Il volo dell’aquila (Glenn Frey degli “Eagles”)

di Enrico Romagnoli  –

Glenn Frey
Glenn Frey degli “Eagles”

Questo 2016 sembra un’ecatombe in cui però, al posto degli animali, ci sono personaggi che hanno segnato la scena della musica.

Il 18 gennaio ci ha lasciati Glenn Frey, storico compositore, chitarrista e cofondatore degli Eagles.

Per capire chi fosse basta dire che “Hotel California” (sopra nella versione live del ’77) ha uno dei riff di chitarra più famosi e belli della storia del rock ed è considerata un classico intramontabile.

67 anni passati a suonare, comporre e scrivere pagine del manuale del rock, in cui il suo nome è scritto con una penna indelebile che si chiama “classe”.

Un nome forse poco sentito, perché il nome “Eagles” è sempre stato così grande da non far risultare nessuno più importante di qualcun’altro, in quanto l’essenza del gruppo era nell’unione dei componenti.

Glenn si è spento a New York a causa di una brutta malattia che è meglio non descrivere, tanto sarebbero solo parole inutili, quello che conta è che purtroppo non c’è più. Ma la fortuna dei grandi è di non morire mai, perché resteranno per sempre nelle note che hanno scolpito e che risuonano ad ogni angolo della Terra.

A dare l’annuncio della sua morte è stato il sito ufficiale della band: “È con grande dispiacere che informiamo della scomparsa del nostro compagno e fondatore degli Eagles Glenn Frey, avvenuta a New York lunedì 18 gennaio 2016. Glenn ha combattuto nelle ultime settimane una battaglia coraggiosa”. Si legge questo nel comunicato firmato dalla famiglia del musicista e dai componenti della band Don Henley, Joe Walsh, Timothy B. Schimt e Bernie Leadon, insieme al manager storico Irving Azoff.

Enrico Romagnoli con microfono
Enrico Romagnoli

Tra i gruppi di maggiore successo della storia della musica, con il loro country rock, gli Eagles hanno venduto oltre 150 milioni di dischi nel mondo e con la raccolta Their greatest hits” (1971-1975) sono al secondo posto nella lista degli album più venduti della storia, dietro Thriller” di Michael Jackson.

Mi piace pensare che Freddy Mercury, Bowie, Frey e tanti altri ora siano lassù, stiano suonando quella musica che li ha accompagnati per tutta la vita e che si stiano divertendo come pazzi.

One Response to "Il volo dell’aquila (Glenn Frey degli “Eagles”)"

  1. Rocco Forte   30 gennaio 2016 at 18:58

    Grande Roma numero 1

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