“Il Gatti-pardo”: cambiare niente affinché tutto cambi

“Il Gatti-pardo”: cambiare niente affinché tutto cambi

di Christian Francia  –

Brucchi - ciò che non mi uccide me la suca
Maurizio Brucchi: azzerato dal suo annunciato “azzeramento”

Maurizio Brucchi è l’unico ad uscire con le ossa rotte dal pluriannunciato azzeramento della sua Giunta, conclusosi con un clownesco “marameo”. Del resto, se annunci la rivoluzione per mesi e poi te ne esci con un “abbiamo scherzato!”, il minimo che ti può accadere è che pure i più leccaculi fra i servili giornalisti su piazza si innervosiscano un poco.

E se pure la stampa, che a Teramo è amica a prescindere di chi comanda, ti si mette contro e pensa che oramai sei un sindaco quaquaraquà, a occhio e croce non ti resta molto da vivere della tua carriera politica.

Nemmeno un mentecatto avrebbe pensato di promettere a telecamere unificate l’annientamento dei propri nove assessori, salvo poi tenerseli tutti. È evidente che essendo questa una crisi tutta interna alla maggioranza, lo sconquasso del nulla di fatto avrà ripercussioni gravissime proprio in maggioranza:

– Chi aspirava ad un posto in giunta ha dovuto mangiare merda;

– Chi aspirava a rientrare fra i banchi del consiglio, cioè i primi fra i non eletti delle liste di maggioranza, ha dovuto mangiare merda;

– I nove assessori, messi sotto accusa dal sindaco stesso che li aveva integralmente minacciati di azzerarli, hanno dovuto giocoforza incrinare il loro rapporto di fiducia con Brucchi, e anche se ne escono tutti confermati il vaso rotto e rincollato non è uguale a quello integro;

– L’unico ad aver rifiutato l’assessorato, il consigliere Dodo Di Sabatino, è già pronto a votare la sfiducia a Brucchi non appena D’Alfonso riterrà maturo il tempo;

– Il consigliere Raimondo Micheli, che voleva un incarico e non ho ha ottenuto, è pronto a far cadere l’Amministrazione sin da subito;

– Il consigliere Mimmo Sbraccia pare che da tempo se la faccia politicamente con Sandro Mariani del PD (qualcuno insinua al solo scopo di sistemare la progenie con un bel posto fisso alla ASL), per cui è anch’egli pronto a staccare la spina alla maggioranza;

– Il consigliere Guido Campana è incazzato da tempo perché anche lui è privo di incarichi ben remunerati, per cui attende l’ordine dal capobastone Mauro Di Dalmazio di fare fuoco su Brucchi;

– Il consigliere Angelo Puglia è addirittura uno dei segretari nominati dal consigliere regionale Mauro Di Dalmazio e stipendiati dalla Regione, per cui spegnerà la luce non appena il capo dovesse richiederlo;

– Il consigliere Franco Fracassa, da mesi in predicato di divenire assessore, è colui che nutriva le ambizioni più consistenti, per cui è il più inculato di tutti e ovviamente il più incazzato di tutti;

– Il consigliere Domenico Narcisi, che aspirava pure lui ad una poltrona assessorile, ha aspirato il peto del sindaco,

– Il consigliere Vincenzo Falasca, critico senza costrutto, vaso di coccio nella scuderia dei brocchi di Paolo Gatti, ha assaporato la presa per il culo;

– Chi in maggioranza sperava di poter vantare almeno una riduzione del numero degli assessori, non potrà vantare una pippa;

– Chi in maggioranza sperava di poter vantare almeno una riduzione degli stipendi assessorili, verrà sbertucciato ancora;

– Chi in maggioranza sperava di poter fare le scarpe almeno a Milton Di Sabatino, che finge da mesi di aver messo a disposizione la sua ben remunerata poltrona da presidente del consiglio comunale (salvo restarci attaccato con la colla), le scarpe se l’è prese nel didietro;

– Brucchi stesso avrebbe almeno voluto rimischiare qualche delega insignificante, per poter quantomeno giustificare ai media i roboanti annunci sul rimpasto, sul rimescolamento, sulle novità annunciate all’infinito, ma Gatti e Tancredi gli hanno tappato la bocca, costringendolo alla figuraccia più misera della sua vita pubblica, cioè quella della marionetta eterodiretta.

Però non è vero che nulla è cambiato: chi come me lo incontra ogni giorno, sa che il sindaco sta ingrassando a vista d’occhio, è gonfio come un otre ed ha montato una panza di quelle che nemmeno all’Octoberfest. Per cui è lui ad essere cambiato, nel senso di lievitato.

Con uno scenario del genere, è impensabile immaginare una conclusione naturale della consigliatura nel 2019, si può stare anzi più che certi che si voterà nel 2017, anche perché nel 2018 ci sono le elezioni politiche e coloro che aspirano ad un seggio in Parlamento nel collegio teramano hanno tutto l’interesse a farsi tirare la volata dall’Amministrazione del Capoluogo provinciale.

Ma il vero segnale della perdita di lucidità, del declino inesorabile, dell’incamminarsi sul viale del tramonto, Brucchi lo dà con il suo comunicato stampa, laddove dice testualmente: mi aspetto, da parte della Giunta che io ho confermato, un atteggiamento che mi convinca che la mia è stata una scelta giusta.

Se l’italiano ha ancora un senso, questa frase significa che il sindaco non è per nulla convinto che la conferma integrale dei nove assessori sia una scelta giusta. Ma se non è convinto, perché allora li ha confermati? Evidentemente per servilismo nei confronti dei capibastone Gatti e Tancredi.

Ne deriva quindi che lo stesso sindaco è convinto di non stare operando per il bene della città, bensì per il bene delle correnti politiche che lo tengono in pugno.

Però la frase di culto che Brucchi scolpisce nel marmo è la seguente: il rispetto verso il prossimo ha sempre caratterizzato il mio modo di essere; non sono mai stato disponibile, né tantomeno costretto, a scendere a compromessi, men che meno politici, finalizzati al mantenimento e/o conseguimento di privilegi personali”.

Tali affermazioni, falsissime dalla prima all’ultima, sono la classica “excusatio non petita, accusatio manifesta”, sono la conferma inequivoca che Brucchi da quando è in politica pensa solo ai cazzi suoi:

1) perché ha fatto assumere sua moglie alla Te.Am. S.p.A. senza selezione alcuna e in maniera del tutto illegittima;

2) perché ha fatto fare carriera alla moglie nella società pubblica controllata dal Comune di Teramo;

3) perché ha sempre illegittimamente conservato per sé la delega ai rapporti con la Te.Am. al fine di non far ficcare a nessun altro il naso negli affari di famiglia;

4) perché ha sempre violato la normativa sul conflitto di interessi, partecipando e votando sempre alle deliberazioni concernenti la Te.Am.;

5) perché ha sempre fatto parte illegittimamente del “Comitato ristretto dei Sindaci” che controlla la ASL di Teramo della quale egli è dipendente;

6) perché ha nominato assessore comunale la figlia del suo Capo Dipartimento, presso il quale lavora;

7) perché ha sempre svolto – in modo infame – il suo ruolo di sindaco del Capoluogo nei ritagli di tempo, non essendosi mai messo in aspettativa dal suo lavoro di medico ospedaliero per dedicarsi a tempo pieno alla sua città, come sarebbe stato doveroso;

8) perché ha sempre percepito il suo doppio lauto stipendio di medico e di sindaco, oltre al terzo lauto stipendio pubblico percepito dalla moglie.

Giudicate voi se questi fatti inoppugnabili non rappresentino il “conseguimento di privilegi personali”, pervicacemente perseguiti e tenacemente difesi da colui che risponde al nome di Maurizio Brucchi.

Buona Giunta a tutti. Povera Teramo.

11 Responses to "“Il Gatti-pardo”: cambiare niente affinché tutto cambi"

  1. ern   22 gennaio 2016 at 8:06

    uno spettacolo vergognoso per un degno pubblico pagante

  2. Anonimo   22 gennaio 2016 at 13:51

    Purtroppo i Teramani in totale stato di bisogno come tutto il resto del paese, continuano a credere alle promesse di lavoro di costoro, che al 3% sono stati elargiti ad amici, votanti e parenti, ma si dovrebbe capire, che bisognerebbe tagliare questo cordone ombelicale infetto, per cominciare a sperare di riportare la suddetta percentuale, quantomeno al 10%, ma soprattutto, per posti di lavoro che non vengano assegnati in base alle conoscenze di queste brutte persone ed anche arroganti, ma a persone competenti e meritevoli.

  3. scaccomatto   22 gennaio 2016 at 14:28

    Hai detto benissimo: il dodo è già pronto a votare la sfiducia ed è quello che a Brucchi “hanno” fatto capire.
    L’unico modo per stanarlo era questo: mossa perfetta.
    Più gente cambierà casacca e più saranno le possibilità per il centro destra di rivincere le elezioni.
    Una volta tolti di mezzo i vari, piccoli, insignificanti rompicoglioni il gioco sarà fatto.

  4. francesco di luigi   22 gennaio 2016 at 17:49

    Senza contare che spesso gli assessori si aggirano, chissà per quale motivo, nel suo reparto.

  5. Anonimo   22 gennaio 2016 at 20:05

    Teramo merita questo tipo di persone, un paese depresso, arretrato, provinciale e che è rimasto indietro e non è mai voluto crescere.
    Nessuna meraviglia .

  6. Anonimo   22 gennaio 2016 at 20:07

    Una città così depressa ha il sindaco che si merita !!

  7. il paladino   23 gennaio 2016 at 10:48

    Brucchi hai veramente fatto una figuraccia, dimettiti!!!!!

  8. Diego   25 gennaio 2016 at 23:17

    Siete anche voi dei pagliacci!!! Ora vi candidate con Gatti!! Davvero questo blog non ha più ragione di esistere….asserviti al potere!!

  9. ilfattoteramano   26 gennaio 2016 at 9:29

    Caro Diego,
    se ti droghi ti possiamo consiliare una comunità di recupero.
    Il nostro imperativo è di mandare in pensione (non retribuita da noi) Gatti, Tancredi, Manola, centrodestra e centrosinistra.
    Per cui Teramo 3.0 mai e poi mai si alleerà con i dinosauri che infestano questa città dal 1946 senza soluzione di continuità familiare.
    Stampati e conserva questo commento. Al momento opportuno potrai verificare se siamo stati coerenti o meno con quanto abbiamo sempre dichiarato.
    A presto.

  10. giovanna   27 gennaio 2016 at 10:26

    BRUCCHI, IL PEGGIOR SINDACO DELLA STORIA TERAMANA!!!
    A TERAMO C’ERA SOLO UNA FIGURA POLITICA CHE POTEVA PERDERE CONTRO DI LUI … E IL PD COSA HA FATTO??? HA PENSATO BENE DI CANDIDARLA!!!

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