“Teoria Gender”: chiarire i concetti affinché i cittadini possano farsi un’opinione senza pregiudizi

“Teoria Gender”: chiarire i concetti affinché i cittadini possano farsi un’opinione senza pregiudizi

di Christian Francia  –

Brucchi e Gatti al Gay pride
Paolo Gatti e Maurizio Brucchi al Gay Pride

Cerchiamo di disboscare la selva di pregiudizi che accompagnano una questione molto controversa nel dibattito pubblico di più stringente attualità. Le persone normalmente vengono distinte in uomini e donne sulla base delle loro differenze biologiche. Il sesso e il genere sono concetti che si equivalgono e vengono usati come sinonimi.

Gli studi di genere affermatisi in tutto il mondo negli ultimi decenni, però, hanno introdotto una suddivisione di natura teorico-concettuale nella definizione di identità: da un lato il sesso è un corredo biologico dotato di patrimonio genetico, che sommariamente viene identificato con i generi maschile e femminile; dall’altro lato il “gender” (che in inglese vuol dire appunto “genere”) è una elaborazione concettuale che definisce e rappresenta lo status di uomo e quello di donna.

Sesso e genere sono pertanto concetti slegati fra loro e indipendenti: il corredo biologico non impone un processo di costruzione dell’identità di genere necessariamente aderente al patrimonio genetico. E ciò perché il concetto di genere è il risultato di un processo culturale suscettibile di modifiche ed interazioni, oltre che di scelte individuali che sarebbe finanche ridicolo sindacare (proprio per non violare il diritto di ciascuno ad autodeterminarsi e a manifestarsi all’esterno come meglio crede).

La vita sociale, per sua natura, richiede una esposizione personale che porta con sé la testimonianza estetica della propria appartenenza di genere: attraverso il vestiario, gli atteggiamenti, il comportamento, il linguaggio, il ruolo professionale e lo status sociale.

A tale riguardo, gli studi di genere possono sintetizzarsi come l’analisi sulle caratteristiche socio-culturali delle identità di genere: si nasce femmine o maschi, ma donne e uomini si diventa, anche in contrasto o in opposizione al proprio corredo genetico.

I ruoli di genere sono concetti dinamici e in continua evoluzione, figli delle innumerevoli culture presenti nelle svariate comunità e società del mondo. Per questi motivi ogni cultura definisce i propri valori e contestualizza le identità di genere, intese come concetti relativi e non assoluti.

Premesso tutto questo ragionamento, la domandina: “è giusto ammettere la teoria del genere nell’insegnamento scolastico?” è maliziosa, del tutto fuorviante, scorretta, inammissibile e inaccettabile per i motivi che cerco di spiegare.

La Costituzione Italiana garantisce l’educazione e la promozione culturale attraverso vari istituti e disposizioni, fra i quali “la libertà di insegnamento” (art. 33, comma 1 Cost.), la quale si esplica nell’autonomia didattica.

Nel sistema costituzionale italiano non sono ammesse una cultura ed un’arte di Stato, ma soprattutto viene sancito il seguente principio: “La libertà di insegnamento consiste nel garantire il docente contro ogni costrizione o condizionamento da parte dei pubblici poteri (Enciclopedia del Diritto De Agostini).

Ancora più chiaramente si esprime l’art. 1 del D.Lgs. n. 297/1994 (Testo unico dell’Istruzione valido per le scuole di ogni ordine e grado): “la libertà d’insegnamento è intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente (…) ed è diretta a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni.

Questa norma, ovviamente, non concede una licenza di divulgare propagandisticamente tesi o teorie non giuridicamente riconosciute, ivi comprese le convinzioni personali, discrimine questo fra la libertà di insegnamento e la libertà di manifestazione del pensiero.

Orbene. La Regione Abruzzo ha appena approvato una risoluzione il cui primo firmatario è il disdicevole e ributtante consigliere regionale Paolo Gatti, documento in base al quale si deve respingere l’insegnamento della “teoria gender” nelle scuole abruzzesi. In particolare, la risoluzione impegna il presidente della Regione a sottoscrivere un protocollo di intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per sancire tale divieto.

Ma è bene additare al pubblico ludibrio gli altri squallidi consiglieri regionali firmatari: Sandro Mariani del PD, Luciano Monticelli del PD, Lorenzo Sospiri ed Emilio Iampieri di Forza Italia, Alessio Monaco e Lorenzo Berardinetti di Regione Facile, Mario Olivieri di Abruzzo Civico, Mauro Di Dalmazio di Abruzzo Futuro, Giorgio D’Ignazio di NCD e Maurizio Di Nicola di Centro Democratico.

Non può sfuggire che Mariani e Monticelli fanno parte dello stesso PD che al Parlamento sta facendo approvare la legge sulle unioni civili osteggiata dal mondo cattolico, una abnorme incongruenza che suscita orrore e raccapriccio.

L’ignorantissimo Paolo Gatti ha dichiarato: “tale teoria (gender) non ha senso farla diventare materia di studio a scuola. Non è pensabile che tali teorie siano da intendersi come ‘bisogno educativo’ da proporre nelle scuole”.

Peccato solo che non esista alcuna teoria, né dottrina, né ideologia gender, bensì solo degli studi di genere che si occupano di analizzare fattori sociali e culturali dell’identità di genere e della sessualità. Per cui la risoluzione di Gatti è un caso letteralmente inventato ad arte.

Il ventriloquo di Paolino Tancredi, cioè il consigliere regionale Giorgio D’Ignazio, ha invece dichiarato: “Il provvedimento mira a difendere i nostri figli da una teoria che rifiuta aprioristicamente il concetto di uomo e donna ed attribuisce all’individuo la sessualità che ritiene di sentire”. Considero D’Ignazio troppo poco attrezzato culturalmente per meritare una risposta.

Ai cittadini invece è opportuno ricordare che la risoluzione approvata dal Consiglio Regionale è una strumentalizzazione politica di retrive posizioni ideologiche veterocattoliche.

Infatti, a tagliare la testa al toro, ci aveva già pensato il Ministero dell’Istruzione nel luglio 2015, emanando una circolare nella quale viene chiarito come non esista alcuna “teoria del Gender” tra i temi affrontati dalle scuole italiane, ragione per cui il Ministro Giannini ha denunciato come una vera e propria “truffa culturale” quella perpetrata da tutti coloro che alimentano queste invenzioni.

È pensabile che Paolo Gatti e gli altri vergognosi sottoscrittori e sostenitori della risoluzione regionale non conoscessero nemmeno le circolari del governo nazionale?

È pensabile che Sandro Mariani e Luciano Monticelli siano talmente ignoranti da non sapere cosa faccia il loro Governo Renzi e cosa dica il loro Partito Democratico?

Naturalmente sapevano perfettamente tutto, ma hanno trovato utile al loro tornaconto politico caratterizzare la loro appartenenza al mondo cattolico, strizzando l’occhiolino alla più arretrata società abruzzese che rappresenta il loro bacino elettorale.

Tanto più che se il Ministero dell’Istruzione ha già escluso qualsiasi tipo di insegnamento di teorie gender nella scuola italiana, l’apposita circolare ministeriale del luglio scorso è formalmente applicata anche dall’Ufficio Scolastico Regionale dell’Abruzzo.

Che sciatteria istituzionale. Che volgarità intellettuale. Che menagrami politici.

Non ci vorrebbe particolare acume per sperare in un mondo in cui le persone (uomini e donne, femmine e maschi, eterosessuali e omosessuali, trans e Lgbt) coesistano civilmente in una società evoluta che riconosca a tutti i medesimi diritti civili e in cui i nostri figli vengano educati al rispetto reciproco di chiunque.

Tranne che dei politici di cui sopra. Da ostracizzare in ogni sede. Da prendere a sputi in faccia ovunque li si incontri. Da additare per la strada come nemici della società, come insegno ogni giorno ai miei figli quando li incontro davanti alla scuola.

14 Responses to "“Teoria Gender”: chiarire i concetti affinché i cittadini possano farsi un’opinione senza pregiudizi"

  1. Leda Santosuosso   27 gennaio 2016 at 19:40

    Grande!!!!!!
    meno male che c’è il fatto teramano!!!!

  2. Massimo Micaletti   27 gennaio 2016 at 20:14

    “Sesso e genere sono pertanto concetti slegati fra loro e indipendenti: il corredo biologico non impone un processo di costruzione dell’identità di genere necessariamente aderente al patrimonio genetico. E ciò perché il concetto di genere è il risultato di un processo culturale suscettibile di modifiche ed interazioni, oltre che di scelte individuali che sarebbe finanche ridicolo sindacare (proprio per non violare il diritto di ciascuno ad autodeterminarsi e a manifestarsi all’esterno come meglio crede)”

    Ecco, Cri’: questa è la teoria gender, non avresti potuto enunciarla meglio. Bene: questo assunto non ha alcuna base scientifica. E’ indimostrato, è una petizione di principio. E le petizioni di principio non si insegnano a scuola.

    Considera poi che sulla base della teoria gender (e dichiaratamente sulla base di essa, se leggi l’articolo lo puoi constatare) si è arrivati ad insegnare ai bambini dell’asilo a toccare i genitali propri ed altrui:

    http://www.radiospada.org/2015/03/care-amiche-del-rispetto-cosi-so-bboni-tutti/

    La teoria gender è stata formulata per primo da John Money, Psicolgo e Sessuologo neozelandese che riscosse un grande successo tra le femministe e certi movimenti LGBt, un po’ meno tra i suoi pazienti che finirono in gran parte suicidi o in depressione.

    Peraltro, laddove viene adottata la teoria gender per la repressione delle discriminazioni è provato che anzi esse aumentano, perché la soluzione non è quella e si regge solo su dati falsati.

    http://www.radiospada.org/2015/12/ritirato-uno-studio-lgbt-ancora-una-volta-avevano-falsificato-i-dati/

    Ti faccio peraltro presente che il Ministro Giannini è quella che ha detto che a scuola (secondo superiore) si può leggere “Sei come sei”, un libro in cui si descrive un rapporto orale omosessuale con dovizia di particolari ed altre amenità.

    http://www.radiospada.org/2014/05/libera-mazzucco-in-libero-stato-o-no/

    Non solo. il gender nella buona scuola, checché ne dica il ministro, è presente all’art. 16, che fa riferimento ad atti e convenzioni che sulla teoria gender si fondano.

    http://www.radiospada.org/2015/09/il-referendum-contro-la-riforma-buona-scuola-firmare-o-no/

    Insomma, Cri’, se vuoi prendertela con Gatti e Brucchi liberissimo; ma se vuoi guardare al gender per come stanno le cose, propaganda e piagnistei a parte, non ci siamo.

    Ps mi spieghi come mai se la teoria gender non esiste, ogni volta che viene adottato un atto che la vieta qualcuno si arrabbia? 😉

  3. Jesus   27 gennaio 2016 at 20:23

    Ma quando i politici trioieggiano da mane a sera all’elettorato cattolico va tutto bene?

  4. Leda Santosuosso   27 gennaio 2016 at 20:59

    caro Massimo Micaletti lei deve aver avuto un’infanzia veramente repressa!!!
    🙂
    ho letto solo il primo articolo che lei ha linkato. Mi rifiuto di leggere gli altri.
    Io da piccola (ma ahimè sono cresciuta libera da dogmi cattolici non essendo stata nemmeno battezzata dai miei genitori!!) ho giocato al dottore con mio fratello e altri piccoli amici del condominio…ci si toccava eccome!
    La masturbazione per la chiesa è un peccato!
    Invece la masturbazione aiuta a conoscere il proprio corpo e a vivere una sessualità più appagante da adulti.
    Non si è mai mascherato da donna ad un carnevale?
    Non ha mai indossato un paio di scarpe con i tacchi di sua madre?????
    Lei pensa che tutto questo crei confusione???
    Fa peccato un uomo se prende in mano un ferro da stiro ?
    Lei lo prende un autobus se l’autista è donna?

    sarà che da piccola ho letto “Extraterrestre alla pari”….. lo legga anche lei! E’ un libro per ragazzi ma apre la mente!

  5. AntonioP   28 gennaio 2016 at 10:44

    Complimenti per l’articolo a Christian Francia e velo pietoso all’articolo di Massimo Micaletti. Spero che mia figlia di un anno e mezzo non incontri mai nel suo percorso scolastico insegnanti con tali tare mentali.

  6. Pietro Ferrari   28 gennaio 2016 at 11:28

    Nonostante i vergognosi e criminali fallimenti di John Money, la Fondazione Rockfeller tramite la “John Hopkins University” e il New York Times elogiavano il suo libro “Man and woman, Boy and girl” come molto importante da un punto di vista scientifico. Quattrini e perversione vanno assai d’accordo. Alfred Kinsey e la cricca abortista hanno sempre avuto come progetto anche quello di cancellare l’idea della “normalità sessuale”, sdoganando la stessa pedofilìa come pratica sessuale “liberatoria” e con Mario Mieli (nel suo Elementi di Critica Omosessuale) la transessualità come “adatta ad esprimere la pluralità delle tendenze dell’Eros e l’ermafroditismo originario di ogni individuo”.

    Il presunto “ermafroditismo originario” rimanda al mito dell’ androgino e quindi alla Kabbalah; altro che teorie che non esistono! Vecchie quanto il cucco e rispolverate dalla rabbiosa ed autodistruttiva propaganda delle morenti perché insignificanti sinistre occidentali. Tali teorie sono farcite di ideologìa lesbica ultrafemminista ed esoterismo (vedi mio articolo su http://ordinefuturo.net/2015/11/25/gender-e-kabala/ ), che come scrisse la femminsta marxista S. Firestone in “Dialettica dei sessi”, ricercano come obbiettivo “non solo l’eliminazione del privilegio maschile ma della stessa distinzione genitale dei sessi”.

    Judith Butler, lesbica e femminista intervistata da Le Nouvel Observateur nel 1990: “La teoria del gender si sviluppa tra gli Anni Ottanta e Novanta all’incrocio tra l’antropologia statunitense e lo strutturalismo francese … è vero che il sesso biologico esiste ma la teoria del genere non descrive “la realtà” in cui viviamo, bensì le norme eterosessuali che pendono sulle nostre teste … può anche darsi che esista una natura maschile ed una femminile, ma come conoscerle? Come definirle?”. La rivoluzione è ormai direttamente concentrata a sovvertire la natura umana creata da Dio, la stessa genetica che assieme alla logica ed al buon senso vengono percepite come gabbie patriarcali.

    Caro Cristian così scrivi:

    “Nel sistema costituzionale italiano non sono ammesse una cultura ed un’arte di Stato, ma soprattutto viene sancito il seguente principio: “La libertà di insegnamento consiste nel garantire il docente contro ogni costrizione o condizionamento da parte dei pubblici poteri” (Enciclopedia del Diritto De Agostini)…Ancora più chiaramente si esprime l’art. 1 del D.Lgs. n. 297/1994 (Testo unico dell’Istruzione valido per le scuole di ogni ordine e grado): “la libertà d’insegnamento è intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente (…) ed è diretta a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni”.”

    Tutto ciò viene meno se poi è porprio il pubblico potere che dall’ONU passando dalla UE fino allo Stato ed ai Comuni cerca in ogni modo di inculcare determinate pseudo-teorie nelle menti dei giovani e dei bambini, prevedendo vere e proprie direttive educative nelle scuole, nonché provvedimenti legislativi, etc. (vedi relazione convegno a Teramo CCC ed RS https://youtu.be/CAYzd6hY9D4 )

    “Questa norma, ovviamente, non concede una licenza di divulgare propagandisticamente tesi o teorie non giuridicamente riconosciute, ivi comprese le convinzioni personali, discrimine questo fra la libertà di insegnamento e la libertà di manifestazione del pensiero.”

    Anche qui come catalogare queste pseudo-teorie, quando tra l’altro vengono occultate tutte le conclusioni scientifiche ad esse contrarie? L’illogicità dei difensori del gender veniva ben evidenziata da Ilaria Pisa proprio qui ( su. http://www.ilfattoteramano.com/2015/05/21/linvenzione-del-gender-convegno-teramo-sala-arca-largo-s-matteo-22-maggio-ore-16%e2%80%8f/ ).

    “Tanto più che se il Ministero dell’Istruzione ha già escluso qualsiasi tipo di insegnamento di teorie gender nella scuola italiana, l’apposita circolare ministeriale del luglio scorso è formalmente applicata anche dall’Ufficio Scolastico Regionale dell’Abruzzo. ”

    Quindi queste teorie alla fine….. esistono! Ovviamente è impossibile fidarsi del governicchio e della Giannini e quindi risulta assai provvidenziale quanto Basilicata ed Abruzzo hanno fatto in Italia come prime regioni: alzare una barriera contro questo delirio. A Teramo nel Giugno 2015 sono bastati 4 minuti all’Avv. Gianfranco Amato per far capire cosa sia la “teoria gender”, quattro minuti soltanto per togliere la confusione a chi è in buona fede: https://youtu.be/vRL4J3rvC2Y e convincerlo che la decisione del Consiglio Regionale è stata improntata al buon senso, perché sarebbe assurdo e folle concepire le elucubrazioni genderiste come bisogni educativi.

    L’autore teatrale Kate Bornestein, transgender conferma come: “La fluidità di genere è la capacità di diventare, liberamente e consapevolmente, di uno o di molti in una serie infinita di generi, per qualsiasi priodo di tempo o con quaklsiasi rapidità di cambiamento”. Le differenze vanno omologate e il genere registrato alla nascita non deve identificare il soggetto. Tutto ciò rappresenterebbe l’anarchìa dissolutoria come fase terminale di una plurimillenaria civiltà. Noi non lo vogliamo.

    Insomma la teoria del gender è un mix orgiastico di trotzskismo pornomane e freudismo marxista, un tempo schifati dallo stesso PCI che cacciò via Pasolini per indegnità morale ed attualmente dai comunisti russi che propongono alla Duma, leggi penali contro la propaganda omosessualista che è la base ideologica del genderismo.Uno strumento per trasformare in maiali quegli esseri umani che invece, con una coscienza retta e lucida, potrebbero ribellarsi ad un sistema finanziario che li ha resi schiavi.

  7. Anonimo   28 gennaio 2016 at 13:11

    Vede signor Francia quante teste di cazzo ci sono in giro?
    Erudite si, ma sempre delle gran teste di cazzo.
    Cara signora Leda con certa gente è impensabile intavolare una discusione, hanno il cervello avvolto nella mortadella, sono impenetrabili.
    (buona questa: impenetrabili)

  8. Massimo Ridolfi   28 gennaio 2016 at 15:00

    Una lettera

    Caro Christian, ho letto il tuo articolo:
    concetti troppo difficili per un popolo
    campione di ignoranza, che corre
    a coprire capolavori
    per il primo beduino–teocrate–dittatore
    con la saccoccia piena
    che passa per Roma,
    e che questa classe politica
    interpreta perfettamente.
    Saluti. Massimo.

  9. AntonioP   28 gennaio 2016 at 15:14

    Essi votano. Ovvero l’evidente fallimento del suffragio universale.

  10. Massimo Micaletti   28 gennaio 2016 at 18:09

    Amici miei, non vi firmate? Non valete nulla, pure meno di quel che scrivete.
    E non firmandovi siete voi i primi a renderne contezza, poveracci.

    Buona serata.

    PS onore a Leda Santosuosso che ha posto il nome accanto a quel che scrive. Spero ci ripensi e legga gli articoli e la bibliografia.

  11. Ilaria   28 gennaio 2016 at 19:16

    Massimo e Pietro hanno risposto in maniera impeccabile all’articolo di Cristian, che sicuramente -essendo persona intelligente, a differenza di molti leoni da tastiera che vedo qui sopra- ha in mano tutti gli elementi per farsi un’idea di come stanno le cose.
    Sugli altri commenti, degni di belve rabbiose con la bava alle fauci, c’è solo da stendere un pietosissimo velo.

    Grazie e buona serata

    Ilaria Pisa

  12. Leda Santosuosso   1 febbraio 2016 at 10:24

    Segnalo altro articolo scritto molto bene:
    http://www.azione-civile.net/la-buona-scuola-e-pessima-ma-non-ce-alcuna-teoria-gender/

  13. Pino   5 febbraio 2016 at 10:06

    Massimo Micaletti!?!? Per l’amore di Dio!!! Amen

  14. Libero pensatore   23 luglio 2017 at 13:03

    A mio avviso la teoria del gender, o gli studi sul gender, se preferiamo chiamarli cosi, non sono e non possono essere considerati credibili.
    Purtroppo la biologia, inquanto scienza, non è un fatto opinabile. I ruoli costruiti intorno le differenze sessuali non sono sbagliati, inquanto da sempre essi furono funzionali al migliore sviluppo della razza umana. Oggi li si puo contestare perche, con non viviamo piu epoche arcaiche dove l’utilitá del lavoro maggiormente pesante era ad esclusivo appannaggio degli uomini. Con la rivoluzione industriale ed il progresso che ne è conseguito, la figura dell’uomo come maggior pilastro del sostentamento della propria famiglia è venuta a mancare sempre piu. Sono cambiati i tempi, è subentrata una maggior democrazia e le donne, gia da tempo, hanno potuto cimentarsi in ogni campo socilale e della vita. Fin qui è democrazia e non ci sarebbe nulla da aggiungere. Ma sembra però che questo non debba piu bastare loro: adesso si voglio pure decostruire i ruoli ed i comportamenti dei due sessi, attraverso questa campagna politica che si finge scientifica, ma che di scientifico non ha nulla. Se nell’articolo si citava l’esempio dell’uomo che stira le camice a casa e la donna che invece guida il jet, si puo concretamente affermare di un esplicito tentativo di manipolazione delle menti dei bambini, ancora sufficientemente elastiche e prive di quelle fondamentali nozioni che possano ammortizzare l’impatto che un tale argomento ha su di loro. “Decostruire i ruoli”, questo è quanto si sa in merito ai discorsi sul gender. Decostruire, ovvero smettere di essere quello che si è per natura e scegliere di essere cio che si vorrebbe per se stessi. Se non fosse per il fatto che chi volesse mantenere la sua identitá di uomo o di donna non potrebbe esplicarla al massimo, inquanto la societá non sarebbe piu aperta ad accettare l’uomo o la donna come tali. Ma soprattutto l’uomo. Esserlo perderebbe il suo significato, la sua connotazione. Ritengo che questa teoria non scientifica, sia solo lo strumento di una classe politica estremamente femminista, che in anni, decenni interi di operato, sta finalmente per raggiungere il suo scopo ultimo, ovvero decostiture l’uomo in favore di una figura di nuova donna libera dalle restrizioni culturali e sociali derivanti dalle differenze biologiche. Ma se tali differenze esistono in natura, non si possono ignorare, perche non coinvolgono solo i nostri comportamenti sociali, ma la nostra identitá piu intima, il nostro Io. Personalmente non appoggerò mai questa assurda proposta. Inquanto uomo e felice di esserlo io non voglio essere “decostruito” da nessuno, se permettete. Ne Ne tantomeno la mia possibile discendenza maschile o femminile che sia, a meno che in questa discendenza non ci sará chi vorrá cambiar spontaneamente sesso, in base le proprie attitudini personali. Ma in quel caso sarebbe una sua legittima e giusta scelta, non un indirizzo di comportamento sociale, perche la sessualitá ed i comportamenti da essa derivati non sono un semplice costrutto sociale, ma piuttosto il frutto di una lunga e travagliata storia dell’ umanitá. Ci troviamo di fronte l’assurdo di un atto di dittatura (perche malgrado le opinioni discordanti gia si studia a scuola e si fanno corsi in ogni dove) spacciato per democrazia! La democrazia esisteva gia nel momento in cui chiunque poteva scegliere per se il diritto di fare ed essere quello che voleva. Anche cambiar sesso, grazie alla scienza. Ma almeno quella è scienza vera. È medicina. Gli studi sul gender vanno molto oltre quindi, favorendo soprattutto la crescita della classe femminile a sfavore della cultura maschile, che a questo punto perderebbe la sua ragion d’essere. Spero che sempre piu uomini si rendano conto di quello che sta avvenendo ed abbiano la coscienza di reagire, dicendo la propria, cosi come ho fatto io. Perche nel dibattito democratico non si dovrebbe mai ascoltare una sola campana ed anche noi abbiamo il diritto di intervenire su un argomento tanto insidioso, che ci riguarda tutti personalmente da vicino.

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