Quant’è profondamente anticristiano fare raccomandazioni

di Ernesto Albanello  –

di Ernesto Albanello  –    La politica politicante non si è mai resa conto (o forse non ha mai voluto rendersene conto) di quanto sia umiliante e abbrutente per l’individuo dover sottostare a soggetti che hanno il privilegio di inserirti al livello lavorativo oppure di emarginarti in base alle proprie convenienze.  Forse c’era proprio bisogno di un Papa della tempra di Francesco che tuonasse senza mezzi termini che la raccomandazione è una infamia.  Pensiamoci bene : prendiamo due persone, una ricca di talenti e con capacità progettuali altissime ed un’altra mediocre e passiva, demotivata a tutto.  La prima non ha la possibilità di assicurare consensi perché non intende prostituirsi oppure perché non dispone di chissà quale bacino elettorale, la seconda che appartiene ad una “macchina da guerra” in termini di forza persuasiva ad assicurare appoggi, voti, supporti al politico dispensatore di favori.  Chi avrà accesso ad un posto di lavoro? Ma la seconda persona, non ci sono dubbi!  Come agirà questo soggetto? Con un profondo distacco partecipativo al lavoro che dovrebbe espletare, verso il quale non nutre particolare interesse (quello o l’altro per lui pari sono).  Pensiamoci bene: quel politico, per pura convenienza personale, fa l’esatto opposto di ciò che gli viene richiesto, dal momento che ha assunto un incarico di responsabilità.  Infatti:  1) non fa crescere il territorio: collocare mediocri in posti che sono strategici significa impedire a soggetti, capaci ed intelligenti, di apportare quel valore aggiunto di cui ogni realtà locale ha bisogno;  2) non favorisce il merito: il mediocre che sopravanza il capace, frustra quest’ultimo e lo stimola ad andare via, con la conseguenza che i cervelli andati all’estero crescono in misura esponenziale;  3) non stimola chi ha delle inadeguatezze a superare le proprie difficoltà: ogni favoritismo equivale a svalutare l’importanza dell’impegno, del superamento delle carenze che pure - chi ha consapevolezza di possederle - vorrebbe eliminare;  4) commette una grave ingiustizia: a lui non dovrebbe essere permesso di sovvertire un ordine naturale che pone in evidenza che esistono i capaci e meritevoli ed esistono gli inadeguati ed i mediocri: confondere questa chiara distinzione fra i livelli posseduti è un arbitrio inammissibile.  Il cosiddetto clientelismo è una disgustosa ammissione del politico stesso di non valere: se infatti lui si impegnasse a dare il meglio di sé per poi conseguire consensi, non si abbasserebbe a simili “trucchetti” che testimoniano il non credere nelle sue capacità.  Il suo elettore infatti, in cuor suo, disprezza profondamente il personaggio che sta votando perché lo costringe ad umiliarsi per ottenere quello che dovrebbe essergli assicurato per diritto.  Ricordo che ultimamente alcuni politici locali ebbero a sostenere la tesi (che non si regge in piedi) che loro non raccomandano, ma (!) segnalano e fanno bene a farlo perché altrimenti la persona che vale rimarrebbe nell’oscurità. No comment!  - il raccomandatore
Il disonorevole Paolino Tancredi

La politica politicante non si è mai resa conto (o forse non ha mai voluto rendersene conto) di quanto sia umiliante e abbrutente per l’individuo dover sottostare a soggetti che hanno il privilegio di inserirti al livello lavorativo oppure di emarginarti in base alle proprie convenienze.

Forse c’era proprio bisogno di un Papa della tempra di Francesco che tuonasse senza mezzi termini che la raccomandazione è una infamia.

Pensiamoci bene : prendiamo due persone, una ricca di talenti e con capacità progettuali altissime ed un’altra mediocre e passiva, demotivata a tutto.

La prima non ha la possibilità di assicurare consensi perché non intende prostituirsi oppure perché non dispone di chissà quale bacino elettorale, la seconda che appartiene ad una “macchina da guerra” in termini di forza persuasiva ad assicurare appoggi, voti, supporti al politico dispensatore di favori.

Chi avrà accesso ad un posto di lavoro? Ma la seconda persona, non ci sono dubbi!

Come agirà questo soggetto? Con un profondo distacco partecipativo al lavoro che dovrebbe espletare, verso il quale non nutre particolare interesse (quello o l’altro per lui pari sono).

Pensiamoci bene: quel politico, per pura convenienza personale, fa l’esatto opposto di ciò che gli viene richiesto, dal momento che ha assunto un incarico di responsabilità.

Infatti:

1) non fa crescere il territorio: collocare mediocri in posti che sono strategici significa impedire a soggetti, capaci ed intelligenti, di apportare quel valore aggiunto di cui ogni realtà locale ha bisogno;

2) non favorisce il merito: il mediocre che sopravanza il capace, frustra quest’ultimo e lo stimola ad andare via, con la conseguenza che i cervelli andati all’estero crescono in misura esponenziale;

3) non stimola chi ha delle inadeguatezze a superare le proprie difficoltà: ogni favoritismo equivale a svalutare l’importanza dell’impegno, del superamento delle carenze che pure – chi ha consapevolezza di possederle – vorrebbe eliminare;

4) commette una grave ingiustizia: a lui non dovrebbe essere permesso di sovvertire un ordine naturale che pone in evidenza che esistono i capaci e meritevoli ed esistono gli inadeguati ed i mediocri: confondere questa chiara distinzione fra i livelli posseduti è un arbitrio inammissibile.

Il cosiddetto clientelismo è una disgustosa ammissione del politico stesso di non valere: se infatti lui si impegnasse a dare il meglio di sé per poi conseguire consensi, non si abbasserebbe a simili “trucchetti” che testimoniano il non credere nelle sue capacità.

Il suo elettore infatti, in cuor suo, disprezza profondamente il personaggio che sta votando perché lo costringe ad umiliarsi per ottenere quello che dovrebbe essergli assicurato per diritto.

Il Dottor Ernesto Albanello - psicologo
Il Dottor Ernesto Albanello – psicologo

Ricordo che ultimamente alcuni politici locali ebbero a sostenere la tesi (che non si regge in piedi) che loro non raccomandano, ma (!) segnalano e fanno bene a farlo perché altrimenti la persona che vale rimarrebbe nell’oscurità. No comment!

2 Responses to "Quant’è profondamente anticristiano fare raccomandazioni"

  1. Antonio M.   28 gennaio 2016 at 19:39

    Condivido ogni singola parola. La moralità e l’onestà dovranno andare di moda e questo dipende dall’impegno di ognuno di noi nel proprio quotidiano. I tempi sono maturi per mettere fine alle nefandezze cui ogni giorno assistiamo sia a livello locale, sia a livello nazionale. Con la competenza, onestà, coerenza ed umiltà puoi permetterti di andare tra la gente a testa alta e senza scorta. https://www.facebook.com/luigidimaio/videos/797002353669646/

  2. Avere il coraggio di mettere nero su bianco   29 gennaio 2016 at 12:45

    Condivido in pieno. Per questo trovo molto più civile la pratica delle lettere di patronage in cui il politico, professore, imprenditore o chi per loro, mettono nero su bianco le ragioni professionale per le quali ritengono che una data persona possa far bene in un dato ruolo, assumendone con ciò pubblicamente la responsabilità almeno morale

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