matteo Renzi Le abbia chiesto di ingarbugliare le carte, di fornire interpretazioni fantasiose, di depotenziare la portata del Decreto Legislativo n. 39/2013, proprio allo scopo di consentire che i partiti continuino a lottizzare, a gestire, a perpetuare il sistema di potere che ingessa l’Italia, la corrode nell’anima, la spappola in infiniti rivoli di clientele e di spartizioni per nulla commendevoli.

Se così non fosse, non si comprende come mai Lei non faccia il menomo cenno al fatto che l’incarico di Manola sia quantomeno inopportuno, pericoloso, svilente per la credibilità delle Istituzioni, specie quelle come l’IZS umiliate da decenni di illegalità e di gestioni scandalose.

Se così non fosse, non si comprende come mai Lei non faccia il menomo cenno al fatto che Manola (che è un avvocato) sia comunque innominabile quale membro del CdA dell’Istituto, a causa della matematica assenza del requisito della “comprovata professionalità ed esperienza in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti”, professionalità necessariamente prevista per i membri del CdA dell’IZS dall’Art. 8 comma 1 della predetta L.R. Abruzzo n. 41/2014 (e aggiungo che con il Suo parere ha umiliato l’intera categoria dei Veterinari italiani, estromessi da un incarico che gli spetterebbe per legge).

Eppure Lei ha letto tanto attentamente il mio articolo da averlo degnato di una risposta formale. Risposta che omette di confutare sia il tenore letterale della legge sulle inconferibilità, sia la questione di innominabilità relativa alla carenza di professionalità specifica.

Mi permetta di essere non solo deluso, ma anche maliziosamente convinto che Lei pecchi di disonestà intellettuale.

Mi permetta di DirLe con franchezza che Lei sta facendo un favore grande come una casa ai partiti e alla loro brama di occupazione illecita delle Istituzioni. Lei incarna il ruolo dell’uomo di sistema e non quello della figura terza e imparziale che dovrebbe contribuire a disinfettare un sistema corrotto come quello italiano.

Si ricreda, perché la storia non le darà ragione.

Si ricreda, perché se il Rapporto 2016 di Transparency International dice che siamo più corrotti del Ruanda, che siamo il secondo Paese più corrotto d’Europa (secondi solo alla Bulgaria), nemmeno Lei ci fa una bella figura, nemmeno l’ANAC ci fa una bella figura, nemmeno Renzi ci fa una bella figura.

Un Paese talmente arretrato come il nostro, dove è la politica a controllare la televisione (con la scandalosa Commissione di vigilanza sulla RAI), piuttosto che il contrario, come avviene in tutti i Paesi civili laddove sono la televisione e i media a controllare la politica, abbisogna di Autorità davvero indipendenti che urlino in ogni sede i valori inscalfibili della legalità e dell’onestà.

Se ci si mette pure Lei a difendere un acclarato stupratore della legalità come il governatore dell’Abruzzo (si faccia un giro sul Fatto Teramano per leggere alcune delle gesta raccapriccianti di Luciano D’Alfonso), il quale ogni giorno fa strame dell’ordinamento giuridico, allora se tutto va bene siamo rovinati.

L’ultima notazione la riservo alla Sua critica sui miei toni che Lei ritiene “inaccettabili”. Tale critica mi accompagna da almeno dieci anni ed è una critica debolissima.

I toni si alzano o si abbassano a seconda della situazione. Se devo fare una confidenza al mio vicino durante una funzione religiosa, è chiaro che dovrò bisbigliare onde non disturbare l’ascolto altrui delle parole dell’officiante.

Ma se devo chiamare aiuto perché mi sta bruciando la casa o perché sono vittima di un borseggio o di una rapina, è ovvio che dovrò urlare a squarciagola per suscitare l’attenzione di chiunque e consentire di accorrere in mio aiuto.

Personalmente ritengo che la malattia sociale e politica che avvolge l’Italia, non diversamente dall’Abruzzo, richieda i toni più alti e le invettive più corrosive, al fine di circoscrivere il dramma, di informare i cittadini e di formare un’opinione pubblica consapevole.

I miei toni alti, volutamente infarciti di turpiloquio, non sono tesi ad offendere le persone, bensì a combattere un’impari lotta contro una classe politica vergognosa, scandalosamente difesa dai principali giornali e dalle principali televisioni (e da ultimo pure dall’ANAC), classe politica che oggi continua a mettere in ginocchio gli italiani di più e peggio che ai tempi della Democrazia Cristiana e del PSI.

Spero di essere stato chiaro. Le rinnovo l’invito ad un incontro pubblico e La saluto cordialmente.

Christian Francia

9 Responses to "CLAMOROSO: Il Presidente ANAC Raffaele Cantone risponde al Fatto Teramano. Ma la legge è chiarissima ed è vergognoso che un’Autorità nominata dal PD la calpesti per difendere le nomine illegittime fatte dal PD"

  1. Alessandro Bonolis   7 febbraio 2016 at 21:54

    Grandioso!

  2. Pino   8 febbraio 2016 at 8:55

    Semplicemente Sublime!

  3. Antonio Giovanni Maitino   8 febbraio 2016 at 10:54

    Gentile Dr. Cantone, come Medico Veterinario, con esperienza ventennale, la informo che nemmeno il sottoscritto ha le qualifiche per far parte del CDA dell’ IZSAM “G.Caporale”, in quanto non ha nessuna esperienza in materia di sicurezza degli alimenti, ma prendo atto da Lei e dai suoi illustri consiglieri che può farne parte un avvocato. La invito a dimettersi o, almeno, a studiare, insieme ai 5, la materia che pretende di insegnarci.
    Cordialmente
    Dr. Antonio Giovanni Maitino

  4. Antonio   8 febbraio 2016 at 16:48

    Bravissimo, ben fatto. Dovresti fare in modo che la cosa assurga a livello nazionale, es. inviare il carteggio al “Fatto Quotidiano”. Ricordo che la giornalista Luisaella Costamagna, nella sua rubrica, fece una “ramanzina” a Cantone.

  5. il paladino   8 febbraio 2016 at 18:42

    Gente.mo Dott. Cantone, le abbiamo scritto due volte con lettera PEC per avere informazioni su alcune questioni ma ancora oggi non abbiamo avuto risposta. Per fortuna che siete un organo che vigila sulla corruzione.

  6. Senza più speranze   8 febbraio 2016 at 19:16

    Quanta solerzia, Dott. Cantone, nel difendere una poltrona, da cittadini ci aspetteremmo altrettanta solerzia nell’estinguere la corruzione, quella stessa che fa assurgere il nostro misero Paese a secondo paese più corrotto d’Europa, secondo il Rapporto 2016 di Transparency International. Forse Lei non lo ma oggi nacque l’illustre Ungaretti, sebbene la sua nascita fu registrata all’anagrafe soltanto due giorni dopo, voglio terminare con le sue parole: “Cerco un paese innocente”.

  7. Antonio   8 febbraio 2016 at 21:26

    Come dicevo nel precedente post, la “ramanzina” della giornalista Costamagna a Raffaele Cantone, per chi fosse interessato:

    https://controcorrenteblogdotcom.wordpress.com/2015/06/27/caro-cantone-ora-lei-parla-un-altra-lingua-luisella-costamagna/

  8. Massimo Ridolfi   9 febbraio 2016 at 20:15

    La Via Appia

    e che al di là dell’anima ogni cosa è specchio
    d’una celeste cattolica confusione,

    EMILIO VILLA (1914 – 2003)

    del resto, se mettono
    un cantoniere qualsiasi
    in-certi uffici,
    la corruzione non può
    che mantenere il suo lustro MADE IN ITALY

    fruste rimangono però le strade
    pietre smosse, fosse, abbandono, altre cose:
    poggiato sul limitare della terra o accanto a ceste retate di ferro filato che [imprigionano sassi
    il falcetto per le erbacce arrugginito
    che si consiglia sempre di suonare, prima di ogni curva.

  9. Pino   15 marzo 2016 at 12:55

    Egr. sig. Cantone, che ci ribatte?

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